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Regolamento recante norme sui servizi di vigilanza antincendio da part...

Regolamento recante norme sui servizi di vigilanza antincendio da parte dei Vigili del fuoco sui luoghi di spettacolo e trattenimento
Decreto Ministeriale

Il Ministro dell’interno Viste le leggi 13
maggio 1961, n. 469, 26 luglio 1965, n. 966 e 18 luglio 1980,
n. 406, nonché il decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio
1982, n. 577, che attribuiscono al Corpo nazionale dei vigili del
fuoco le competenze in materia di prevenzione e vigilanza antincendio;
Visto l’art. 4, comma 3, del decreto-legge 28 agosto 1995, n. 361,
convertito, con modificazioni, in legge 27 ottobre 1995, n. 437,
che fa carico al Ministro dell’interno di emanare la disciplina
organica dei servizi di vigilanza antincendio, da realizzarsi
all’interno dell’attività di spettacolo e dei compiti ispettivi
affidati al Corpo nazionale dei vigili del fuoco;
Visto l’art. 17, comma 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto il parere della Direzione generale dello spettacolo della
Presidenza del Consiglio dei Ministri, espresso con nota n. 19/AG85
del 7 gennaio 1994;
Udito il parere del Consiglio di Stato reso nell’adunanza generale del
4 luglio 1994;
Vista la comunicazione fatta al Presidente del Consiglio dei Ministri
con nota n. 46445/4118/27 in data 30 agosto 1994;Adotta
il seguente regolamento:
Note alle premesse:
Il comma 3 dell’art. 17 della legge n. 400/1988 (Disciplina
dell’attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio
dei Ministri) prevede che con decreto ministeriale possano essere
adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di
autorità sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente
conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di
più Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali,
ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della
legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo.
Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei
Ministri prima della loro emanazione. Il comma 4 dello stesso articolo
stabilisce che gli anzidetti regolamenti debbano recare la
denominazione di «regolamento», siano adottati previo parere del
Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della
Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta
Ufficiale.  Titolo I Finalità e
caratteristiche generali

Art. 1
Obiettivi 1. La vigilanza antincendio, compito istituzionale del
Corpo nazionale dei vigili del fuoco, costituisce un servizio di
interesse pubblico che, in armonia con gli indirizzi già delineati in
tema di prevenzione incendi dal decreto del Presidente della
Repubblica del 29 luglio 1982, n. 577, si inserisce nel
conseguimento degli obiettivi di sicurezza ed incolumità delle
persone, nonché della salvaguardia dei beni e della tutela
dell’ambiente secondo criteri applicativi omogenei nel territorio
nazionale e nel rispetto delle iniziative che agli stessi fini saranno
adottate dalla Comunità economica europea e da altri organismi
internazionali.
Nota all’art. 1:
Il D.P.R. 29 luglio 1982, n. 577, approva il regolamento
concernente l’espletamento dei servizi di prevenzione e vigilanza
antincendio. Art. 2
Definizione 1. Per vigilanza antincendio si intende il servizio di
presidio fisico da espletarsi nelle attività in cui fattori
comportamentali o sequenze di eventi incontrollabili possano assumere
rilevanza tale da determinare condizioni di rischio non preventivabili
e quindi non affrontabili solo con misure tecniche di prevenzione.
2. Il servizio, di cui al comma precedente, è finalizzato al
completamento delle misure di sicurezza, peculiari dell’attività di
prevenzione incendi, a prevenire situazioni di rischio e ad assicurare
l’immediato intervento con persone e mezzi tecnici del Corpo nazionale
dei vigili del fuoco nel caso si verifichi l’evento dannoso. Art. 3
Campo di applicazione 1. Ferme restando le disposizioni che
disciplinano la vigilanza in ambito portuale ed aeroportuale, i
servizi di vigilanza antincendi che, a termini dell’art. 2 della legge
26 luglio 1965, n. 966, debbono essere obbligatoriamente richiesti
da enti e privati, sono resi nei locali in cui si svolgono attività di
pubblico spettacolo e trattenimento così come individuati al
successivo art. 4 e tipologicamente definiti e classificati agli
articoli 16 e 17 della circolare del Ministero dell’interno 15
febbraio 1951, n. 16.
2. A termini dell’art. 3, lettera b), della legge 26 luglio 1965, n.
966, i servizi, da parte del personale del Corpo nazionale dei
vigili del fuoco, possono essere resi a richiesta di enti e di
privati, compatibilmente con la disponibilità di uomini e mezzi del
Corpo nazionale dei vigili del fuoco, anche presso stabilimenti,
laboratori, depositi, magazzini e simili. Nota all’art.
3: La legge 26 luglio 1965, n. 966, disciplina
l’effettuazione dei servizi a pagamento da parte del Corpo nazionale
dei vigili del fuoco. L’art. 2 di tale testo normativo, in
particolare, dispone che enti ed i privati sono tenuti a richiedere:
a) le visite ed i controlli di prevenzione degli incendi ai locali
adibiti ai depositi ed alle industrie determinati in conformità a
quanto stabilito al successivo art. 4, nonché l’esame dei progetti di
nuovi impianti o costruzioni o di modifiche di quelli esistenti, delle
aziende e lavorazioni di cui agli articoli 36 e 37 del decreto del
Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, ed alle tabelle A
e B annesse al decreto del Presidente della Repubblica 26 maggio 1959,
n. 689. Dette visite e controlli devono comprendere anche gli
accertamenti di competenza previsti dal decreto del Presidente della
Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, sulla prevenzione degli infortuni
sul lavoro;
b) i servizi di vigilanza a locali di pubblico spettacolo, da
effettuarsi nei limiti ed in conformità delle prescrizioni stabilite
dalle commissioni permanenti provinciali previste dall’art. 141 del
regolamento di pubblica sicurezza 6 maggio 1940, n. 635;
c) la preparazione tecnica e l’addestramento delle squadre antincendi,
costituite, a norma dell’art. 2 della legge 13 maggio 1961, n. 469,
presso stabilimenti industriali, depositi e simili.
Per ottemperare all’obbligo di cui sopra, gli enti ed i privati devono
presentare domanda al comando provinciale dei vigili del fuoco
competente per territorio, con le modalità stabilite dal successivo
art. 6.
In caso di inosservanza, oltre alle eventuali sanzioni penali previste
dalle vigenti disposizioni, può essere disposta dal prefetto la
sospensione della licenza di esercizio fino all’adempimento
dell’obbligo.
L’art. 3, lettera b), consente l’effettuazione di servizi a pagamento
da parte del Corpo dei vigili del fuoco su espressa richiesta di enti
e di privati e compatibilmente con la disponibilità di uomini e mezzi,
anche presso stabilimenti, laboratori, depositi, magazzini e
simili.
Titolo II Servizi di vigilanza nei locali di pubblico spettacolo e
trattenimento

