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Bombolette spray pressurizzate con g.p.l. ...

Bombolette spray pressurizzate con g.p.l.
Lettera Circolare

L’Italia ha sottoscritto in sede internazionale accordi
tendenti alla riduzione dell’impiego dei c.f.c. (clorofluorocarburi)
per fini ecologici nel settore delle preparazioni degli aerosol. La
predetta riduzione comporta l’impiego sostitutivo dei g.p.l. come
nuovo propellente in quanto allo stato attuale non sembrano esservi
altri prodotti idonei a tale funzione .
Tale esigenza è stata manifestata a questo Ministero da parte del
Ministero dell’Industria e del Commercio il quale ha richiesto
formalmente di valutare la questione sotto l’aspetto della sicurezza
antincendi. Da un attento esame delle vigenti normative nel settore
del g.p.l. risulta che la materia è compiutamente normata dalle
seguenti disposizioni:
a) per depositi di g.p.l. di capacità tra 0 e 5 mc.: D.M. 31 marzo
1984;
b) per depositi di g.p.l. di capacità tra 5 e 50 mc.: Circolare
Ministeriale n. 74 del 20 settembre 1956;
c) per depositi di g.p.l. con capacità da rientrare nelle «attività a
rischio d’incidente rilevante», oltre alle norme in precedenza
indicate, le disposizioni da applicare sono quelle di cui al D.P.R.
175/88 e del relativo D.P.C.M. del 1989.
Non sussistono pertanto motivi ostativi all’utilizzo del gas di
petrolio liquefatto in lungo dei clorofluorocarburi, per la
pressurizzazione delle bombolette spray. Si ribadisce comunque che gli
impianti di riempimento e lo stoccaggio delle bombolette stesse sono
soggetti alle visite ed ai controlli di prevenzione incendi qualora i
quantitativi di g.p.l. impiegati superino i limiti inferiori previsti
per attività di cui al D.M. 16 febbraio 1982.
Ciò premesso, per consentire una più agevole traslazione delle
prescrizioni di sicurezza antincendio al caso dei depositi di g.p.l.
presso gli stabilimenti aerosol, a titolo puramente orientativo si
riportano in allegato i punti delle prescrizioni vigenti,
rispettivamente riferiti ai vari tipi di depositi di g.p.l. prima
citati. Allegato
1. Applicazione di norme esistenti ai depositi di g.p.l. con
capacità tra 0 e 5 mc. L’applicazione delle misure di
prevenzione e di protezione antincendio fa riferimento a quanto
riportato nel D.M. 31 marzo 1984, titoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7,
10. Prospetto delle prescrizioni di sicurezza applicabili ai
depositi di g.p.l. fino a 5 mc. degli «impianti aerosol ».
Prescrizioni tratte dal D.M. 31 marzo 1984 che possono
utilizzarsi. – Titolo 1, art. 1.1.
– Titolo 1, art. 1.2.
– Titolo 2, art. 2.1.
– Titolo 2, art. 2 3.
– Titolo 2, art. 2.4.
– Titolo 2, art. 2.5.
– Titolo 3, art. 3.1.
– Titolo 3, art. 3.1.2.
– Titolo 3, art. 3.1.3.
– Titolo 3, art. 3.1.4.
– Titolo 4, art. 4.1.
– Titolo 4, art. 4.1.1.
– Titolo 4, art. 4.1.2.
– Titolo 4, art. 4.2.
– Titolo 4, art. 4.3.
– Titolo 4, art. 4.3.1.
– Titolo 4, art. 4.4.
– Titolo 4, art. 4.4.2.
– Titolo 4, art. 4.5.
– Titolo 4, art. 4.5.1.
– Titolo 4, art. 4.5.2.
– Titolo 4, art. 4.5.3.
– Titolo 4, art. 4.5.4.
– Titolo 4, art. 4.6.
– Titolo 4, art. 4.6.1.
