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Depositi di g.p.l. di capacità fino a 5mc in serbatoi interrati protetti da un rivestimento in resine epossidiche termoindurenti associato ad un sistema di protezione catodica ad anodi sacrificali di magnesio
Lettera Circolare

Come noto il D.M. 31 marzo 1984, che disciplina le norme di
sicurezza dei depositi di gas di petrolio liquefatto con
capacità complessiva non superiore a 5 m3, stabilisce al punto
3.2 che i serbatoi possono essere interatti purché all’interno
di una cassa di contenimento di cemento armato.Il successivo D.M. 13
ottobre 1994, che disciplina le norme di sicurezza dei depositi di gas
di petrolio liquefatto di capacità superiore a 5 m3, ha
stabilito che i serbatoi interrati, ad esclusione di quelli posti in
cassa di contenimento in cemento armato, devono essere dotati di
impianto di protezione catodica e provvisti di un rivestimento che
possieda adeguati requisiti di dielettricità, aderenza,
resistenza meccanica, non igroscopicità, impermeabilità
ed inalterabilità rispetto agli agenti aggressivi del
terreno.Ciò premesso sono pervenute a questa Direzione
richieste intese ad ottenere l’autorizzazione ad installare serbatoi
interrati, per depositi di g.p.l. sino a 5 m3, senza cassa di
contenimento in cemento armato e provvisti di un doppio sistema di
protezione costituito da un rivestimento protettivo in resine
epossidiche termoindurenti (protezione passiva) associato a protezione
catodica ad anodi sacrificali di magnesio (protezione attiva).Al
riguardo: acquisito il parere del Comitato Centrale Tecnico
Scientifico per la prevenzione incendi; vista la normazione
tecnica esistente in materia, nonché i criteri già in
uso in altri paesi della Comunità europea; esaminato
l’esito delle prove effettuate da parte del Laboratorio di Macchine e
Termotecnica del Centro Studi ed Esperienze del Corpo Nazionale dei
Vigili del Fuoco;si ritiene che i suddetti serbatoi possano essere
interrati senza cassa di contenimento, in quanto il sistema di
protezione attiva e passiva di cui sono dotati è da
considerarsi equivalente, ai fini della sicurezza, alle disposizioni
di cui al punto 3.2 del D.M. 31 marzo 1984 .Tenuto conto che una
autorizzazione in difformità alle norme in vigore può
essere solo rilasciata in deroga, secondo le procedure dell’articolo
21 del D.P.R. 29 luglio 1982, n. 577, e in considerazione che deroghe
da parte degli Organi centrali rappresenterebbero, per il caso in
specie, un atto meramente formale, al fine di snellire le procedure ed
evitare aggravi di lavoro puramente burocratico, si dispone che i
Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco, in attesa di una modifica
del citato D.M. 31 marzo 1984, possono procedere direttamente alla
approvazione di depositi di g.p.l. di capacità non superiore a
5 m3, che prevedano l’utilizzo di serbatoi interrati senza cassa di
contenimento, a condizione che siano rispettati i requisiti,
nonché le modalità di installazione, controllo ed
esercizio riportati nell’allegato alla presente
disposizione.ALLEGATOA) Requisiti dei serbatoi e del rivestimento
protettivo SerbatoiI serbatoi devono essere di nuova costruzione,
metallici, realizzati e verificati in conformità alla normativa
vigente sugli apparecchi a pressione e dotati dei previsti dispositivi
di sicurezza ed accessori con esclusione dello scarico di
fondo.L’eventuale utilizzazione dei serbatoi esistenti, alla data di
emanazione della presente disposizione, dovrà essere
preventivamente autorizzata, a seguito delle necessarie verifiche e
modifiche, dall’Autorità competente, in relazione alle
condizioni di installazione previste.Tale autorizzazione dovrà
essere presentata al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco all’atto
della richiesta di esame progetto. Trattamento della superficie dei
serbatoi prima dell’applicazione del rivestimentoDopo l’effettuazione
delle radiografie e delle prove a pressione e dopo aver proceduto
all’eliminazione di tutte le sbavature di saldatura, la superficie
esterna dei serbatoi deve essere sottoposta a sabbiatura e decapaggio
tale da conferire il grado SA 2,5 secondo la norma ISO 8501-1 o
equivalenti. RivestimentoIl rivestimento applicato sulla superficie
esterna del serbatoio deve essere costituito da resine epossidiche
termoindurenti e dovrà avere caratteristiche tali da soddisfare
i requisiti previsti dalla norma UNI 9782.I requisiti richiesti devono
essere dimostrati dal produttore tramite prove di laboratorio e dai
controlli nella fase di applicazione.Il rivestimento sui serbatoi deve
essere applicato secondo le istruzioni del produttore. Prove da
effettuare sul rivestimento applicato sul serbatoioIn attesa
dell’emanazione di specifiche norme armonizzate della Comunità
europea, sulla base delle norme di buona tecnica esistenti,
nonché delle indicazioni fornite dal Laboratorio di macchine e
termotecnica del Centro Studi ed Esperienze del Corpo Nazionale dei
Vigili del Fuoco, da parte del costruttore deve essere acquisita
apposita certificazione di laboratorio legalmente autorizzato
sull’esito delle seguenti prove:1) Spessore minimoLo spessore minimo
del rivestimento non deve essere inferiore a 500 micron in ogni punto
della superficie del serbatoio. Le prove di spessore devono essere
realizzate con metodi non distruttivi con riferimento alla norma ISO
2178 o equivalente.2) Continuità dielettricaIl rivestimento di
spessore minimo di 500 micron non dovrà presentare alcuna
discontinuità dielettrica sotto prove a voltaggio di 5 KV
effettuate con ”holiday-detector“ secondo norma DIN 30671
o equivalente. Il voltaggio di prova è incrementato di 1 KV,
per ogni incremento di 0,1 mm.3) AderenzaSi effettua con prove di
strappo secondo la norma ISO 4624 o equivalente.4) Resistenza
meccanica del rivestimento a pressione internaLa prova si effettua
praticando una serie di fori, del diametro di 4 mm, sul serbatoio, che
viene successivamente sottoposto al trattamento di rivestimento.
