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DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 18 febbraio 2005: Di...

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 18 febbraio 2005: Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di misure per il controllo della destinazione d'uso di materie prime e semilavorati, a norma dell'articolo 36 della legge 12 dicembre 2002, n. 273. (GU n. 65 del 19-3-2005)

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 18 febbraio 2005

Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di
misure per il controllo della destinazione d’uso di materie prime e
semilavorati, a norma dell’articolo 36 della legge 12 dicembre 2002,
n. 273.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante disciplina
dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei Ministri ed, in particolare, l’art. 5, comma 2,
relativo ai poteri di direttiva del Presidente del Consiglio dei
Ministri;
Vista la legge 12 dicembre 2002, n. 273, recante misure per
favorire l’iniziativa privata e lo sviluppo della concorrenza;
Visto, in particolare, l’art. 36, comma 1, della citata legge n.
273 del 2002 concernente misure per il controllo della destinazione
d’uso di materie prime e semilavorati, che prevede la possibilita’
per le amministrazioni dello Stato interessate di avvalersi dei
reparti speciali dell’Arma dei carabinieri o del Corpo della guardia
di finanza, competenti per materia, per l’effettuazione dei controlli
e del monitoraggio sulla corretta destinazione ed utilizzazione di
materie prime e semilavorati il cui impiego e’ soggetto a specifiche
tipologie di qualificazione per la tutela della salute e della
sicurezza;
Visto, in particolare, l’art. 36, comma 2, della citata legge n.
273 del 2002 laddove stabilisce che per l’esercizio delle funzioni di
controllo e monitoraggio i reparti speciali sopra indicati hanno
diritto di accesso e di verifica, secondo le disposizioni vigenti,
presso i produttori, gli importatori, i distributori e gli
utilizzatori dei prodotti di cui al comma 1 del medesimo art. 36, da
individuare con direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri,
su proposta delle amministrazioni interessate;
Visto, inoltre, l’art. 32, comma 1, del decreto-legge 30 agosto
1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre
1993, n. 427, che gia’ attribuisce agli uffici tecnici di finanza,
ora uffici dell’Agenzia delle dogane, poteri in materia di esercizio
di funzioni di controllo presso i soggetti che svolgono attivita’ di
produzione e distribuzione di beni e servizi per accertamenti
tecnici, al fine di controllare, anche a scopi diversi da quelli
tributari, l’osservanza di disposizioni nazionali o comunitarie;
Vista la normativa comunitaria e nazionale in materia di tutela
della sicurezza, della salute e dell’ambiente, in particolare le
direttive 2001/95/CE e 2002/45/CE del Parlamento e del Consiglio,
rispettivamente del 3 dicembre 2001 e del 25 giugno 2002, 2003/2/CE e
2003/3/CE della Commissione, del 6 gennaio 2003, i decreti del
Ministro dei lavori pubblici in data 9 gennaio 1996, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 29 del 5 febbraio 1996, del Ministro dei lavori
pubblici in data 14 febbraio 1992, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 65 del 18 marzo 1992, del Ministro della sanita’
13 luglio 1995, n. 405, il decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 31
ed il decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n.
904;
Considerato che la facolta’, prevista dall’art. 36, comma 1, della
citata legge n. 273 del 2002, per le amministrazioni dello Stato di
avvalersi dei reparti speciali dell’Arma dei carabinieri o del Corpo
della guardia di finanza per l’effettuazione dei controlli e del
monitoraggio sulla corretta destinazione ed utilizzazione di materie
prime e semilavorati, il cui impiego e’ soggetto a specifiche
tipologie di qualificazione per la tutela della salute e della
sicurezza, puo’ essere estesa, a mente dell’art. 32, comma 1, del
citato decreto-legge n. 331 del 1993, convertito, con modificazioni,
dalla legge n. 427 del 1993, agli uffici dell’Agenzia delle dogane;
Considerato che, ai sensi delle disposizioni vigenti, le funzioni
di indagine, controllo e monitoraggio sono attribuite all’Arma dei
carabinieri – Comando carabinieri per la sanita’ ed al Corpo della
guardia di finanza, secondo le specifiche attribuzioni e facolta’
ispettive ad essi riconosciute, rispettivamente dai decreti del
Ministero della sanita’ in data 5 novembre 1963, 17 marzo 1975, 25
gennaio 1979, dal decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 266, dalla
legge 30 dicembre 1991, n. 412 e dal decreto interministeriale
sanita’ e difesa del 23 gennaio 1996; e dal decreto del Presidente
della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, e dal decreto legislativo
19 marzo 2001, n. 68;
Considerato anche il potere di accertamento tecnico attribuito
all’Agenzia delle dogane – Uffici tecnici di finanza o uffici delle
dogane, ove istituiti, dal citato decreto-legge n. 331 del 1993,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 427 del 1993;
Tenuto conto che da una istruttoria compiuta dal Ministero delle
attivita’ produttive sulla presenza nel mercato nazionale di prodotti
privi di certificazione di origine, di composizione e di qualita’, e’
emerso che i settori produttivi maggiormente esposti sono quelli dei
prodotti siderurgici, del comparto tessile-abbigliamento-calzature,
del comparto elettrico ed elettronico, dei materiali di base e dei
materiali impiegati nelle costruzioni edili, dei prodotti della
meccanica destinati all’edilizia civile, all’irrigazione,
all’industria chimica, energetica, petrolifera ed alimentare;
Considerato che l’immissione nel mercato di rilevanti quantitativi
di prodotti privi di certificazione di qualita’ ed impiegati senza i
necessari controlli rappresenta per gli utilizzatori ed i consumatori
un alto livello di rischiosita’, in particolare sotto il profilo
della sicurezza e della salute;
Considerato che l’aumento registrato del volume di importazioni di
prodotti senza certificazione puo’ generare turbative del mercato
nazionale sotto il profilo economico con riflessi negativi sul fronte
della concorrenza, dell’occupazione, dei prezzi, della produzione e
della capacita’ di esportazione;
Verificata la coerenza della proposta del Ministero delle attivita’
produttive con la normativa richiamata;
Considerata la positiva concertazione con le altre amministrazioni
interessate, segnatamente Ministero dell’economia, Ministero delle
attivita’ produttive, Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,
Ministero della salute, Ministero dell’interno, Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio, Arma dei carabinieri e
Guardia di finanza;
Sentito il Consiglio dei Ministri, nella riunione del 18 febbraio
2005;

