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Comunicazioni dell'Enpi relative all'esito di verifiche eseguite da fu...

Comunicazioni dell'Enpi relative all'esito di verifiche eseguite da funzionari dell'ente
Nota Ministeriale

Le sedi periferiche dell’ENPI, in relazione al problema
riguardante la posizione giuridica del proprio personale tecnico,
recentemente sollevato, ed in base ad istruzioni diramate dalla
Direzione generale con circolare del 27 settembre u.s., stanno
trasmettendo, in qualche provincia in numero considerevole, stralci o
copie di verbali di verifiche eseguite da propri dipendenti ai sensi
dei DD.MM. 12 settembre 1959 e 22 febbraio 1965, dalle quali
risultano situazioni di inadempienza alle norme antinfortunistiche: e
ciò allo scopo di evitare censure da parte dell’A.G. con riferimento
ai principi stabiliti dal codice di procedura penale circa gli atti
dovuti in caso di notizia di reato.
A parte ogni decisione circa la qualificazione delle funzioni dei
tecnici dell’Ente, rimessa nella sede opportuna, ed indipendentemente
da una più generale e razionale impostazione dei rapporti fra il
servizio di ispezione del lavoro e lo stesso ENPI per un ampliamento
del settore di intervento della Pubblica amministrazione ai fini della
tutela per la sicurezza dei lavoratori, preme stabilire per
l’Ispettorato del lavoro una procedura corretta ed uniforme per il
seguito delle segnalazioni di inadempienza che perverranno dalle unità
organiche periferiche dell’ENPI.
Va innanzitutto precisato che le segnalazioni che qui interessano, e
per le quali possono sorgere responsabilità per l’adozione dei
conseguenti atti di ufficio, sono quelle comunque connesse con
l’esecuzione delle verifiche obbligatorie svolte dai tecnici dell’ENPI
in attuazione dei suddetti decreti ministeriali, mentre ogni altra
informazione proveniente dall’Ente su situazioni generali o
particolari desunta dall’esercizio delle funzioni di propaganda e
consulenza non é suscettibile di alcuna formalizzazione, potendosi
inquadrare tali rapporti nei principi di collaborazione, previsti
dall’art. 5 della stessa Convenzione OIL n. 81 del 1947 ratificata con
legge 2 agosto 1952, n. 1305, fra servizio di ispezione del lavoro ed
istituzioni pubbliche e private che esercitano attività similari.
Per queste ultime segnalazioni sarà perciò doveroso un cenno di
ricevuta con l’assicurazione che l’ufficio ne terrà conto, in
relazione anche alle esigenze di servizio, nei successivi programmi di
vigilanza, mettendo in risalto, ove occorra, l’opportunità, per fini
pratici, dell’attualità delle segnalazioni e che le stesse siano
formulate soltano quando l’Ente ravvisi concretamente situazioni di
violazione a norme di legge o comunque di pericolo.
Per quanto invece concerne le irregolarità constatate da tecnici
dell’ENPI in occasione delle verifiche obbligatorie – irregolarità
concernenti sia gli apparecchi o le parti di essi controllate secondo
il metodo tecnico appropriato, sia le altre situazioni di pericolo
derivanti da violazioni alle norme di prevenzione infortuni rilevate
dal tecnico in occasione del sopralluogo – dovrà essere stabilito,
d’accordo con la competente direzione locale dellENPI, che questa – e
non il singolo impiegato – trasmetta senza indugio la copia o uno
stralcio del rapporto di verifica (o altra equivalente comunicazione)
con la precisazione dei difetti rilevati costituenti violazione alle
norme di prevenzione infortuni, delle altre irregolarità
occasionalmente rilevate dal tecnico, e dell’eventuale circostanza che
le irregolarità e i difetti sussistevano anche all’epoca del
precedente controllo.
Sulla scorta di tali comunicazioni, delle quali può essere evitata la
registrazione e denuncia essendo sufficiente un timbro a datario di
arrivo ed una numerazione progressiva (di protocollo o di registro
