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Attuazione della direttiva CEE numero 85/467 recante sesta modifica (P...

Attuazione della direttiva CEE numero 85/467 recante sesta modifica (PCB/PCT) della direttiva CEE n. 76/769 concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi, ai sensi dell'art. 15 della legge 16 aprile 1987, n. 183
Decreto del Presidente della Repubblica

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICAVisti gli articoli 76 e 87 della
Costituzione;Vista la legge 16 aprile 1987, n. 183, concernente il
coordinamento delle politiche comunitarie riguardanti l’appartenenza
dell’Italia alle Comunità europee e l’adeguamento
dell’ordinamento interno agli atti normativi comunitari;Vista la
direttiva CEE n. 85/467 recante la sesta modifica (PCB/PCT) della
direttiva CEE n. 76/769, concernente il ravvicinamento delle
disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati
membri relative alle restrizioni in materia di immissione sul mercato
e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi, indicata
nell’elenco C allegato alla legge 16 aprile 1987, n.
183;Considerato che in data 31 marzo 1988, ai termini dell’art. 15
della citata legge 16 aprile 1987, n. 183, che delega il Governo ad
emanare norme attuative delle direttive indicate nel predetto elenco
C, è stato inviato lo schema del presente provvedimento
ai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica
per gli adempimenti ivi previsti;Acquisito il parere delle competenti
commissioni della Camera dei deputati e del Senato della
Repubblica;Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata
nella riunione del 20 maggio 1988;Sulla proposta del Ministro per il
coordinamento delle politiche comunitarie, di concerto con i Ministri
degli affari esteri di grazia e giustizia, del tesoro, dell’interno,
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, del lavoro e della
previdenza sociale, della sanità, dell’ambiente e per gli
affari regionali ed i problemi istituzionali;Emana il seguente
decreto:————(*) L’allegato al D.P.R. n. 216, del
24/05/1988, è stato modificato dall’art. 1 del D.M.
29/07/94.Art. 1Campo di applicazione1.
Il presente decreto regola i divieti e le limitazioni in materia
di immissione sul mercato e di uso nel territorio nazionale dei
policlorobifenili e policlorotrifenili nonché degli impianti ed
apparecchi e fluidi che li contengono, riportati nell’allegato.Art.
2Esclusione dal campo di applicazione1. Le norme del
presente decreto non si applicano:a) al trasporto per ferrovia,
su strada, per via fluviale, marittima ed aerea;b)
all’esportazione verso i Paesi terzi;c) al transito
sottoposto a controllo doganale, purché non si dia luogo ad
alcuna trasformazione;d) all’immissione sul mercato o all’uso
strettamente finalizzato a scopi di ricerca, di sviluppo e di
analisi.Art. 3Adeguamenti tecnici1. I decreti di cui
all’art. 20 della legge 16 aprile 1987, n. 183, sono emanati dal
Ministro della sanità, di concerto con i Ministri
dell’ambiente, dell’industria, del commercio e dell’artigianato, del
lavoro e della previdenza sociale e dell’interno, e possono contenere
la fissazione di un termine per lo smaltimento delle sostanze, dei
preparati e dei prodotti già immessi sul mercato e non conformi
alle disposizioni contenute nei decreti medesimi.Art. 4Immissione
sul mercato1. E’ vietata l’immissione sul mercato e l’uso
delle sostanze e dei preparati pericolosi di cui al punto 1
dell’allegato, nonché degli apparecchi, impianti e fluidi che
li contengono.2. In deroga a quanto previsto dal comma 1, l’uso degli
apparecchi, degli impianti e dei fluidi elencati nel punto 2
dell’allegato, contenenti le sostanze e i preparati di cui al punto 1
e utilizzati alla data di entrata in vigore del presente decreto,
è consentito sino all’eliminazione o fino al termine della loro
durata operativa, purché il detentore sottoponga a controlli,
almeno annuali, gli apparecchi e gli impianti medesimi, secondo le
norme CEI o altre norme tecniche generalmente adottate dagli operatori
del settore.3. Qualora per ragioni tecniche non sia possibile
utilizzare prodotti di sostituzione per il funzionamento e la normale
manutenzione degli apparecchi e degli impianti e fluidi di cui al
comma 2, e questi siano in buono stato di conservazione, è
