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Caratteristiche minime di sicurezza dei locali adibiti al deposito e alla vendita di presidi sanitari
Circolare Ministeriale

1. Premessa 1.1. Rilevato come sia necessario ed
improcrastinabile indicare soluzioni omogenee in materia di esercizi
di vendita di presidi sanitari su tutto il territorio nazionale, al
fine di evitare disomogeneità nell’applicazione delle norme, con la
presente circolare vengono emanate le linee guida da adottarsi nella
valutazione delle caratteristiche di sicurezza dei locali adibiti al
deposito ed alla vendita di tali prodotti.
Tali linee guida sono quelle ritenute “minime” affinchè i locali
adibiti a deposito e vendita di presidi sanitari possano essere
dichiarati idonei dai servizi di igiene pubblica delle unità sanitarie
locali, così come previsto dall’art. 10 del decreto del Presidente
della Repubblica n. 1255/1968.
Le presenti linee guida hanno le seguenti norme di riferimento
primario: decreto del Presidente della Repubblica 3 agosto 1968, n.
1255
(Disciplina della produzione, del commercio e della vendita di
fitofarmaci e dei presidi delle derrate alimentari immagazzinate);
decreto del Presidente della repubblica 27 aprile 1955, n. 547
(Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro);
decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 303
(Norme per l’igiene del lavoro);
legge 26 luglio 1965, n. 966
(Norme per la prevenzione degli incendi);
decreto ministeriale 27 settembre 1965
(Attività soggette alle visite di prevenzione incendi);
decreto ministeriale 16 febbraio 1982
(Modifiche al decreto ministeriale 27 settembre 1965);
legge 7 dicembre 1984, n. 818, e successive modifiche ed
integrazioni
(nulla osta provvisorio);
decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, e
successive modifiche ed integrazioni
(Rischi di incidenti rilevanti);
legge 1 marzo 1968, n. 186
(Disposizioni concernenti la produzione di materiali, apparecchiature,
macchinari, installazioni e impianti elettrici ed elettronici); legge
5 marzo 1990, n. 46
(Attestato di conformità degli impianti elettrici);
legge 10 maggio 1976, n. 319, e successive modifiche ed integrazioni
(Norme per la tutela delle acque dall’inquinamento). Importante è
anche la circolare del Ministero dell’Interno 11 dicembre 1985, n.
36 (Visite di prevenzione incendi). 1.2. Le indicazioni della
presente circolare sono applicabili:
1) ai depositi e locali per il commercio e a vendita di presidi
sanitari, intendendo con il termine “locale” anche un gruppo di locali
tra loro comunicanti, destinati ala commercio, alla vendita e al
deposito;
2) ai depositi di smistamento delle aziende autorizzate a produrre
presidi sanitari, anche se fuori fabbrica ed anche se ubicate presso
“vettori”.
1.3. Il riconoscimento di idoneità dei locali da parte dei servizi di
igiene pubblica delle unità sanitarie locali è subordinato al rilascio
del “certificato prevenzione e incendi” (C.P.I.) o dal “nulla osta
provvisorio” (N.O.P.) da parte dei vigili del fuoco, quando le
proprietà fisico-chimiche dei presidi sanitari in deposito e le
quantità stoccate lo richiedano.
2. Ambiente di lavoro
2.1. Ubicazione dei locali.
2.1.1. I locali adibiti a deposito e vendita di presidi sanitari o a
deposito fuori stabilimento delle imprese produttrici (compresi quelli
presso i “vettori”), devono collocarsi nelle aree indicate nel Piano
regolatore generale (P.R.G.) del comune.
2.1.2. Non possono essere adibiti a deposito e vendita ed a deposito
di smistamento (compresi quelli presso i “vettori”) locali sotterranei
o seminterrati.
2.2 Caratteristiche dei locali
2.2.1. Devono avere un’altezza netta, misurata dal punto del pavimento
all’altezza media della copertura dei soffitti e delle volte, non
inferiore a tre metri.
2.2.2. Le pareti devono essere trattate con pitture idrorepellenti.
2.2.3. I pavimenti devono essere di tipo impermeabile e privi di
fessurazioni.
Se prescritte dai vigili del fuoco, vi devono essere soglie di
contenimento dei reflui, adeguate alle caratteristiche dei locali.
Qualora invece non siano prescritte soglie di contenimento, i
pavimenti devono avere pendenza sufficiente per avviare rapidamente i
liquidi versati e le acque di lavaggio in apposito punto di raccolta
(cisterna o bacino di contenimento di capacità adeguata) per impedire
il convogliamento delle acque contaminate da presidi sanitari nella
rete fognaria.
