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Limitazione dell'impiego del benzolo e suoi omologhi nelle attività lavorative. Nafte solventi aromatiche
Circolare Ministeriale

Il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e quello
delle Finanze hanno risolto positivamente un quesito circa la
compatibilità tra le disposizioni limitative dell’impiego del
benzolo, toluolo e xilolo, sancite dalla legge 5 marzo 1963, n. 245, e
le vigenti disposizioni in materia di agevolazioni fiscali per le
nafte solventi utilizzate per la produzione di vernici.E’ possibile,
infatti, sul piano tecnico, la utilizzazione dei solventi agevolati in
parola, senza che ciò comporti necessariamente la inosservanza
delle norme di cui alla citata legge n. 245, sia che trattasi delle
disposizioni rivolte al fabbricante (art. 8), sia di quelle altre, che
pur rivolte agli utilizzatori, debbano essere tenute ugualmente in
conto dal fabbricante nella impostazione della propria attività
produttiva.In effetti, sotto il nome di "nafte solventi"
vengono commerciati (prodotti) idrocarburi di complessa e svariata
composizione, contenenti, a seconda della origine e dei procedimenti
di produzione, idrocarburi alifatici o ciclici o aromatici, o miscele
di essi. In alcune nafte leggere – così denominate per il fatto
di contenere in prevalenza composti idrocarburi a basso peso
molecolare e di distillare a temperature relativamente basse (in
genere da 100 a 160°C.) – si possono riscontrare percentuali
elevate di toluolo e di xilolo, nonché modeste frazioni
percentuali di benzolo, quando esse sono derivate da catrame di carbon
fossile; od anche da prodotti petroliferi di particolare provenienza,
o che abbiano subito speciali trattamenti.Senonché, anche
quando sono in causa questi principali tipi di nafte, è
possibile, nella fabbricazione delle pitture o delle vernici destinate
agli impieghi disciplinati dalla legge n. 245 del 1963, assicurare,
mediante opportuna diluizione con altri solventi di queste nafte
medesime, il rispetto dei requisiti di composizione stabiliti dalla
legge stessa all’art. 4, dato l’ampio tasso (45% sul solvente totale)
di toluolo e di xilolo ammesso nei prodotti destinati agli impieghi
indicati in questo articolo.Sotto tale riguardo, si deve anzi ritenere
pienamente lecito da parte del fabbricante dei prodotti vernicianti,
l’uso, anche allo stato puro, di toluolo e xilolo, sempreché,
beninteso, nei prodotti finiti, destinati agli impieghi disciplinati
dalla legge, risultino in definitiva osservati i limiti di
composizione suaccennati.Conseguentemente non vi è – come
innanzi detto – palese incompatibilità tra la disciplina sulla
limitazione dell’impiego di benzolo e dei suoi omologhi e quella
sull’agevolazione fiscale per le nafte solventi. Tuttavia è
stato ritenuto opportuno che come misura cautelativa – intesa ad
ovviare all’inconveniente che l’agevolazione fiscale possa risolversi
in taluni casi, sia pure indirettamente ed involontariamente, in una
possibile infrazione alla legge n. 245 – il rilascio della concessione
del beneficio fiscale avvenga con la condizione espressa che siano
rispettate le disposizioni limitative sancite dalla predetta legge.Con
l’adozione di siffatta procedura si evita ogni dubbio nel beneficiario
dell’agevolazione fiscale circa il permanere dell’obbligo di attenersi
alle limitazioni di cui trattasi e si contribuisce alla corretta
applicazione delle norme in questione, sia attraverso il richiamo
diretto di queste ultime presso i soggetti (fabbricanti) che
maggiormente condizionano la sostanziale osservanza della legge
stessa, sia mediante la remora implicita di una possibile revoca della
concessione, nei casi di constatata inosservanza delle norme
medesime.Ciò premesso, con circolare dell’11 luglio 1964, prot.
n. 6145 – che si trascrive qui di seguito – il Ministero delle
Finanze, Direz. Gener. delle dogane e delle imposte indirette,
divisione XII, ha impartito istruzioni in materia ai Compartimenti
doganali d’ispezione, agli Uffici tecnici delle imposte di
fabbricazione ed alle Direzioni delle circoscrizioni
doganali:"Come è noto, la lettera C della Tabella B)
allegata alla legge 31 dicembre 1962, n. 1852, ammette ad aliquota
ridotta d’imposta di fabbricazione l’acqua ragia minerale impiegata
nella produzione di vernici. Anche le nafte solventi, assimilabili
all’acqua ragia minerale ai sensi della nota legale n. 2 al cap. 27
della tariffa dei dazi doganali d’importazione, quando siano
riconosciuti tali, hanno titolo al menzionato beneficio fiscale se
impiegate per la fabbricazione delle vernici.E’ stato ora riscontrato,
in base ad analisi effettuate dal Laboratorio Chimico Centrale delle
Dogane e delle II.II che, ad eccezione delle nafte solventi pesanti il
cui inizio di distillazione sia al di sopra di 145°C, le nafte
solventi aromatiche, sia provenienti dalla distillazione di catrame di
carbon fossile, sia dalla ciclizzazione del petrolio, contengono
percentuali variabili e spesso molto notevoli di benzolo, toluolo e
soprattutto xilolo, prodotti questi il cui impiego è sottoposto
alle limitazioni stabilite dalla legge 5 marzo 1963, n. 245.Allo scopo
di evitare che in certi casi la concessione del beneficio fiscale
possa agire, sia pure in modo del tutto indiretto ed involontario, a
favore di una possibile infrazione alla disciplina sancita dalla legge
n. 245, si dispone che il rilascio delle concessioni medesime, sia
espressamente subordinato all’osservanza delle disposizioni limitative
stabilite dalla stessa legge n. 245.Poiché la vigilanza
sull’osservanza di tali disposizioni è affidata, dall’art. 13
della ripetuta legge 5 marzo 1963, n. 245, al Ministero del Lavoro e
della Previdenza Sociale, che la esercita per mezzo degli Ispettorati
del Lavoro, il predetto Ministero ha fatto conoscere che gradirebbe
avere notizia delle concessioni rilasciate ai fabbricanti,
allorché queste riguardino nafte leggere prevalentemente di
costituzione aromatica.Si pregano, pertanto, gli uffici dipendenti di
corrispondere a tale richiesta, trasmettendo le notizie in questione
direttamente agli Ispettorati Regionali del Lavoro, costituite presso
tutti i capoluoghi di regione".

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