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Serbatoi di GPL, in depositi con capacità fino a 5 mc, destinati alla installazione interrata del tipo con protezione catodica e del tipo orizzontale in guscio in polietilene ad alta densità
Lettera Circolare

Si trasmette in allegato il documento di "accordo"
tra questa Direzione Generale e l’Ispesl con il quale le due
Amministrazioni, ciascuna per le rispettive competenze, impartiscono,
nelle more di una emanazione di norme specifiche nell’intero settore,
le direttive tecniche da applicare per le verifiche di costruzione,
impianto ed esercizio su serbatoi di GPL con capacità fino a 5
mc destinati alla installazione interrata secondo le metodologie
indicate nel documento medesimo.Si richiama l’attenzione delle SS.LL.
sull’opportunità di seguire scrupolosamente le procedure di cui
trattasi con particolare riferimento ai paragrafi F del documento
medesimo le quali costituiscono la base essenziale della strategia di
verifica e controllo posta in essere con i precedenti paragrafi A e B.
A tal proposito è necessario che le SS.LL. prendano i contatti
con i direttori dei Dipartimenti periferici Ispesl, peraltro informati
dalla propria Direzione Centrale, per armonizzarsi sulle fasi
operative da attuare in applicazione delle procedure di cui trattasi.
Ogni eventuale osservazione o difficoltà dovrà essere
segnalata a questa Direzione Generale che, di concerto con l’Ispesl,
provvederà a fornire chiarimenti o eventuali ulteriori
disposizioni tecnico-procedurali in proposito.Si fa presente, da
ultimo, che in ordine all’attuazione dei contenuti della parte terza
riguardante "verifiche congiunte" e
"sperimentazione", questa Direzione Generale sta già
provvedendo all’elaborazione di apposite procedure le quali, nello
spirito delle disposizioni testé impartite, mirano ad acquisire
le informazioni necessarie per la predisposizione di una normativa
organica e specifica che riguarderà l’intero settore dei
serbatoi di GPL, con capacità fino a 5 mc, con particolare
riferimento ai controlli periodici previsti dalla normativa vigente.Si
raccomanda l’esatto adempimento.Il Ministero dell’internoDirezione
Generale della Protezione Civile e dei servizi antincendidi concerto
conl’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del
lavoroVista la legge 7 agosto 1990, n. 241 ed in particolare l’art. 15
concernente la facoltà per le amministrazioni pubbliche di
concludere accordi per disciplinare in collaborazione lo svolgimento
di attività di interesse comune;Viste le leggi ed i regolamenti
che disciplinano le rispettive competenze istituzionali;Visto il
decreto ministeriale 21 novembre 1972 "Norme per la costruzione
degli apparecchi a pressione" (G.U. 2 gennaio 1973, n. 1);Visto
il decreto ministeriale 21 maggio 1974 "Norme integrative del
regolamento approvato con R.D. 12 maggio 1927 n. 824, e disposizioni
per l’esonero di alcune verifiche e prove stabilite per gli apparecchi
a pressione" (G.U. 10 luglio 1974, n. 179);Visto il decreto
ministeriale 31 marzo 1984 "Norme di sicurezza per la
progettazione, l’installazione e l’esercizio dei depositi di gas e
petrolio liquefatto con capacità complessiva non superiore a 5
m3" (S.O. G.U. 4 maggio 1984, n. 122);Visto il decreto
ministeriale 29 febbraio 1988 "Norme di sicurezza per la
progettazione, l’installazione e l’esercizio dei depositi di gas e
petrolio liquefatto con capacità complessiva non superiore a 5
m3" (G.U. 9 marzo 1988, n. 57);Tenuto conto che il Ministero
dell’Interno Direzione Generale della Protezione Civile e dei Servizi
Antincendi Servizio Tecnico Centrale Ispettorato Insediamenti
Civili, Commerciali, Artigianali ed Industriali, ha emanato con
circolari P2004 e P2005 del 27 ottobre 1995, disposizioni concernenti
i depositi di gas di petrolio liquefatto di capacità non
superiore a 5 m3, nei quali è previsto l’utilizzo di serbatoi
metallici interrati con rivestimento in resine epossidiche e
protezione catodica ad anodi sacrificali, nonché di serbatoi
metallici ad asse orizzontale ed interrati, collocati all’interno di
un contenitore in polietilene ad alta densità;Sentito il gruppo
di lavoro "Piccoli serbatoi per gas di petrolio liquefatto"
costituito dall’Ispesl nell’ambito del Comitato Tecnico per la
predisposizione di "Specifiche tecniche per l’omologazione
relative ad apparecchi a pressione";In attesa dell’emanazione di
una disciplina organica sulla materia oggetto del presente
accordo,Convengonodi sottoscrivere il presente accordo riguardante la
costruzione, l’impianto e l’esercizio di serbatoi metallici interrati
con rivestimento in resine epossidiche e protezione catodica ad anodi
di sacrificio, e di serbatoi metallici ad asse longitudinale
orizzontale interrati con protezione degli stessi attraverso
l’interposizione di un "guscio" in polietilene ad alta
densità, per depositi di gas di petrolio liquefatto di
capacità complessiva non superiore a 5 m3, al fine di emanare
direttive comuni volte a rendere più efficace l’azione
amministrativa ed a semplificarne e razionalizzarne l’applicazione ed
i controlli nell’ambito delle rispettive competenze.Parte prima:
Adempimenti di competenza dell’IspeslA. Serbatoi di stoccaggio
rivestiti con resine epossidiche e provvisti di sistemi di protezione
catodica ad anodi di sacrificioA.1. Apparecchi di nuova
costruzioneA.1.1. Condizioni di progettoA.1.1.1. Carichi addizionaliIn
aggiunta alle condizioni previste dall’art. 1 del D.M. 21/11/72, il
progettista, nella progettazione del serbatoio, dovrà tener
conto delle sollecitazioni indotte sulle pareti del serbatoio medesimo
dai sovraccarichi addizionali esterni, fornendo al riguardo apposita
dichiarazione in sede di presentazione del progetto all’Ispesl.A.1.2.
