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Attuazione della direttiva 87/217/CEE in materia di prevenzione e ridu...

Attuazione della direttiva 87/217/CEE in materia di prevenzione e riduzione dell'inquinamento dell'ambiente causato dall'amianto
Decreto Legislativo

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 22 febbraio 1994, n. 146, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle
Comunità europee – legge comunitaria 1993, ed in particolare l’art.
41, concernente delega al Governo per l’attuazione della direttiva
87/217/Cee del Consiglio del 19 marzo 1987, in materia di
prevenzione e riduzione dell’inquinamento dell’ambiente causato
dall’amianto;
Vista la legge 27 marzo 1992, n. 257, recante norme relative alla
cessazione dell’impiego dell’amianto;
Vista la legge 21 gennaio 1994, n. 61, recante disposizioni
urgenti sulla riorganizzazione dei controlli ambientali e
istituzionali dell’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente;
Visto il decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277, concernente,
tra l’altro, l’attuazione della direttiva 83/477/Cee in materia di
protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con una esposizione
all’amianto durante il lavoro.
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n.
203, recante norme in materia di qualità dell’aria, relativamente
a specifici agenti inquinanti, e di inquinamento prodotto dagli
impianti industriali;
Visto il decreto del Ministro dell’ambiente in data 12 luglio 1990,
recante linee guida per il contenimento delle emissioni inquinanti
degli impianti industriali e la fissazione dei valori minimi di
emissione, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 176 del 30 luglio 1990;
Vista la deliberazione 27 luglio 1984 del Comitato interministeriale
di cui all’art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica 10
settembre 1982, n. 915, recante disposizioni per la prima
applicazione dell’art. 4 del predetto decreto, pubblicata nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 253 del 13 settembre
1984;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 17 febbraio 1995;
Acquisti i pareri delle competenti commissioni permanenti della Camera
dei deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 16 marzo 1995;
Sulla proposta del Ministro del bilancio e della programmazione
economica incaricato per il coordinamento delle politiche dell’Unione
europea e del Ministro dei lavori pubblici e dell’ambiente, di
concerto con i Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia,
del tesoro e della sanità; emana
il seguente decreto legislativo:
———— (*) L’art. 76 della Costituzione regola la delega al
Governo dell’esercizio della funzione legislativa e stabilisce che
essa non può avvenire se non con determinazione di principi e criteri
direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.
– L’art. 87, comma quinto, della Costituzione conferisce al Presidente
della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di emanare i
decreti aventi valore di legge e i regolamenti.
– La legge 22 febbraio 1994, n. 146, reca disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle
Comunità europee – legge comunitaria 1993. L’art. 41 così recita:
“Art. 41 (Amianto: criteri di delega). – 1. All’attuazione della
direttiva del Consiglio 87/217/Cee, concernente la prevenzione e la
riduzione dell’inquinamento dell’ambiente causato dall’amianto, si
provvederà in conformità alla legge 27 marzo 1992, n. 257, e nel
rispetto delle disposizioni più restrittive vigenti per la tutela
della salute e dell’ambiente”.
– La direttiva 87/217/Cee è pubblicato in Guce n. L 85 del 28 marzo
1987. Art. 1
Valore limite delle emissioni in atmosfera 1. La concentrazione
di amianto negli scarichi emessi in atmosfera attraverso i condotti di
scarico non deve superare il valore limite di 0,1 mg/m3 (milligrammi
di amianto per metro cubo di aria emessa).
2. Le procedure e i metodi di analisi per la misurazione dei valori
dell’inquinamento atmosferico sono definiti nell’allegato A.
3. Limiti diversi, anche in relazione alle operazioni di bonifica,
potranno essere stabiliti ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge
27 marzo 1992, n. 257.
4. Restano ferme, in quanto non derogate dalle disposizioni contenute
nei commi precedenti le disposizioni di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, e successive modifiche e
integrazioni.
———— (*) La legge 27 marzo 1992, n. 257, reca norme
relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto. L’art. 3 così
recita:
“Art. 3 (Valori limite). – 1. La concentrazione di fibre di amianto
respirabili nei luoghi di lavoro ove si utilizza o si trasforma o si
smaltisce amianto, nei luoghi ove si effettuano bonifiche, negli
ambienti delle unità produttive ove si utilizza amianto e delle
imprese o degli enti autorizzati alle attività di trasformazione o di