Completato l’indurimento del rivestimento e verificato che lo spessore
sia non inferiore a 500 micron, il serbatoio viene messo in pressione
(10 bar). Dopo 500 ore il rivestimento non deve presentare cedimenti,
né il manometro segnare abbassamenti di pressione.5) Prova in
acqua salmastraUn serbatoio dopo l’applicazione del rivestimento deve
essere immerso per 90 giorni in acqua salmastra e dopo tale prova il
materiale non deve essersi sciolto, distaccato, rammollito, né
presentare rigonfiamenti. Tale serbatoio successivamente deve essere
sottoposto alle prove di cui ai punti 1, 2, 3 con esito positivo.6)
Resistenza elettrica trasversale di isolamentoUn serbatoio dopo
l’applicazione del rivestimento, deve essere interrato e sottoposto
alla prova di resistenza elettrica trasversale di isolamento secondo
le norme UNI 9782 e UNI-CEI 7 o equivalenti. L’esito di tale prova
deve fornire un valore della resistenza traversale di isolamento non
inferiore a 10.000 Ohm/mq.Su ciascun serbatoio deve essere effettuata,
da parte del costruttore, la verifica dello spessore del rivestimento,
la prova di dielettricità e di aderenza, rilasciandone apposita
dichiarazione.B) Equipaggiamento complementare del serbatoioOltre agli
accessori previsti dalla normativa vigente, con esclusione dello
scarico di fondo, occorre prevedere:a) un pozzetto chiudibile a
chiave, fissato sulla parte superiore del serbatoio, all’interno del
quale sono ubicati gli accessori. Il pozzetto può essere
metallico o in materiale non corrodibile (p.e. polietilene ad alta
densità di caratteristiche rispondenti ai requisiti della norma
UNI-ISO 4437).Il pozzetto, se metallico, deve essere protetto come il
serbatoio ed essere garantita la continuità elettrica con il
serbatoio.Il fissaggio del pozzetto al serbatoio viene effettuato
tramite saldatura o con bulloni inossidabili e deve garantire
l’impermeabilità rispetto all’esterno.Il coperchio del pozzetto
deve resistere ad un carico statico non inferiore a 1.000 kg/m2.Il
pozzetto deve essere dotato di un sistema di sfiato, costituito da una
valvola meccanica a sicurezza intrinseca, con intervento a
sovrappressioni interne al pozzetto inferiori a 150 mm H20.Tale
valvola deve garantire il suo funzionamento anche nel caso di carichi
accidentali sul coperchio del pozzetto.b) un manicotto isolante sulla
tubazione di alimentazione all’impianto interno e posto all’interno
del pozzetto per garantire la sua ispezionabilità. Tale
manicotto deve essere realizzato in modo da garantire: la
compatibilità chimica con il g.p.l.; la resistenza a pressione
(1,5 volte la pressione di esercizio); le temperature limiti di
utilizzazione; la resistenza elettrica e le sue qualità
dielettriche.c) sistema di protezione catodica costituito da: uno o
più anodi di magnesio che assicurino una capacità di
almeno 1.100 Ah/kg e relativi collegamenti. Gli anodi devono essere
protetti da un materiale di rivestimento con funzione di regolatore le
cui caratteristiche essenziali sono comunicate dal fornitore.Gli anodi
devono essere realizzati e dimensionati in base ad una durata minima
di 20 anni ed ubicati in modo da conferire alla struttura da
proteggere un potenziale negativo di almeno -0,9 Volt in rapporto al
potenziale del terreno misurato con l’ausilio di un elettrodo di
riferimento al Cu/CuSO4. punto di misura posto all’esterno del
pozzetto in apposito contenitore stagno.d) attacco per la pinza di
collegamento equipotenziale dell’autocisterna al serbatoio, posta
all’esterno del pozzetto.La messa a terra del serbatoio viene
garantita dal sistema di protezione catodica.L’insieme degli
equipaggiamenti deve essere correttamente protetto per evitare gli
eventuali danneggiamenti durante il trasporto.C) Installazione e
controlli prima della messa in servizioGeneralità
L’installazione del serbatoio deve rispettare le di…

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