Edilone.it - Edilone.it | Edilone.it

Concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento...

Concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento
Direttiva del Consiglio CE

IL CONSIGLIO DELLE COMUNITA’ EUROPEE
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in
particolare l’articolo 118 A,
vista la proposta della Commissione, elaborata previa consultazione
del comitato consultivo per la sicurezza, l’igiene e la protezione
della salute sul luogo di lavoro,
in cooperazione con il Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando che l’articolo 118 A del trattato prevede che il
Consiglio adotti mediante direttive prescrizioni minime per promuovere
il miglioramento in particolare dell’ambiente di lavoro, per
proteggere la sicurezza e la salute dei lavoratori;
considerando che la presente direttiva non può giustificare un
abbassamento eventuale dei livelli di protezione già raggiunti in ogni
Stato membro e che gli Stati membri si impegnano, ai sensi del
trattato, a promuovere il miglioramento delle condizioni esistenti in
questo settore in vista di una loro armonizzazione nel senso di
progresso;
considerando che, a norma dell’articolo 118 A, tali direttive evitano
di imporre vincoli amministrativi, finanziari e giuridici di natura
tale da ostacolare la creazione e lo sviluppo di piccole e medie
imprese;
considerando che ai sensi della decisione 74/325/CEE, modificata, da
ultimo, dall’atto di adesione del 1985, il comitato consultivo per la
sicurezza, l’igiene e la tutela della salute sul luogo di lavoro viene
consultato dalla Commissione in vista dell’elaborazione delle proposte
in questo campo;
considerando che la Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali
dei lavoratori, adottata il 9 dicembre 1989 al Consiglio europeo di
Strasburgo dai capi di Stato o di governo di undici Stati membri,
stabilisce in particolare al paragrafo 19:
“Ogni lavoratore deve beneficiare nell’ambiente di lavoro di
condizioni di protezione sanitarie e di sicurezza soddisfacenti.
Devono essere adottati provvedimenti adeguati al fine di progredire
nell’armonizzazione delle condizioni esistenti in tale campo”;
considerando che la Commissione, nel suo programma d’azione per
l’applicazione della Carta comunitaria dei diritti sociali
fondamentali dei lavoratori, ha fissato fra gli altri obiettivi quello
dell’adozione da parte del Consiglio di una direttiva riguardante la
protezione sul lavoro della donna gestante;
considerando che la direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del 12
giugno 1989, concernente l’applicazione di misure volte a promuovere
il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante
il lavoro, prevede all’articolo 15 che i gruppi a rischio
particolarmente sensibili devono essere protetti contro i pericoli che
li riguardano in maniera particolare;
considerando che le lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di
allattamento devono essere considerate sotto molti punti di vista come
un gruppo esposto a rischi specifici e che devono essere adottati
provvedimenti per quanto riguarda la protezione della loro sicurezza e
salute;
considerando che la protezione della sicurezza e della salute delle
lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento non deve
svantaggiare le donne sul mercato del lavoro e non pregiudica le
direttive in materia di uguaglianza di trattamento tra uomini e donne;
considerando che talune attività possono presentare un rischio
specifico di esposizione delle lavoratrici gestanti, puerpere o in
periodo di allattamento ad agenti, processi o condizioni di lavoro
pericolosi e che pertanto questi rischi devono essere valutati ed il
risultato di questa valutazione deve essere comunicato alle
lavoratrici e/o ai loro rappresentanti;
considerando d’altronde che, qualora da detta valutazione risultasse
un rischio per la sicurezza o la salute delle lavoratrici, occorre
prevedere un dispositivo per la loro protezione;
considerando che le lavoratrici gestanti o in periodo di allattamento
non devono svolgere attività la cui valutazione abbia rivelato un
rischio di esposizione, che metta in pericolo la sicurezza e la
salute, a taluni agenti o condizioni di lavoro particolarmente
pericolosi;
considerando che conviene prevedere disposizioni affinchè le
lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento non siano
tenute a prestare lavoro di notte, qualora ciò sia necessario sotto
l’aspetto della loro sicurezza o salute;
considerando che la vulnerabilità delle donne gestanti, puerpere e in
periodo di allattamento rende necessario un diritto ad un congedo di
maternità di almeno quattordici settimane ininterrotte, ripartite
prima e/o dopo il parto, ed il carattere obbligatorio di un congedo di
maternità di almeno due settimane, ripartite prima e/o dopo il parto;
considerando che il rischio di essere licenziate per motivi connessi
al loro stato può avere effetti dannosi sullo stato fisico e psichico
delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento e
