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Prescrizioni tecniche di sicurezza per gli impianti, le macchine e gli apparecchi elettrici installati in stabilimenti e laboratori fisici per esplosivi e/o manufatti esplosivi
Circolare Ministeriale

E’ stato segnalato da più parti che in occasione delle
visite periodiche effettuate dagli Ispettorati del lavoro negli
stabilimenti e laboratori di esplosivi o di manufatti esplosivi sono
insorte difficoltà interpretative o soprattutto applicative
sulle norme di cui agli articoli 330 e seguenti del D.P.R. 27 aprile
1955, n. 547, nonché situazioni di contrasto con provvedimenti
di altre Amministrazioni (Difesa e Interni) egualmente competenti in
materia anche se con finalità diverse.In particolare le
difficoltà maggiori derivano dai nuovi e sofisticati
procedimenti tecnologici impiegati negli stabilimenti, in taluni casi
di provenienza estera, che hanno determinato situazioni di
perplessità nella valutazione tecnica necessaria ai fini
dell’applicazione delle norme di prevenzione, aggravate dalla
inesistenza di normative di riferimento anche sul piano
internazionale.E’ apparso quindi, necessario predisporre sulla base
dei principi sanciti negli articoli 330 e seguenti del citato D.P.R.
27 aprile 1955, n. 547, specifiche disposizioni tecniche cui dovranno
adempiere gli stabilimenti e laboratori in questione per realizzare
quelle condizioni di sicurezza nei confronti dei lavoratori addetti e
fornire, nello stesso tempo, agli ispettori del lavoro, con le
disposizioni stesse, dei precisi riferimenti normativi tecnici per
l’espletamento delle verifiche di cui all’art. 336 dello stesso D.P.R.
n. 547/1955.Tali prescrizioni tecniche riportate nell’allegato A) e
indirizzate a precisare le caratteristiche delle apparecchiature
elettriche installate in luoghi con presenza di materie esplosive o
manufatti esplosivi, ove esistano pericoli d’esplosione o di incendi,
sono state approntate da un Comitato di esperti, istituito presso
questo Ministero cui hanno portato il loro contributo tecnici
specializzati dei Ministeri dell’interno, della difesa,
dell’industria, del C.N.R. e dell’ENPI, nonché i rappresentanti
delle Associazioni sindacali datoriali e dei lavoratori e sul cui
contenuto si è espressa favorevolmente la Commissione
consultiva permanente per gli infortuni e l’igiene del lavoro.Fonti
normative di grande rilievo ai fini applicativi delle prescrizioni di
cui alla presente circolare sono, oltre alle citate norme del D.P.R.
27 aprile 1955, n. 547, le disposizioni, in quanto applicabili, di cui
al D.P.R. 19 marzo 1956, n. 302, al D.P.R. 19 marzo 1956, n. 303, al
D.P.R. 20 marzo 1956, n. 320, al testo unico delle leggi di pubblica
sicurezza approvato con R.D 18 giugno 1931, n. 773, e alla legge
1° marzo 1968, n. 186.Inoltre, sono prese a base, per specifici
riferimenti tecnici, le indicazioni date dalla norma CEl/64-2 e
ciò in quanto per il disposto di cui all’art. 2 della legge
1° marzo 1968, n. 186, le applicazioni tecniche del Comitato
elettrotecnico italiano (CEI) sono da considerare informate a regola
d’arte e, come tali, quindi, coperte dalla presunzione "iuris
tantum" di conformità alla legge.Si reputa opportuno
richiamare l’attenzione degli uffici e amministrazioni interessati che
la parte seconda dell’allegato A) riporta alcuni casi in cui la
normativa va applicata, pertanto il valore di tali indicazioni
è meramente esemplicativo ai fini di una pratica applicativa
più chiara e precisa.Al fine poi di assicurare ottimali
condizioni di sicurezza del posto di lavoro con il corretto impiego di
impianti sicuri, le organizzazioni sindacali di settore, sia dei
lavoratori che dei datori di lavoro, sono pregate di dare la loro
collaborazione per la diramazione delle presenti disposizioni agli
operatori interessati anche ai fini dell’esercizio del diritto di cui
all’art. 9 della legge n. 300/1970.Gli Ispettorati regionali e
provinciali del lavoro, nell’espletamento della normale
attività istituzionale di vigilanza del relativo coordinamento,
dovranno sopraintendere, nella fase preliminare con particolare
attenzione, all’osservanza delle presenti prescrizioni, segnalando, se
del caso, eventuali nuove difficoltà applicative allo
scrivente.Allegato APrescrizioni tecniche di sicurezza per gli
impianti, le macchinee gli apparecchi elettrici installati in
stabilimenti e laboratorifisici per esplosivi e/o manufatti
esplosiviParte prima1) FinalitàFinalità della
presente normativa è quella di precisare, nel campo di
applicazione di cui all’art. 2, le caratteristiche delle
apparecchiature elettriche installate in luoghi con presenza di
materie esplosive e/o manufatti esplosivi, ove esistono pericoli di
esplosione o di incendio.2) Campo di applicazioneIl campo di
applicazione attiene agli ambienti (1) di laboratori fisici per
esplosivi e/o manufatti che li contengono, riconosciuti come tali
