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Attuazione della direttiva CEE n.76/117 relativa al materiale elettric...

Attuazione della direttiva CEE n.76/117 relativa al materiale elettrico destinato ad essere utilizzato in atmosfera esplosiva
Decreto del Presidente della Repubblica

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICAVisti gli articoli 76 e 87 della
Costituzione;Vista la legge 9 febbraio 1982 n. 42, recante delega al
Governo ad emanare norme per l’attuazione delle direttive della
Comunità economica europea;Vista la direttiva n. 76/117 del 18
dicembre 1975, emanata dal Consiglio delle Comunità europee,
concernente il materiale elettrico destinato ad essere utilizzato in
atmosfera esplosiva;Considerato che in data 14 maggio 1982, ai termini
dell’art. 1 della legge 9 febbraio 1982, n. 42, è stato inviato
lo schema del presente provvedimento ai Presidenti della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica per gli adempimenti
previsti;Tenuto conto delle osservazioni formulate in sede
parlamentare;Considerato che risulta così completato il
procedimento previsto dalla legge di delega;Sulla proposta del
Ministro per il coordinamento interno delle politiche comunitarie di
concerto con i Ministri degli affari esteri, del tesoro,
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di grazia e
giustizia;Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata
nella riunione dell’8 luglio 1982;Emana il seguente decreto:Art. 1Le
disposizioni del presente decreto si applicano al materiale elettrico
destinato ad essere utilizzato in atmosfera potenzialmente esplosiva,
ad eccezione del materiale destinato all’impiego dei lavori
sotterranei delle miniere grisutose e del materiale elettrico usato in
medicina.Art. 2Per materiale elettrico, ai sensi del presente decreto,
si intendono tutti i componenti che costituiscono gli impianti
elettrici e qualsiasi altro apparato, dispositivo o machina che
impieghi l’elettricità.Art. 3Una atmosfera potenzialmente
"esplosiva" esiste negli ambienti, interni ed esterni nei
quali possono accumularsi quantità pericolose di sostanze
infiammabili allo stato di gas, vapore, nebbia o polveri, atte a
formare con l’aria miscele esplosive.Art. 4Il materiale elettrico di
cui agli articoli 1 e 2 del presente decreto può essere
venduto, circolare liberamente od essere usato in modo conforme alla
sua destinazione solo se rispondente, per quanto attiene alla
sicurezza di fabbricazione in previsione dell’impiego in atmosfera
esplosiva, ad uno dei seguenti requisiti:a) conformità alle
norme armonizzate comprovata da un certificato di conformità
rilasciato in base all’art. 5 e dall’apposizione del marchio
distintivo di cui all’art. 7 del presente decreto;b) accertamento, in
base ad uno speciale esame della fabbricazione, che esso garantisce
una sicurezza almeno equivalente a quella delle norme stesse,
comprovata da un certificato di controllo rilasciato conformemente
all’art. 6 e dall’apposizione del marchio distintivo di cui all’art. 7
del presente decreto.Per uso conforme alla propria destinazione, ai
sensi del presente articolo, si intende l’uso del materiale, in
combinazione con gas, vapore, nebbia o polveri, atti a formare con
l’aria miscele esplosive quale è previsto nelle norme
armonizzate di costruzione e menzionato nei certificati di
conformità o di controllo.Per norme armonizzate, ai sensi del
presente decreto, si intendono le norme indicate nelle direttive
particolari emanate dal Consiglio dei Ministri della Comunità
economica europea.Le condizioni di installazione del materiale
elettrico di cui al presente decreto restano soggette alle
disposizioni vigenti che non siano discriminatorie nei confronti del
materiale elettrico prodotto negli altri Stati membri, per quanto
attiene alla sua utilizzazione.Art. 5Il certificato di
conformità di cui all’art. 4, primo comma, lettera a), è
rilasciato da uno degli organismi di cui all’art. 8. Esso attesta che
il tipo di materiale è conforme alle norme armonizzate.Una
copia delle principali indicazioni del certificato di
conformità è trasmessa, a cura dell’organismo
autorizzato, sia al Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato che agli altri Stati membri e alla commissione, entro
il termine di un mese a decorrere dalla data del rilascio del
certificato di conformità.L’organismo autorizzato, che procede
all’esame del materiale, compila un verbale che è tenuto a
disposizione sia delle autorità italiane che degli altri Stati
membri della CEE.Le spese necessarie all’espletamento delle operazioni
di esame del materiale, del rilascio delle certificazioni di
conformità e di quelle di controllo di cui al successivo art. 6
sono poste a carico del richiedente, secondo le modalità
precisate nel decreto ministeriale di cui al successivo art.
8.L’organismo autorizzato, che ha rilasciato il certificato di
conformità, può revocarlo quando constata che detto
