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Prevenzione infortuni nei cantieri ...

Prevenzione infortuni nei cantieri
Circolare Ministeriale

MINISTERO LAVORO circolare 17 novembre 1980, n. 103
Prevenzione infortuni nei cantieri – Betoniere. Nello
svolgimento dell’attività di vigilanza antinfortunistica si è avuto
modo di riscontrare la non sempre puntuale rispondenza delle betoniere
alle norme generali di prevenzione, soprattutto in relazione all’art.
7 del D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547.
Ciò ha determinato una serie di provvedimenti degli organi ispettivi,
volti ad eliminare le condizioni di pericolo, che hanno, però,
forzatamente dato luogo a disparità di interventi.
Sono infatti sorti dubbi interpretativi su alcune norme di prevenzione
che si rende ora necessario rimuovere per garantire la dovuta
uniformità applicativa.
Si è provveduto pertanto ad individiare specifiche tecniche di
sicurezza, per il settore delle betoniere, contenute in due allegati
che fanno parte integrante della presente circolare. Campo di
applicazione
Le presenti direttive, sulle quali ha espresso favorevole avviso la
Commissione consultiva per la prevenzione degli infortuni, si
applicano alle macchine per impastare conglomerati cementizi,
utilizzate nei cantieri – cioè alle betoniere denominate a bicchiere e
ad inversione di marcia – e alle autobetoniere; per queste ultime, si
precisa che le prescrizioni tecniche riguardano solo la parte
lavorativa e non il veicolo in quanto tale, la sua guida e la
circolazione su strada.
In considerazione peraltro delle notevoli diversità costruttive, e
quindi dei rischi connessi all’uso, dei due tipi di betoniere, le
misure tecniche di sicurezza sono state individuate con carattere di
specificità e si trovano quindi enunciate in due distinti allegati.
Certificazione di conformità al tipo
I costruttori, prima dell’immissione in commercio delle macchine
possono sottoporre il prototipo delle stesse a controllo di conformità
alle presenti norme presso gli istituti pubblici specializzati
(indicati nell’allegato C) i quali rilasceranno all’uopo la relativa
certificazione.
Ai fini di snellimento dell’attività di vigilanza l’esibizione da
parte dei costruttori o degli utenti del certificato costituisce una
semplice presunzione di osservanza delle norme di sicurezza.
Il C.N.R., le Università interessate e il Commissario liquidatore
dell’ENPI, ove non ostino particolari ragioni organizzative e
tecniche, sono pregati di dare istruzioni agli istituti collegati, di
cui all’allegato C, per l’assolvimento dei compiti di cui alle
presenti disposizioni. Disposizioni finali
Per l’adozione dei provvedimenti di propria competenza gli Ispettorati
in indirizzo possono, avvalendosi del potere discrezionale conferito
con D.P.R. n. 520/1955, in relazione ai singoli punti di non
conformità e alle diverse difficoltà attuative, concedere i tempi
tecnici necessari per l’aggiornamento delle macchine in uso.
Allegato AMisure di prevenzione per le betoniere
1. Campo di applicazione
1.1. La presente normativa si applica alle betoniere utilizzate nei
cantieri e denominate commercialmente a bicchiere e ad inversione di
marcia. 2. Posto di manovra
2.1. Il posto di manovra deve essere sistemato in posizione tale da
consentire una parfetta e totale visibilità di tutte le parti delle
quali si determini il movimento. 3. Indicazione delle manovre
3.1. Il verso dei movimenti determinato dai pulsanti o dalle leve deve
essere indicato in modo durevole da frecce ben visibili o da altro
idoneo segnale. Il verso dei movimenti determinato dal volante deve
essere indicato solo nel caso di non coincidenza con il senso di
rotazione dell’elemento comandato.
4. Organi di comando
4.1. Gli organi di comando debbono essere facilmente raggiungibili
dall’operatore: l’azionarli deve risultare agevole.
4.2. Gli organi di comando conformati a leva devono essere provvisti
di dispositivo di blocco meccanico o elettromeccanico nella posizione
0. Per gli organi di comando a pedale in luogo del dispositivo di cui
sopra è sufficiente la protezione al di sopra e ai lati del pedale.
4.3. I pulsanti devono essere incassati sulla pulsantiera o protetti
da anello rigido solidale alla pulsantiera stessa.
4.4. Gli organi di comando per il movimento della benna di caricamento
costituiti da leve e pulsanti, devono essere del tipo a uomo presente;
tali leve o pulsanti devono essere provvisti di ritorno automatico
nella posizione di arresto.
4.5. Nelle betoniere a vasca ribaltabili il volante che comanda il
ribaltamento del bicchiere deve avere i raggi accecati nei punti nei
quali esista il pericolo di tranciamento. 5. Stabilità dell
‘apparecchio
5.1. Il momento stabilizzante deve essere non inferiore al doppio del
massimo momento ribaltante che possa ipotizzarsi considerando la
spinta del vento concomitante con le condizioni di carico e lo stato
di movimento meno favorevoli alla stabilità, riferita ad un piano che
abbia inclinazione non inferiore a 5 gradi sull’orizzontale.