smaltimento dell’amianto o di bonifica delle aree interessate, non può
superare i valori limite fissati dall’art. 31 del decreto legislativo
15 agosto 1991, n. 277, come modificato dalla presente legge.
2. I limiti, le procedure e i metodi di analisi per la misurazione dei
valori dell’inquinamento da amianto, compresi gli effluenti liquidi e
gassosi contenenti amianto, si intendono definiti secondo la direttiva
87/217/Cee del Consiglio del 19 marzo 1987. Il termine per
l’emanazione del decreto legislativo per l’attuazione della predetta
direttiva, di cui agli articoli 1 e 67 della legge 29 dicembre 1990,
n. 428, è differito al 30 giugno 1992.
3. Eventuali aggiornamenti o modifiche dei limiti di cui ai commi 1 e
2 del presente articolo sono disposti, anche su proposta della
commissione di cui all’art. 4, con decreto del Ministro della sanità,
di concerto con il Ministro dell’ambiente e con il Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato.
4. La lettera a) del comma 1 dell’art. 31 del decreto legislativo 15
agosto 1991, n. 277, è sostituita dalla seguente:
“a) 0,6 fibre per centimetro cubo per il crisotilo”.
5. Il comma 2 dell’art. 31 del decreto legislativo 15 agosto 1991, n.
277, è abrogato”.
– Il D.P.R. 24 maggio 1988, n. 203, reca norme in materia di qualità
dell’aria, relativamente a specifici agenti inquinanti, e di
inquinamento prodotto dagli impianti industriali.
Art. 2
Valori limite negli effluenti liquidi 1. Agli effluenti liquidi
provenienti dalle attività industriali e di bonifica si applica il
limite di 30 g di materia totale in sospensione per m3 di effluente
liquido scaricato.
2. Le procedure ed i metodi di analisi per la verifica del rispetto
del limite indicato al comma 1 sono definiti nell’allegato B.
3. Limiti diversi, anche in relazione alla natura dei prodotti
contenenti amianto presenti negli scarichi liquidi, possono essere
stabiliti ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge 27 marzo 1992, n.
257.
———— (*) Per la legge 27 marzo 1992, n. 257, vedi nota
precedente. Art. 3
Attività di demolizione di manufatti e di rimozione di amianto o di
materiali contenenti amianto 1. Per l’attività di demolizione
di edifici, strutture ed attrezzature contenenti amianto nonché per la
rimozione da essi di amianto o di materiali contenenti amianto, le
quali comportano la dispersione di fibre o polveri di amianto, restano
fermi l’obbligo della redazione del piano di lavoro e l’osservanza
delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 15 agosto 1991,
n. 277.
———— (*) Il D.Lgs. 15 agosto 1991, n. 277, concerne
l’attuazione delle direttiva 80/107/Cee, 82/605/Cee, 83/477/Cee,
86/188/Cee e 88/642/Cee, in materia di protezione dei lavoratori
contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, e
biologici durante il lavoro, a norma dell’art. 7 della legge 30 luglio
1990, n. 212.Art. 4
Raccolta e trasmissione dati 1. Le autorità competenti
trasmettono annualmente al Ministero dell’ambiente e al Ministero
della sanità una relazione sulle attività svolte per il controllo del
rispetto dei limiti di cui all’art. 1 specificando, per il limite
relativo all’inquinamento atmosferico, il metodo adottato.
2. Il Ministero dell’ambiente predispone una relazione di sintesi dei
dati di cui al comma 1 e la trasmetta alla Commissione dell’Unione
europea.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare. Allegato A Criteri da rispettare
nella scelta del metodo di misura per le emissioni nell’atmosfera
Può essere prescelto un metodo gravimetrico o un metodo di
conteggio delle fibre. I. Metodo gravimetrico.
1. Il metodo prescelto sarà un metodo gravimetrico in grado di
misurare le quantità globali di polveri emesse dai condotti di
scarico. Si terrà conto della concentrazione di amianto nella polvere,
qualora siano necessarie misurazioni della concentrazione di amianto
della polvere. L’autorità di controllo deciderà la periodicità di tali
misurazioni, tenendo conto delle caratteristiche dell’impianto e della
sua produzione: inizialmente, tuttavia, si dovrà procedere alle
misurazioni almeno ogni sei mesi. I prelievi devono essere effettuati
prima di qualsiasi diluizione del flusso da misurare.
2. Il prelievo deve essere effettuato con una precisione di ± 40% e
un’esattezza di ± 20%. Dovranno essere effettuate almeno due
misurazioni alle medesime condizioni, al fine di verificare il
rispetto del valore limite.
3. Condizioni di funzionamento dell’impianto. Le misurazioni saranno
valide solamente se il prelievo verrà effettuato mentre l’impianto
funziona in condizioni normali.
4. Scelte del punto di prelievo. Il punto di prelievo dovrà essere
situato in modo tale da presentare condizioni di flusso laminare. Nei
limiti del possibile, occorre accuratamente evitare i tipi di flusso
turbolento e tutti gli ostacoli che possano influenzare negativamente
il profilo di flu…

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