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Depositi di fiammiferi
Circolare Ministeriale...

Depositi di fiammiferi
Circolare Ministeriale

Per opportuna norma si portano a conoscenza dei Comandi dei
Corpi dei Vigili del Fuoco le decisioni relative all’oggetto adottate
dalla Commissione Consultiva per le sostanze esplosive ed
infiammabili, nella seduta del 19 maggio 1949 e contenute
nell’estratto del verbale qui di seguito
trascritto:«Commissione consultiva per le sostanze esplosive
ed infiammabili»Estratto del verbale della seduta n. 21/580
del 19 maggio 1949.Oggetto: Amministrazione Autonoma dei Monopoli
di Stato. Deposito di fiammiferi Quesito.Il Relatore legge la
seguente relazione:L’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato,
con la lettera n. 03/5849 del 28 aprile 1949, comunica che qualche
Prefettura, in base alle «Norme Tecniche suggerite dalla
Commissione per la regolamentazione dei depositi, opifici e trasporti
delle sostanze che presentano pericolo di scoppio od incendio»,
ritiene che i fiammiferi giacenti presso Depositi Speciali o presso
gli Uffici e Magazzini vendita generi di monopolio, siano da
considerarsi sostanze solide a rapidissima accensione delle quali non
sarebbe consentita la conservazione di quantità superiori a 25
Kg. senza prescritta licenza.Nella stessa lettera, l’Amministrazione
Autonoma dei Monopoli di Stato, dopo aver fatto presente che i
fiammiferi immagazzinati nei Depositi ed Uffici sopra accennati non
presentano particolari pericoli di incendio, essendo esclusa la
capacità di autocombustione e dato che vengono conservati in
imballi che privano il contenuto della quantità d’aria
necessaria per il propagarsi della combustione, dopo aver
accertato che sia nei 600 magazzini di vendita sparsi in tutta Italia,
sia nei depositi speciali, sia durante i trasporti ferroviari,
camionistici e marittimi, in molti anni non si sono verificati veri e
propri casi di incendio, chiede al Ministero dell’Interno di voler
impartire le opportune disposizioni alle Prefetture perché non
comprendano i fiammiferi impacchettati fra le sostanze solide a
rapidissima combustione.In merito si rileva quanto segue:Allo stato
attuale della legislazione, i Depositi di fiammiferi non sono
disciplinati da Regolamenti o Norme generali.Nei casi segnalati
è quasi certo, perciò, che si tratti della richiesta
fatta da alcuni Prefetti della osservanza da parte dei Depositi e
Magazzini dell’Amministrazione dei Monopoli di Norme stabilite da
Enti locali in applicazione dell’art. 64 del Testo Unico delle leggi
di P.S. (Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773)Dal contesto della
lettera in vista, si arguisce facilmente che tali disposizioni locali
sono modellate sopra le «Norme tecniche, ecc. ecc.». Norme
pubblicate intorno al 1910-11 e che, per quanto non siano mai state
rese obbligatorie con precetto legislativo nemmeno in applicazione
dell’art. 63 del citato Testo Unico delle leggi di P.S. sono servite
di base a varie regolamentazioni generali ed attualmente anche alle
disposizioni degli Enti locali per la disciplina dei depositi,
magazzini, negozi di vendita ecc. di merci pericolose.Stando
così le cose, l’Amministrazione dei Monopoli avrebbe forse
dovuto limitare la sua richiesta nel puro ambito amministrativo onde
accertare l’applicabilità o meno di tali disposizioni ai propri
Depositi o Magazzini.Dal punto di vista tecnico non sembra infatti
giustificata la richiesta di far togliere i fiammiferi da parte degli
Enti locali, nelle loro disposizioni di sicurezza, dalla categoria
delle «sostanze solide a rapidissima accensione».Questa
qualifica è certamente esatta ed al più si potrebbe
discutere se ad essa non fosse preferibili quella, egualmente esatta e
per qualche aspetto più severa, di «materie accensibili
per sfregamento» che è la qualifica adottata nel
Regolamento per il trasporto delle merci pericolose delle FF.SS.
(Decreto Ministeriale 27 novembre 1934).Comunque appare ovvio che i
Depositi di fiammiferi di una certa importanza debbano sottostare a
particolari norme di sicurezza.Il fatto che in parecchi decenni
l’Amministrazione dei Monopoli non abbia mai patito nei propri
depositi gravi accidenti causati da incendi di fiammiferi non
può certo essere attribuito a proprietà peculiari dei
fiammiferi, ma piuttosto alle cure poste dagli stessi tecnici
dell’Amministrazione nella disposizione dei Depositi e nella
distribuzione dei fiammiferi nei singoli magazzini e cioè, in
sostanza, alla osservanza di vere e proprie norme di sicurezza.In
altri campi altre Aziende dello Stato, come per esempio le Ferrovie e
le Poste e Telegrafi, provvedono alla sicurezza contro l’incendio dei
propri servizi con proprie speciali norme e sono perciò
esentate dagli obblighi circa la vigilanza, licenze, autorizzazioni
