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Impiego della biacca nella pittura
Legge...

Impiego della biacca nella pittura
Legge

La Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica hanno
approvato;IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICAPromulga la seguente leggeArt.
1 E’ vietato l’impiego del carbonato di piombo (biacca), del solfato
di piombo e degli altri pigmenti contenenti dette sostanze, nei lavori
di pittura e di verniciatura, salve le deroghe e le eccezioni
stabilite negli articoli seguenti.Art. 2l divieto di cui all’articolo
1 non si applica esclusivamente alle lavorazioni nelle quali l’impiego
di detti prodotti sia riconosciuto insostituibile e che saranno
determinate con decreto del Ministro per il lavoro e per la previdenza
sociale, sentito il Ministro per la sanità e sentito il parere
vincolante di una Commissione composta da otto esperti, fra cui
quattro rappresentanti designati dalle organizzazioni sindacali dei
lavoratori più rappresentative e quattro rappresentanti
designati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro
più rappresentative.Art. 3E’ consentito l’uso dei pigmenti
bianchi contenenti al massimo il 2 per cento di piombo, espresso in
piombo metallo.Art. 4E’ vietato adibire i minori degli anni 18 e le
donne di qualunque età nei lavori di pittura che comportino
l’uso del carbonato di piombo e dei prodotti contenenti detti
pigmenti.Art. 5I recipienti contenenti colori, vernici o mastici a
base di pigmenti piombiferi, di cui all’articolo 1, detenuti o esposti
per la vendita al pubblico, debbono portare all’esterno e ben visibile
una scritta indicante se il tenore di piombo superi o meno la
percentuale di cui all’articolo 3.Art. 6La biacca, il solfato di
piombo e i prodotti contenenti detti pigmenti devono essere manipolati
nei lavori di pittura soltanto allo stato di pasta o di prodotto
pronto all’uso.Sono vietati, in ogni caso, la manipolazione e
l’impiego di prodotti allo stato di polvere da parte dei lavoratori
addetti alle operazioni di pittura.Art. 7Quando nei lavori di pittura
i prodotti di cui all’articolo 1 vengono usati con sistemi a spruzzo,
si devono adottare i mezzi atti ad impedire o a limitare la
dispersione nell’atmosfera di particelle nocive.Qualora questo fine
non sia conseguibile a mezzo di impianti chiusi, o di dispositivi di
aspirazione, o di altri mezzi tecnici, i lavoratori devono essere
protetti con idonei mezzi individuali contro il pericolo della
inalazione delle particelle nocive.Art. 8Le operazioni di pomiciatura,
di raschiamento a secco e in genere di asportazione delle vernici
composte dei prodotti di cui all’articolo 1, devono essere eseguite in
modo da limitare al minimo il sollevamento e la dispersione della
polvere.Art. 9Gli operai addetti ai lavori di pittura implicanti l’uso
di preparati piombiferi, di cui all’articolo 1, devono essere forniti,
e fare uso, di idoneo abito da lavoro il quale deve essere tenuto in
condizioni di pulizia.I vestiti personali tolti dall’operaio durante
il lavoro devono essere posti al riparo dal pericolo di imbrattamento
col materiale nocivo usato per la pittura.Art. 10Salvo le maggiori
incombenze prescritte dagli articoli 36, 37 e 38 del decreto del
Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 303, circa la
installazione dei servizi necessari alla pulizia personale dei
lavoratori, l’esercente delle attività disciplinate dalla
presente legge è tenuto in tutti i casi a provvedere
affinchè gli operai possano durante il lavoro, alla fine di
questo, e prima dei pasti, praticare almeno la pulizia delle
mani.L’esercente è tenuto a mettere a disposizione dei
lavoratori acqua in quantità sufficiente, nonchè i
detersivi idonei e i mezzi per asciugarsi.Art. 11Il medico che rilevi
casi di saturnismo o casi di presunto saturnismo riguardanti i
lavoratori addetti alle lavorazioni di cui all’articolo 1 è
tenuto a farne notifica all’Ispettorato del lavoro competente.Art. 12I
casi di intossicazione saturnina notificati ai sensi dell’articolo
precedente devono formare oggetto di una visita medica di controllo.
Qualora il lavoratore sia soggetto all’assicurazione obbligatoria
contro le malattie professionali, a norma del regio decreto 17 agosto
1935, n. 1765, e successive modifiche, la visita è eseguita dai
medici dell’Istituto assicuratore, il quale ne comunicherà
l’esito all’Ispettorato del lavoro competente. In tutti gli altri casi
la visita è eseguita direttamente dagli ispettori medici del
lavoro.Art. 13Salvo le maggiori sanzioni previste dal codice penale,
sono puniti per la inosservanza delle norme previste nella presente
legge, con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da lire un
milione a lire cinque milioni, i datori di lavoro, i produttori e i
commercianti.————(*) Articolo così modificato dal DL
19/12/1994 n. 758"Modificazioni alla disciplina sanzionatoria in
materia di lavoro"L’art. 13 della Legge 19/7/61, n. 706
così recitava:"Salvo le maggiori sanzioni previste dal
codice penale, sono puniti per la inosservanza delle norme previste
nella presente legge, con l’ammenda da lire 150.000 a lire 900.000, i
datori di lavoro, i produttori e i commercianti."Art.
14La vigilanza sull’osservanza della presente legge è affidata
al Ministero del lavoro e della previdenza sociale che la esercita per
mezzo dell’Ispettorato del lavoro.

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