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Approvazione delle norme tecniche di sicurezza per l'impianto e l'esercizio di teleferiche private destinate al trasporto promiscuo di persone e cose al servizio di aziende agricole montane
Decreto Interministeriale

IL MINISTRO PER I TRASPORTI E L’AVIAZIONE CIVILEdi concerto conIL
MINISTRO PER L’AGRICOLTURA E LE FORESTEVista la legge 13 giugno 1907,
n. 403, sull’impianto di vie funicolari aeree;Visto il regolamento per
l’esecuzione della citata legge, approvato con regio decreto 25 agosto
1908, n. 829;Visto il regolamento tecnico per l’impianto e l’esercizio
di funivie destinate al trasporto, in servizio privato, delle merci
nonchè delle persone addette alle aziende esercenti le funivie
stesse, approvato con decreto ministeriale 15 maggio 1929, modificato
dal decreto ministeriale 22 dicembre 1947;Visto il decreto del
Presidente della Repubblica 26 giugno 1955, n. 771, sul decentramento
dei servizi del Ministero dei trasporti – Ispettorato generale
M.C.T.C.;Ritenuta la necessità d’integrare le norme di cui al
citato regolamento tecnico, per quanto riguarda la sicurezza
dell’impianto ed esercizio di teleferiche private destinate al
trasporto promiscuo di persone e cose a servizio di aziende agricole
montane;Sentita la commissione per le funicolari aeree e
terrestri;Decretano:Sono approvate le annesse norme tecniche di
sicurezza per l’impianto e l’esercizio di teleferiche private
destinate al trasporto promiscuo di persone e cose a servizio di
aziende agricole montane.Art. 1Sfera di applicazioneLe presenti
disposizioni si applicano alle funivie bifuni a semplice o doppia via
di corsa con movimento a va e vieni e con uno o due veicoli
permanentemente fissati alla fune di trazione, destinate al servizio
delle aziende agricole montane per il trasporto degli addetti alle
aziende stesse, dei prodotti agricoli e delle cose necessarie alle
attività delle aziende.Art. 2 Progetto e documentazione
tecnica1. Il progetto dovrà essere compilato con l’osservanza
delle disposizioni previste dalle presenti norme da un ingegnere, o da
un perito industriale, o da un geometra, iscritti ai rispettivi
ordini, secondo le competenze stabilite dalle relative leggi
professionali.2. La documentazione tecnica dovrà essere
costituita dai seguenti elaborati:breve relazione tecnica con calcoli
di stabilità degli organi principali e verifica della
sufficienza della potenza motrice;planimetria della zona in scala
1:25.000;profilo longitudinale della linea, terreno e funi nelle
diverse condizioni limiti, almeno in scala 1:2.000;sezioni
particolareggiate degli attraversamenti di ogni genere;disegni di
assieme quotati delle stazioni, dei sostegni e dei veicoli con
particolari costruttivi dei principali elementi e dei meccanismi
caratteristici interessanti la sicurezza;elenco e caratteristiche dei
materiali costituenti gli elementi meccanici contro la cui rottura non
esistono, nell’impianto, efficaci accorgimenti tecnici di
sicurezza;istruzioni per l’esercizio e la manutenzione
dell’impianto.Art. 3Funi1. Generalità1.1. Le funi portanti
possono essere di tipo rigido a trefoli o di tipo flessibile a
trefoli, quelle dell’anello trattivo e le eventuali funi tenditrici
devono essere del tipo flessibile a trefoli.1.2. Le funi portanti
possono essere contrappesate oppure ancorate ad entrambi gli estremi,
purchè vi sia un sistema di riferimento che permetta, con
semplice lettura, la verifica delle condizioni limiti della tensione
della fune e la sezione metallica della fune stessa espressa in mmq,
risulti non inferiore a 1/4 del peso del veicolo a pieno carico,
espresso in chilogrammi.Gli ancoraggi delle funi portanti devono
essere effettuati mediante avvolgimenti su idonei tamburi.1.3.
