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Riconoscimento di efficacia dei mezzi e sistemi di sicurezza relativi ...

Riconoscimento di efficacia dei mezzi e sistemi di sicurezza relativi alla costruzione ed all'impiego di radiocomandi per l'azionamento di gru, argani e paranchi. Modificato dal Decreto 23 aprile 1992, n. 354
Decreto Ministeriale

IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE
Visto l’art. 395, ultimo comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 27 aprile 1955 n. 547 (Norme generali per la
prevenzione degli infortuni sul lavoro), concernente il riconoscimento
di efficacia di nuovi mezzi e sistemi di sicurezza;
Visto l’art. 183, ultimo comma, del decreto stesso, il quale
stabilisce che gli organi di comando dei mazzi di sollevamento e di
trasporto devono essere conformati o protetti in modo da impedire la
messa in moto accidentale;
Ritenuto opportuno individuare una normativa organica idonea a
garantire il rispetto delle condizioni di cui al predetto art. 183, in
considerazione della rilevanza dei rischi connessi all’uso di sistemi
a radiofrequenza per l’azionamento a distanza di apparecchi di
sollevamento;
Considerato altresì che la complessità di tali sistemi rende oltremodo
difficile l’accertamento della loro idoneità in sede di vigilanza;
Sentita la commissione consultiva permanente per la prevenzione degli
infortuni e l’igiene del lavoro; Decreta:Art. 1
E’ riconosciuta l’efficacia, ai sensi dell’art. 395, ultimo comma del
decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547,
dei mezzi e sistemi di sicurezza specificati nell’allegato A al
presente decreto, relativi alla costruzione ed all’impiego di sistemi
di comando mediante onde elettromagnetiche per l’azionamento di gru,
argani e paranchi.
———— (*) Articolo così modificato dall’art. 1 del D.M. 23
aprile 1992 n. 354. Art. 2
I sistemi di comando mediante onde elettromagnetiche di cui al
precedente articolo devono essere costruiti ed installati come
stabilito dai criteri di sicurezza contenuti nel succitato allegato A,
e devono inoltre essere muniti di una targa di identificazione e di un
libretto di istruzione tecnica, redatto in conformità all’allegato B
del presente decreto. L’approvazione di tipo è rilasciata dall’lSPESL.
Sono inoltre ammesse le certificazioni di tipo rilasciate, ai sensi
della normativa allegata al presente decreto, da organismi
ufficialmente riconosciuti dagli Stati membri della CEE.
————
(*) Articolo così modificato dall’art. 1 del D.M. 23 aprile 1992 n.
354. Art. 3
Sono in ogni caso ammessi sistemi di comando mediante onde
elettromagnetiche diversi dal quelli previsti dal presente decreto
purchè realizzino un livello di sicurezza equivalente.
Fermo restando l’equivalenza del livello di sicurezza realizzato dalle
presenti norme, sono altresì ammessi sistemi di comando mediante onde
elettromagnetiche costruiti in base alla normativa vigente negli Stati
membri della CEE, purchè il tipo sia approvato da un organismo
ufficialmente riconosciuto e l’apparecchiatura sia accompagnata da una
dichiarazione del costruttore che ne attesti la rispondenza al tipo
approvato.
Detta dichiarazione dovrà anche indicare gli estremi dell’approvazione
di tipo e della normativa di sicurezza seguita.
————
(*) Articolo così modificato dall’art. 1 del D.M. 23 aprile 1992 n.
354. Art. 4
Sono approvati i criteri di sicurezza ed il modello del libretto di
istruzione tecnica che fanno parte integrante del presente decreto.
————
(*) Articolo così modificato dall’art. 1 del D.M. 23 aprile 1992 n.
354. Allegato ACriteri di sicurezza dell’azionamento di gru,
argani e paranchi ottenuto per mezzo di radiocomandi
1. Scopo 1.1 – Scopo della presente normativa è quello di fornire i
requisiti di sicurezza per l’azionamento di gru, argani e paranchi
ottenuto per mezzo di radiocomandi, successivamente chiamati RC.
1.2. La presente normativa fornisce i criteri di valutazione delle
caratteristiche di sicurezza degli apparati RC e dà le istruzioni per
la esecuzione delle prove. 2. Campo di applicazione
2.1. La presente norma si applica ai sistemi di
comando degli apparecchi di sollevamento e trasporto che usano
apparati RC ovunque operino a meno di disposizioni particolari che ne
facciano divieto e che ne obblighino la coesistenza con altri sistemi
di comando. Sono escluse dalla presente norma le caratteristiche
radioelettriche degli apparati RC in quanto disciplinate da norme
specifiche relative alle radio emissioni.
2.2. E’ escluso dalla presente norma l’interruttore generale della
linea di alimentazione dell’apparecchio di sollevamento e trasporto,
il cui azionamento non deve avvenire tramite un apparato RC. 3.
Definizioni 3.1. Sistema RC: sistema
costituito da una unità di comando e da un ricevitore che utilizza
radiofrequenze per il comando degli apparecchi di sollevamento e
trasporto.
3.2. Unità di comando: unità, portatile o fissa che consente
l’azionamento dell’apparecchio di sollevamento e trasporto.
3.3. Trasmellitore: unità che trasmette i comandi codificati in
radiofrequenza; normalmente è assemblata nella unità di comando.