speciale), l’Ispettorato invierà alla ditta responsabile una diffida
di ufficio nella quale, facendo esplicito riferimento alla
constatazione di irregolarità da parte di un tecnico dell’ENPI in
occasione dell’effettuazione di verifiche obbligatorie ed alla data
nella quale essa è avvenuta, si ordina al datore di lavoro di
provvedere ad eliminare subito le irregolarità riscontrate richiamando
la sua responsabilità con riguardo sia alle sanzioni previste dalle
norme antinfortunistiche che alle più gravi conseguenze nelle quali
egli può incorrere per l’ulteriore uso di macchine o apparecchi o
impianti dei quali gli è stata notificata la condizione di insicurezza
e di conseguente pericolo per i dipendenti.
Nella diffida formale, costituente secondo i chiarimenti della
sentenza n. 105 del 26 giugno 1967 della Corte costituzionale,
legittimo rinvio dell’inizio dell’azione penale in materia di reati
contravvenzionali il cui accertamento è di competenza dell’Ispettorato
del lavoro, dovrebbe essere stabilito un termine, ove questo non
risulti dato dal tecnico dell’ENPI, per la dimostrazione dell’avvenuta
esecuzione dei lavori, e dovrebbe essere anche stabilito che
l’imprenditore deve farsi carico di un nuovo sopralluogo dell’Ente il
cui risultato sarà comunicato all’Ispettorato, o per l’archiviazione
della pratica o per l’ulteriore azione di competenza, nel caso che la
verifica abbia dato nuovamente esito sfavorevole. La diffida
ètrasmessa in copia all’ENPI perché dia conferma dell’avvenuta nuova
verifica e del suo esito.
Con tale procedura viene lasciata al tecnico dell’ENPI che ha eseguito
la prima e la seconda verifica piena responsabilità per i fatti
accertati e per le valutazioni tecniche tratte dall’esame dei
macchinari e degli impianti con riguardo al rispetto delle norme di
sicurezza, ed un accertamento ispettivo si renderebbe necessario
soltanto in caso di contestazione da parte dell’imprenditore o di
mancato esito della diffida.
Infatti il rapporto all’Autorità giudiziaria, costituente la seconda
fase degli atti dovuti dall’Ispettorato del lavoro a seguito di
denuncia di reati contravvenzionali, potrebbe essere correttamente
compilato sulla base della conferma dell’esistenza della situazione di
violazione alle norme di legge la cui provenienza offre piena garanzia
di una congrua documentazione per il Magistrato ai fini della
istruttoria.
Tuttavia, per le eventuali misurazioni dirette che si rendessero
necessarie ai fini del rapporto al Magistrato, verranno stabiliti
opportuni accordi con l’ENPI per l’impiego di tecnici ed attrezzature
in collaborazione con gli ispettori del lavoro.
Il rapporto, anche ai fini di una possibile necessaria citazione come
teste in giudizio, indicherà il nominativo del tecnico che ha
accertato e riferito la violazione, e conterrà, in allegato, la copia
del foglio di diffida e ogni comunicazione pervenuta alla ditta dei
cui resposabili saranno indicate le generalità accertate nei modi
d’uso durante il decorso del termine fissato per la dimostrazione
dell’adempimento (e non successivamente).
Analoga procedura dovrà essere adottata per comunicazioni dell’Ente
riguardanti inadempienze delle aziende rispetto all’obbligo delle
visite mediche periodiche (mancato invio alla visita dei lavoratori
alle scadenze fissate, mantenimento dei lavoratori in lavorazioni
giudicate nocive dal sanitario, ecc.).
Le disposizioni della presente circolare non si applicano invece alle
comunicazioni degli Enti previdenziali ai sensi della circolare n. 72
del 10 giugno 1969 in quanto nell’ambito del coordinamento dell’azione
ispettiva in materia contributiva, sono state realizzate idonee
condizioni per assicurare la sollecita azione degli istituti per il
recupero dei contributi omessi e delle somme aggiuntive.

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