E m a n a

la seguente direttiva:

1. Per materie prime e semilavorati, ai sensi dell’art. 36 della
legge 12 dicembre 2002, n. 273, soggetti al controllo ed al
monitoraggio sulla loro corretta destinazione ed utilizzazione, si
intendono i prodotti derivanti dalle lavorazioni del ciclo
siderurgico e dei metalli non ferrosi, i prodotti rientranti nei
settori tessile-abbigliamento-calzature, i prodotti rientranti nel
settore delle costruzioni edili, i prodotti del settore elettrico e
elettronico, i prodotti del settore della meccanica destinati
all’edilizia civile, all’irrigazione, all’industria chimica,
energetica, petrolifera ed alimentare di cui all’allegato elenco.
2. I controlli, di cui all’art. 36, comma 1, della citata legge n.
273 del 2002, saranno effettuati dal Comando carabinieri sanita’
dell’Arma dei carabinieri e dal Corpo della guardia di finanza,
previa definizione di opportune forme di intesa tra le
amministrazioni interessate, ivi comprese le amministrazioni della
salute e dell’economia e delle finanze, nell’ambito dei singoli
osservatori di settore operanti presso il Ministero delle attivita’
produttive.
3. I controlli, di cui al comma 2, sono finalizzati alla verifica
della conformita’ della destinazione e della utilizzazione dei
prodotti, indicati in allegato alla presente direttiva, alle
caratteristiche strutturali delle merci stesse, secondo le rispettive
composizioni, caratteristiche e specifiche tecniche di lavorazione.
4. Per i prodotti, indicati in allegato, il cui impiego e’ soggetto
a specifiche tipologie di qualificazione per la tutela della salute e
della sicurezza, il controllo comporta anche la verifica del rispetto
dei parametri di qualita’ fissati per gli stessi dalle norme
nazionali e comunitarie vigenti in materia.
5. L’Agenzia delle Dogane, per facilitare l’effettuazione dei
controlli e del monitoraggio sulla corretta destinazione ed
utilizzazione di materie prime e di semilavorati rientranti nei
settori di cui al comma 1, fornira’ alle amministrazioni dello Stato
interessate, di cui all’art. 36, comma 1, della citata legge n. 273
del 2002, previa loro richiesta, i dati risultanti dal proprio
sistema informatico e concernenti le rilevazioni connesse ai modelli
DAU. Le predette Amministrazioni dovranno specificare i codici NC dei
prodotti oggetto di interesse.
6. Sono esclusi dall’applicazione della presente direttiva i
rifiuti e le materie prime seconde, come definite dal decreto
legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni;
7. Si fa riserva, in relazione ad ulteriori esigenze di carattere
settoriale che dovessero essere rappresentate, di emanare successive
direttive di integrazione e di modifica dell’allegato alla presente
direttiva.
8. La presente direttiva ha efficacia dal giorno successivo a
quello della sua pubblica…

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