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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 2 luglio 2004, n.224: Regolame...

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 2 luglio 2004, n.224: Regolamento di semplificazione recante modifica del decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 2000, n. 358, in materia di immatricolazione, passaggi di proprieta' e reimmatricolazione di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi. (GU n. 198 del 24-8-2004)

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 2 luglio 2004, n.224

Regolamento di semplificazione recante modifica del decreto del
Presidente della Repubblica 19 settembre 2000, n. 358, in materia di
immatricolazione, passaggi di proprieta’ e reimmatricolazione di
autoveicoli, motoveicoli e rimorchi.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’articolo 87 della Costituzione;
Visto l’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto l’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive
modificazioni;
Vista la legge 8 marzo 1999, n. 50, ed in particolare l’allegato 1,
n. 29);
Visto il decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, titolo III,
capo III, sezione III, e successive modificazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992,
n. 495, e successive modificazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 2000,
n. 358;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 19 giugno 2003;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 25 agosto 2003;
Acquisito l’avviso del Garante per la protezione dei dati
personali, reso in data 18 settembre 2003;
Acquisito l’avviso dell’Autorita’ garante della concorrenza e del
mercato, reso in data 20 ottobre 2003;
Acquisito il parere della IX Commissione della Camera dei deputati
in data 10 dicembre 2003 e della 8ª Commissione del Senato della
Repubblica in data 17 dicembre 2003;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 3 giugno 2004;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del
Ministro per la funzione pubblica e del Ministro per le politiche
comunitarie, di concerto con i Ministri delle infrastrutture e dei
trasporti, dell’interno e dell’economia e delle finanze;

E m a n a

il seguente regolamento:

Art. 1.
Modifica all’articolo 1 del decreto del Presidente
della Repubblica 19 settembre 2000, n. 358

1. Il comma 1 dell’articolo 1 del decreto del Presidentedella
Repubblica 19 settembre 2000, n. 358 e’ sostituito dai seguenti:
«1. Il presente regolamento, in attesa della riforma del regime
giuridico degli autoveicoli, motoveicoli e loro rimorchi e del
conseguente riordino amministrativo, istituisce e disciplina lo
sportello telematico dell’automobilista, allo scopo di semplificare i
procedimenti relativi all’immatricolazione, alla reimmatricolazione,
alla registrazione della proprieta’, ai passaggi di proprieta’ degli
autoveicoli, dei motoveicoli e dei loro rimorchi. Sono escluse
dall’applicazione del presente regolamento le immatricolazioni di
veicoli nuovi provenienti da Stati diversi da quelli membri
dell’Unione europea o aderenti allo spazio economico europeo
attraverso canali d’importazione non ufficiali, nonche’ i veicoli
usati gia’ in possesso di documentazione di circolazione rilasciata
da uno di tali Stati. Sono, altresi’, escluse le registrazioni della
proprieta’ relative a veicoli nuovi importati da Stati diversi da
quelli membri dell’Unione europea o aderenti allo spazio economico
europeo.
1-bis. Le procedure per la trasmissione dei dati attinenti alla
verifica di adempimenti fiscali relativi all’immatricolazione dei
veicoli nuovi e usati provenienti, attraverso circuiti non ufficiali
di distribuzione dagli Stati membri dell’Unione europea e attraverso
canali di importazione non ufficiali da Stati aderenti allo spazio
economico europeo, sono definite con convenzione tra il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti, l’Agenzia delle entrate e
l’Agenzia delle dogane.».
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’
inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della
Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo
e farlo osservare.

Dato a Roma, addi’ 2 luglio 2004

CIAMPI

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Mazzella, Ministro per la funzione
pubblica
Buttiglione, Ministro per le politiche
comunitarie
Lunardi, Ministro delle infrastrutture
e dei trasporti
Pisanu, Ministro dell’interno
Tremonti, Ministro dell’economia e
delle finanze

Visto, il Guardasigilli: Castelli

Registrato alla Corte dei conti il 5 agosto 2004
Ministeri istituzionali, registro n. 9, foglio n. 25

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Note alle premesse:
– L’art. 87, quinto comma della Costituzione conferisce
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
– Si trascrive il testo del comma 2 dell’art. 17 della
legge 23 agosto 1988, n. 400, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 12 settembre 1988, n. 214, supplemento ordinario,
recante: «Disciplina dell’attivita’ di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri»:
«2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il
Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la
disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta
di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi
della Repubblica, autorizzando l’esercizio della potesta’
regolamentare del Governo, determinano le norme generali
regolatrici della materia e dispongono l’abrogazione delle
norme vigenti, con effetto dall’entrata in vigore delle
norme regolamentari.»
– La legge 15 marzo 1997, n. 59, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 17 marzo 1997, n. 63, supplemento
ordinario, reca: «Delega al Governo per il conferimento di
funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la
riforma della Pubblica Amministrazione e per la
semplificazione amministrativa.».
– Si trascrive il testo dell’art. 20 della legge
15 marzo 1997, n. 59, cosi’ sostituito dall’art. 1 della
legge 29 luglio 2003, n. 229:
«Art. 20. – 1. Il Governo, sulla base di un programma
di priorita’ di interventi, definito, con deliberazione del
Consiglio dei Ministri, in relazione alle proposte
formulate dai Ministri competenti, sentita la Conferenza
unificata di cui all’art. 8 del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281, entro la data del 30 aprile,
presenta al Parlamento, entro il 31 maggio di ogni anno, un
disegno di legge per la semplificazione e il riassetto
normativo, volto a definire, per l’anno successivo, gli
indirizzi, i criteri, le modalita’ e le materie di
intervento, anche ai fini della ridefinizione dell’area di
incidenza delle pubbliche funzioni con particolare riguardo
all’assetto delle competenze dello Stato, delle regioni e
degli enti locali. In allegato al disegno di legge e’
presentata una relazione sullo stato di attuazione della
semplificazione e del riassetto.
2. Il disegno di legge di cui al comma 1 prevede
l’emanazione di decreti legislativi, relativamente alle
norme legislative sostanziali e procedimentali, nonche’ di
regolamenti ai sensi dell’art. 17, commi 1 e 2, della legge
23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, per le
norme regolamentari di competenza dello Stato.
3. Salvi i principi e i criteri direttivi specifici per
le singole materie, stabiliti con la legge annuale di
semplificazione e riassetto normativo, l’esercizio delle
deleghe legislative di cui ai commi 1 e 2 si attiene ai
segnenti principi e criteri direttivi:
a) definizione del riassetto normativo e
codificazione della normativa primaria regolante la
materia, previa acquisizione del parere del Consiglio di
Stato, reso nel termine di novanta giorni dal ricevimento
della richiesta, con determinazione dei principi
fondamentali nelle materie di legislazione concorrente;
b) indicazione esplicita delle norme abrogate, fatta
salva l’applicazione dell’art. 15 delle disposizioni sulla
legge in generale premesse al…

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