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Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza ...

Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza
Regio Decreto

  S.O.G.U. del 26/06/1931 n.146 Regio
decreto 18 giugno 1931, n. 773
(in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff., 26 giugno, n. 146)
Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (1). NOTE:
(1) A decorrere dalla data di nomina del primo governo costituito a
seguito delle prime elezioni politiche successive all’entrata in
vigore del d.lg. 30 luglio 1999, n. 300, le prefetture sono
trasformate in uffici territoriali del governo; il prefetto preposto a
tale ufficio nel capoluogo della regione assume anche le funzioni di
commissario del governo (art. 11, d.lg. 300/1999, cit.). TESTO UNICOAVVERTENZA
Da Articolo 46 a Articolo 60 riferimenti in
materia di pubblica sicurezza per incendi, sostanze e prodotti
esplodenti.

Articolo  1.
L’autorità di pubblica sicurezza veglia al mantenimento dell’ordine
pubblico, alla sicurezza dei cittadini, alla loro incolumità e alla
tutela della proprietà; cura l’osservanza delle leggi e dei
regolamenti generali e speciali dello Stato, delle province e dei
comuni, nonché delle ordinanze delle autorità; presta soccorso nel
caso di pubblici e privati infortuni.
Per mezzo dei suoi ufficiali, ed a richiesta delle parti, provvede
alla bonaria composizione dei dissidi privati.
L’autorità di pubblica sicurezza è provinciale e locale.
Le attribuzioni dell’autorità provinciale di pubblica sicurezza sono
esercitate dal Prefetto e dal Questore; quelle dell’autorità locale
dal capo dell’ufficio di pubblica sicurezza del luogo o, in mancanza,
dal Podestà (1).
NOTA
(1) Ora, Sindaco.
Articolo 2 
 
Il Prefetto, nel caso di urgenza o per grave necessità pubblica, ha
facoltà di adottare i provvedimenti indispensabili per la tutela
dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica.
Contro i provvedimenti del Prefetto chi vi ha interesse può presentare
ricorso al Ministro per l’interno (1).
NOTE
(1) La Corte costituzionale, con sentenza 23 maggio 1961, n.
26, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente articolo
nei limiti in cui esso attribuisce ai Prefetti il potere di emettere
ordinanze senza il rispetto dei principi dell’ordinamento giuridico.

Articolo 3

Il sindaco è tenuto a rilasciare alle persone di età superiore agli
anni quindici aventi nel Comune la loro residenza o la loro dimora,
quando ne facciano richiesta, una carta di identità conforme al
modello stabilito dal Ministero dell’interno.
La carta di identità ha durata di cinque anni e deve essere munita
della fotografia della persona a cui si riferisce.
La carta d’identità è titolo valido per l’espatrio, anche per motivi
di lavoro, negli Stati membri della Comunità economica europea e in
quelli coi quali vigono, comunque, particolari accordi internazionali.

A decorrere dal 1º gennaio 1999 sulla carta d’identità deve essere
indicata la data di scadenza (1) (2).
NOTE
(1) Comma aggiunto dall’art. 2, comma 11-ter, l. 15 maggio
1997, n. 127. Il comma 11-ter citato è stato a sua volta aggiunto
dall’art. 2, l. 16 giugno 1998, n. 191.
(2) Articolo così sostituito dall’articolo unico, l. 18 febbraio 1963,
n. 224. Il terzo comma è stato ulteriormente sostituito dall’art. 10,
d.p.r. 30 dicembre 1965, n. 1656.
Articolo 4 

L’autorità di pubblica sicurezza ha facoltà di ordinare che le persone
pericolose o sospette e coloro che non sono in grado o si rifiutano di
provare la loro identità siano sottoposti a rilievi segnaletici.
Ha facoltà inoltre di ordinare alle persone pericolose o sospette di
munirsi, entro un dato termine, della carta di identità e di esibirla
ad ogni richiesta degli ufficiali o degli agenti di pubblica sicurezza
(1). NOTE
(1) La Corte costituzionale, con sentenza 22 marzo 1962, n. 30, ha
dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente articolo, nella
parte in cui prevede rilievi segnaletici che comportino ispezioni
personali ai sensi della stessa norma costituzionale.
Articolo 5

I provvedimenti della autorità di pubblica sicurezza sono eseguiti in
via amministrativa indipendentemente dall’esercizio dell’azione
penale.
Qualora gli interessati non vi ottemperino sono adottati, previa
diffida di tre giorni, salvi i casi di urgenza, i provvedimenti
necessari per la esecuzione d’ufficio.
È autorizzato l’impiego della forza pubblica.
La nota delle spese relative è resa esecutiva dal Prefetto ed è
rimessa all’esattore, che ne fa la riscossione nelle forme e coi
privilegi fiscali stabiliti dalla legge sulla riscossione delle
imposte dirette.
Articolo 6

Salvo che la legge disponga altrimenti, contro i provvedimenti
dell’autorità di pubblica sicurezza è ammesso il ricorso in via
gerarchica nel termine di giorni dieci dalla notizia del
provvedimento.
Il ricorso non ha effetto sospensivo.
La legge determina i casi nei quali il provvedimento del Prefetto è
definitivo.
Il provvedimento, anche se definitivo, può essere annullato di ufficio
dal Ministro per l’interno.
Articolo 7

