Edilone.it - Edilone.it | Edilone.it

Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la proget...

Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l'esercizio degli impianti termici alimentati da combustibili gassosi
Decreto Ministeriale

Art. 1
Campo di applicazione
1. Il presente decreto ha per scopo l’emanazione di disposizioni
riguardanti la progettazione, la costruzione e l’esercizio dei
sottoelencati impianti termici di portata termica complessiva maggiore
di 35 kW (convenzionalmente tale valore è assunto corrispondente al
valore di 30.000 kCal/h indicato nelle precedenti disposizioni),
alimentati da combustibili gassosi alla pressione massima di 0,5 bar
ed individua le misure di sicurezza per il raggiungimento degli
obiettivi descritti nell’art. 2:
a) climatizzazione di edifici e ambienti;
b) produzione centralizzata di acqua calda, acqua surriscaldata e/o
vapore;
c) forni da pane e altri laboratori artigiani;
d) lavaggio biancheria e sterilizzazione;
e) cucine e lavaggio stoviglie.
Non sono oggetto del presente decreto gli impianti realizzati
specificatamente per essere inseriti in cicli di lavorazione
industriale, gli apparecchi di tipo A, le stufe catalitiche e gli
inceneritori(*).
2. Più apparecchi termici alimentati a gas, di seguito denominati
apparecchi, installati nello stesso locale o in locali direttamente
comunicanti sono considerati come facenti parte di un unico impianto,
di portata termica pari alla somma delle portate termiche dei singoli
apparecchi. All’interno di una singola unità immobiliare adibita ad
uso abitativo, ai fini del calcolo della portata termica complessiva,
non concorrono gli apparecchi domestici di portata termica singola non
superiore a 35 kW quali gli apparecchi di cottura alimenti, le stufe,
i caminetti, i radiatori individuali, gli scaldacqua unifamiliari, gli
scaldabagno ed i lavabiancheria;
3. Le disposizioni del presente decreto si applicano agli impianti di
nuova realizzazione. Agli impianti esistenti alla data di emanazione
del presente decreto si applicano le disposizioni di cui al Titolo VII
dell’allegata regola tecnica.
————
(*) Testo modificato ai sensi dell’art. 1 del Decreto Ministeriale
23/07/2001. Art. 2
Obiettivi
Ai fini della prevenzione degli incendi ed allo scopo di raggiungere i
primari obiettivi di sicurezza relativi alla salvaguardia delle
persone, degli edifici e dei soccorritori, gli impianti di cui
all’articolo precedente devono essere realizzati in modo da:
evitare accumuli pericolosi di combustibile gassoso nei luoghi di
installazione e nei locali direttamente comunicanti con essi, nel caso
di fuoriuscite accidentali del combustibile medesimo;
limitare, in caso di evento incidentale, danni alle persone;
limitate, in caso di evento incidentale, danni ai locali vicini a
quelli contenenti gli impianti.Art. 3
Disposizioni tecniche
Ai fini del raggiungimento degli obiettivi descritti è approvata la
regola tecnica di prevenzione incendi allegata al presente
decreto.Art. 4
Sicurezza degli apparecchi e relativi dispositivi
1. Gli apparecchi a gas che rientrano nel campo di applicazione della
direttiva 90/396/CEE del 29 giugno 1990 e i relativi dispositivi
di sicurezza, regolazione e controllo, devono essere muniti
rispettivamente di marcatura CE e di attestato di conformità ai sensi
della citata direttiva.
2. Fino al 31 dicembre 1995 gli apparecchi e i dispositivi fabbricati
in Italia, privi rispettivamente della marcatura CE e dell’attestato
di conformità, devono rispondere alle prescrizioni della legislazione
italiana vigente. Comunque tali apparecchi e dispositivi, immessi in
commercio fino al 31 dicembre 1995 possono essere installati anche
dopo tale data.
3. Gli apparecchi che non rientrano nel campo di applicazione della
citata direttiva 90/396/CEE devono essere costruiti secondo le
regole della buona tecnica ai fini della salvaguardia della sicurezza
ed essere rispondenti alla vigente legislazione in materia. In ogni
caso tali apparecchi dovranno essere dotati di dispositivi di
sicurezza, di regolazione e controllo, muniti di attestato di
conformità ai sensi della direttiva stessa.Art. 5
Commercializzazione CEE
1. I prodotti legalmente riconosciuti in uno dei Paesi dell’Unione
europea sulla base di norme armonizzate o di norme o regole tecniche
straniere riconosciute equivalenti, ovvero originari di Paesi
contraenti l’accordo SEE, possono essere commercializzati in Italia
per essere impiegati nel campo di applicazione disciplinato dal
presente decreto. Nelle more della emanazione di apposite norme
armonizzate, agli estintori, alle porte e agli elementi di chiusura
per i quali è richiesto il requisito di resistenza al fuoco, nonché ai
prodotti per i quali è richiesto il requisito di reazione al fuoco, si
applica la normativa italiana vigente, che prevede specifiche clausole
di mutuo riconoscimento, concordate con i servizi della commissione
CEE, stabilite nei seguenti decreti del Ministro dell’interno:
decreto 12 novembre 1990 per gli estintori portatili;
