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Concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri re...

Concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai dispositivi di protezione individuale
Direttiva del Consiglio CE

IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in
particolare l’articolo 100 A,
vista la proposta della Commissione, in cooperazione con il Parlamento
europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando che occorre prendere le misure necessarie per realizzare
progressivamente il mercato interno entro il 31 dicembre 1992; che il
mercato interno comporta uno spazio senza frontiere interne nel quale
è assicurata la libera circolazione delle merci, delle persone, dei
servizi e dei capitali;
considerando che diversi Stati membri da svariati anni hanno adottato
prescrizioni concernenti numerosi dispositivi di protezione
individuale in base a motivazioni quali la salute, la sicurezza del
lavoro e la protezione degli utilizzatori;
considerando che tali prescrizioni nazionali sono spesso molto
particolareggiate sui requisiti di progettazione, di fabbricazione, di
qualità, di prove e di certificazione dei dispositivi di protezione
individuale al fine di proteggere le persone da ferite e malattie;
considerando in particolare che le prescrizioni nazionali relative
alla protezione del lavoro impongono l’utilizzazione di dispositivi di
protezione individuale; che numerose prescrizioni obbligano il datore
di lavoro a mettere a disposizione del suo personale adeguati
dispositivi di protezione individuale in caso di assenza o di carenza
di misure prioritarie di protezione collettiva;
considerando che le prescrizioni nazionali concernenti i dispositivi
di protezione individuale variano sensibilmente da uno Stato membro
all’altro; che esse possono costituire quindi un ostacolo agli scambi
con ripercussioni immediate sull’instaurazione ed il funzionamento del
mercato comune;
considerando che tali prescrizioni nazionali divergenti devono essere
armonizzate per garantire la libera circolazione di questi prodotti,
senza per questo che i livelli di protezione esistenti, allorché
giustificati negli Stati membri, siano abbassati e affinché siano
aumentati allorché è necessario;
considerando che le prescrizioni di progettazione e di fabbricazione
dei dispositivi di protezione individuale previsti nella presente
direttiva, essenziali per rendere più sicuro l’ambiente di lavoro, non
pregiudicano le prescrizioni relative all’impiego dei dispositivi di
protezione individuale e all’organizzazione sanitaria e della
sicurezza dei lavoratori sul posto di lavoro;
considerando che la presente direttiva si limita a definire i
requisiti essenziali cui devono rispondere i dispositivi di protezione
individuale; che per facilitare la prova di conformità ai requisiti
essenziali è indispensabile disporre di norme armonizzate a livello
europeo, concernenti la progettazione, la fabbricazione, le specifiche
e i metodi di prova dei dispositivi di protezione individuale, tutte
le norme la cui osservanza assicura a questi prodotti una presunzione
di conformità ai requisiti essenziali della presente direttiva; che
tali norme armonizzate a livello europeo sono elaborate da organismi
privati e devono mantenere il loro stato di testo non obbligatorio;
che a tal fine, il Comitato europeo di normalizzazione (CEN) e il
Comitato europeo di normalizzazione elettrotecnica (CENELEC) sono
riconosciuti come gli organismi competenti per adottare le norme
armonizzate, conformemente agli orientamenti generali sulla
cooperazione tra la Commissione e questi due organismi, ratificati il
13 novembre 1984; che, ai sensi della presente direttiva, si intende
per norma armonizzata un testo di specifiche tecniche (norma europea o
documento di armonizzazione) adottato da uno di questi organismi o da
entrambi su mandato della Commissione, conformemente alla direttiva
83/189/CEE del Consiglio, del 28 marzo 1983, che prevede una
procedura d’informazione nel settore delle norme e delle
regolamentazioni tecniche, modificata dalla direttiva 88/182/CEE ,
nonché sulla base dei succitati orientamenti generali;
considerando che in attesa dell’adozione di norme armonizzate, molto
numerose data l’ampiezza del campo di applicazione e la cui
preparazione entro i termini fissati per la realizzazione del mercato
interno rappresenta un quantitativo di lavoro notevole, è opportuno
mantenere a titolo transitorio, nel rispetto delle disposizioni del
trattato, lo status quo relativo alla conformità alle norme nazionali
in vigore per i dispositivi di protezione individuale che non siano
oggetto di una norma armonizzata alla data di adozione della presente
direttiva;
considerando che, dato il ruolo generale e orizzontale svolto dal
comitato permanente istituito dall’articolo 5 della direttiva
83/189/CEE nella politica comunitaria di normalizzazione, in
particolare il suo ruolo nella preparazione di ordini di
normalizzazione e nel funzionamento dello status quo a livello della
