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Applicazione della circolare n. 46 del 12 giugno 1979, concernente la normativa tecnica per la prevenzione dei rischi da ammine aromatiche nelle industrie
Circolare Ministeriale

Con la circolare n. 46 del 12 giugno 1979 indicata in oggetto,
questo Ministero ebbe a disciplinare, in osservanza dei principi di
sicurezza e d’igiene sanciti nel D.P.R. 19 marzo 1956, n. 303, ed in
forma tecnicamente più aderente alle situazioni concrete,
l’impiego e la lavorazione delle ammine aromatiche nelle industrie per
la prevenzione dei rischi contro il cancro.L’applicazione pratica
della disciplina suddetta ha dato luogo a difficoltà
interpretative e di esecuzione sia in relazione al campo di
applicazione sia in relazione ai limiti della vigilanza pubblica nelle
industrie interessate, per cui è apparso indispensabile
integrare le prescrizioni impartite con nuove e più specifiche
disposizioni concordate con le parti sociali, gli esperti del settore
e i dicasteri interessati, che già avevano contribuito alla
formulazione dei criteri tecnici riportati nella circolare in oggetto,
che di seguito si riportano.AllegatoElenco riveduto delle sostanze
appartenenti ai gruppi I e II della circolare ministeriale n. 46 del
12 giugno 1979Gruppo ISerie 1^Appartengono a questa serie le seguenti
ammine aromatiche: 4,4′ -diaminobifenile4 -aminobifenile2
-naftilaminaauramina (produzione)fucsina (C.I. 42510)
(produzione)safranina T (C.I. 50240) (produzione)3,3′ -dicloro -4,4′
-diaminobifenile2 – metilbenzenaminaSerie 2^Appartengono a questa
serie le seguenti ammine aromatiche: N,N
-dimetil-4-(fenilazo)-benzenamina
4-(fenilazo)-benzenamina2-metil-4-[(2 metilfenil)azo]-benzenamina
4,4′ -metilenbis-(2-clorobenzenamina) N,N-dimetil-4-((3
metilfenil)azo]-benzenamina 2-fluorenamina4′ – fluoro -4-
aminobifenile 2′,3-dimetil-4-aminobifenileC.I. 42090 C.I.
451704-amino-2-nitrofenolo 5-nitro-2-metossibenzenaminae le
seguenti
sostanze:N-fluoren-2-iI-acetamideN-(4-idrossifenalicetamide)N,N’-fluoren-2,7-ilenbisacetamideAcido
N-fluoren-2-il-acetoidrossamicoN-metil-N-nitrosobenzenaminaC.I. 46150
C.I. 16155non rispondenti alla definzione di "ammina
aromatica" riportata al punto 3.2.1 della normativa tecnica.Serie
3^Appartengono a questa serie le seguenti ammine aromatiche:
3,3′-dimetossi-4,4′-diaminobifenile
3,3′-dimetil-4,4′-diaminobifenile
4,4′-ossabis-(2-clorobenzenamina)N-fenil-2-naftilamina4,4′-metilene-bis-(2-
metilbenzenamina)N-metil-4-(fenilazo)-benzenamina
N,N-dimetil-4-stilbelamina
N,N’-dimetil-4-I(3-metilfenil)azo]-benzenamina
2-metossi-4-(fenilazo)benzenaminaC.I. 23850 C.I. 42640 C.I.
42053 C.I. 42085 C.I. 42095 C.I. 42045e le seguenti
sostanze:4′-stiril-acetanilideAcido
N-fluoren-3-il-acetoidrossamicoN,N’-diacetil-4,4′-diaminobifenilenon
rispondenti alla definizione di "ammina aromatica" riportata
al punto 3.2.1 della normativa tecnica.Gruppo IISerie 1^Appartengono a
questa serie le seguenti ammine aromatiche:
2,4,5,-trimetilbenzenamina-metiIbenzenamina2,4-diaminometilbenzene
4,4′-tiobis-(benzenamina)4,4′-ossabis-(benzenamina)1-naftilamina4-(fenilazo)-1,3-benzendiamina-HCI4-cloro-2-metilbenzenamina
3-metil-2-naftilamina 2,3-dimetil-4-(fenilazo)-benzenamina 2
5′-dimetossi-4-stilbenamina2-amino-4,5-dimetilfenolo1-idrossi-2-naftilamina6-idrossi-2-naftilamina3-idrossi-4-aminobifenile4′-idrossi-4-aminobifenile4′-metossi-4-aminobifenile2-metil-4-aminobifenile4′-nitro-4-aminobifenile4(4′-idrossifenil)azo-benzenamina2-dibenzofuranamina6-crisenaminaacido
2-amino-3-idrossibenzoico2-metossi-3-dibenzofuranamina2,7-fiuorendiaminaC.I.