ecc. previste per le Aziende private da Norme generali similari.In
analogia a ciò, facendo astrazione da altre considerazioni, si
ritiene che anche i depositi di fiammiferi dell’Amministrazione dei
Monopoli potrebbero essere esentati dai suddetti obblighi,
eventualmente previsti da disposizioni locali, sempre che i Depositi
siano disciplinati da norme di sicurezza e gestiti direttamente
dall’Amministrazione.I depositi gestiti da terzi, per conto o no
dell’Amministrazione, dovrebbero essere invece sottoposti alla
disciplina di eventuali norme locali.A tale proposito, si osserva
tuttavia che l’esame della questione ha messo in rilievo la
necessità che, nelle predette disposizioni, la quantità
massima di fiammiferi prevista libera da speciali autorizzazioni o
licenze, sia notevolmente aumentata.In effetti la quantità
limite di 25 Kg. contemplata in tali disposizioni è ripresa
anch’essa dalle citate «Norme tecniche ecc. ecc.» che
risalgono, come si è detto, a circa 40 anni fa.Ora, in tale
epoca, esisteva in Italia un numero abbastanza considerevole di
piccole fabbriche di fiammiferi i cui processi di lavorazione non
erano sempre ineccepibili; inoltre era ancora assai diffuso l’impiego
del fosforo giallo come costituente normale della miscela infiammabile
dei fiammiferi.Questo rendeva allora abbastanza pericoloso il
magazzinaggio anche di quantità non molto grandi di fiammiferi
e giustificava il limite relativamente molto basso di 25 Kg. fissato
dalla Commissione nella estensione delle
«Norme».Attualmente il numero delle fabbriche è
ridotto ad appena poco più di venti; tutte applicano
procedimenti di fabbricazione assai perfezionati e standardizzati;
l’impiego del fosforo giallo è praticamente abolito; tutti
i tipi di fiammiferi fabbricati (eccetto forse qualche tipo
speciale, come per esempio i fiammiferi «contro vento»)
presentano garanzie di sicurezza per autocombustione o per urti
accidentali senza confronto superiori a quelle dei fiammiferi
fabbricati 40 anni fa.Inoltre, si ritiene che anche nella disciplina
dei Depositi di fiammiferi si debba seguire il criterio adottato in
altre Regolamentazioni di merci pericolose (olii minerali, esplosivi,
ecc.) e cioè di commisurare la pericolosità dei
fiammiferi al loro effettivo contenuto di materiale pericoloso.Nel
caso specifico che ci interessa, un semplice controllo dei tipi di
fiammiferi più comuni (f. di legno solforati; f. di cera; f. di
sicurezza tipo svedesi; f. tipo minerva), ha infatti mostrato che il
peso di miscela infiammabile contenuta in ogni scatola o bustina di
fiammiferi è in media eguale a circa il 10-11% del peso
complessivo della scatola o bustina piena.Ora la miscela infiammabile
è sostanzialmente la parte pericolosa dei fiammiferi e ad essa
deve essere commisurata la quantità di fiammiferi da
considerare liberi da ogni autorizzazione o speciale licenza.A questo
punto bisognerebbe esaminare la pericolosità in sé di
detta miscela infiammabile o meglio delle diverse miscele infiammabili
usate per i diversi tipi di fiammiferi in rapporto principalmente alla
loro composizione, alle loro caratteristiche e a tutte le altre
circostanze che, in pro o in contro, concorrono a fare di tali miscele
dei materiali pericolosi; l’esame tuttavia di questi fattori appare
palesemente assai malagevole ed impossibile.Tuttavia, tenendo presenti
le disposizioni esistenti per la polvere pirica che in un certo senso
può essere presa come termine di confronto e naturalmente
valutando, sia pure sommariamente, tutte le circostanze che concorrono
a fare delle miscele infiammabili per fiammiferi materiali meno
pericolosi della polvere pirica, si traggono le seguenti
conclusioni:1) la quantità di fiammiferi da ritenere libera da
ogni autorizzazione o speciale licenza, può essere stabilita
anziché in 25 Kg. in 250 Kg. lordi compresi il peso delle
scatole o bustine, involucri di carta o cartone, escluso però,
il peso degli imballaggi esterni (casse di legno e simili) per tutti i
Depositi, Uffici di vendita, Magazzini ecc. collocati in centri
abitati e posti, eventualmente, anche in fabbricati destinati in parte
ad abitazione;2) per i Depositi posti alquanto fuori dei centri
abitati, in fabbricati isolati, non abitati, la suddetta
quantità può essere portata fino a 500 Kg.;3) la
suddivisione in classi dei depositi di maggiore entità
può essere stabilita come segue:1ª classe: oltre 50
t.2ª classe: oltre 10 t. fino a 50 t.3ª classe: oltre 500
Kg. fino a 10 t.Non si conoscono esattamente quali siano le
prescrizioni di ubicazione, struttura, distribuzione dei locali ecc.
stabilite dalle predette disposizioni locali per le varie classi di
Depositi di fiammiferi; si pensa che anche queste prescrizioni siano
modellate su quelle alquanto generiche indicate dalle «Norme
t…

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