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Controllo delle emissioni di composti organici volatili (COV) derivanti da deposito della benzina e dalla sua distribuzione dai terminali alle stazioni di servizio
Direttiva del Consiglio CE

Il Parlamento Europeo ed il Consiglio dell’Unione Europea,visto
il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare
l’articolo 100 A,vista la proposta della Commissione,visto il parere
del Comitato economico e sociale,deliberando in conformità
della procedura di cui all’articolo 189 B del trattato,considerando
che vari programmi d’azione della Comunità europea in materia
ambientale hanno sottolineato l’importanza della prevenzione e della
riduzione dell’inquinamento atmosferico;considerando che, in mancanza
di misure di controllo, le emissioni di composti organici volatili
(COV) provenienti dalla benzina e dai solventi nella Comunità
sarebbero dell’ordine di 10 milioni di tonnellate l’anno; che dette
emissioni contribuiscono alla formazione di ossidanti fotochimici
quali l’ozono che, in alte concentrazioni, possono recare danno alla
salute umana, alla vegetazione e ai materiali; che alcune emissioni di
COV provenienti dalla benzina sono classificate tossiche, cancerogene
e teratogene;considerando che il 2 aprile 1992 la Comunità ha
firmato il protocollo alla Convenzione del 1979 sull’inquinamento
atmosferico oltre confine a lunga distanza relativo alla lotta contro
le emissioni di composti organici volatili (COV) o i loro flussi
trasfrontalieri, che prevede una sensibile riduzione di tali
emissioni;considerando che un passo significativo nella strategia per
la riduzione globale delle emissioni di COV nella Comunità
è stato compiuto con la direttiva 91/441/CEE del Consiglio, del
26 giugno 1991, che modifica la direttiva 70/220/CEE concernente il
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle
misure da adottare contro l’inquinamento atmosferico con le emissioni
dei veicoli a motore, volta a ridurre dell’80-90% in 10-15 anni le
emissioni di COV dai gas di scarico e le emissioni per evaporazione
dai veicoli a motore, che rappresentano circa il 40% delle attuali
emissioni di COV artificiali nell’atmosfera; che all’adozione di detta
direttiva era stato chiesto alla Commissione di presentare una
proposta di direttiva sui provvedimenti atti a ridurre le perdite per
evaporazione in tutte le fasi del processo di deposito e di
distribuzione dei carburanti;considerando che le emissioni di COV dai
sistemi di deposito e di distribuzione della benzina raggiungono circa
500 000 tonnellate annue, pari al 5% circa delle emissioni totali di
COV artificiali nella Comunità; che queste emissioni concorrono
notevolmente all’inquinamento atmosferico, soprattutto nelle aree
urbane;considerando che le tecnologie disponibili consentono una
sensibile riduzione delle perdite per evaporazione nei sistemi di
distribuzione della benzina, non ultimo attraverso il recupero dei
vapori spostati;considerando che, per motivi di normalizzazione
internazionale e di sicurezza durante il caricamento delle navi,
occorre che vengano elaborate delle norme a livello
dell’organizzazione marittima internazionale per i sistemi di
controllo delle emissioni e recupero dei vapori, da applicare tanto
agli impianti di caricamento quanto alle navi; che la Comunità
deve dunque impegnarsi per garantire che le necessarie disposizioni
vengano introdotte nella Convenzione MARPOL nel corso della corrente
revisione di MARPOL, da completarsi entro il 1996; che, qualora la
Convenzione MARPOL non fosse riveduta in questo senso, la
Comunità dovrebbe, previa discussione con i suoi maggiori
partner commerciali, proporre adeguate misure comunitarie da applicare
alle navi ed alle installazioni portuali che servono le
navi;considerando che saranno necessarie ulteriori azioni per ridurre
le emissioni di vapori durante le operazioni di rifornimento alle
stazioni di servizio, attualmente pari a circa 200 000 tonnellate
annue, ottenendo così il controllo su tutte le emissioni di
vapori che si verificano nella distribuzione della
benzina;considerando che, per evitare distorsioni di concorrenza e
garantire il funzionamento del mercato interno, occorre armonizzare
talune misure relative alla distribuzione della benzina, basandosi su
un livello elevato di protezione dell’ambiente;considerando che
occorre tuttavia tener presenti i vantaggi e gli oneri che possono
derivare dall’azione o dalla mancanza di azione; che è pertanto
opportuno prevedere in taluni casi delle possibilità di deroga
e talvolta di esclusione; che occorre inoltre concedere a taluni Stati
membri periodi di adeguamento più lunghi in considerazione
delle eventuali misure ambientali rilevanti di vario tipo da essi
adottate nel settore o dell’onere particolare loro imposto dalle
misure della presente direttiva a causa della struttura delle loro
reti;considerando che l’azione della Comunità deve tener conto
delle condizioni ambientali nelle varie regioni della Comunità;
che al riguardo gli Stati membri devono poter mantenere o imporre
misure più rigorose sulle perdite per evaporazione dagli
impianti fissi in tutto il loro territorio o in aree geografiche ove,
in considerazione di condizioni particolari, sia stato stabilito che
esse sono necessarie per tutelare la salute umana o
l’ambiente;considerando che l’applicazione del paragrafo 1 degli
articoli 3, 4 e 6 della presente direttiva lascia impregiudicata la
direttiva 83/189/CEE del Consiglio, del 28 marzo 1983, che prevede una
procedura d’informazione nel settore delle norme e delle
regolamentazioni tecniche (*);considerando che è necessario
introdurre specifiche armonizzate per le attrezzature di caricamento
dal fondo delle autocisterne, al fine di assicurare la
possibilità di libero scambio della benzina e delle
attrezzature all’interno della Comunità, nonché un alto
livello di sicurezza; che occorre prevedere la normalizzazione di tali
specifiche e il loro adeguamento al progresso tecnico;considerando che
occorre costituire un comitato che assista la Commissione
nell’adeguamento degli allegati della presente direttiva al progresso
tecnico,hanno adottato la presente direttiva:————(*) GU n.