che conseguentemente conviene prevedere un divieto di licenziamento;
considerando che le misure di organizzazione del lavoro a scopo di
protezione della salute della lavoratrici gestanti, puerpere o in
periodo di allattamento non avrebbe un effetto utile se non fossero
accompagnate dal mantenimento dei diritti connessi con il contratto di
lavoro, compreso il mantenimento di una retribuzione e/o il versamento
di un’indennità adeguata;
considerando d’altronde che le disposizioni concernenti il congedo di
maternità sarebbero anch’esse senza effetto utile se non fossero
accompagnate dal mantenimento dei diritti connessi con il contratto di
lavoro, compreso il mantenimento di una retribuzione e/o dal
versamento di un’indennità adeguata;
considerando che la nozione di indennità adeguata in caso di congedo
di maternità deve essere considerata come un elemento tecnico di
riferimento per fissare il livello della protezione minima e non
dovrebbe in alcun caso essere interpretato nel senso di un’analogia
tra la gravidanza e la malattia, HA ADOTTATO LA PRESENTE
DIRETTIVA:
SEZIONE I OGGETTO E DEFINIZIONI
Art. 1
Oggetto
1. La presente direttiva, che è la decima direttiva particolare ai
sensi dell’articolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391 /CEE,
ha per oggetto l’attuazione di misure volte a promuovere il
miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle
lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento.
2. Le disposizioni della direttiva 89/391/CEE, fatto salvo
l’articolo 2, paragrafo 2, si applicano interamente al settore di cui
al paragrafo 1 nel suo insieme, fatte salve le disposizioni più
vincolanti e/o specifiche contenute nella presente direttiva.
3. La presente direttiva non può avere per effetto un abbassamento del
livello di protezione delle lavoratrici gestanti, puerpere o in
periodo di allattamento rispetto alla situazione esistente in ogni
Stato membro alla data della sua adozione.Art. 2
Definizioni
Ai fini della presente direttiva si intende per:
a) lavoratrice gestante, ogni lavoratrice gestante che informi
del suo stato il proprio datore di lavoro, conformemente alle
legislazioni e/o prassi nazionali;
b) lavoratrice puerpera, ogni lavoratrice puerpera ai sensi
delle legislazioni e/o prassi nazionali che informi del suo stato il
proprio datore di lavoro, conformemente a dette legislazioni e/o
prassi;
c) lavoratrice in periodo di allattamento, ogni lavoratrice in
periodo di allattamento ai sensi delle legislazioni e/o prassi
nazionali, che informi del suo stato il proprio datore di lavoro,
conformemente a dette legislazioni e/o prassi.
Sezione II DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 3
Linee direttrici
1. La Commissione, in concertazione con gli Stati membri, e con
l’assistenza del comitato consultivo per la sicurezza, l’igiene e la
protezione della salute sul luogo di lavoro, elabora le linee
direttrici concernenti la valutazione degli agenti chimici, fisici e
biologici nonchè dei processi industriali ritenuti pericolosi per la
sicurezza o la salute delle lavoratrici di cui all’articolo 2.
Le linee direttrici di cui al primo comma riguardano anche i movimenti
e le posizioni di lavoro, la fatica mentale e fisica e gli altri
disagi fisici e mentali connessi con l’attività svolta dalle
lavoratrici di cui all’articolo 2.
2. Le linee direttrici di cui al paragrafo 1 sono intese a servire
come base per la valutazione prevista all’articolo 4, paragrafo 1.
A tal fine, gli Stati membri portano tali linee direttrici a
conoscenza dei datori di lavoro, delle lavoratrici e/o dei loro
rappresentanti nel rispettivo Stato membro.Art. 4
Valutazione e informazione
1. Per tutte le attività che possono presentare un rischio particolare
di esposizioni ad agenti, processi o condizioni di lavoro, di cui un
elenco non esauriente figura nell’allegato I, la natura, il grado e la
durata dell’esposizione, nell’impresa e/o nello stabilimento
interessato, delle lavoratrici di cui all’articolo 2 dovranno essere
valutati dal datore di lavoro, direttamente o per il tramite dei
servizi di protezione e di prevenzione di cui all’articolo 7 della
direttiva 89/391/CEE, al fine di poter:
– valutare tutti i rischi per la sicurezza o la salute nonchè tutte le
ripercussioni sulla gravidanza o l’allattamento delle lavoratrici di
cui all’articolo 2;
– definire le misure da adottare.
2. Fatto salvo l’articolo 10 della direttiva 89/391/CEE,
nell’impresa e/o nello stabilimento interessato le lavoratrici di cui
all’articolo 2 e le lavoratrici che potrebbero trovarsi in una delle
situazioni di cui all’articolo 2 e/o i loro rappresentanti sono
informati dei risultati della valutazione prevista al paragrafo 1 e di
tutte le misure da adottare per quanto riguarda la sicurezza e la
salute sul luogo di lavoro.Art. 5
Conseguenze dei risultati della valutazione
1. Fatto salvo l’articolo 6 della direttiva 89/391/CEE, qualora i
risultati della valutazione ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 1
rivelino un rischio per la sicu…

[Continua nel file zip allegato]

Edilone.it