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Depositi ed impianti di oli minerali. Norme di sicurezza integrative di quelle stabilite nel Decreto ministeriale 31 luglio 1934
Circolare Ministeriale

Con l’evoluzione sempre più importante e rapida
dell’industria petrolifera e petrolchimica si è profondamente
alterata, per dimensioni ed altre caratteristiche, la situazione dei
relativi stabilimenti in base alla quale furono compilate le norme di
sicurezza di cui al decreto ministeriale 31 luglio 1934.Lo sviluppo
verificatosi nel settore petrolifero ha determinato, in particolare,
la necessità di realizzare ingenti depositi di oli minerali,
della potenzialità di parecchie centinaia di migliaia di metri
cubi tra greggio e prodotti finiti, nonché di installare
serbatoi di capienza singola superiore anche ai 50.000 mc., con
diametro ed altezza molto maggiori di quelli che erano normalmente in
esercizio al momento della compilazione delle norme di sicurezza
innanzi citate.La capacità di alcuni serbatoi, recentemente
installati, ha fatto sorgere nuovi problemi nei confronti degli argini
o dei muri di contenimento i quali, a loro volta, tendono a crescere
oltre ogni limite determinando così anche delicati problemi
circa la loro stabilità per l’aumentare delle pressioni in
gioco.Inoltre nelle nuove condizioni, come si è avuto modo di
constatare, la difesa antincendi degli stabilimenti petroliferi, che
ha per presupposto fondamentale la possibilità di impiegare
mezzi mobili anche da terra in aggiunta all’azione degli impianti
fissi, o per l’inefficienza di questi, diventa sempre più
difficile se non addirittura impossibile. Infatti l’impiego di lance
schiumogene a mano, il cui getto può essere diretto con
immediatezza dalla volontà intelligente dell’operatore,
nonché quello anche massiccio di cannoni schiumogeni di
maggiore potenza ma di minore maneggevolezza , non offre le necessarie
garanzie circa il risultato positivo della manovra, giacché i
getti a grande distanza ed altezza sono fortemente sfrangiati,
subiscono l’azione del vento, presentano grande difficoltà a
colpire dal basso, con efficacia, il bersaglio costituito da un
semplice anello circolare, nel caso di incendio di serbatoio a tetto
galleggiante e, in definitiva, risultano di scarsa efficacia, quando
addirittura non riescono a raggiungere l’obiettivo.Oltre a ciò
vi è da rilevare il fatto che, nel caso d’impiego dei cannoni
schiumogeni, si verifica per la rilevante portata di essi un enorme
consumo di liquido schiumogeno che crea problemi di approvvigionamento
e di trasporto non attraverso condutture di difficile soluzione in
caso di necessità.Le difficoltà di intervento innanzi
esposte sono ulteriormente accresciute dalla tendenza, da parte delle
società che gestiscono le raffinerie o i depositi petroliferi,
a costruire, per motivi di spazio, bacini di contenimento circondati
da muri di altezza sempre maggiore, costituenti come un bastione, il
che rende ancora più difficile ogni manovra efficace da
terra.Ciò premesso questo Ministero, allo scopo di limitare il
volume di un eventuale incendio negli impianti petroliferi, di
garantire la dovuta stabilità ai muri dei bacini di
contenimento e di rendere possibile un’efficace azione di soccorso,
anche nell’ipotesi che gli impianti fissi andassero fuori servizio,
è venuto nella determinazione di emanare le seguenti norme di
sicurezza che, preliminarmente, sono state sottoposte all’esame ed al
parere della Commissione Consultiva per le sostanze esplosive ed
infiammabili:1) i serbatoi destinati a contenere petrolio greggio o
prodotti definiti di categoria A e B, ai sensi delle vigenti
disposizioni, devono essere a tetto galleggiante qualora la loro
capacità geometrica superi 1.500 mc.Per i serbatoi destinati a
contenere i prodotti di categoria C, si consiglia l’adozione del tetto
galleggiante quando la loro capacità superi 20.000 mc.2)
Premesso che, in linea di massima, sono preferibili gli argini in
terra ai muri di contenimento, l’altezza sul piano di campagna dei
muri, di norma, non deve superare 4 metri. Solo in casi eccezionali,
da giustificare di volta in volta, l’altezza dei muri può
superare i 4 metri.Gli argini di terra ed i muri di contenimento
devono essere stagni.3) I muri dei bacini a pianta poligonale devono
essere calcolati tenendo conto dei seguenti fattori resistenti:I) peso
proprio;II) peso del liquido ipotizzato che, riempendo il bacino,
agisce per gravità sulla eventuale suola interna della
fondazione del muro;III) peso del terreno che grava su detta suola e
su quella eventuale esterna;IV) qualunque altro fattore che concorra
alla resistenza.Come fattori ribaltanti devono essere considerati i
seguenti:I) la pressione idrostatica agente sul muro per tutta
l’altezza della sua proiezione verticale comprendente anche la
fondazione;II) la sottospinta idrostatica, che però
potrà essere trascurata in parte o del tutto solo quando il
muro è incastrato in roccia sana ed eseguito con ogni
accuratezza in modo da assicurare una parziale o totale
monoliticità con la fondazione;III) qualunque altro fattore che
concorra a provocare il ribaltamento.4) Il coefficiente di sicurezza,
inteso come il rapporto fra i valori del momento resistente e di
quello ribaltante, deve essere di almeno 1,2. Particolare cura deve
essere tenuta nella costruzione dei raccordi di spigolo dei muri di
contenimento. In tali zone dovrà essere assicurata la
resistenza agli sforzi di trazione e di flessione.5) I muri di
contenimento a pianta circolare devono essere dimensionati in base
ai procedimenti della scienza delle costruzioni, tenendo conto di
tutte le forze attive e resistenti agenti su di essi.6) In ogni caso
deve essere curato, con opportuna scelta del terreno di posa, accurata
esecuzione o adatti accorgimenti, che non possa verificarsi il
sifonamento del liquido che invadesse il bacino.7) Per i muri di
altezza superiore a 4 metri deve essere previsto un passaggio di
coronamento sul muro, largo almeno 1 metro, protetto da balaustra ai
lati e con scale di accesso dall’esterno del bacino, poste a non
più di 80 metri l’una dall’altra.8) In ogni caso i serbatoi a
tetto galleggiante dovranno avere, in sommità, un passeggiatoio
posto all’esterno del mantello, largo almeno 80 cm. e protetto, su
entrambi i lati; le scale di accesso a tale ballatoio dovranno distare
non più di 60 metri l’una dall’altra.9) In corrispondenza dei
punti di sbocco delle scale sul passeggiatoio di coronamento dei
serbatoi, devono essere costruiti ripari in prosecuzione del mantello,
alti 2 m. sul piano di passaggio e larghi almeno 4 m., che consentano
l’accesso ai soccorritori nonché l’inizio delle operazioni di
spegnimento.10) Tra il passaggio di coronamento del muro di
contenimento e quello del serbatoio devono essere costruite passerelle
che consentano ai soccorritori di raggiungere direttamente la cima del
serbatoio senza discendere nel bacino di contenimento.11) L’altezza
del serbatoio non deve superare, per più di 12 metri, l’altezza
del muro di contenimento.

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