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D.M. 4-3-82 concernente il riconoscimento di efficacia di nuovi sistem...

D.M. 4-3-82 concernente il riconoscimento di efficacia di nuovi sistemi di sicurezza.
Circolare Ministeriale

Com’è noto in data 4.3.1982 è stato emanato dal Ministero del
Lavoro e della Previdenza Sociale il D.M. in oggetto – pubblicato
sulla G.U. del 24.3.1982 n. 82 – con il quale viene riconosciuta
l’efficacia di nuovi sistemi di sicurezza relativi ai ponteggi sospesi
motorizzati e vengono stabilite le specifiche per la costruzione,
l’impiego, il collaudo e le verifiche degli stessi.La disciplina in
questione rappresenta un’alternativa di pari efficacia rispetto a
quanto previsto dalla vigente legislazione per tutti i ponteggi
sospesi motorizzati.Pertanto, i costruttori potranno scegliere tra il
rispetto integrale della normativa antecedente il D.M. sopracitato e i
nuovi sistemi indicati nel decreto in questione con le relative
procedure.Al riguardo si ritiene opportuno fornire i seguenti
chiarimenti applicativi:gli interessati dovranno richiedere il
collaudo per ogni singolo apparecchio optando, nel caso di apparecchi
di serie, tra le due possibilità qui in appresso riportate:a)
presentazione, volta per volta, dell’intera documentazione tecnica, in
allegato all’istanza di collaudo;b) presentazione di una
documentazione ridotta, quale risulta dall’allegato 1 alla presente
circolare, avente valore sostitutivo di quella sopraindicata a
condizione però che essa sia riferita ad una precedente approvazione
del prototipo della serie cui appartiene l’apparecchio in esame.Le
istanze di collaudo vanno prodotte, in carta legale, alla scrivente e,
per conoscenza, all’Ispettorato provinciale del lavoro
territorialmente competente per la prima o definitiva localizzazione
dell’impianto.L’istanza diretta al Ministero va corredata della
documentazione tecnica in duplice copia, di cui una regolarmente
bollata, più avanti specificata.La scrivente, ricevuta l istanza di
cui sopra, assegnerà, per ciscun apparecchio, un numero di matricola,
valido per tutto il territorio nazionale, dandone comunicazione al
competente Ispettorato e all’interessato, per l’apposizione dello
stesso sulle targhe esui libretti di cui all’art. 3 del D.M. in
argomento.Esaminata quindi la documentazione tecnica, e le
integrazioni e rettifiche eventualmente richieste, ed esperiti i
necessari accertamenti tecnici, la scrivente provvederà
all’approvazione del tipo trasmettendo il relativo provvedimento al
richiedente e al competente Ispettorato provinciale del lavoro.
Quest’ultimo provvederà al rilascio dei libretti, previ accertamenti
relativi: 1) all’esistenza della documentazione di cui all’allegato
alla presente circolare; 2) al rispetto dei requisiti di cui al punto
1 dell’allegato A al D.M. già citato: 3) all’effettuazione della prova
di funzionamento di cui al punto 1.2.3. dell’allegato da ultimo
citato, fermo restando il rispetto delle vigenti norme generali di
prevenzioni infortuni in quanto applicabili.In ordine alla facoltà, di
cui all’ultimo comma dell’articolo 4 del D.M. 4.3.82, di far
effettuare il collaudo, a cura del richiedente, da parte di ingegnere
o architetto abilitati – ovviamente limitata ai soli apparecchi che
seguono integralmente la normativa di pari efficacia – si precisa
quanto segue:a) il termine di 40 gg. decorre dalla data di ricevimento
della domanda, ovvero da quella di ricevimento delle eventuali
integrazioni o modifiche richieste;b) la suddetta facoltà è riservata
ai soli apparecchi corredati di documentazione completa, ovvero a
quelli che fanno riferimento ad una documentazione ridotta, ex
allegato alla presente circolare purché il relativo prototipo sia già
stato approvato dal Ministero.Per quanto riguarda i compiti del
collaudatore di cui all’ultimo comma dell’art. 4, questi, nell’ipotesi
di intervenuta approvazione ministeriale, coincideranno con quelli
pertinenti all’ispettorato provinciale di cui si è già fatto cenno,
mentre, negli altri casi, riguarderanno tutti gli adempimenti previsti
dal D.M.E’ appena il caso di ricordare che gli apparecchi non
rispondenti integralmente al D.M. in esame (ponteggi manuali,
piattaforme costruite in conformità al DPR 7.1.1956 n. 164) restando
assoggettati alla precedente normativa, debbono seguire tutte le
procedure di cui ai D.M. applicativi a suo tempo esaminati, ivi
comprese quelle relative alle verifiche periodiche. Si chiarisce
inoltre che, mentre ai sensi del D.P.R . n. 164 è possibile collaudare
separatamente le parti costituenti il ponteggio sospeso (argani,
plance, ete.) il collaudo previsto dal D.M. piu volte citato, riguarda
l intero impianto. Ne discende che coloro che realizzano ponteggi
assemblando parti di diversa provenienza, dovranno conunque fornire la
documentazione completa prevista dal decreto, sortoscrivendola in
sostituzione del costruttore delle singole parti.Si ritiene opportuno
precisare, relativamente agli apparecchi già in esercizio di cui
all’art. 5 del decreto in esame, che medesimi dovranno essere tutti