Art. 4
Generalità
1. I servizi di vigilanza nei locali di pubblico spettacolo e
trattenimento, a termini dell’art. 2, comma 1, lettera b), della legge
26 luglio 1965, n. 966, sono resi a pagamento dal Corpo nazionale
dei vigili del fuoco in esecuzione delle apposite deliberazioni delle
commissioni provinciali di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo
di cui all’art. 141 del regolamento di esecuzione del testo unico 18
giugno 1931, n. 773, delle leggi di pubblica sicurezza approvato
con regio decreto 6 maggio 1940, n. 635.
2. L’entità dei servizi viene stabilita dalla commissione provinciale
su proposta, avanzata in tale sede, dal comandante provinciale dei
vigili del fuoco e le relative prescrizioni sono notificate agli
interessati tramite i sindaci dei comuni in cui si svolge l’attività.
3. Il servizio di vigilanza deve essere obbligatoriamente richiesto da
parte dei titolari delle seguenti attività di pubblico spettacolo e
trattenimento:
a) teatri, cinema-teatri, teatri-tenda, circhi con capienza superiore
a 500 posti; teatri all’aperto con capienza superiore a 2.000 posti;
b) teatri di posa per riprese cinematografiche e televisive con
capienza superiore a 100 posti, quando è prevista la presenza del
pubblico;
c) sale pubbliche di audizione in cui si tengono conferenze, concerti
e simili con capienza superiore a 1.000 posti;
d) impianti per attività sportive all’aperto con capienza superiore a
10.000 posti anche quando gli stessi vengono occasionalmente
utilizzati per manifestazioni diverse da quelle sportive;
e) impianti per attività sportive al chiuso con capienza superiore a
4.000 posti, anche quando gli stessi vengono occasionalmente
utilizzati per manifestazioni diverse da quelle sportive;
f) edifici, luoghi e locali posti al chiuso ove si svolgono, anche
occasionalmente, mostre, gallerie, esposizioni con superficie lorda
superiore a 2.000 mq; fiere e quartieri fieristici con superficie
lorda superiore a 4.000 mq se al chiuso e 10.000 mq se all’aperto;
g) locali ove si svolgono trattenimenti danzanti con capienza
superiore a 1.500 persone;
h) luoghi o aree all’aperto, pubblici o aperti al pubblico, ove
occasionalmente si presentano spettacoli o trattenimenti con afflusso
di oltre 10.000 persone.
4. Per le finalità di cui all’art. 2, il servizio di vigilanza potrà
essere prescritto dalle commissioni provinciali di vigilanza sui
locali di pubblico spettacolo, su segnalazione dei comandi provinciali
dei vigili del fuoco, anche per attività di pubblico spettacolo o
trattenimento svolte in ambienti di capienza o superficie inferiore a
quelle indicate nel comma precedente, quando l’ubicazione, le
caratteristiche ambientali o altri fattori rilevanti per le suddette
finalità lo facciano ritenere indispensabile nel pubblico interesse.
Tale valutazione, va fatta attraverso accertamento sopralluogo da
farsi dalla stessa commissione provinciale.
5. In ogni caso, nei locali ove non sia scritto il servizio
obbligatorio d…

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