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Quesiti: artt. 271, 314, 326, e 335 del D.P.R. n. 547/55
Circolare ...

Quesiti: artt. 271, 314, 326, e 335 del D.P.R. n. 547/55
Circolare Ministeriale

1) Art. 271 del D.P.R. 27/4/1955, n.
547Disposizioni di carattere generale per impianti, macchine ed
apparecchi elettrici -Collegamenti elettrici a terraa) In
relazione alle disposizioni contenute nel predetto articolo e che
prevedono, per i casi rispettivamente contemplati, il collegamento
elettrico a terra sia delle parti metalliche degli impianti ad alta
tensione, sia per gli impianti a bassa tensione, è stato
chiesto se gli impianti di terra di protezione degli apparecchi a
bassa tensione debbano o meno essere distinti da quelli degli impianti
ad alta tensione, nonché dagli impianti per la messa a terra
degli scaricatori e dei parafulmini.Al riguardo, si precisa che
possono essere consentiti impianti di terra unici per bassa ed alta
tensione, comprese le terre degli scaricatori e dei parafulmini,
purché essi siano dimensionati e realizzati secondo le norme di
buona tecnica, quali quelle indicate dal C.E.I. nelle norme 11.8 Ed.
VI – 1962 fascicolo 176.b) Con riferimento alle anzidette
disposizioni, si è posto anche il problema se gli impianti di
terra di funzionamento – come la messa a terra del neutro del
secondario dei trasformatori – debbano risultare separati o meno dagli
altri impianti di terra.In merito si precisa che la questione presenta
soluzioni diverse a seconda delle tensioni e delle potenze in gioco.
Occorre, quindi, decidere caso per caso, rifacendosi comunque alle
norme di buona tecnica quali quelle indicate dal C.E.I.c) Avuto
riguardo al 2° comma dell’art. 271, secondo cui il collegamento a
terra deve essere fatto anche per gli impianti a bassa tensione
situati_ in immediata prossimità di grandi masse metalliche, si
precisa che per grande massa metallica deve intendersi un complesso
metallico, semplice o composto, che da sé stesso costituisce un
buon collegamento.Tale non può essere, invece, considerata una
grande massa metallica che risulti elettricamente isolata. Ne discende
che non sussiste l’obbligo del collegamento elettrico a terra di un
impianto a bassa tensione situato in prossimità di una grande
massa metallica elettricamente isolata, in quanto questa, appunto
perché isolata, non costituisce un buon collegamento e
perciò non rientra nel concetto di grande massa metallica al
quale si riferisce la legge.2) Art. 314 del D.P.R.
27/4/1955, n. 547Norme per macchine ed apparecchi elettrici
mobili e portatiliCollegamento elettrico a terraL’articolo in
questione stabilisce che "…le macchine e gli apparecchi mobili
con motore elettrico incorporato… " devono avere l’involucro
metallico collegato a terra.E’ da chiarire che le macchine
calcolatrici e le macchine da scrivere, con motore elettrico
incorporato, normalmente impiegate negli uffici, non rientrano nel
disposto dell’art. 314. Ciò in quanto dette macchine non
possono essere considerate, ai sensi di legge, macchine o apparecchi
mobili, dato che durante il loro uso normale non vengono mosse.Si
ritiene, peraltro, che le macchine di che trattasi debbano essere
predisposte per la messa a terra, dato che in molti casi possono
rientrare nelle prescrizioni dell’art. 271.3) Art. 326 del
D.P.R. 27/4/1955, n. 547Norme sui collegamenti elettrici a
terraDispersore per la presa di terraa) In base all’art. 326, il
dispersore delle prese di terra per gli impianti utilizzatori a
tensione superiore a mille Volta e per le cabine ed officine
elettriche deve presentare quella minor resistenza di sicurezza
adeguata alle caratteristiche ed alla particolarità degli
impianti, rispetto alla resistenza non superiore a 20 Ohm prevista per
i dispersori in genere.In proposito, si precisa che per individuare la
suddetta minor resistenza di sicurezza occorre avere riguardo ai
criteri desumibili dalle norme di buona tecnica, quali, ad esempio,
quelle indicate nelle norme C.E.I. 11/8 Ed. VI 1962 fasc. 176,
là dove si fa riferimento, al punto 2.1.04, alle cabine
elettriche e, al punto 2.1.07, agli impianti ricevitori. Comunque
nella determinazione di tale minore resistenza importa tenere conto
della corrente di guasto, delle tensioni di passo e di contatto,
ecc.b) Lo stesso art. 326, al 2° comma, vieta di utilizzare come
dispersori per le prese di terra le tubazioni di gas, aria compressa e
simili, ed ammette, invece, a talune condizioni e solo per gli
impianti a tensione non superiore a mille Volta, I’utilizzazione delle
tubazioni di acqua che facciano parte di reti idriche estese.La
predetta disposizione sembra precludere che siano adibite come
dispersori per le prese di terra le tubazioni metalliche non a
contatto con il terreno, bensì esterne o murate.Anzi è
da far presente che una simile pratica non può essere
consentita perché oltre a non corrispondere a quanto richiesto
dalla disposizione stessa, non è compatibile con le norme di
buona tecnica generalmente seguite in tali installazioni.Infatti le
tubazioni metalliche collocate esternamente, che dovrebbero sostituire
il conduttore di terra, risultano esposte ad interventi ed a contatti
da parte di persone che eseguono lavori o operazioni interessanti le
tubazioni stesse; possono subire modifiche nella struttura
(sostituzione di pezzi, giunti o altre parti con pezzi di plastica o
altro materiale isolante) e nella collocazione, ecc. Per tali motivi
che mal si prestano ad assicurare la necessaria continuità
elettrica, si deve escludere la possibilità di utilizzare le
tubazioni di cui trattasi come dispersori per le prese di terra.Il
collegamento elettrico a terra deve essere quindi realizzato mediante
apposito conduttore diretto di sezione adeguata, salvo che ricorrano i
presupposti obiettivi dianzi ricordati che consentano di utilizzare
come dispersori le tubazioni facenti parte di reti idriche
estese.4) Art. 335 del D.P.R. 27/4/1955, n. 547Norme
relative alle installazioni elettriche in luoghidove esistono pericoli
di esplosione o di incendioScariche elettrostaticheL’articolo in
questione prescrive le misure di sicurezza da adottare nei luoghi
contemplati dai precedenti articoli 329 e 331, qualora vi sia la
possibilità di scariche elettrostatiche.In relazione alle
suddette misure di sicurezza, è sorto il problema di conoscere
quali altri sistemi possano essere adottati o consentiti per
l’eliminazione delle cariche elettrostatiche, oltre quello dei
collegamenti elettrici a terra previsti dallo stesso articolo.Al
riguardo, si precisa che detti sistemi variano caso per caso e secondo
i materiali in lavorazione, gli apparecchi, i macchinari interessati,
ecc.Peraltro non sembra rientrare nei compiti dell’Ispettorato del
Lavoro di prescrivere l’adozione dell’uno o dell’altro sistema,
dovendo l’organo ispettivo constatarne soltanto l’efficacia mediante
ido apparecchi.

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