indistintamente muniti di regolare libretto. entro un anno dalla data
del decreto. indipendentemente da chi vi provveda (costruttore o
utente).Ne consegue che gli apparecchi preesistenti – non gia in
regola ai sensi del già citato D.P.R. n. 164, e quindi già muniti di
libretto rilasciato dall’ENPl – dovranno necessariamente sottostare
alle prescrizioni del D.M. 4.3.82, ivi comprese quelle di cui all art.
2. A tal fine gli interessati dovranno produrre istanza in carta
legale alla scrivente, accompagnandola con una documentazione completa
analogamente a quanto precedentemente esposto relativamente ai nuovi
impianti.Per quanto concerne infine le verifiche periodiche le
medesime, alla luce di quanto precede, saranno di competenza
rispettivamente dell ENPI e dell’lspettorato del lavoro
territorialmente competente, a seconda che le macchine siano
integralmente rispondenti al D.P.R . n. 164, ovvero al D.M. 3.4.82.Lo
stesso criterio va, ovviamente, seguito per le verifiche periodiche da
effettuare entro il primo anno di validità del decreto ministeriale,
intendendosi che il richiedente dovrà avere preventivamente realizzato
l’ adeguamento della macchina all’una o all’altra normativa.Sempre a
tale fine sarà cura degli Ispettorati che hanno in deposito la seconda
copia del libretto trasmetterla agli uffici territorialmente
competenti qualora l’apparecchio, di tipo mobile, abbia cambiato sede
di installazione.Inoltre, per assicurare una sollecita effettuazione
delle procedure di collaudo e verifica, si segnala l’ opportunità che
costruttori e o utenti forniscano i mezzi e l’assistenza necessari per
le operazioni sopra citate, assicurando, in particolare, la presenza
del manutentore.Da ultimo, relativamente agli apparecchi di cui al
punto 9 dell’allegato A del D.M. di che trattasi, si allegano alla
presente le misure integrative cui debbono sottostare le macchine in
questione, approvate dalla Commissione consultiva permanente per la
prevenzione degli infortuni.I costruttori dei suddetti apparecchi
dovranno così conformare la propria produzione a quanto ivi
specificato seguendo le procedure di cui alla presente circolare per
quanto riguarda i collaudi e le approvazioni di tipoPer questi ultimi
apparecchi si fa riferimento al D.M. solo per quanto non espressamente
indicato nelle allegate misure integrative. Allegato I
Documentazione ridotta avente valore sostitutivo di quella di cui al
D.M. 4.3.82.1)approvazione ministeriale del tipo;2)certificato di
conformità dell’apparecchio al tipo approvato;3)compendio delle
caratteristiche essenziali comprendente: dati da riportare sul
libretto e disegni quotati. Allegato IIMisure
integrative per gli apparecchi di cui al punto 9 del D.M.
4.3.1982.PIATTAFORME DI LAVORO ELEVABILI1. OggettoLe presenti
istruzioni riguardano la sicurezza, il calcolo e la costruzione, delle
piattaforme di lavoro elevabili, di cui al punto 9 del D.M.
4.3.1982.2. Campo di applicazione-Piattaforme con portata utile
superiore a 350 kg.-Piattaforme a più piani di lavoro.-Piattaforme
aventi lunghezza superiore a 4 m.-Apparecchi asserviti ad altro
apparecchio di sollevamento.-Apparecchi con circuiti ausiliari e di
azionamento di tipo fluodinamico.-Apparecchi con bracci telescopici
motorizzati.-Apparecchi da installarsi in ambienti esposti a
condizioni particolari di pericolo.Il rispetto delle presenti
istruzioni consente la possibilità di traslare con piattaforma elevata
e operatori a bordo.3. Definizioni-Piattaforme di lavoro
elevabili:ai fini delle presenti istruzioni si intendono tali
quegli apparecchi azionati a motore, muniti di una piattaforma
sorretta da struttura di sostegno mobile, capace di assumere posizioni
diverse nello spazio e destinata ad accogliere l’operatore o gli
operatori e l’attrezzatura relativa.È consentito il sollevamento di
cose strettamente connesse con l’attività specifica cui è adibita la
piattaforma, entro i limiti di portata massima ammessa e purché ciò
sia espressamente previsto dal costruttore.- Altezza massima con
piattaforma traslante: è la quota massima dalla piattaforma con
carro traslante.- Argano a fune: è il complesso costituito dal
tamburo o dalla puleggia di avvolgimento fune e dal riduttore
meccanico.- Argano a catena: è il complesso costituito dal
tamburo o dal pignone (o noce) di avvolgimento catena e dal riduttore
meccanico.- Arresti fissi: riscontri rigidi con o senza
elemento ammortizzante vincolati su una struttura di riferimento,
costituenti il limite meccanico del movimento di un’altra struttura
rispetto alla prima.- Assi allargabili: dispositivo che
permette di incrementare le carreggiate del carro di base per
incrementare la stabilità delle piattaforme operanti su pneumatici.-
Basamento: parte dell’apparecchio a contatto diretto col
supporto.- Braccio articolato: struttura a due o più elementi
di braccio collegati con cerniere.- Braccio telescopico:
struttura a due o più elementi cassonati sfilabili a cannocchiale in
direzione longi…

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