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Attuazione delle direttive n. 87/404/CEE e n. 90/488/CEE in materia di...

Attuazione delle direttive n. 87/404/CEE e n. 90/488/CEE in materia di recipienti semplici a pressione, a norma dell'art. 56 della legge 29 dicembre 1990, n. 428
Decreto Legislativo

Art. 1
Campo di applicazione
1. Il presente decreto si applica ai recipienti saldati fabbricati
in serie, soggetti ad una pressione interna relativa superiore a 0,5
bar, destinati a contenere aria o azoto e non destinati ad essere
esposti alla fiamma, di seguito indicati come “recipienti” e aventi
le seguenti caratteristiche:
a) le parti e gli elementi di assemblaggio che contribuiscono alla
resistenza del recipiente alla pressione sono fabbricati in acciaio di
qualità non legato, in alluminio non legato oppure in lega di
alluminio ricotto;
b) il recipiente è costituito:
da una parte cilindrica a sezione retta circolare chiusa da due fondi
bombati con la concavità rivolta verso l’interno e/o da fondi piani.
L’asse di rivoluzione di questi fondi è lo stesso della parte
cilindrica;
oppure da due fondi bombati aventi lo stesso asse di rivoluzione;
c) la pressione massima di esercizio del recipiente è inferiore o pari
a 30 bar e il prodotto di tale pressione per la capacità del
recipiente (PSxV) raggiunge al massimo 10.000 bar x 1;
d) la temperatura minima di esercizio non deve essere inferiore a -50
°C e la temperatura massima di esercizio non deve essere superiore a
300° C per i recipienti in acciaio e 100° C per i recipienti in
alluminio o lega di alluminio.
2. Sono esclusi dal campo di applicazione del presente decreto i
recipienti appositamente previsti per impieghi nucleari la cui
difettosità può causare una emissione di radioattività, quelli
appositamente previsti per l’installazione o la propulsione di navi o
aeromobili, nonchè gli estintori. Art. 2
Condizioni per l’immissione su! mercato e l’utilizzazione
1. E’ consentita l’immissione sul mercato, la libera circolazione
e la utilizzazione dei recipienti, purchè, a seguito di corretta
installazione, di manutenzione adeguata e di impieghi conformi alla
loro destinazione, non compromettano la sicurezza delle persone degli
animali domestici o dei beni.
2. Dal 1 luglio 1992 l’immissione sul mercato e/o la messa in
servizio dei recipienti sono condizionate al rispetto delle
prescrizioni degli articoli seguenti. Art. 3
Requisiti di sicurezza
1. I recipienti il cui prodotto PSxV è superiore a 50 bar x 1
devono soddisfare i requisiti essenziali di sicurezza indicati
nell’allegato 1.
2. I recipienti il cui prodotto PSxV è inferiore o pari a 50
bar x 1 devono essere fabbricati secondo le norme di cui al titolo 1
del regio decreto 12 maggio 1927, n. 824, e successive modifiche e
integrazioni, e devono recare le iscrizioni previste al punto 1
dell’allegato Il, eccetto il marchio CE di cui all’art. 4.
3. E’ consentita l’immissione sul mercato dei recipienti di cui al
comma 2 fabbricati negli Stati membri della CEE secondo le regole ivi
vigenti e che rechino le iscrizioni previste dal medesimo comma 2.
Art. 4
Marchio CE
1. I recipienti di cui all’art. 3, comma 1, possono essere
commercializzati solo se muniti del marchio CE, apposto con le
modalità di cui agli articoli 10 e 12.
2. Il marchio CE è costituito dalla sigla “CE”, dalle ultime due cifre
dell’anno di costruzione e dal numero distintivo dell’organismo di
controllo di cui all’art. 7.
3. Il marchio CE, nonchè le iscrizioni previste dal punto 1
dell’allegato Il devono essere apposti in modo visibile sul recipiente
o su una targhetta su di esso fissata in modo inamovibile.
Art. 5
Presunzione di conformità
1. Si presumono conformi ai requisiti essenziali di sicurezza di
cui all’allegato I i recipienti, muniti del marchio CE, fabbricati in
conformità alle norme nazionali che li riguardano e che recepiscono
norme armonizzate comunitarie.
2. Per quanto riguarda i recipienti fabbricati in Italia, le norme
nazionali di ricezione delle norme armonizzate comunitarie sono
emanate con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale.
3. Si presumono ugualmente conformi ai requisiti essenziali di
sicurezza quei recipienti per i quali il fabbricante non ha applicato
in tutto o in parte le norme di cui al comma 2, purchè, in ogni caso,
il modello del recipiente a pressione abbia ricevuto un attestato di
certificazione CE secondo le procedure di cui all’art. 9.
Art. 6
Misure amministrative per la sicurezza delle persone e dei beni
1. Nel caso in cui un recipiente, munito del marchio CE
ed usato conformemente alla propria destinazione, possa compromettere
la sicurezza delle persone, degli animali domestici o dei beni, il
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato provvede con
decreto motivato e, qualora vi sia segnalazione da parte di altre
amministrazioni, di concerto con i Ministeri competenti, all’adozione
di ogni misura utile per l’eventuale ritiro, o per la proibizione o la
limitazione di immissione sul mercato. Il provvedimento è notificato