– Titolo 4, art. 4.6.2.
– Titolo 4, art. 4.6.3.
– Titolo 4, art. 4.7.
– Titolo 5, art. 5.1.
– Titolo 5, art. 5.2.
– Titolo 5, art. 5.3.
– Titolo 6, art. 6.1.
– Titolo 6, art. 6.2.
– Titolo 7, art. 7.1.
– Titolo 7, art. 7.2.
– Titolo 7, art. 7.3.
– Titolo 10, art. 10.1.
– Titolo 10, art. 10.2.
– Titolo 10, art. 10.3.
– Titolo 10, art. 10.4.
– Titolo 10, art. 10.5.
– Titolo 10, art. 10.6.
– Titolo 10, art. 10.7.
– Titolo 10, art. 10.8. Note: I titoli 8 e 9 non sono
inclusi nell’applicazione. Infatti il titolo 8 riguarda le
caratteristiche delle autocisterne. Il titolo 9 riguarda i mezzi di
difesa antincendio; esso viene sostituito da quanto previsto in merito
dalla Circolare Ministeriale n. 74/56.
Le prescrizioni riportate nei titoli successivi al titolo 10 del D.M.
31 marzo 1984 non sono incluse perché riguardano aspetti non
comparabili e non presenti negli stabilimenti di aerosol.
Infine negli stabilimenti con depositi di g.p.l. tra 0 e 5 mc., per
quanto riguarda il «locale confezionamento di bombolette» ed il
«locale magazzino delle bombolette» in pallets si conferma
l’applicazione delle specifiche prescrizioni tratte dalla Circolare
Ministeriale 74/56 in quanto nel D.M. 31 marzo 1984 non vi
sono prescrizioni riferibili alle caratteristiche dei locali predetti.
2. Applicazioni di norme esistenti ai depositi di g.p.l. fino a
50 mc.
Negli stabilimenti aerosol aventi il deposito di g.p.l. della
capacità fino a 50 mc., dal punto di vista delle misure di prevenzione
e di protezione antincendio risulta possibile e corretta
l’applicazione della Circolare Ministeriale n. 74 del 20 settembre
1956, Parte prima, Titoli I, II, III, IV, V, VI, VII.
Di seguito si riportano alcune note di chiarimento riferite agli
articoli della circolare sopra citata estensibile agli aerosol.
Note di chiarimento all’art. 2
Il testo nomina solamente «stabilimenti di riempimento e travaso
di g.p.l. in bombole». Nel termine «stabilimenti» si può intendere
incluso anche lo stabilimento di aerosol in quanto esso dispone di
punto di travaso, di serbatoi fissi, di locale pompe, di locale
imbottigliamento, di magazzino di deposito, di locali destinati a
servizi accessori. Ai punti 4 e 5 dell’art. 2 si parla di «bottiglie»
e di «recipienti portatili». Si possono intendere incluse in tali
termini anche i «generatori aerosol » . Note di chiarimento
all’art. 6
Il testo nomina il «deposito bottiglie piene» ed il «locale
imbottigliamento». Nei citati termini si possono intendere compresi i
depositi generatori pieni aerosol e la «cabina o l’area per
riempimento dei generatori» di aerosol. Note di chiarimento
all’art. 10
Lettera a) il testo è estensibile anche allo stabilimento
di produzione aerosol che è l’equivalente dell’impianto di riempimento
e travaso. Note di chiarimento all’art. 12
Tra i locali a rischio è citato il locale di riempimento delle
bottiglie.
Nel termine si può comprendere il locale o la cabina di
condizionamento dei generatori aerosol. Note di chiarimento
all’art. 16
Vale per quanto riguarda il dispositivo di prova della tenuta del
riempimento.
Non può essere applicato, invece, per il dispositivo del vuoto nel
recipiente e per la relativa tubazione di scarico con sistema a
condensa, con valvola e rete tagliafiamma.