certificato non avrebbe dovuto essere rilasciato o che le condizioni
da esso imposte non sono state soddisfatte entro un termine adeguato.
Esso può inoltre revocare il certificato di conformità
quando il fabbricante immette sul mercato materiale elettrico non
conforme al prototipo autorizzato.Art. 6Il certificato di controllo,
di cui all’art. 4, primo comma lettera b), è rilasciato da uno
degli organismi autorizzati di cui all’art. 8.Esso attesta che il tipo
di materiale garantisce una sicurezza almeno uguale a quella delle
norme armonizzate.Prima di rilasciare tale certificato di controllo,
l’organismo di controllo autorizzato che procede all’esame del
materiale trasmette in via riservata i documenti descrittivi del
materiale, i verbali ed i progetti di certificati di controllo agli
altri Stati membri della CEE e/o ai rispettivi organismi di controllo
autorizzati che, entro quattro mesi da questa informazione, possono
presentare osservazioni, richiedere esami supplementari ed
eventualmente appellarsi al comitato per l’adeguamento al progresso
tecnico istituito dall’art. 6 della direttiva (CEE) n. 76/117 e
secondo la procedura di cui all’art. 7 della direttiva stessa.Qualora,
prima della scadenza del termine stabilito, nessuno Stato membro si
sia appellato al comitato, l’organismo autorizzato, dopo aver preso in
considerazione le osservazioni presentate conformemente alla procedura
di cui al comma precedente, rilascia il certificato di controllo se il
risultato degli esami eventuali complementari è
soddisfacente.In caso di appello al comitato, se il parere di
quest’ultimo è favorevole, l’organismo autorizzato rilascia il
certificato in questione.Una copia delle principali indicazioni del
certificato di controllo è trasmessa, a cura dell’organismo
autorizzato, sia al Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato che agli altri Stati membri, entro il termine di un
mese e decorrere dalla data del suo rilascio.L’organismo autorizzato
che ha rilasciato il certificato di controllo può revocarlo
quando constata che detto certificato, non avrebbe dovuto essere
rilasciato o che alcune condizioni da esso imposte non sono state
soddisfatte entro un termine adeguato. Esso può inoltre
revocare questo certificato quando il fabbricante immette sul mercato
materiale elettrico non conforme al prototipo autorizzato.Art. 7Il
marchio distintivo apposto dal fabbricante sul materiale attesta che
il medesimo è conforme al tipo che ha ottenuto un certificato
di conformità o di controllo e che è stato sottoposto a
prove individuali eventualmente previste dalle norme armonizzate e
risponde alle condizioni imposte con il certificato di
conformità o con quello di controllo.Il fabbricante può
apporre tale marchio solo se possiede un valido certificato di
conformità o di controllo ed ha ottemperato alle disposizioni
necessarie a garantire che il materiale corrisponda alle norme
tecniche armonizzate.Per garantire tale corrispondenza il Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato procede, tramite gli
organismi autorizzati, alla necessaria sorveglianza della
fabbricazione e cura che il materiale venga sottoposto alle prove
individuali previste e che non venga fatto uso improprio del
marchio.Se il certificato di conformità o di controllo lo
esige, il materiale deve essere accompagnato da istruzioni che ne
precisino le particolari condizioni d’uso.Art. 8Il Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato designa gli organismi
da esso autorizzati a procedere alla sorveglianza, all’esame del
materiale ed a rilasciare i certificati di conformità e di
controllo e notifica agli altri Stati membri e alla commissione della
Comunità europea l’elenco di tali organismi e quello dei
destinatari della corrispondenza relativa ai certificati di
conformità e di controllo.Il Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato dispone la pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana dell’elenco degli organismi degli
altri Stati membri autorizzati a rilasciare i certificati di
conformità o di controllo.Art. 9La vigilanza sul materiale
elettrico e sulla regolarità delle certificazioni oggetto del
presente decreto è demandata al Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, che ha facoltà di disporre
accertamenti direttamente o a mezzo di istituti, enti o laboratori
appositamente autorizzati.Qualora il Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato riscontri che il materiale, quantunque
conforme alle prescrizioni delle direttive particolari in materia,
possa mettere in pericolo la sicurezza, può vietarne
temporaneamente o sottoporne a condizioni particolari l’immissione sul
mercato.Art. 10Chiunque viola le disposizioni di cui al primo comma
del precedente art. 4 è punito con l’ammenda da lire 100.000
a lire 5 milioni o con l’arresto fino ad un anno….

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