immediatamente agli interessati e deve contenere l’indicazione dei
mezzi di ricorso. Di esso viene data comunicazione motivata alla
Commissione ed agli Stati membri della CEE, per il tramite del
Ministero degli affari esteri. Art. 7
Organismi autorizzati
1. L’organismo che chiede di essere autorizzato a svolgere le
procedure di cui all’art. 8 ne fa istanza al Ministero dell’industria,
del commercio e dell’artigianato – Ispettorato tecnico dell’industria,
che provvede alla relativa istruttoria ed alla verifica del possesso
dei requisiti minimi di cui all’allegato III. Il contenuto della
domanda è fissato con decreto del Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, da emanarsi entro trenta giorni
dall’entrata in vigore del presente decreto.
2. L’autorizzazione è rilasciata con decreto del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con il
Ministro del lavoro e della previdenza sociale, nonchè di concerto con
il Ministro dell’interno quando trattasi di recipienti che interessano
problemi di sicurezza dall’incendio. Il decreto deve essere pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale.
3. Le amministrazioni che hanno rilasciato l’autorizzazione vigilano
sull’attività degli organismi autorizzati e possono procedere a
verifiche e ispezioni nei confronti dell’organismo di cui al comma 1,
al fine di accertare la permanenza dei requisiti minimi e il regolare
svolgimento delle procedure di cui agli articoli seguenti.
4. Se un organismo autorizzato non soddisfa più i requisiti minimi di
cui all’allegato III, l’autorizzazione è revocata.
5. Il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato,
tramite il Ministero degli affari esteri, dà comunicazione alla
Commissione CEE dell’elenco degli organismi autorizzati, nonchè delle
modifiche od eventuali revoche dell’autorizzazione.
6. Le spese delle procedure previste dal presente decreto sono a
totale carico del fabbricante o del suo mandatario.
7. L’organismo è responsabile per ogni eventuale danno recato al
fabbricante o a terzi.
8. Le revoche degli attestati di certificazione CE da parte degli
organismi dovranno essere motivate e comunicate immediatamente agli
interessati e ai Ministeri di cui al comma 2. Il Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, per il tramite del
Ministero degli affari esteri, ne informerà gli altri Stati membri e
la Commissione CEE. Art. 8
Obblighi per recipienti pericolosi
1. Prima della costruzione dei recipienti il cui prodotto PSxV sia
superiore a 50 bar x 1, fabbricati conformemente alle norme di cui
all’art. 5, comma 1, il fabbricante o il suo mandatario stabilito
nella Comunità deve, a sua scelta:
a) informarne un organismo autorizzato di cui all’art. 7 che, in base
alla documentazione tecnica relativa alla costruzione di cui al punto
3 dell’allegato Il , rilascerà un attestato di idoneità ditale
documentazione;
b) ovvero sottoporre alla certificazione CE di cui all’art. 9 un
modello di recipiente.
2. Se i medesimi recipienti sono fabbricati non rispettando o
rispettando soltanto parzialmente le norme di cui all’art. 5, comma 1,
il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità deve
sottoporre alla certificazione CE di cui all’art. 9 un modello di
recipiente.
3. I recipienti fabbricati conformemente alle norme di cui all’art. 5,
comma 1, oppure al modello approvato, prima di essere immessi sul
mercato devono essere sottoposti:
a) alla verifica CE di cui all’art. 10, se il prodotto PSxV è
superiore a 3.000 bar x 1;
b) a scelta del fabbricante, se il prodotto PSxV è inferiore o pari a
3.000 bar x 1 e superiore a 50 bar x 1:
1) alla dichiarazione di conformità CE di cui all’art. 12;
2) oppure alla verifica CE di cui all’art. 10.
4. I fascicoli e la corrispondenza relativi alle procedure di
certificazione di cui ai precedenti commi sono redatti nella lingua
dello Stato membro in cui risiede l’organismo autorizzato o in una
lingua da quest’ultimo accettata. Art. 9
Certificazione CE
1. La certificazione CE è la procedura con la quale un organismo
di controllo autorizzato constata e certifica che un modello di
recipiente soddisfa alle disposizioni del presente decreto.
2. La domanda di certificazione CE è presentata dal fabbricante o da
un suo mandatario stabilito nella Comunità ad un unico organismo di
controllo autorizzato, per un modello di recipiente o per un modello
rappresentativo di una famiglia di recipienti. Il mandatario deve
risiedere nella Comunità europea.
3. La domanda deve contenere:
a) il nome e l’indirizzo del fabbricante o del suo mandatario, nonchè
il luogo di fabbricazione dei recipienti;
b) la documentazione tecnica di costruzione di cui al punto 3
dell’allegato Il.
4. La domanda è corredata da un recipiente rappresentativo della
produzione prevista.
5. L’organismo autorizzato esamina dapprima la documentazione tecnica
di costruzione, indi il recipiente e verifica se lo stesso è stato
fabbricato conformemente alla documentazione tecnica e se è affidabile
nelle condizioni di servizio previs…

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