Tale condizione dovrà risultare dal calcolo di verifica eseguito da un
tecnico abilitato a norma di legge.
Il costruttore dovrà garantire che la macchina è stata costruita in
modo conforme al progetto completo di verifica di stabilità al
ribaltamento.
In allegato al manuale d’istruzione dovrà essere fornita la
dichiarazione di conformità compilata secondo il modello A. 6.
Protezioni particolari
6.1. Le parti laterali della macchina nella zona di movimento non
debbono presentare pericolo di schiacciamento o cesoiamento.
Tali parti debbono essere chiuse con pareti piene e con traforati
metallici aventi maglie di dimensioni tali da non permettere il
contatto delle dita del lavoratore con organi di movimento.
6.2. Nelle benne a sollevamento, con argano e fune, il motore deve
essere di tipo autofrenante. I coefficienti di sicurezza delle funi
devono essere non inferiori a 8.
6.3. Le benne a sollevamento oleodinamico debbono essere munite di
dispositivo di arresto automatico per interruzione dell’energia di
azionamento (comprese le interruzioni per rotture e sfilamento dei
tubi).
6.4. Contro il pericolo di schiacciamento frontale durante il
movimento della benna, le macchine di tipo oleodinamico non possono
avere una velocità superiore a 10 metri al minuto primo 7. Organi
di trasmissione
7.1. Le pulegge, le cinghie, i volani, gli ingranaggi ed altri organi
analoghi destinati a trasmettere movimento devono essere protetti
contro il contatto accidentale mediante l’applicazione di idonee
protezioni.
7.2. Lo sportello della betoniera a bicchiere non costituisce
protezione degli organi di trasmissione
7.3. Le funi metalliche devono essere provviste di dispositivo contro
lo svolgimento dei trespoli alle estremità libere (legatura o
piombatura).
7.4. Gli attacchi devono essere eseguiti in modo da evitare
sollecitazioni pericolose nonchè impigliamenti o accavallamenti.
7.5. I denti della corona dentata applicata alla vasca devono essere
completamente protetti con apposito carter.
7.6. Il pignone che trasmette la rotazione del motore alla vasca, deve
essere protetto con apposito carter.
7.7. I tamburi e le pulegge di rinvio, quando accessibili, devono
essere protetti con adatti elementi di segregazione. In ogni caso
devono essere provvisti di dispositivi contro la fuoriuscita delle
funi.
7.8. I tamburi e le pulegge motrici sui quali si avvolgono le funi
metalliche devono avere un diametro non inferiore a 25 volte il
diametro delle funi ed a 300 volte il diametro dei fili elementari di
queste.
7.9. Per le pulegge di rinvio il diametro non deve essere inferiore
rispettivamente a 20 e 250 volte. 8. Fine corsa
8.1. Le betoniere equipaggiate con benna di caricamento azionata da
argano e fune metallica, devono essere provviste di dispositivi di
fine corsa agenti sull’apparato motore per l’arresto automatico della
benna all’estremità della sua corsa. 9. Impianto oleodinamico
9.1. Le betoniere ad azionamento idraulico devono essere provviste dei
seguenti dispositivi di sicurezza:
– valvola di massima pressione;
– valvola di blocco o di regolazione di flusso per mancanza di fluido
motore.
Le tubazioni flessibili devono portare la stampigliatura
dell’unificazione SAE ed essere protette contro il danneggiamento
meccanico. lo. Equipaggiamento elettrico delle betoniere
10.1. Gli impianti elettrici devono possedere, in relazione alle
esigenze della sicurezza del lavoro, i necessari requisiti di
idoneità.
10.2. I predetti impianti inoltre devono essere costruiti tenendo
conto delle caratteristiche dell’ambiente in cui devono essere
installati e della funzione cui devono adempiere.
10.3. Tutti i materiali elettrici, gli apparecchi ed i loro
contenitori devono essere adatti all’ambiente in cui sono installati e
devono in particolare resistere alle azioni meccaniche, chimiche e
termiche alle quali possono essere esposti durante l’esercizio.
10.4. Il grado di protezione meccanica minimo per tutti i componenti
non deve essere inferiore a IP 44 secondo la caissificazione CEl-UNEL.
Per le macchine che presentano apparecchiature elettriche che possono
essere soggette a getti d’acqua in pressione, il grado di protezione
deve corrispondere a IP 55.
10.5. Il grado di protezione, quale caratteristica costruttiva
necessaria per l’uso in ambiente speciale delle macchine, degli
apparecchi elettrici e dei componenti d’impianto, deve essere indicato
dal costruttore degli stessi in maniera indelebile, su ogni macchina,
apparecchio o componente destinato all’equipaggiamento elettrico delle
betoniere.
10.6. Tutti i collegamenti elettrici d’impianto debbono essere
realizzati in modo da evitare qualsiasi pericolo di contatti
accidentali con le parti in tensione.
10.7. Per le apparecchiature situate in contenitori deve essere
prevista una protezione per impedire qualsiasi contatto accidentale
con parti in tensione.
10.8. La predetta protezione può essere realizzata in uno dei seguenti
modi:
a) mediante rivestimento o pr…

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