3.4. Ricevitore: unità che riceve i segnali in radiofrequenza,
li decodifica e li invia al meccanismo attuatore dell’ordine. I relè
attuatori, anche se sistemati in un quadro separato, devono essere
comunque considerati come parte del ricevitore ai tini della presente
specifica.
3.5. Interruttore di comando principale: interruttore a chiave
posizionato sulla unità di comando attraverso il quale viene abilitato
il funzionamento della unità stessa ed effettuata la predisposizione o
l’inserzione del contattore generale dell’apparecchio di sollevamento
e trasporto.
3.6. Attuatore: parte del meccanismo dell’unità di comando
sulla quale è applicata la forza esterna di manovra (leva, pulsante,
maniglia, ecc.).
3.7. Attuatore ad uomo presente: attuatore di sicurezza che
determina l’arresto dei movimenti interessati non appena l’operatore
cessa di agire sull’attuatore stesso.
3.8. Pulsante di emergenza: attuatore con conformazione a
fungo, di colore rosso, posizionato sulla unità di comando, facilmente
riconoscibile ed azionabile, stabile nella posizione di azionato.
3.9. Pulsante di comando principale: attuatore che inserisce il
contattore generale dell’apparecchio di sollevamento e trasporto
attivando il comando a distanza dello stesso.
3.1 0. Pulsantiera di comando: organo che raggruppa i singoli
attuatori necessari alla manovra dell’apparecchio di sollevamento e
trasporto.
3.11. Equipaggiamento elettronico: parte dell’equipaggiamento
elettrico contenente circuiti nei quali la conduzione di elettroni
avviene nel vuoto, nel gas o attraverso un semiconduttore.
3.12. Involucro: elemento destinato ad impedire contatti
accidentali delle persone con parti in tensione o in movimento
contenute al suo interno ed a proteggere gli equipaggiamenti da agenti
ambientali esterni specificati.
3.13. Circuito di segnalazione: circuito utilizzato per il
comando funzionale dei dispositivi di segnalazione come lampeggiatori,
sirene, ecc.
3.14. Telegramma: informazione a radiofrequenza inviata dal
trasmettitore al ricevitore per il comando dell’apparecchio di
sollevamento e trasporto. Formalmente il telegramma consta di un
indirizzo e di un codice di comando per i movimenti dell’apparecchio.
3.15. Indirizzo: parte del telegramma inviato dal trasmettitore
e contenente gli elementi di identificazione per l’accoppiamento del
trasmettitore con il suo proprio ricevitore.
3.16. Emergenza attiva: comando che oltre ad interrompere i
comandi dei movimenti dell’apparecchio di sollevamento e trasporto
deve provocare la caduta del contattore generale dello stesso,
arrivando all’uscita del ricevitore in un tempo non superiore a 500
ms.
3.17. Emergenza passiva: dispositivo automatico che bocca tutti
i movimenti dell’apparecchio di sollevamento e trasporto in caso di
interruzione del collegamento radio o per la presenza di interferenze
radio che inibiscono la corretta decifrazione del telegramma per oltre
2 5 dal termine dell’ultima ricezione dei dati.
3.18. Dispositivo contro l’azionamento accidentale: dispositivo
atto ad impedire l’azionamento non voluto degli organi di comando
dell’apparecchio di sollevamento e trasporto. 4. Norme di
riferimento 4.1. Le norme generali di riferimento
sono:
4.1.1. D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547;
4.1.2. Norma CEI 70.1 “Grado di protezione degli involucri”;
4.1.3. Norme CEI 50.2/50.3.4.5.6.7.8.9. “Prove climatiche e meccaniche
fondamentali”;
4.1.4. Norma CEI 44.5 “Equipaggiamenti delle macchine industriali”;
4.1.5. Legge n. 209 del 22 maggio 1980;
4.1.6. D.M. 17 novembre 1981 del Ministero delle poste e delle
telecomunicazioni; e relativi aggiornamenti e varianti. 4.2. Devono
comunque essere rispettate le seguenti prescrizioni:
4.2.1. Ogni sistema RC deve utilizzare una propria frequenza portante
modulata preferibilmente scelta nelle bande VHF e UHF; in mancanza
della disponibilità di un numero sufficiente di frequenze si potrà
ricorrere ad altri idonei sistemi (calibratura delle pause di
trasmissione, gestione ciclica della trasmissione dei dati, ecc.).
4.2.2. Il telegramma inviato di lunghezza costante deve essere
composto di un indirizzo specifico e da un codice relativo alla
funzione da realizzare. La trasmissione digitale degli indirizzi deve
avvenire con codice avente distanza di Hamming non inferiore a 3. La
probabilità di mancata rivelazione di errori di trasmissione non deve
superare 10-8 per qualsiasi rapporto segnale rumore sul canale radio.
Il calcolo delle prestazioni deve essere condotto con le
approssimazioni normalmente usate nel campo delle telecomunicazioni.
4.2.3. Assicurare che all’insorgere di un errore di hardware o di
software nella unità di comando non possa essere trasmesso alcun falso
indirizzo, per esempio il telegramma prima della trasmissione deve
essere controllato tramite un segnale di retroazione o sistema di pari
efficacia che ne verifichi la concordanza con quello corrispondente al
comando impostato.
4.2.4. Il sistema di attuazione del segnale ricevuto deve essere
controllato e protetto con auto-test continuo prima di dare lu…

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