2.2.4. L’aerazione dei locali deve avvenire mediante finestrature che
garantiscano un sufficiente ricambio naturale dell’aria.
Se l’aerazione naturale è insufficiente, per ottenere il ricambio
d’aria necessario, occorre installare un sistema di ventilazione atta
a garantire 4-6 ricambi orari durante il lavoro o comunque da non
creare turbolenze, escludendo altres forme di ricircolo.
2.3. Caratteristiche degli impianti
2.3.1. L’impianto elettrico deve essere, in tutti i suoi componenti,
conforme a quanto stabilito dalla normativa in vigore. Le protezioni
contro il contatto accidentale (“messa a terra” coordinata con
“interruttore differenziale”) vanno realizzate collegando anche le
masse metalliche presenti nei locali, per raggiungere
l’equipotenzialità.
Le suddette protezioni devono essere sottoposte a colludo e verifica
periodica.
2.3.2 L’eventuale impianto di riscaldamento deve essere realizzato
utilizzando l’acqua come trasportatore di calore. Il generatore deve
essere ubicato all’esterno dei locali.
E’ vietato l’uso di stufe elettriche e di bruciatori a gas.
Le temperature dei locali devono essere tali da non compromettere la
sicurezza dei prodotti immagazzinati.
2.4. Stoccaggio dei prodotti.
2.4.1. Nei locali di deposito e vendita dei presidi sanitari, non è
ammesso lo stoccaggio e la vendita di generi alimentari e lo
stoccaggio dei mangimi.
2.4.2. I prodotti di prima e seconda classe tossicologica devono
essere tenuti separati dai prodotti delle altre classi tossicologiche,
anche mediante tramezzi di robusta rete metallica, provvisti di porta
munita di serratura o lucchetto, ad esclusione di quelli stoccati nei
depositi di smistamento (compresi quelli presso i “vettori”).
Nei piccoli depositi e locali di vendita, la separazione può essere
realizzata anche mediante vetrinette o scaffalature chiuse a chiave.
2.4.3. Le confezioni di presidi sanitari non devono essere tenute a
contatto diretto di pareti e di pavimenti.
2.4.4. Eventuali operazioni diverse dalla movimentazione dei preparati
commerciali (ad esempio il caricamento delle batterie dei carrelli
trasportatori-elevatori) devono essere eseguite in altro locale.
2.4.5. Nei locali, esclusi dall’obbligo del C.P.I. o del N.O.P., deve
essere installato almeno un estintore portatile da 6 kg., a polvere
polivalente di tipo ABC, posto in zona facilmente accessibile, che
dovrà essere sottoposto ogni sei mesi a controllo ed a certificazione
di idoneità.
2.5. Operazioni di bonifica
2.5.1. I locali devono essere mantenuti puliti e la pulizia deve
essere ottenuta senza sollevare polvere.
2.5.2. In caso di versamenti conseguenti a rotture di confezioni, va
provveduto immediatamente alla bonifica del settore interessato.
Se il prodotto versato è in granuli o in polvere la bonifica va
effettuata con apparecchio aspiratore; se allo stato liquido, questo
va prima assorbito con apposito materiale ( segatura identificata
mediante colorante, farina fossile, bentonite).
Lo stoccaggio e lo smaltimento dei residui della bonifica deve essere
effettuato nel rispetto del decreto del Presidente della Repubblica n.
915/1982. 2.6. Dotazioni varie da tenersi in locali separati
rispetto ai magazzini e locali di movimentazione.
2.6.1. Per ogni addetto alla vendita ed al deposito di presidi
sanitari, deve essere presente una dotazione individuale di occhiali,
guanti e stivali resistenti a prodotti chimici, grembiule o tuta di
gomma, maschera facciale intero, con filtro combinato per polveri e
vapori organici.
I mezzi di protezione individuale devono essere conservati in apposito
armadietto a più ante, ove riporre anche gli eventuali abiti da
lavoro.
2.6.2. Nei locali deve essere presente una cassetta di pronto soccorso
installata in zona quanto più possibile vicina.
2.6.3. Deve essere disponibile acqua per lavarsi, con lavandini a
comando non manuale.
Deve esservi installata una doccia di emergenza ed una vaschetta
lava-occhi.
2.6.4. In prossimità dell’apparecchio telefonico devono essere tenuti
affissi bene in vista i numeri telefonici dei centri antiveleno, della
guardia medica e del presidio ospedaliero più prossimo, dei servizi di
prevenzione dell’unità sanitaria locale competenti per territorio, dei
vigili del fuoco.

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