Nessun indennizzo è dovuto per i provvedimenti dell’autorità di
pubblica sicurezza nell’esercizio delle facoltà ad essa attribuite
dalla legge (1).
NOTE
(1) Vedi d.p.r. 18 aprile 1994, n. 388.  
Articolo 8
Le autorizzazioni di polizia sono personali: non possono in alcun modo
essere trasmesse né dar luogo a rapporti di rappresentanza, salvi i
casi espressamente preveduti dalla legge.
Nei casi in cui è consentita la rappresentanza nell’esercizio di una
autorizzazione di polizia, il rappresentante deve possedere i
requisiti necessari per conseguire l’autorizzazione e ottenere la
approvazione dell’autorità di pubblica sicurezza che ha conceduta
l’autorizzazione.
Articolo 9

Oltre le condizioni stabilite dalla legge, chiunque ottenga
un’autorizzazione di polizia deve osservare le prescrizioni, che
l’autorità di pubblica sicurezza ritenga di imporgli nel pubblico
interesse.
Articolo 10
Le autorizzazioni di polizia possono essere revocate
o sospese in qualsiasi momento, nel caso di abuso della persona
autorizzata.
Articolo 11

Salve le condizioni particolari stabilite dalla legge nei singoli
casi, le autorizzazioni di polizia debbono essere negate:
1) a chi ha riportato una condanna a pena restrittiva della libertà
personale superiore a tre anni per delitto non colposo e non ha
ottenuto la riabilitazione; 2) a chi è sottoposto all’ammonizione o a
misura di sicurezza personale o è stato dichiarato delinquente
abituale, professionale o per tendenza.
Le autorizzazioni di polizia possono essere negate a chi ha riportato
condanna per delitti contro la personalità dello Stato o contro
l’ordine pubblico, ovvero per delitti contro le persone commessi con
violenza, o per furto, rapina, estorsione, sequestro di persona a
scopo di rapina o di estorsione, o per violenza o resistenza
all’autorità, e a chi non può provare la sua buona condotta (1).
Le autorizzazioni devono essere revocate quando nella persona
autorizzata vengono a mancare, in tutto o in parte, le condizioni alle
quali sono subordinate, e possono essere revocate quando
sopraggiungono o vengono a risultare circostanze che avrebbero imposto
o consentito il diniego della autorizzazione.
NOTE
(1) La Corte costituzionale, con sentenza 16 dicembre 1993,
n. 440, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente
comma, nella parte in cui pone a carico dell’interessato l’onere di
provare la sua buona condotta.
Articolo 12

Le persone che hanno l’obbligo di provvedere all’istruzione elementare
dei fanciulli ai termini delle leggi vigenti, non possono ottenere
autorizzazioni di polizia se non dimostrano di avere ottemperato
all’obbligo predetto.
Per le persone che sono nate posteriormente al 1885, quando la legge
non disponga altrimenti, il rilascio delle autorizzazioni di polizia è
sottoposto alla condizione che il richiedente stenda domanda e apponga
di suo pugno, in calce alla domanda, la propria firma e le indicazioni
del proprio stato e domicilio. Di ciò il pubblico ufficiale farà
attestazione.
Articolo 13
Quando la legge non disponga altrimenti, le autorizzazioni di polizia
hanno la durata di un anno, computato secondo il calendario comune,
con decorrenza dal giorno del rilascio.
Il giorno della decorrenza non è computato nel termine.
Articolo 14

Sono autorizzazioni di polizia le licenze, le iscrizioni in appositi
registri, le approvazioni, [le dichiarazioni di locali di meretricio]
(1) e simili atti di polizia.NOTE 
(1) Con l. 20 febbraio 1958, n. 75, tutte le case di meretricio sono
state chiuse.  
Articolo 15

Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque, invitato dall’autorità
di pubblica sicurezza a comparire davanti ad essa, non si presenta nel
termine prescritto senza giustificato motivo è soggetto alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da lire trecentomila a lire
un milione (1).
L’autorità di pubblica sicurezza può disporre l’accompagnamento, per
mezzo della forza pubblica, della persona invitata a comparire e non
presentatasi nel termine prescritto. NOTE
(1) Comma così sostituito dall’art. 1, d.lg. 13 luglio 1994, n.
480.
 Articolo 16 
Gli ufficiali e gli agenti di pubblica sicurezza hanno facoltà di
accedere in qualunque ora nei locali destinati allo esercizio di
attività soggette ad autorizzazioni di polizia e di assicurarsi
dell’adempimento delle prescrizioni imposte dalla legge, dai
regolamenti o dall’autorità.
Articolo 17
1. Salvo quanto previsto dall’art. 17-bis, le violazioni alle
disposizioni di questo testo unico, per le quali non è stabilita una
pena od una sanzione amministrativa ovvero non provvede il codice
penale, sono punite con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino
a lire quattrocentomila.
2. Con le stesse pene sono punite, salvo quanto previsto dall’art.
17-bis, le contravvenzioni alle ordinanze emesse, in conformità…

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