decreto 5 agosto 1991 per i materiali ai quali è richiesto il
requisito di reazione al fuoco;
decreto 6 marzo 1992 per gli estintori carrellati;
decreto 14 dicembre 1993 per le porte e gli altri elementi di
chiusura a cui è richiesto il requisito di resistenza al
fuoco.Art. 6
Disposizioni per gli impianti esistenti
1. Agli impianti esistenti alla data di emanazione del presente
decreto e di portata tecnica superiore a 116 kW, purché approvati e
autorizzati dai competenti organi del Corpo nazionale dei vigili del
fuoco, in base alla previgente normativa, non è richiesto alcun
adeguamento, anche nel caso di aumento di portata termica, purché non
superiore al 20% di quella esistente e purché realizzata una sola
volta e tale da non comportare il superamento della portata termica
oltre i 116 kW.
3. In ogni caso successivi aumenti della portata termica realizzati
negli impianti di cui ai precedenti commi, richiedono l’adeguamento
alle disposizioni del presente decreto.Art. 7
Disposizioni finali
Fatto salvo quanto previsto nell’art. 6 del presente decreto, sono
abrogate le disposizioni impartite in materia dal Ministero
dell’interno.
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana. è fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e
di farlo osservare. Regola tecnica di prevenzione incendi
per la progettazione, la costruzione e l’esercizio di impianti termici
alimentati da combustibili gassosi. Titolo I
Generalità
1.1. Termini, definizioni e tolleranze dimensionali.
Ai fini delle presenti disposizioni si applicano i termini, le
definizioni e le tolleranze dimensionali approvati con il d.m. 30
novembre 1983. Inoltre si definisce:
a) apparecchio di tipo A: apparecchio previsto per non essere
collegato ad un condotto o ad uno speciale dispositivo per
l’evacuazione dei prodotti della combustione all’interno del locale di
installazione;
b) apparecchio di tipo B: apparecchio previsto per essere collegato ad
un condotto o ad un dispositivo di evacuazione dei prodotti della
combustione verso l’esterno. L’aria comburente è prelevata
direttamente dall’ambiente dove l’apparecchio è collocato;
c) apparecchio di tipo C: apparecchio con circuito di combustione a
tenuta, che consente l’alimentazione di aria comburente al bruciatore
con prelievo diretto dall’esterno e contemporaneamente assicura
l’evacuazione diretta all’esterno di prodotti della combustione;
d) condotte aerotermiche: condotte per il trasporto di aria trattata
e/o per la ripresa dell’aria degli ambienti servizi e/o dell’aria
esterna da un generatore d’aria calda;
e) condotte del gas: insieme di tubi, curve, raccordi ed accessori
uniti fra loro per la distribuzione del gas. Le condotte oggetto della
presente regola tecnica sono comprese in una delle seguenti specie
definite nel d.m. 24.11.1984:
6ª specie: condotte per pressioni massime di esercizio maggiori di
0,04 fino a 0,5 bar,
7ª specie: condotte per pressioni massime di esercizio fino a 0,04
bar;
f) gas combustibile: ogni combustibile che è allo stato gassoso alla
temperatura di 15 °C e alla pressione assoluta di 1013 mbar, come
definito nella norma EN 437;
g) generatore di aria calda a scambio diretto: apparecchio destinato
al riscaldamento dell’aria mediante produzione di calore in una camera
di combustione con scambio termico attraverso pareti dello
scambiatore, senza fluido intermediario, in cui il flusso dell’aria è
mantenuto da uno o più ventilatori;
h) impianto interno: complesso delle condotte compreso tra il punto di
consegna del gas e gli apparecchi utilizzatori (questi esclusi);
i) impianto termico: complesso dell’impianto interno, degli apparecchi
e degli eventuali accessori destinato alla produzione di calore;
l) modulo a tubo radiante: apparecchio destinato al riscaldamento di
ambienti mediante emanazione di calore per irraggiamento, costituito
da una unità monoblocco composta dal tubo o dal circuito radiante,
dall’eventuale riflettore e relative staffe di supporto,
dall’eventuale scambiatore, dal bruciatore, dal ventilatore, dai
dispositivi di sicurezza, dal pannello di programmazione e controllo,
dal programmatore e dagli accessori relativi;
m) locale esterno: locale ubicato su spazio scoperto, anche in
adiacenza all’edificio servito, purché strutturalmente separato e
privo di pareti comuni. Sono considerati locali esterni anche quelli
ubicati sulla copertura piana dell’edificio servito, purché privi di
pareti comuni;
n) locale fuori terra: locale il cui piano di calpestio è a quota non
inferiore a quella del piano di riferimento (vedi tavola n. 1);
o) locale interrato: locale in cui l’intradosso del solaio di
copertura è a quota inferiore a +0,6 m al di sopra del piano di
riferimento (vedi tavole nn. 2A, 2B, 2C);
p) locale seminterrato: locale che non è definibile fuori terra né
interrato (vedi tavola n. 3);
q) piano di riferimento: piano della strada pubblica o privata o dello
spazio scoperto sul quale è attestata la parete nella quale sono
realizzate le aperture di aerazione;
r) portata t…

[Continua nel file zip allegato]

Edilone.it