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Protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad ...

Protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti fisici, chimici e biologici durante il lavoro
Circolare Ministeriale

In ordine allattuazione del D.Lgs. 15/8/1991, n. 277,
concernente la protezione dei lavoratori dai rischi derivanti da
esposizione ad agenti fisici, chimici e biologici durante il lavoro,
alcuni Assessorati alla Sanità hanno richiesto chiarimenti e
direttive su alcune disposizioni relative alla figura del medico
competente.Al fine di corrispondere alle rappresentate esigenze di
uniformità di comportamento in campo nazionale, la problematica
è stata esaminata con la collaborazione dei rappresentanti dei
Dicasteri interessati, degli Organismi tecnici di questo Ministero e
di codesti Assessorati.Si fa innanzitutto presente che le disposizioni
concernenti la figura del medico competente, così come è
stata delineata nel richiamato D.Lgs. 277/1991, pongono problemi
interpretativi che, in ragione delle carenze del testo normativo e dei
delicati riflessi dordine organizzativo, amministrativo e penale,
suggeriscono lopportunità di acquisire al riguardo il parere
del Consiglio di Stato.In particolare al predetto Consesso sarà
chiesto di chiarire la portata dell’espressione -un medico, ove
possibile dipendente dal S.S.N.,- di cui alla lettera c) dellart. 3
del decreto nonché la portata delle disposizioni generali del
decreto stesso relative al medico competente, e cioè se dette
disposizioni debbano o possano estendersi a tutti i rischi derivanti
dallesposizione ad agenti chimici, fisici e biologici, diversi dal
piombo, dall’amianto e dal rumore.In attesa di acquisire il parere del
Consiglio di Stato, si ritiene comunque opportuno, anche in
considerazione degli adempimenti attuativi di competenza di codesti
Assessorati, fornire al riguardo l’avviso della scrivente
Amministrazione, condiviso dai rappresentanti regionali.L’espressione
un medico, ove possibile dipendente dal Servizio Sanitario Nazionale,
deve essere intesa nel senso che la funzione di medico competente
è assicurata dal datore di lavoro tramite, ove possibile, i
servizi di medicina del lavoro della U.S.L., qualora la U.S.L.,
territorialmente competente, non sia in grado di provvedervi con un
medico dei propri servizi, il datore di lavoro assicura la funzione
con altro medico fornito dei titoli e requisiti previsti dagli artt. 3
e 55 del decreto.Nei casi in cui il servizio è assicurato dalla
U.S.L., non devono, comunque, sussistere incompatibilità con le
funzioni di vigilanza di cui al punto d) dellart. 3 del decreto, sia
che dette funzioni siano esercitate da pubblici ufficiali che da
ufficiali di polizia giudiziaria.È’ necessario, altresì,
precisare che, quando lattività di medico competente è
espletata dai servizi della U.S.L., la U.S.L. stessa deve formalmente
individuare, dandone preventiva comunicazione al datore di lavoro, il
proprio medico dipendente incaricato di svolgere le funzioni di medico
competente.Si è concordato, inoltre, sulla opportunità
di non assumere, in attesa del parere del Consiglio di Stato,
iniziative che incidano sullattuale assetto organizzativo dei servizi
aziendali di medicina del lavoro, operanti in conformità a
quanto previsto dal 2° comma dell’art. 21 della legge 23/12/78 n.
833, fermo restando che la funzione di medico competente ai sensi del
D.Lgs. 277/91 dovrà essere assicurata da uno dei medici dei
suddetti presidi aziendali fornito dai requisiti di cui agli artt. 3 e
55 del decreto.In ordine, poi, al campo di applicazione delle
disposizioni generali del D.Lgs. 277/91 sul medico competente, si
è ritenuto che tale figura, così come disciplinata dal
suddetto decreto, vada riferita alla sorveglianza sanitaria dei
lavoratori esposti a tutti gli agenti nocivi presenti durante il
lavoro (chimici, fisici e biologici) con esclusione delle radiazioni
ionizzanti.Per quanto concerne, infine, l’art. 55 del decreto
concernente l’autorizzazione regionale all’esercizio della funzione di
medico competente ai laureati in medicina e chirurgia che, pur non
possedendo i requisiti di cui all’art. 3, comma 1, lettera c) del
decreto stesso, abbiano svolto l’attività di medico del lavoro
per almeno 4 anni, al fine di omogeneizzare sul territorio nazionale i