L 109 del 26/4/1983, pag. 8. Direttiva modificata da ultimo dalla
decisione 92/400/CEE della Commissione (GU n. L 221 del 6.8.1992, pag.
55).Art. 1Campo d’applicazioneLa presente direttiva si
applica ai procedimenti, agli impianti, ai veicoli e alle navi adibiti
al deposito, al carico e al trasporto della benzina da un terminale ad
un altro o da un terminale ad una stazione di servizio.Art.
2DefinizioniAi fini della presente direttiva si intende per:a)
"benzina", ogni derivato del petrolio, con o senza additivi,
che ha una pressione di vapore Reid pari o superiore a 27,6
kilopascal, destinato all’impiego quale carburante per veicoli a
motore, ad eccezione del gas di petrolio liquefatto (GPL);b)
"vapori", composti gassosi che evaporano dalla benzina;c)
"impianto di deposito", ogni cisterna fissa presso un
terminale adibita al deposito di benzina;d) "terminale",
ogni struttura adibita al deposito e al caricamento di benzina in
autocisterne, in vagoni cisterna o su navi, ivi compresi gli impianti
di deposito presenti nel sito della struttura;e) "cisterna
mobile", ogni cisterna, trasportata su strada, per ferrovia o per
via navigabile, adibita al trasferimento di benzina da un terminale ad
un altro o da un terminale ad una stazione di sevizio;f)
"stazione di servizio", ogni impianto in cui la benzina
è erogata nei serbatoi di carburante dei veicoli a motore da
una cisterna di deposito fissa:g) "preesistente" – riferito
agli impianti di deposito della benzina, agli impianti di caricamento,
alle stazioni di servizio ed alle cisterne mobili -, ogni impianto,
stazione di servizio e cisterna mobile funzionanti prima della data
indicata nell’articolo 10 o per i quali è stata concessa, prima
di detta data, un’autorizzazione specifica di costruzione o di
esercizio eventualmente prescritta dalla legislazione nazionale;h)
"nuovo" – riferito agli impianti di deposito della benzina,
agli impianti di caricamento, alle stazioni di servizio ed alle
cisterne mobili -, ogni impianto, stazione di servizio e cisterna
mobile che non rientrano nella lettera g);i) "volume", la
quantità totale annua massima di benzina caricata in cisterne
mobili da un impianto di deposito di un terminale o da una stazione di
servizio nei tre anni precedenti;j) "dispositivo di recupero dei
vapori", l’attrezzatura per il recupero di benzina dai vapori,
compresi gli eventuali sistemi di cisterne "tampone" di un
terminale;k) "nave", una nave della navigazione interna
quale definita nel capitolo 1 della direttiva 82/714/CEE del
Consiglio, del 4 ottobre 1982, che fissa i requisiti tecnici per le
navi della navigazione interna (*);l) "valore bersaglio di
riferimento", il valore orientativo fornito per la valutazione
generale della congruità delle misure tecniche che figurano
negli allegati; non è un valore limite rispetto al quale
misurare le prestazioni dei singoli impianti, terminali e stazioni di
servizio;m) "deposito temporaneo di vapori", il deposito
temporaneo di vapori in una cisterna a tetto fisso presso un terminale
prima del trasferimento e del successivo recupero in un altro
terminale. Il trasferimento dei vapori da un impianto di deposito ad
un altro nello stesso terminale non è considerato deposito
temporaneo di vapori ai sensi della presente direttiva;n)
"impianto di caricamento", ogni impianto di un terminale ove
la benzina può essere caricata in cisterne mobili. Gli impianti
di caricamento per le autocisterne comprendono una o più
"torri di caricamento";o) "torre di car…

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