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Modificazioni alla disciplina sanzionatoria in materia di lavoro ...

Modificazioni alla disciplina sanzionatoria in materia di lavoro
Decreto Legislativo

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto l’articolo 1 della legge 6 dicembre 1993, n. 499, recante
delega al Governo per la riforma dell’apparato sanzionatorio in
materia di lavoro;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 27 ottobre 1994;
Acquisiti i pareri delle competenti commissioni parlamentari;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 15 dicembre 1994;
Sulla proposta del Ministro di grazia e giustizia, di concerto con il
Ministro del lavoro e della previdenza sociale; EMANA IL
SEGUENTE DECRETO LEGISLATIVO:
Capo I TRASFORMAZIONE DEI REATI IN ILLECITI AMMINISTRATIVI0missis

Art. 11
Inosservanza dei provvedimenti dell’organo di vigilanza1. L’art. 11
del decreto del Presidente della Repubblica
19 marzo 1955, n. 520, (*) è sostituito dal seguente:
«Art. 11 – 1. Le inosservanze delle disposizioni legittimamente
impartite dagli ispettori nell’esercizio delle loro funzioni sono
punite con la sanzione amministrativa da lire duecentomila a lire un
milione quando per tali inosservanze non siano previste sanzioni
diverse da altre leggi.
2. Si applica la pena dell’arresto fino a un mese o dell’ammenda fino
a lire ottocentomila se l’inosservanza riguarda disposizioni impartite
dagli ispettori del lavoro in materia di sicurezza o igiene del
lavoro.».
Nota:(*) II D.P.R. 19 marzo 1955, n.
520 reca: «Riorganizzazione centrale e periferica del Ministero del
lavoro e della previdenza sociale».
Omissis

