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Disciplina delle funzioni prevenzionali e omologative delle unità sanitarie locali e dell'Istituto superiore per la prevenzione e sicurezza del lavoro
Circolare Ministeriale

La disciplina indicata in oggetto è contenuta nel D.L. 30
giugno 1982, n. 390, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 179 del 1°
luglio c.a.
Detto provvedimento legislativo è stato suggerito dalla preminente
considerazione che, nei termini temporali stabiliti da precedenti
provvedimenti, le Unità sanitarie locali non avessero iniziato
l’effettivo esercizio delle funzioni loro trasferite dalla legge n.
833/1978 concernenti l’ANCC, l’ENPI e gli organi periferici di
questa Amministrazione.
Inoltre il decreto legge di cui trattasi attribuisce all’Istituto
superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro, istituito con
D.P.R. 31.7.1980, n. 619, nuove competenze in materia di
omologazione sottoponendolo, limitatamente all’esercizio delle
relative funzioni, alla vigilanza del Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, del Ministero della sanità e di questo
Ministero.
Ciò detto, lo scrivente – ai fini di una omogenea applicazione delle
emanate disposizioni – ritiene opportuno fornire i chiarimenti che
seguono, con specifico riferimento ai rapporti che verosimilmente
verranno a configurarsi con le Regioni, mentre si riserva di
riconsiderare la questione alla luce delle eventuali integrazioni o
modificazioni che, al decreto legge in esame, verranno – eventualmente
– apportate in sede di conversione.
Occorre, allora, rammentare che le attività trasferite sono quelle e
soltanto quelle che attengono all’esercizio di funzioni amministrative
mentre non sono venute meno le funzioni di polizia giudiziaria degli
ispettori del lavoro con lo scorporo della materia della sicurezza e
dell’igiene del lavoro dalle attribuzioni dell’Ispettorato del lavoro
ed il trasferimento di detta materia alle Unità sanitarie locali.
Al riguardo devesi considerare che la disposizione di cui all’art. 8
del D.P.R. n. 520 del 1955 – secondo cui la funzione di polizia
giudiziaria spetta agli ispettori del lavoro “nei limiti del servizio
a cui sono destinati e secondo le attribuzioni ad essi conferite dalle
singole leggi e regolamenti” – non è determinante nel quadro della
problematica in esame. Detto articolo, infatti, conferma il principio
(già risultante daII’art. 221, ultimo comma del codice di procedura
penale) della specialità e tassatività delle materie rispetto alle
quali è conferita la qualifica di Ufficiale di polizia giudiziaria (in
contrapposto alla generalità delle attribuzioni degli Ufficiali di
polizia giudiziaria appartenenti ad altri istituti o corpi), ma rinvia
ad altre leggi la determinazione, in concreto, dell’ambito di tali
attribuzioni. Comunque, anche a prescindere da detto rinvio, appare
corretto e legittimo ritenere che un atto avente forza di legge
ordinaria (quale il decreto n. 616 del 1977) può sempre derogare
ad altra legge ordinaria per cui l’inciso “fermo restando l’esercizio
delle funzioni di polizia giudiziaria… da parte dell’Ispettorato del
lavoro” sarebbe chiaramente pleonastico qualora si voglia riferire
alle sole materie conservate alla competenza amministrativa
dell’Ispettorato stesso.
Nei termini suddetti si è pronunciato il Consiglio di Stato con
apposito parere su richiesta di questo Ministero.
In relazione a quanto sopra è, quindi, appena il caso di sottolineare
che gli Ispettori del lavoro continueranno a svolgere le funzioni di
polizia giudiziaria anche per quanto concerne le materie devolute alla
competenza amministrativa delle UU.SS.LL.: ciò ai fini
dell’accertamento e repressione dei reati che venissero in evidenza
nell’applicazione delle norme di prevenzione.
Inoltre gli Ispettorati del lavoro continueranno a svolgere le
funzioni amministrative nelle materie ancora di riserva statale, come
ad esempio i controlli sanitari sulla produzione, commercio ed impiego
delle sostanze radioattive (art. 6 lett. k), L. n. 833/1978),
nonché la vigilanza congiunta negli impianti ferroviari. Per quanto
concerne i rapporti con le UU.SS.LL., laddove le stesse non abbiano
iniziato l’effettivo esercizio delle funzioni trasferite, essi
dovranno essere intrattenuti, comunque non oltre il 31.12.1982, con il
commissario di nomina prefettizia, il quale è chiamato ad esercitare,
nel territorio della provincia, detti compiti. A tale commissario
dovrà essere data notizia degli affari amministrativi in corso e dei
provvedimenti amministrativamente definiti. Dovrà, ovviamente,
rimanere in possesso dell’Ispettorato del lavoro, il carteggio
riguardante l’attività espletata nell’esercizio delle funzioni di
polizia giudiziaria.
Nel caso in cui le UU.SS.LL. si fossero attivate, devono essere tenuti
presenti analoghi criteri, sostituendosi, al commissario prefettizio,
la Regione interessata con la quale gli Ispettorati del lavoro
intratterranno gli opportuni contatti, ai fini della destinazione,
alle competenti USL, della documentazione o carteggio di cui le
medesime debbono disporre per l’esercizio delle funzioni loro
attribuite.
Fino alla data del 31.12.1982 e non oltre, è possibile che le Regioni
anche se le UU.SS.LL. siano attivate, chiedano ai commissari
liquidatori dell’ENPI e dell’ANCC, la effettuazione di attività
connesse all’esercizio da parte delle UU.SS.LL. delle funzioni
trasferite a mente della legge n. 833/1978, assumendo gli oneri a
carico degli stanziamenti assegnati alle Regioni stesse sul Fondo
sanitario nazionale (3° comma, art. 1, decreto legge n. 390/82).
Verificandosi tale ipotesi, i commissari dei due enti sopracitati
comunicheranno alle Regioni interessate l’ammontare degli oneri
derivanti dalla richiesta di cui trattasi.
Le relative somme potranno essere anticipate dalle gestioni
commissariali, semprechè le Regioni specifichino tempi e modalità di
restituzione: quest’ultima, non potrà avvenire, comunque, oltre il
31.12.1982.
Nell’eventualità che venga emanato il decreto interministeriale di cui
al 2° comma dell’art. 3 del decreto legge in esame (il che
significherebbe che l’ISPESL non è momentaneamente in grado di
iniziare ad esercitare le competenze attribuitegli dal precedente art.
2), è evidente che i compiti, a tutt’oggi svolti da questo Ministero
nella materia, continuano ad essere esercitati da questa
Amministrazione con le medesime procedure.

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