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Norme integrative del regolamento approvato con R.D. 12/5/1927, n. 824...

Norme integrative del regolamento approvato con R.D. 12/5/1927, n. 824 e disposizioni per l'esonero da alcune verifiche e prove stabilite per gli apparecchi a pressione
Decreto Ministeriale

IL MINISTRO PER IL LAVORO E LA PREVIDENZA SOCIALE
di concerto con
IL MINISTRO PER L’INDUSTRIA, IL COMMERCIO E L’ARTIGIANATO
Visto il regio decreto-legge 9 luglio 1926, n. 1331, che
costituisce l’Associazione nazionale per il controllo della
combustione (A.N.C.C.), convertito nella legge 16 giugno 1927, n.
1132;
Visto il regio decreto 12 maggio 1927, n. 824, concernente
l’approvazione del regolamento per l’esecuzione del precitato regio
decreto-legge 9 luglio 1926, n. 1331;
Visto il regio decreto 11 dicembre 1933, n. 2421, che dà
facoltà al Ministro per le corporazioni – le cui competenze ai sensi
del decreto luogotenenziale 10 agosto 1945, n. 474, sono state
ripartite tra il Ministro per il lavoro e la previdenza sociale ed il
Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato – di stabilire,
agli effetti della prevenzione contro gli infurtuni sul lavoro
regolata dal regio decreto-legge 9 luglio 1926, n. 1331, norme
tecniche in materia di apparecchi a pressione non rientranti nelle
ipotesi previste dalle disposizioni in vigore;
Visti i decreti ministeriali 12 settembre 1925, concernente il
regolamento per le prove e verifiche dei recipienti destinati al
trasporto dei gas compressi, liquefatti o disciolti; 20 agosto 1933 e
22 aprile 1935, concernenti le norme integrative per
l’applicazione degli articoli 43 e 44 del precitato regio decreto n.
824; 22 ottobre 1935, riguardante le norme per l’esercizio degli
apparecchi destinati a generare ed a contenere gas acetilene sotto
pressione; 1° agosto 1935 e 27 ottobre 1969, riguardanti le
disposizioni in materia di esonero da tutte o da alcune verifiche e
prescrizioni stabilite dal regio decreto 12 maggio 1927, n. 824,
per gli apparecchi a pressione; 21 novembre 1972, concernente le
norme per la costruzione e la riparazione degli apparecchi a
pressione;
Sentito il consiglio tecnico dell’Associazione nazionale per il
controllo della combustione e la Confederazione dell’industria
italiana;
Ravvisata la necessità di aggiornare la normativa vigente in armonia
alle esigenze postulate dal progresso tecnico; Decreta:
TITOLO I ESERCIZIO Capo I RECIPIENTI FISSI CONTENENTI GAS
COMPRESSI, LIQUEFAT’TI O DISCIOLTI O VAPORI DIVERSI DAL VAPORE D’ACQUA
NON ASSIMILABILI A QUELLI ADIBITI PER IL TRASPORTO
Art. 1
I recipienti fissi contenenti in tutto o in parte gas compressi,
liquefatti o disciolti o vapori diversi dal vapore d’acqua, escluse le
bombole di capacità non superiore a 80 litri, sono soggetti ai sensi
degli articoli 43 e 44 del regio decreto 12 maggio 1927, n. 824:
a) alle norme di cui al decreto ministeriale 21 novembre 1972
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 1 del 2 gennaio 1973
riguardante il calcolo, l’impiego dei materiali e della saldatura
nella costruzione o riparazione di apparecchi a pressione;
b) alle disposizioni di cui al titolo I del regio decreto 12 maggio
1927, n. 824, articoli da 1 a 9, 11, 45, 49, 51, 52, 53, 54, 57,
70, 71, 72 e 73 ed al titolo III del medesimo regio decreto;
c) all’obbligo dell’applicazione, da parte del costruttore, su una
parte essenziale del recipiente, di una targa indicante:
il nome o la ragione sociale del costruttore;
il luogo e l’anno della costruzione;
la temperatura e la pressione di progetto.
La targa deve avere un apposito spazio per la stampigliatura, da parte
del costruttore, del numero di matricola con relativa sigla della
provincia e la data dell’ultima prova effettuata in sede di
costruzione.
L’agente tecnico provvede per la punzonatura del marchio ufficiale
dell’Associazione nazionale per il controllo della combustione. (*)
In prossimità della targa e sulle singole membrature, in cui il
recipiente risulta scomponibile, il costruttore deve stampigliare, tra
due marchi A.N.C.C., il numero di fabbrica del recipiente e la data
dell’ultima prova effettuata in sede di costruzione.
In deroga a quanto stabilito dal punto c) del presente articolo, nei
casi in cui le operazioni di applicazione della targa, per comprovati
motivi tecnici, possono compromettere la stabilità del recipiente, il
costruttore può punzonare tutte le indicazioni di cui ai precedenti
commi direttamente su una parte essenziale del recipiente stesso.
L’A.N.C.C. per i recipienti di cui al presente articolo, assoggetati
con esito positivo alle operazioni di verifiche in sede di
costruzione, rilascia un libretto matricolare contenente i dati di
targa, l’indicazione dei fluidi di esercizio, le certificazioni e le
verbalizzazioni delle operazioni e verifiche eseguite nonchè un
disegno del recipiente e le dichiarazioni rilasciate dal
costruttore.Art. 2 La visita interna di costruzione o
riparazione consiste nell’esame di tutte le parti del recipiente
soggette a sorveglianza ai fini di accertarne la corrispondenza al