Art. 15
Assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro1. L’art.
195 del testo unico delle disposizioni per l’assicurazione
obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie
professionali, approvato con decreto del Presidente della Repubblica
30 giugno 1965, n. 1124, è sostituito dal seguente:
“Art. 195 – 1. I datori di lavoro che contravvengono alle disposizioni
del presente titolo sono puniti con la sanzione amministrativa da lire
cinquantamila a lire trecentomila, salvo i casi nei quali siano
stabilite nel titolo medesimo specifiche
sanzioni” OmissisArt. 17
Autorità competente
1. L’autorità competente a ricevere il rapporto per le violazioni
amministrative previste dal presente capo e ad emettere l’ordinanza di
ingiunzione è l’ispettorato del lavoro.Art. 18
Disposizioni transitorie
1. Le disposizioni transitorie del presente capo che sostituiscono le
sanzioni penali con sanzioni amministrative si applicano anche alle
violazioni commesse anteriormente alla data di entrata in vigore del
presente decreto, quando il procedimento penale non sia stato definito
con sentenza o con decreto divenuti irrevocabili.
2. Per quanto non espressamente previsto nel presente capo si
applicano le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689, e
successive modificazioni, in quanto compatibili.
Capo II ESTINZIONE DELLE CONTRAVVENZIONI IN MATERIA DI SICUREZZA E
DI IGIENE DEL LAVORO
Art. 19
Definizioni
1. Agli effetti delle disposizioni in cui al presente capo, si intende
per:
a) contravvenzioni, i reati in materia di sicurezza e di igiene del
lavoro puniti con la pena alternativa dell’arresto o dell’ammenda in
base alle norme indicate nell’allegato I;
b) organo di vigilanza, il personale ispettivo di cui all’art. 21,
terzo comma, della legge 23 dicembre 1978, n. 833, (*) fatte salve
le diverse competenze previste da altre norme.
2. La definizione di cui al comma I, lettera a), non si applica agli
effetti previsti dall’art. 60, primo comma, e 127, in relazione
all’art. 34, primo comma, lettera n), della legge 24 novembre 1981, n.
689, nonché degli articoli 589, comma secondo, e 590, commi terzo
e quinto, del codice penale.
———— (*) Si trascrive il testo vigente dell’art. 21, della
legge 23 dicembre 1978, n. 833, recante: «Istituzione del servizio
sanitario nazionale», così modificato dal D.P.R. 5 giugno 1993, n.
177:
«Art. 21 (Organizzazione dei servizi di prevenzione).- In relazione
agli standard fissati in sede nazionale, all’unità sanitaria locale
sono attribuiti, con decorrenza 1° gennaio 1980, i compiti attualmente
svolti dall’Ispettorato del lavoro in materia di prevenzione, di
igiene e di controllo sullo stato di salute dei lavoratori, in
applicazione di quanto disposto dall’art. 27 del decreto del
Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616.
Per la tutela della salute dei lavoratori le unità sanitarie locali
organizzano propri servizi di medicina del lavoro anche prevedendo,
ove essi non esistano, presidi all’interno delle unità produttive.
In applicazione a quanto disposto nellultimo comma dell’art. 27 del
decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, 616, spetta al
prefetto stabilire, su proposta del presidente della regione, quali
addetti ai servizi di ciascuna unità sanitaria locale, nonché ai
presidi e servizi di cui al successivo art. 22 assumano ai sensi delle
leggi vigenti la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria, in
relazione alle funzioni ispettive e di controllo da essi esercitate
relativamente all’applicazione della legislazione sulla sicurezza del
lavoro.
Al personale di cui al comma precedente è esteso il potere d’accesso
attribuito agli ispettori del lavoro dall’art. 8, secondo comma,
nonché la facoltà di diffida prevista dall’art. 9 del decreto del
Presidente della Repubblica 19 marzo 1955, n. 520.
Contro i provvedimenti adottati dal personale ispettivo,
nell’esercizio delle funzioni di cui al terzo comma, è ammesso ricorso
al presidente della giunta regionale che decide, sentite le
organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro.
Il presidente della giunta può sospendere l’esecuzione dell’atto
impugnato». – Il testo degli articoli 34, 60 e 127 della legge 24
novembre 1981, n. 689, (Modifiche al sistema penale), è il seguente:
«Art. 34 (Esclusione della depenalizzazione) – La disposizione del
primo comma dell’art. 32 non si applica ai reati previsti:
a) dal codice penale, salvo quanto disposto dall’art. 33, lettera a);
b) dall’art. 19, secondo comma, della legge 22 maggio 1978, n. 194,
sull’interruzione volontaria della gravidanza;
c) da disposizioni di legge concernenti le armi, le munizioni e gli
esplosivi;
d) dall’art. 221 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con
regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265;
e) dalla legge 30 aprile 1962, n. 283, modificata con legge 26
febbraio 1963, n. 441, sulla disciplina igienica degli alimenti, salvo
che per le contravvenzioni previste dagli articoli 8 e 14 della stessa
legge 30 aprile 1962, n. 283;
f) dalla legge 29 marzo 1951, n. 327, sulla disciplina degli alimenti
per la prima infanzia e dei prodotti dietetici;
g) dalla legge 10 maggio 1976, n. 319, sulla tutela delle acque
dall’inquinamento;
h) dalla legge 13 luglio 1966, n. 615, concernente provvedimenti
contro l’inquinamento atmosferico;
i) dalla legge 31 dicembre 1962, n. 1860, e dal decreto del Presidente
della Repubblica 13 febbraio 1964, n. 185, relativi all’impiego
pacifico dell’energia nucleare;
l) dalle leggi in materia urbanistica ed edilizia;
m) dalle leggi relative ai rapporti di lavoro, anche per quanto
riguarda l’assunzione dei lavoratori e le assicurazioni sociali, salvo
quanto previsto dal successivo art. 35;
n) dalle leggi relative alla prevenzione degli infortuni sul lavoro ed
all’igiene del lavoro;
o) dalI’art. 108 del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo
1957, n. 361, e dell’art. 89 del decreto del Presidente della
Repubblica 16 maggio 1960, n. 570, in materia elettorale». «Art. 60
(Esclusioni oggettive). – Le pene sostitutive non si applicano ai
reati previsti dai seguenti articoli del codice penale:
318 (corruzione per un atto d’ufficio);
319 (corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio);
320 (corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio); 321
(pene per il corruttore);
322 (istigazione alla corruzione);
355 (inadempimento di contratti di pubbliche forniture), salvo che si
tratti di fatto commesso per colpa;
371 (falso giuramento della parte);
372 (falsa testimonianza);
373 (falsa perizia o interpretazione);
385 (evasione);
391, primo comma (procurata inosservanza dolosa di misure di sicurezza
detentive);
443 (commercio o somministrazione di medicinali guasti);
444 (commercio di sostanze alimentari nocive);
445 (somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute
pubblica);
452 (delitti colposi contro la salute pubblica);
501 (rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o
nelle borse di commercio);
501-bis (manovre speculative su merci);
590, secondo e terzo comma (lesioni personali colpose), limitatamente
ai fatti commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli
infortuni sul lavoro o relative all’igiene del lavoro, che abbiano
determinato le conseguenze previste dal primo comma, n. 2, o dal
secondo comma dellart. 583 del codice penale;
644 (usura).
Le pene sostitutive non si applicano, altresì, ai reati previsti dagli
articoli 9, 10, 14, 15, 18 e 20 della legge 13 luglio 1966, n. 615
(provvedimenti contro l’inquinamento atmosferico) e dagli articoli 21
e 22 della legge 10 maggio 1976, n. 319 (norme per la tutela delle
acque dall’inquinamento).
Le pene sostitutive non si applicano ai reati previsti dalle leggi
relative alla prevenzione degli infortuni sul lavoro e all’igiene del
lavoro, nonché dalle leggi in materia edilizia ed urbanistica e in
materia di armi da sparo, munizioni ed esplosivi, quando per detti
reati la pena detentiva non è alternativa a quella pecuniaria».
«Art. 127 (Applicazione di norme). – Le disposizioni dell’art.
162-bis del codice penale si applicano anche ai reati indicati nelle
lettere f), h), i), n) del primo comma dell’art. 34». – Si
trascrive il testo degli articoli 589 e 590 del codice penale:
«Art. 589 (Omicidio …

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