Infatti per i «generatori aerosol» è esclusa la riutilizzazione dalle
disposizioni del D.P.R. n. 741/82, n. 271. Note di chiarimento
all’art. 27-bis
Le indicazioni relative sono specifiche per le bombole di g.p.l. e
non risultano estensibili ai «generatori aerosol».
Pertanto, con i chiarimenti sopra riportati, gli articoli dall’1 al
28, con esclusione dell’art. 27-bis, della Parte I della Circolare
Ministeriale n. 74 del 20 settembre 1956 contengono le
prescrizioni di prevenzione incendi traslabili agli stabilimenti di
produzione di generatori aerosol. 3. Applicazione di norme
esistenti ai depositi di g.p.l. con capacità tale da rientrare tra le
«attività a rischio d’incidente rilevante». Se il deposito di
g.p.l. nell’ambito di uno stabilimento aerosol raggiunge la capacità
che fa scattare l’applicazione del D.P.R. 175/88 e del D.P.C.M.
del 1989 ad esso relativo, dovrà essere seguita la procedura
stabilita da tali provvedimenti con tutti gli adempimenti connessi.
Nel contesto delle disposizioni sulle attività a rischio d’incidente
rilevante è opportuna una precisazione.
I «magazzini aerosol di tipo industriale» contenenti i pacchi di
bombolette di aerosol, ai sensi di quanto previsto nella parte II
della Direttiva CEE 88/610 (che ha modificato parzialmente la
precedente Direttiva CEE 82/501), sono classificabili nella Categoria
4, «sostanze e preparati classificati come facilmente o estremamente
infiammabili» anziché nella Categoria 3, «sostanze e preparati
gassosi» in quanto i generatori aerosol non possono, dal punto di
vista merceologico essere identificati con il g.p.l. In base a ciò
l’applicazione di quanto disposto all’art. 4 (dichiarazione) e
all’art. 5 (notifica) comporta quantità cumulate rispettivamente di
5.000 t. e di 50.000 t. (g.p.l. più sostanze infiammabili). 4.
Applicazione di norme esistenti ad «aree a rischio specifico».
Qualora nell’ambito degli stabilimenti di aerosol vi siano
altre attività «a rischio specifico» come autorimesse, centrali
termiche, gruppi elettrogeni, ecc., saranno applicate a dette attività
le normative di sicurezza ad esse specifiche e attualmente in vigore.
5. Locali di vendita dei prodotti aerosol. Il «prodotto
aerosol» in bombolette, confezionato in più tipi diversificati tra
loro, è da tempo commercializzato e venduto in locali rivendita o in
grandi magazzini insieme ad altri prodotti. Per tali punti di vendita
già vengono applicate le disposizioni di sicurezza antincendio date
dai Comandi Provinciali VV.F. basate fondamentalmente sulle
caratteristiche del locale e comportanti il rilascio del Certificato
di prevenzione incendi.
Ne deriva che lo «status» esistente già opera in modo soddisfacente ai
fini della sicurezza antincendio. 6. Ulteriori misure connesse
alla prassi impiantistica. In aggiunta alle misure di sicurezza
vigenti di cui alla Circolare Ministeriale n. 74/56 e al
D.M. 31 marzo 1984, gli stabilimenti di aerosol sono soliti
applicare correntemente, per prassi impiantistica, ulteriori misure
che contribuiscono a conferire un più elevato livello
prevenzionistico.
A tale proposito si segnalano le seguenti applicazioni:
a) In alcuni stabilimenti di elevata potenzialità, costruzione
di un box in cemento armato idoneo a sopportare senza effetti di
crollo la pressione di un’eventuale esplosione di miscela aria-g.p.l..
Detto box solitamente è posto a piano terra del locale destinato al
riempimento automatico delle bombolette, presenta una superficie di
sfogo verso l’aria aperta in direzione prestabilita e senza ipotesi di
rischio conseguente.
b) A copertura limitato spazio in cui viene effettuato la …

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