progetto e l’esecuzione secondo le disposizioni in vigore.
La prova idraulica consiste nel sottoporre il recipiente a pressione
di liquido. Tale pressione deve essere mantenuta per tutto il tempo
necessario all’esame del recipiente in ogni sua parte.
Per i recipienti di nuova costruzione con pressione di progetto fino a
10 kg/cm2, la prova idraulica si esegue ad una pressione uguale ad una
volta e mezza quella di progetto e comunque non inferiore a 1,5
kg/cm2.
Ove si tratti di recipienti aventi pressione di progetto maggiore di
10 kg/cm2 la prova deve essere effettuata ad una pressione che superi
di 5 kg/cm2 quella di progetto e comunque non inferiore ad una volta
ed un quarto la pressione di progetto.
Per i recipienti riparati le prove idrauliche si eseguono ad una
pressione uguale ad una volta ed un quarto la pressione di progetto e
comunque non inferiore ad 1 kg/cm2. Ove si tratti di recipienti con
pressione di progetto maggiore di 10 kg/cm2, la prova sarà effettuata
ad una pressione che superi di 2,5 kg/cm2, quella di progetto ed in
ogni caso non inferiore ad una volta ed un ottavo la pressione di
progetto.
L’A.N.C.C., previa dichiarazione del costruttore, può autorizzare una
pressione di esercizio superiore a quella indicata sulla targa.
Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano altresì ai
recipienti importati e non sottoposti a visita interna e prova
idraulica presso il costruttore da parte degli agenti tecnici
dell’Associazione nazionale per il controllo della
combustione.Art.3
Per quanto attiene l’esercizio, i recipienti fissi contenenti gas
compressi, liquefatti o disciolti o vapori diversi dal vapore d’acqua
si distinguono nelle seguenti classi:
classe a) – recipienti soggetti a sole verifiche in sede di
costruzione;
classe b) – recipienti soggetti alle verifiche in sede di costruzione
e di primo o nuovo impianto;
classe c) – recipienti soggetti alle verifiche in sede di costruzione,
di primo o nuovo impianto e periodiche.Art. 4
Rientrano nella classe a), e pertanto sono soggetti alle sole
verifiche in sede di costruzione, i seguenti tipi di recipienti:
recipienti di qualsiasi tipo aventi il prodotto della pressione di
progetto in kg/cm2 per la capacità in litri non superiore ad 8000 e
pressione di progetto non maggiore di 12 kg/cm2, purchè siano
destinati ad essere installati singolarmente ed a contenere fluidi non
corrosivi in relazione al tipo di materiale con il quale sono
costruiti i recipienti stessi.
Per detti recipienti il costruttore deve dichiarare anche la portata
massima e le caratteristiche dei fluidi immissibili o del gas
generabile;
recipienti di capacità non superiore a 1000 litri e con pressione di
progetto non superiore a 25 kg/cm2, facenti parte di impianti
frigoriferi completamente assiemati in sede di costruzione con il
gruppo compressore ed in cui non siano inseriti recipienti di capacità
e pressione maggiori di quelle sopraspecificate.
La pressione di progetto non deve essere inferiore ad 1,2 volte la
pressione relativa del vapore saturo del fluido frigorifero alla
temperatura di 35°C;
generatori di acetilene muniti, in aggiunta ai prescritti accessori di
sicurezza, di guardia idraulica ed aventi pressione di progetto non
superiore a 1,5 kg/cm2 e produzione oraria di gas acetilene non
superiore a 6 kg.Art. 5 Rientrano nella classe b), e
pertanto sono soggetti alle verifiche in sede di costruzione e di
primo o nuovo impianto, i seguenti tipi di recipienti:
recipienti di qualsiasi tipo aventi prodotto della pressione di
progetto in kg/cm2 per la capacità in litri non superiore a 8000 e
pressione di progetto non superiore a 12 kg/cm2, destinati a
funzionare in collegamento con altri recipienti a pressione per i
quali il prodotto della pressione di progetto per la capacità in litri
non superi 8000 e la pressione di progetto non superi 12 kg/m2, purché
contengano fluidi non corrosivi in relazione al tipo di materiale con
il quale sono costruiti;
recipienti di capacità non superiore a 1000 litri e con pressione di
progetto non superiore a 25 kg/cm2, facenti parte di impianti
frigoriferi assiemati sul luogo di installazione in cui non siano
inseriti recipienti di capacità e pressione maggiori di quelle
sopraspecificate.
La pressione di progetto non deve essere inferiore ad 1,2 volte la
pressione relativa del vapore saturo del fluido frigorifero alla
temperatura di 35°C.Art. 6
Rientrano nella classe c), e pertanto sono soggetti alle verifiche in
sede di costruzione, di primo o nuovo impianto e periodiche, tutti i
recipienti con caratteristiche diverse da quelle previste nei
precedenti articoli 4 e 5.Art. 7
I recipienti della classe a) di cui all’art. 4 sono soggetti, oltre
che alle disposizioni previste nell’art. 1 del presente decreto,
all’accertamento in sede di costruzione della corrispondenza degli
accessori di sicurezza e di controllo alle norme vigenti.
In caso di modifica, restauro o cambiamento d’uso, i recipienti devono
essere sottoposti, oltre alla visita interna e prova idraulica con le
modalità di cui all’art. 2, agli ad…

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