nell’allegato A) del Regolamento per l’esecuzione del t.u. approvato
con R.D. 18 giugno 1931, n. 773, delle leggi di pubblica sicurezza e
successivi aggiornamenti e/o in via di sperimentazione ai sensi
dell’art. 24 della legge 18 aprile 1975, n. 110.(1) Secondo il
significato di cui al T.U. delle leggi di pubblica sicurezza – R.D. 18
giugno 1931, n. 773 e D.P.R. 19 marzo 1956, n. 302.In tali ambienti si
effettuano sperimentazioni, controlli, prove ambientali, prove
balistiche ed operazioni similari. Tali ambienti devono avere
caratteristiche idonee ai sensi del T.U. delle leggi di pubblica
sicurezza.Quanto prescritto nell’art 3, comma 2, si applica solo
quando la fuoriuscita dell’esplosivo nel luogo è pervenuta
mediante una delle seguenti precauzioni:a) contenitore idoneo;b)
impiego esclusivo di personale appositamente addestrato, che adotti le
idonee procedure di lavoro, essendo l’esplosivo privo di idoneo
contenitore.La precauzione di cui al punto a) comprende il caso di
apparecchiatura emittente RX installata in un luogo completamente
separato dal manufatto sotto controllo.La precauzione di cui al punto
b) riguarda gli esplosivi allo stato solido non polverulente e che non
emettano vapori esplodibili.3) Tipi di impianti, macchine,
apparecchiNegli ambienti di cui all’art. 2, gli impianti, le macchine
e gli apparecchi elettrici devono essere dei tipi ammessi nella Norma
CEI 64-2 per i luoghi di classe 0, divisione 2.Fanno eccezione quelle
parti elettriche la cui esecuzione nei suddetti tipi è
impossibile per particolarità tecnologiche specifiche delle
attrezzature destinate alle funzioni del laboratorio fisico per le
attività sugli esplosivi. Tali parti, comunque, debbono
soddisfare per le altre caratteristiche alla legge 1 marzo 1968, n.
186.Parte secondaPartcolari campi di applicazioneVengono qui riportati
alcuni casi in cui la normativa in oggetto è applicabile. La
descrizione dei singoli casi ha validità solamente
indicativa.A. 1. Banchi per prove di combustione motori per razziIl
luogo in cui sono installati i banchi per prove di combustione di
motori per razzi è un ambiente in genere all’aperto.La
accensione del manufatto in prova avviene mediante l’impiego di una
"linea di accensione".La linea di accensione, sezionabile in
più punti, corre dal banco di prova alla sala controllo, posta
a distanza, ed è protetta per tutta la sua lunghezza da un tubo
metallico.Sul manufatto esplosivo sono applicabili trasduttori di
misura necessari al rilievo, durante la prova, di grandezze quali ad
esempio pressioni, temperature, deformazioni, accelerazioni, spinta.I
trasduttori possono essere dei tipi
seguenti:- estensimetrici;- a resistenza
variabile;- piezoelettrici;- piezoresistivi;- capacitivi;- induttivi;- termocoppie.La
acquisizione dei segnali provenienti dai trasduttori è fatta a
distanza nella sala controllo.A.2. Impianti e apparecchiature per
controlli RXLe macchine a RX sono installate secondo i dettami del
D.P.R. 13 febbraio 1964, n. 185, e successivi decreti
applicativi.L’impianto è costituito da:- apparecchiatura
emittente la radiazione, completa di generatore di alta
tensione;- pannello di comando dell’emissione dei
RX.A.3. Impianti e apparecchiature per altri controlli su manufatti
esplosiviSono da considerare tali per esempio:- equilibratrici
stroboscopiche;- equilibratici centrifughe;- bilance
elettriche;- sistemi per la determinazione del centro di
gravità;- sistemi per il controllo della continuità
elettrica e delle funzioni dei circuiti elettrici;- sistemi per
controlli dimensionali;- rilevatori a raggi inftarossi e
similari.A.4. Impianti e apparecchiature di vibrazione per
manufatti esplosiviSul manufatto esplosivo sono applicati trasduttori
di misura necessari al rilievo, durante la prova, di grandezze, quali
ad esempio accelerazioni, deformazioni, temperature.i trasduttori
possono, ad esempio essere dei tipi
seguenti:- estensimetrici;- piezoelettrici;- piezoresistivi;- a
resistenza variabile;- termocoppie.I cavi per la alimentazione del
vibratore che collegano la macchina all’amplificatore di potenza,
installato in un altro ambiente, sono flessibili per consentire alla
macchina di operare con asse verticale ed orizzontale.Il comando ed il
controllo della macchina, nonché la acquisizione dei segnali
provenienti da trasduttori sono fatti a distanza nella sala di
controllo.A.5. Impianti e apparecchiature per prove di shock su
manufatti esplosiviSul manufatto esplosivo sono applicabili
trasduttori di misura, necessari al rilievo, durante la prova, di
grandezze quali ad esempio, deformazioni,
accelerazioni.i trasduttori possono, ad esempio, essere dei tipi
seguenti:- estensimetrici;- a resistenza
variabile;- piezoelettrici;- termocoppie.Il comando ed il
controllo della macchina, nonché la acquisizione dei segnali
provenienti da trasduttori …

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