Edilone.it - Edilone.it | Edilone.it

Documentazioni tecniche allegate alle domande di omologazione di appar...

Documentazioni tecniche allegate alle domande di omologazione di apparecchi di sollevamento firmate da architetti
Circolare Ministeriale

Si rende noto alle SS.LL. che è stato posto da parte di un
dipartimento quesito in ordine alle competenze professionali degli
architetti, con particolare riguardo alla firma delle documentazioni
tecniche da allegare alla denuncia degli apparecchi di sollevamento.
Esaminato il quesito proposto, alla luce della circolare n.
77/1976 del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, che
tuttora disciplina la materia ai sensi e per gli effetti dell’art. 2
del D.L. 30 giugno 1982, n. 390, convertito con modificazioni nella
legge 12 agosto 1982, n. 597, si rammenta che la circolare
sopramenzionata al punto 1 stabilisce che le suddette documentazioni
siano firmate da “tecnico laureato o diplomato” senza peraltro
chiarire le specifiche competenze professionali.
Il regolamento per la professione di ingegnere e quella di architetto,
approvato con R.D. 23 ottobre 1925, n. 2537, fissa una delimitazione
fra le due professioni agli artt. 51 e 52 quindi individuando la
competenza della professione dell’ingegnere nell’art. 51 che recita:
“Sono di spettanza della professione d’ingegnere, il progetto, la
condotta e la stima dei lavori, per estrarre, trasformare ed
utilizzare i materiali direttamente od indirettamente occorrenti per
le costruzioni e per le industrie, dei lavori relativi alle vie ed ai
mezzi di trasporto, di deflusso e di comunicazione, alle costruzioni
di ogni specie, alle macchine ed agli impianti industriali, nonché in
generale alle applicazioni della fisica, i rilievi geometrici e le
operazioni di estimo”.
Il successivo art. 52 che recita:
“Formano oggetto tanto della professione di ingegnere quanto di quella
di architetto le opere di edilizia civile, nonché i rilievi geometrici
e le operazioni di estimo ad esse relative. Tuttavia le opere di
edilizia civile che presentano rilevante carattere artistico ed il
restauro e il ripristino degli edifici contemplati dalla legge 20
giugno 1909, n. 364, per l’antichità e le belle arti, sono di
spettanza della professione di architetto; ma la parte tecnica ne può
essere compiuta tanto dall’architetto quanto dall’ingegnere”, dispone
invece che fanno oggetto quanto dell’una quanto dell’altra professione
“le opere di edilizia civile nonché i rilievi geometrici e le
operazioni di estimo ad esse relative”.
Il legislatore avrebbe, dunque, fissato una piena e perfetta
equiparazione tra la professione di ingegnere e quella di architetto
limitatamente alle sole opere di edilizia civile escludendo invece le
opere e le applicazioni industriali.
Atteso che le documentazioni tecniche da presentare a corredo delle
domande di omologazione di apparecchi di sollevamento riportano
verifiche di strutture principali che richiedono calcolazioni di
natura meccanica quali albero lento, tamburo, valutazioni delle forze
di inerzia in relazione alle potenze dei motori ed alle
caratteristiche dei gruppi di riduzione nonché l’esame di circuiti
elettrici e/o idraulici che non rientrano fra le opere di edilizia
civile, bensì si configurano quali macchine ed impianti industriali di
cui all’art. 51 del Regolamento sopracitato, si deve escludere la
competenza professionale degli architetti a firmare dette
documentazioni.
Preme comunque puntualizzare che la competenza della professione di
ingegnere fissata nell’art. 51 del R.D. 23 ottobre 1925, n. 2537, non
esclude l’attività professionale di alcune categorie di tecnici che
possano operare nei limiti delle competenze loro attribuite dai
rispettivi ordinamenti professionali.
Con le tali precisazioni si ritiene di aver chiarito la delimitazione
fra le competenze professionali di ingegneri e di architetti di cui è
cenno nella circolare di questa sede n. 1875, del 31 gennaio 1983.

Edilone.it