L’anello trattivo deve essere normalmente contrappesato; è
ammesso omettere il sistema di contrappesatura, purchè vi sia
possibilità di regolazione della lunghezza dell’anello
medesimo. In ogni caso la sezione metallica delle funi, espressa in
mmq deve risultare non inferiore a 1/10 del peso del veicolo a pieno
carico, espresso in chilogrammi.1.4. I gradi di sicurezza delle funi
in esercizio, riferiti al loro carico somma, devono essere non
inferiori a:3,5 per le funi portanti;4,5 per le funi dell’anello
trattivo;5 per le funi tenditrici.2. Rapporti di avvolgimento.2.1. Il
rapporto tra il diametro dei tamburi e quello delle funi portanti deve
essere non inferiore a 60 per le funi rigide e 40 per le funi
flessibili. Il rapporto tra il diametro dei tamburi e quello del
più grosso dei fili costituenti le funi portanti deve essere
non minore di 600 e di 400 rispettivamente. I tamburi di avvolgimento
devono essere rivestiti con doghe di legno o con altra protezione
equivalente.2.2. Le scarpe di appoggio delle funi portanti devono
avere diametro non inferiore a 400 volte il diametro della fune e
comunque tale da determinare accelerazione centripeta dei veicoli non
superiore a 2,5 m/secq.2.3. I rapporti tra il diametro delle pulegge
motrici, di rinvio o deviazione, misurati in corrispondenza dell’asse
fune ed i diametri delle funi di trazione o tenditrici e dei fili che
lo compongono, dovranno essere non minori di 50 e 500 rispettivamente
per pulegge rivestite o di 70 e 700 rispettivamente per pulegge non
rivestite.2.4. Il rapporto fra il diametro dei tamburi e il diametro
delle funi di trazione o tenditrici deve essere non minore di 15 per
il tratto permanentemente avvolto; nel tratto di imbocco valgono i
rapporti per le pulegge indicati nel punto 3.2.3.Art. 4
Dispositivi comuni alle stazioniLe stazioni devono essere
convenientemente recintate e provviste dei necessari cartelli
monitori; i varchi devono essere chiusi quando l’impianto non è
presidiato.Art. 5Stazione motrice1. La velocità massima di
esercizio non deve superare, di norma, i 2 m/s.2. L’argano deve essere
provvisto di almeno due freni indipendenti, uno dei quali agente
direttamente sulla puleggia motrice.Un freno deve essere utilizzato
come freno a mano moderabile.Ciascuno di tali freni deve essere in
grado di arrestare la marcia dell’impianto nelle più
sfavorevoli condizioni di carico.3. L’argano motore deve essere dotato
di un dispositivo per l’arresto automatico dell’anello trattivo alla
fine della corsa agente sul freno di servizio e di analogo dispositivo
di extracorsa agente sul freno della puleggia motrice.4. L’azionamento
deve, di norma, essere elettrico ed in tal caso deve, tra l’altro
comprendere:a) un sezionatore;b) una terna di fusibili con compiti di
protezione e limitazione delle correnti di corto circuito;c) un
teleruttore invertitore di linea;d) relè termici (salvamotore)
ed elettromagnetici ad azione istantanea su almeno due fasi;e)
indicatori di fase ed un amperometro.5. L’azionamento con motore
termico può essere ammesso a condizione che sia adottato un
dispositivo determinante l’arresto automatico dell’impianto in caso di
eccesso di tensione nell’anello trattivo.Art. 6Veicoli1. I veicoli
devono avere caratteristiche costruttive tali da consentire il
trasporto dei viaggiatori e delle cose senza pericolo. Il numero
massimo di persone ammesso su ciascun veicolo non deve essere in alcun
caso maggiore di 4 (quattro).2. I veicoli devono essere dotati di un
freno di sicurezza agente sulla fune portante. Detto freno deve
intervenire sia per eccesso di velocità del carrello sia per
manovra manuale da parte di uno dei viaggiatori.3. Il sistema di
collegamento dei veicoli alla fune dell’anello trattivo deve essere
del tipo ad attrito ottenuto mediante avvolgimento su tamburo.4. Le
ruote dei carrelli devono essere almeno 4, montate a bilanciere, con
gole rivestite di materiale cedevole.Art. 7 Impianto di
comunicazioneLe persone che accedono alla stazione di rinvio devono
poter disporre di un collegamento telefonico o radiotelefonico con la
stazione motrice. Analogo collegamento deve essere assicurato tra
veicoli e stazione motrice quando si effettua il trasporto
persone.Art. 8Costruzione1. La costruzione dell’impianto deve essere
vigilata da un ingegnere, un perito industriale o un geometra, secondo
le rispettive competenze professionali, per accertare la realizzazione
dell’opera in conformità al progetto ed a quanto altro,
disposto dalle presenti norme.2. Non è ammesso l’impiego di
materiali usati per quelle parti contro la cui rottura non esistono,
sull’impianto, efficaci accorgimenti tecnici di sicurezza.Art.
9Collaudo1. L’impianto deve essere collaudato, prima dell’apertura
all’esercizio da un ingegnere appartenente o alla Direzione generale
M.C.T.C. o all’ENPI oppure da un libero professionista, iscritti in
apposito elenco compilato dal Ministero del trasporti e dell’aviazione
civile – Direzione generale M.C.T.C.2. Il collaudatore deve accertare
che l’impianto risponda al progetto e che siano osservate le norme di
sicurezza contenute nel presente regolamento.3. A seguito delle prove
effettuate il collaudatore rilascia un certificato per l’ente
competente ad autorizzare l’esercizio.Art. 10Esercizio e personale1.
L’esercizio deve essere svolto sotto la responsabilità di una
persona riconosciuta tecnicamente idonea.L’idoneità è
accertata dal collaudatore in caso di impianti nuovi; in occasione
della sostituzione del tecnico responsabile, l’esame dovrà
essere effettuato da uno degli ingegneri di cui al punto 9.1.2.
Durante i trasporti di persone sole o con merci la portata di ciascun
veicolo dell’impianto non deve essere superiore al 50% del carico
massimo ammesso per il trasporto di sole merci.3. I veicoli e le
stazioni devono essere provvisti di targhe con indicazione del numero
di persone ammesso su ciascun veicolo e del peso massimo di merci
trasportabili.Art. 11RevisioniL’ente che ha rilasciato
l’autorizzazione all’esercizio deve disporre visite tecniche
all’impianto al fine di accertarne lo stato di conservazione nei
riguardi della sicurezza; tali visite devono avere periodicità
non superiore a…

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