comportamenti operativi delle Regioni, sono state concordate e
predisposte le linee guida indicate nel documento allegato A).Si resta
a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.Allegato ACriteri
per il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività
di "medico competente" ai sensi dell’art. 55 del D.Lgs.
277/91.Al fine di omogeneizzare sul territorio nazionale i criteri di
valutazione della documentazione che dovranno produrre gli interessati
per il riconoscimento di "medico competente" si propongono
le seguenti linee guida:1) il medico dovrà presentare domanda,
in carta legale, all’Assessorato regionale della propria residenza
specificando i dati anagrafici (nome, cognome, luogo e data di
nascita, comune e luogo di residenza e di domicilio, data di laurea,
iscrizione all’ordine dei medici eventuali specializzazioni conseguite
e anno di conseguimento, curriculum professionale).Per quanto riguarda
la documentazione comprovante lo svolgimento dell’attività di
medico del lavoro il medico dovrà dimostrare di avere
effettuato visite mediche preventive e periodiche finalizzate ad un
giudizio di idoneità lavorativa specifica nei confronti di
lavoratori professionalmente esposti ai rischi per i quali la
normativa vigente prevede la sorveglianza sanitaria.A tal fine il
medico interessato deve produrre apposita certificazione rilasciata
dal legale rappresentante della struttura pubblica o privata presso
cui ha effettuato le prestazioni. Dalla suddetta documentazione deve
risultare:a) indicazione della/e unità produttiva/e i cui
dipendenti sono stati sottoposti a sorveglianza sanitaria dal medico
interessato;b) attività svolta dall’unità produttiva;c)
indicazione dei rischi professionali per i quali il medico ha
effettuato le proprie prestazioni;d) numero dei lavoratori esposti al
rischio;e) numero delle visite preventive e periodiche effettuate per
anno;f) tipo degli accertamenti integrativi effettuati;g) periodi
relativi all’attività svolta dal medico.Nella valutazione della
documentazione prodotta, le Regioni dovranno tener conto
dell’integrazione complessiva delle caratteristiche e del volume
dell’attività svolta nell’arco dei 4 anni di cui all’art. 55
del D.Lgs. 277/91.2) Ai fini dell’applicazione di quanto previsto
dall’art. 55 del D.Lgs. 277/91 non possono essere considerate come
attività di medico del lavoro le prestazioni finalizzate
esclusivamente a:a) valutazione dello stato di salute e giudizio di
idoneità generica al lavoro;b) valutazioni di danni permanenti
o temporanei e conseguenti stime della capacità di lavoro
residua;c) attività certificative rilasciate dai servizi di
igiene pubblica, ospedalieri, di pronto soccorso, dei servizi della
sanità militare e dell’Ente FF.SS., ecc.A titolo
esemplificativo tra i criteri di esclusione, si citano le seguenti
attività:- visite dei medici fiscali;- visite dei medici di
medicina generale;- visite per il rilascio del libretto di lavoro;-
visite per gli alimentaristi;- visita per il rilascio della patente di
guida;- visite per valutazioni medico-legali (INPS, INAIL, Enti
Assicurativi, riconoscimento di invalidità civile o assimilate,
visite medico legali effettuate dalla sanità militare, Ente
Ferrovie dello Stato, ecc);- visite per l’esclusivo accertamento
medico legale delle malattie professionali;- visite per la valutazione
dell’idoneità all’attività sportiva.3) L’autorizzazione
rilasciata da ciascuna Regione, sulla base dei predetti criteri, per
l’esercizio dell’attività di "medico competente", ai
sensi dell’art. 55 del D.Lgs. 277/91, ha validità su tutto il
territorio nazionale.4) Tenuto conto che presso gli Assessorati
Regionali alla Sanità stanno pervenendo domande per ottenere
l’autorizzazione all’esercizio dell’attività di "medico
competente", ai sensi dell’art. 55 del D.Lgs. succitato, si
ravvisa l’opportunità che gli Assessorati Regionali invitino
tempestivamente tutti i medici che abbiano prodotto o che produrranno,
nei termini previsti dal succitato D.Lgs., domande non corredate dalle
informazioni richieste, ad integrare la documentazione già
prodotta.L’integrazione della documentazione dovrà essere
inviata agli Assessorati Regionali entro 45 giorni dalla ricezione
comprovata della comunicazione ai medici interessati.

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