Verifiche di costruzioneSi applicano le disposizioni vigenti. In
particolare, le saldature dovranno essere controllate in
conformità a quanto previsto dalla Raccolta S (Specifica
tecnica del D.M. 21/11/72) in relazione alla categoria
dell’apparecchio scelta dal progettista. Al termine delle verifiche di
costruzione, sul libretto matricolare dell’apparecchio dovrà
essere apposta la dicitura "Apparecchio destinato ad essere
interrato protetto da rivestimento con resine epossidiche
termoindurenti, associato a protezione catodica ad anodi di
sacrificio".A.1.3. Disposizioni particolariLo scarico di fondo
non è ammesso.A.2. Apparecchi esistenti da reinstallare
interratiA.2.1. Procedura da seguire per l’autorizzazione.Qualora si
intenda utilizzare un serbatoio esistente, ad esempio già
installato fuori terra o interrato in cassa di contenimento in
conglomerato cementizio, per l’interramento con protezione con vernici
epossidiche ed anodi di sacrificio, si dovrà ottemperare a
quanto richiesto ai punti seguenti.A.2.1.1. La ditta richiedente, in
ragione della sua qualità di costruttore o riparatore, la quale
intenda provvedere direttamente al "ricondizionamento"
dell’apparecchio, all’applicazione del rivestimento protettivo ed alla
protezione catodica, deve presentare apposita richiesta di
autorizzazione al dipartimento periferico Ispesl competente per
territorio.Lo scarico di fondo non è ammesso. Pertanto, il
relativo attacco dovrà essere chiuso mediante tappo saldato,
oppure filettato e sigillato con saldatura a tenuta, tale da impedire
in ogni caso la possibilità di fughe di gas durante
l’esercizio. Per tale modifica, si applica la normativa derivante dal
D.M. 21/11/72.La richiesta dovrà essere corredata da:1) copia
del libretto dell’apparecchio;2) dichiarazione, da parte di un
progettista abilitato, che, in aggiunta alle condizioni previste
dall’art. 1 del D.M. 21/11/72, considerate le previste condizioni di
installazione, si è tenuto conto delle sollecitazioni indotte
sulle pareti del serbatoio dai sovraccarichi addizionali esterni;3)
disegno illustrante le modalità che si intendono seguire per
l’eliminazione dello scarico di fondo.A.2.1.2. L’Ispesl, a seguito del
buon esito dell’esame della richiesta, effettuerà una verifica
straordinaria ad apparecchio completamente vuoto, aperto, pulito e
bonificato, consistente in:a) esame visivo esterno ed esame visivo
interno, per quanto possibile, in relazione alle aperture presenti;b)
esame con ultrasuoni esteso a tutta la superficie esterna
dell’apparecchio, con un reticolo a "maglie" di dimensioni
non superiori a 150 x 150 mm, tendente alla determinazione dello
spessore delle varie membrature; gli spessori rilevati non dovranno in
alcun punto risultare inferiori a quelli previsti nel progetto
originario quali risultano dal disegno allegato al libretto;c) prova
idraulica (dopo eliminazione dello scarico di fondo con le
modalità suddette) alla pressione prevista dalle disposizioni
vigenti per gli apparecchi riparati.A.2.1.3. Del buon esito delle
verifiche di cui ai precedenti punti l’Ispesl redigerà apposito
verbale, con apposizione sul libretto della dicitura "Apparecchio
destinato ad essere interrato protetto da rivestimento con resine
epossidiche termoindurenti, associato a protezione catodica ad anodi
di sacrificio".A.2.2. Prescrizioni particolariNon è
ammessa la reinstallazione dei serbatoi fabbricati prima dell’entrata
in vigore del D.M. 21/11/72.A.3. Verifiche di impianto e di
esercizioA.3.1. Per le verifiche di primo o nuovo impianto in ogni
caso dovranno essere adottate le procedure in uso, in applicazione del
D.M. 21/5/74 e del D.M. 29/2/88.A.3.2. Per le verifiche annuali di
esercizio, di cui all’art. 3 del D.M. 29/2/88, fatti salvi i controlli
prescritti dal Ministero dell’Interno con circolare n. P2004 del
27/10/95, dovranno essere adottate le procedure in uso.A.3.3. Per le
verifiche decennali dovranno essere osservate le procedure ad…

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