23860 C.I. 11390C.I. 45160e le seguenti sostanze:C.I. 14600C.I.
26105C.I. 16185non rispondenti alla definizione di "ammina
aromatica" riportata al punto 3.2.1 della normativa tecnica.Serie
2^Appartengono a questa serie le seguenti ammine
aromatiche:2,4-dimetilbenzenamina2,5-dimetilbenzenaminaAcido
3-aminobenzoico.Campo di applicazione1. Le sostanze alle quali
si applicano le disposizioni della citata circolare n. 46/1979, sono
quelle individuate al punto 1 della normativa stessa, ripartite in
gruppi e serie, ai quali corrispondono, secondo quanto stabilito al
successivo punto 4, livelli differenti di prevenzione.Per quanto
riguarda i gruppi I e II a proposito dei quali sono stati riscontrati
alcuni errori materiali di trascrizione nei nomi delle singole
sostanze ed alcune omissioni, questi vengono ora riportati per intero
in allegato alla presente circolare, in forma emendata.Circa il gruppo
III che, secondo quanto indicato al punto 1.4, comprende le rimanenti
ammine aromatiche non elencate negli altri gruppi, vale a dire le
sostanze che al punto 3.2.1 risultano definite come "ogni
prodotto di sostituzione di uno o più atomi di idrogeno
dell’ammoniaca con radicali aromatici, mono o polinucleari, condensati
e non, eventualmente sostituiti e loro sali", si ritiene utile
precisare che, per maggiore chiarezza, dovendo verificarsi la
sostituzione di cui sopra mediante un legame diretto tra l’azoto
ammoniacale ed un atomo di carbonio di un radicale aromatico, nella
definizione data di ammina aromatica non devono intendersi compresi
composti ai quali il carattere di "ammina" sia
esclusivamente conferito dalla presenza, nella molecola, di gruppi
amminici (primari, secondari e terziari) legati ad atomi di carbonio
di catene alifatiche laterali di nuclei aromatici, o uniti
direttamente ad atomi di carbonio di anelli eterococlici.2.
Nell’applicare le disposizioni ed i criteri tecnico-normativi che la
lettera della circolare n. 46 del 12 giugno 1979 prevede per gli
stabilimenti ed i laboratori ove i composti sopra indicati sono
fabbricati, usati, manipolati, utilizzati o sono comunque presenti nel
ciclo lavorativo, anche come intermediari di reazione o prodotti
collaterali, tra i fattori che determinano in concreto le singole
situazioni di rischio che occorrerà tenere in considerazione
nell’adeguare, ove il caso lo richieda, le misure preventive alle
situazioni particolari, ricorrendo, secondo quanto previsto dalla
circolare, all’accordo con le parti sociali e dando applicazione, per
l’emanazione delle disposizioni, al disposto dell’art. 10 del D.P.R.
19 marzo 1955, n.520, si ritiene opportuno segnalare le
caratteristiche fisiche dei prodotti, la loro concentrazione nelle
miscele o soluzioni e l’entità dell’esposizione da parte dei
lavoratori addetti.E’ infatti da tenere presente che il rischio al
quale si trova esposto un lavoratore nell’impiego di un prodotto,
dipende non soltanto dalla tossicità intrinseca di
quest’ultimo, ma anche, in misura assai ampia, dal fatto che detto
prodotto mostri una volatilità più o meno elevata,
sì da dar luogo, in conseguenza, ad un’emissione di vapori
più o meno spinta, dallo stato di aggregazione nel quale esso
si trova (cioè a seconda che esso sia un liquido od un solido
e, in questo secondo caso, se in forma di massa compatta, o in
scaglie, o in forma pulverulenta), stato dal quale dipendono la
possibilià e la misura di una sua penetrazione nell’organismo
umano per una delle comuni vie di assunzione (inalatoria, orale o
percutanea), o ancora dall’essere il prodotto in forma libera o dal
trovarsi esso in soluzione o miscelato con altri prodotti – sì
che risulti proporzionalmente ridotta la misura della sua presenza
nelle emissioni di dette soluzioni o miscele – oppure incorporato in
un supporto liquido o solido che ne limiti o ne impedisca la cessione
all’ambiente esterno.Tutti i fattori ora considerati determinano sia
le modalità secondo le quali il rischio tossico dovuto
all’impiego di un determinato prodotto è presente, sia
l’entità di esso, ed è appunto in relazione a dette
modalità e a detta gravità del rischio che andranno
adattate nella forma e calibrate nella severità le richieste
misure preventive. Queste ultime potranno essere tralasciate
unicamente laddove risulti che il prodotto in questione non viene
ceduto all’ambiente esterno (ad esempio nel caso in cui esso venga
trattenuto dal supporto nel quale si trovi incorporato) oppure qualora
esso si trovi in diluizione assai spinta – o in una soluzione, o in
una miscela con altri prodotti, o contenuto in un prodotto che esso
accompagni come impurezza di lavorazione – in un ammontare complessivo
di ammine aromatiche presenti che, almeno per quanto, in particolare,
riguarda le sostanze con già accertata pericolosità,
quali risultano essere quelle elencate nei gruppi I e II, non
potrà in alcun caso essere collocato al di sopra del valore di
1% in peso indicato al punto 4.3 della normativa tecnica (Tale valore
massimo dovrà essere abbassato a 0,1% per le tre ammine
4,4′-diaminobifenile; 4-aminobifenile; 2-naftilamina incluse nella
serie I del gruppo I).Una modulazione delle misure tecniche previste
dalla normativa potrà ancora essere decisa dall’organo
ispettivo con l’accordo delle parti sociali laddove venga accertato –
in base ad elementi come la natura della lavorazione ed il tipo e la
frequenza dei cicli lavorativi, le misure organizzative seguite, etc.
– che le operazioni comportanti l’impiego di ammine aromatiche vengono
effettuate saltuariamente o comunque con frequenza sufficientemente
ridotta nel contesto dell’intera attività lavorativa, o che le
occasioni di esposizione siano limitate nel tempo e nella durata, come
ad esempio nel caso, assai tipico e frequente, dei laboratori di
ricerca e di analisi.In questi assai spesso l’uso di determinate
sostanze può avvenire in quantitativi ridotti o per periodi
circoscritti di tempo, mentre la possibilità di disporre in
essi di apprestamenti di sicurezza adeguati al caso (cappe aspiranti,
glove boxes, etc.) può far sì che venga valutata
l’opportunità di …

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