normalizzazione europea, detto comitato è particolarmente idoneo ad
assistere la Commissione nel controllo comunitario di conformità delle
norme armonizzate;
considerando che un controllo dell’osservanza di queste prescrizioni
tecniche è necessario per proteggere debitamente gli utilizzatori e i
terzi; che le procedure di controllo esistenti possono variare
notevolmente da uno Stato membro all’altro; che, per evitare controlli
multipli che costituiscono altrettanti ostacoli alla libera
circolazione dei dispositivi di protezione individuale, è opportuno
prevedere un riconoscimento reciproco dei controlli da parte degli
Stati membri; che per facilitare tale riconoscimento dei controlli è
opportuno, in particolare, prevedere procedure comunitarie armonizzate
e armonizzare i criteri da tener presenti per designare gli organismi
incaricati di svolgere compiti di esame, di sorveglianza e di
verifica;
considerando che occorre migliorare il quadro giuridico per consentire
alle parti sociali di fornire un contributo efficace e
adeguato,HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA (*):
————Nota a tutti gli articoli:
In tutto il presente testo l’espressione ”marchio CE“ è stata
sostituita con ”marcatura CE“ secondo quanto disposto dall’art. 7,
punto 1 della direttiva CEE n. 68 del
22/07/1993.
CAPITOLO I CAMPO DI APPLICAZIONE, IMMISSIONE SUL MERCATO E LIBERA
CIRCOLAZIONE
Art. 1
1. La presente direttiva si applica ai dispositivi di protezione
individuale, qui di seguito denominati “DPI”.
Essa stabilisce le condizioni di immissione sul mercato e della libera
circolazione intracomunitaria, nonché i requisiti essenziali di
sicurezza cui i DPI devono soddisfare per preservare la salute e
garantire la sicurezza degli utilizzatori.2. Ai sensi della
presente direttiva, si intende per “DPI” qualsiasi dispositivo o
articolo destinato a essere indossato o tenuto da una persona affinché
essa sia protetta nei confronti di uno o più rischi che potrebbero
metterne in pericolo la salute e la sicurezza.
Sono anche considerati DPI:
a) l’insieme costituito da diversi dispositivi o articoli abbinati in
modo solidale dal fabbricante per proteggere una persona nei confronti
di uno o più rischi che possono presentarsi simultaneamente;
b) un dispositivo o articolo di protezione solidale, in modo
dissociabile o non dissociabile, di un dispositivo individuale non
protettivo indossato o tenuto da una persona per svolgere una data
attività;
c) i componenti intercambiabili di un DPI, indispensabili per il suo
buon funzionamento ed utilizzati unicamente per detto DPI.3. Viene
considerato parte integrante di un DPI ogni sistema di collegamento
immesso sul mercato con il DPI per raccordare quest’ultimo ad un
dispositivo esterno, complementare, anche nel caso in cui tale sistema
di collegamento non sia destinato ad essere indossato o tenuto in
permanenza dall’utilizzatore durante il periodo di esposizione al (ai)
rischio(i).4. Sono esclusi dal campo di applicazione della presente
direttiva:
– i DPI disciplinati da un’altra direttiva che concerne gli stessi
obiettivi di immissione sul mercato, libera circolazione e sicurezza
della presente direttiva;
– indipendentemente dal motivo di esclusione di cui al primo trattino,
le categorie di DPI che figurano nell’elenco delle esclusioni
dell’allegato I.Art. 2
1. Gli Stati membri prendono tutte le disposizioni necessarie affinché
i DPI di cui all’articolo 1 possano essere immessi sul mercato e in
servizio soltanto se assicurino la salute e la sicurezza degli
utilizzatori, senza compromettere la salute e la sicurezza di altre
persone, di animali domestici o di beni, quando siano trattati
debitamente e utilizzati conformemente all’impiego.2. La presente
direttiva non incide sulla facoltà degli Stati membri di prescrivere –
nel rispetto del trattato – i requisiti che essi ritengono necessari
per assicurare la protezione degli utilizzatori a patto che ciò non
implichi modifiche dei DPI rispetto alle disposizioni della presente
direttiva.3. Gli Stati membri non ostacolano in occasione di fiere,
esposizioni, ecc., la presentazione di DPI non conformi alle
disposizioni della presente direttiva a patto che su un pannello sia
chiaramente indicata la non conformità di questi DPI, nonché il
divieto di acquistarli e/o adoperarli in qualsiasi maniera prima della
loro messa in conformità da parte del fabbricante o del suo mandatario
stabilito nella Comunità.Art. 3I DPI di cui
all’articolo 1 devono rispondere ai requisiti essenziali di sicurezza
previsti nell’allegato II.Art. 4
1. Gli Stati membri non possono vietare, limitare od ostacolare
l’immissione sul mercato di DPI o componenti di DPI conformi alle
disposizioni della presente direttiva e muniti della marcatura CE che
dichiara la loro conformità a tutte le prescrizioni della presente
direttiva comprese le procedure di certificazione di cui al capitolo
II. (*)2. Gli Stati membri non possono vietare, limitare o
ostacolare l’immissione sul mercato di componenti d…

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