consentito l’uso di PCB e PCT e dei loro preparati al solo fine di
completare il livello dei liquidi contenenti PCB e PCT degli impianti
medesimi. In tale caso deve essere data comunicazione alla regione.4.
In caso di accertate anomalie, le regioni possono, per motivi di
protezione della salute pubblica e dell’ambiente, vietare l’uso di
apparecchi di cui al comma 2, anche prima del termine ivi previsto.5.
E’ vietata l’immissione sul mercato d’occasione degli apparecchi,
impianti e fluidi di cui al comma 2, non destinati
all’eliminazione.Art. 5Censimento1. Presso ciascuna regione o
provincia autonoma è istituito il registro dei dati relativi
alla detenzione di apparecchi, impianti e fluidi di cui al punto 2
dell’allegato.2. Il Ministro dell’ambiente, di concerto con il
Ministro della sanità, entro tre mesi dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, determina le modalità per
l’attuazione del censimento dei dati e per la presentazione delle
denunce di cui ai commi 3 e 5. Il relativo decreto è pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale.3. Entro tre mesi dalla data di pubblicazione
del decreto di cui al comma 2, i detentori di apparecchi, impianti e
fluidi di cui al punto 2 dell’allegato, provvedono ad effettuare la
denuncia alla regione o provincia autonoma competente.4. Le regioni e
le province autonome attuano il censimento, comunicando i relativi
dati ai Ministri dell’ambiente e della sanità, che informano le
amministrazioni interessate.5. La cessazione di uso, nonché le
previste modalità di smaltimento delle sostanze, dei preparati
e dei prodotti di cui all’allegato, è denunciata dagli
interessati nel termine di trenta giorni dall’avvenuta cessazione. Le
regioni e le province autonome aggiornano il registro e trasmettono i
dati acquisiti ai Ministri dell’ambiente e della sanità, che
informano le amministrazioni interessate.Art. 5Censimento1.
Presso ciascuna regione o provincia autonoma è istituito il
registro dei dati relativi alla detenzione di apparecchi, impianti e
fluidi di cui al punto 2 dell’allegato.2. Il Ministro dell’ambiente,
di concerto con il Ministro della sanità, entro tre mesi dalla
data di entrata in vigore del presente decreto, determina le
modalità per l’attuazione del censimento dei dati e per la
presentazione delle denunce di cui ai commi 3 e 5. Il relativo decreto
è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.3. Entro tre mesi dalla
data di pubblicazione del decreto di cui al comma 2, i detentori di
apparecchi, impianti e fluidi di cui al punto 2 dell’allegato,
provvedono ad effettuare la denuncia alla regione o provincia autonoma
competente.4. Le regioni e le province autonome attuano il censimento,
comunicando i relativi dati ai Ministri dell’ambiente e della
sanità, che informano le amministrazioni interessate.5. La
cessazione di uso, nonché le previste modalità di
smaltimento delle sostanze, dei preparati e dei prodotti di cui
all’allegato, è denunciata dagli interessati nel termine di
trenta giorni dall’avvenuta cessazione. Le regioni e le province
autonome aggiornano il registro e trasmettono i dati acquisiti ai
Ministri dell’ambiente e della sanità, che informano le
amministrazioni interessate.Art. 7Controllo delle
regioni1. Le regioni e le unità sanitarie
locali vigilano sull’osservanza delle norme del presente decreto, ai
fini della tutela della salute pubblica e dell’ambiente.2. Le regioni,
in particolare, provvedono, anche mediante ispezioni, al controllo
delle condizioni di sicurezza adottate nella detenzione degli
apparecchi, impianti e fluidi di cui al punto 2 dell’allegato, della
periodicità delle verifiche che il detentore è tenuto ad
effettuare ai sensi del comma 2 dell’art. 4, nonché del
corretto smaltimento degli stessi.Art. 8Sanzioni1.
Chiunque immette sul mercato od utilizza le sostanze, i preparati ed i
prodotti elencati nell’allegato in violazione delle disposizioni del
presente decreto, è punito, salvo che il fatto costituisca
più grave reato, con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda
da lire duecentocinquantamila a lire due milioni.2. Chiunque omette di
provvedere alle denunce di cui ai commi 3 e 5 dell’art. 5, è
assoggettato alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma
da lire cinquecentomila a lire tre milioni.

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