Edilone.it - Edilone.it | Edilone.it

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBB...

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA DECRETO 27 maggio 2004, n.218: Regolamento recante la disciplina dell'accesso di dipendenti privati allo svolgimento di incarichi e attivita' internazionali, ai sensi degli articoli 9 e 10, comma 1, della legge 15 luglio 2002, n. 145. (GU n. 194 del 19-8-2004)

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

DECRETO 27 maggio 2004, n.218

Regolamento recante la disciplina dell’accesso di dipendenti privati
allo svolgimento di incarichi e attivita’ internazionali, ai sensi
degli articoli 9 e 10, comma 1, della legge 15 luglio 2002, n. 145.

IL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA
di concerto con
IL MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI
e
IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

Visti l’articolo 9 e l’articolo 10, comma 1, della legge 15 luglio
2002, n. 145, che demanda ad apposito regolamento la disciplina
dell’accesso di dipendenti privati allo svolgimento di incarichi ed
attivita’ internazionali;
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visti i Titoli secondo e quinto del Libro quinto del Codice Civile;
Visto l’articolo 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, recante il
riordinamento delle Camere di commercio, industria, artigianato e
agricoltura;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995,
n. 581, recante il regolamento di attuazione dell’articolo 8 della
legge 29 dicembre 1993, n. 580, in materia di istituzione del
registro delle imprese;
Vista la legge 31 maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni
ed integrazioni;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi nelle adunanze del 25 agosto 2003 e
del 27 ottobre 2003;
Effettuata la comunicazione al Presidente del Consiglio dei
Ministri, ai sensi dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n.
400;

A d o t t a

il seguente regolamento:
Art. 1.
Elenco delle imprese

1. Il presente regolamento detta la disciplina dell’accesso di
dipendenti privati allo svolgimento di incarichi ed attivita’
internazionali di cui all’articolo 9 della legge 15 luglio 2002, n.
145.
2. Le imprese di cui ai Titoli secondo e quinto del Libro quinto
del Codice Civile che siano disposte a fornire proprio personale di
cittadinanza italiana per ricoprire posti od incarichi nell’ambito
delle organizzazioni internazionali sono iscritte in un apposito
elenco tenuto dal Ministero degli affari esteri secondo le modalita’
indicate negli articoli seguenti.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e’ operato il rinvio.
Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti
legislativi qui trascritti.

Note alle premesse:
– Si riporta il testo degli articoli 9 e 10 della legge
15 luglio 2002, n. 145 (recante Disposizioni per il
riordino della dirigenza statale e per favorire lo scambio
di esperienze e l’interazione tra pubblico e privato:
«Art. 9 (Accesso di dipendenti privati allo svolgimento
di incarichi e attivita’ internazionali). – 1. E’
istituito, presso il Ministero degli affari esteri, un
elenco per l’iscrizione delle imprese private che siano
disposte a fornire proprio personale di cittadinanza
italiana, per ricoprire posti o incarichi nell’ambito delle
organizzazioni internazionali.
2. Per l’iscrizione all’elenco di cui al comma 1, le
imprese interessate inoltrano al Ministero degli affari
esteri le richieste di iscrizione indicando espressamente:
a) l’area di attivita’ in cui operano;
b) gli enti od organismi internazionali di interesse;
c) i settori professionali ed il numero massimo di
candidati che intendono fornire;
d) l’impegno a mantenere il posto di lavoro senza
diritto al trattamento economico al proprio personale
chiamato a ricoprire posti o incarichi presso enti o
organismi internazionali, con eventuale indicazione della
durata massima dell’aspettativa.
3. La nomina del dipendente di imprese iscritte
nell’elenco di cui al comma 1 avviene, nei limiti dei posti
vacanti, sulla base di professionalita’, esperienza e
conoscenze tecnico-scientifiche possedute, e la relativa
nomina deve essere motivata sulla base della carenza, alle
dipendenze della pubblica amministrazione, di personale che
disponga di analoghe caratteristiche e puo’ essere disposta
solo a tempo determinato, non superiore a tre anni, non
rinnovabile.
4. Gli incarichi di cui al comma 3 non danno luogo
all’attribuzione di alcuna indennita’ o emolumento,
comunque denominato, da parte delle amministrazioni
pubbliche italiane.».
«Art. 10 (Disposizioni di attuazione). – Con uno o piu’
regolamenti adottati con decreto del Ministro per la
funzione pubblica, di concerto con il Ministro degli affari
esteri e con il Ministro dell’economia e delle finanze, ai
sensi dell’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.
400, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono definite le modalita’ e le procedure
attuative dell’art. 28, comma 2, del decreto legislativo
30 marzo 2001, n. 165, come sostituito dall’art. 3, comma
5, della presente legge, nonche’ degli articoli 8 e 9 della
presente legge.
2. Con regolamento, da emanare ai sensi dell’art. 17,
comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta
del Ministro per la funzione pubblica, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, entro tre mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono
disciplinati: le modalita’ di istituzione, l’organizzazione
e il funzionamento dei ruoli dei dirigenti delle
amministrazioni dello Stato nonche’ le procedure e le
modalita’ per l’inquadramento, nella fase di prima
attuazione, dei dirigenti di prima e seconda fascia del
ruolo unico nei ruoli delle singole amministrazioni, fatta
salva la possibilita’ per il dirigente di optare per il
rientro nell’amministrazione che ne ha effettuato il
reclutamento tramite procedura concorsuale; le modalita’ di
utilizzazione di dirigenti ai quali non sia affidata la
titolarita’ di uffici dirigenziali; le modalita’ di
elezione del componente del comitato dei garanti di cui
all’art. 22 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
come modificato dall’art. 3, comma 3, della presente legge.
Alla data di entrata in vigore di tale regolamento e’
abrogato il regolamento di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 26 febbraio 1999, n. 150.
3. La disciplina relativa alle disposizioni di cui al
comma 3 dell’art. 7, che si applicano a decorrere dal
periodo contrattuale successivo a quello in corso alla data
di entrata in vigore della presente legge, resta affidata
alla contrattazione collettiva, sulla base di atti di
indirizzo del Ministro per la funzione pubblica all’Agenzia
per la rappresentanza negoziale delle pubbliche
amministrazioni (ARAN) anche per la parte relativa
all’importo massimo delle risorse finanziarie da
destinarvi.».
– Si riporta il testo dell’art. 17, comma 3, della
legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di
Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei
Ministri):
«Art. 17 (Regolamenti). – 3. Con decreto ministeriale
possono essere adottati regolamenti nelle materie di
competenza del Ministro o di autorita’ sottordinate al
Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale
potere.
Tali regolamenti, per materie di competenza di piu’
Ministri, possono essere adottati con decreti
interministeriali, ferma restando la necessita’ di apposita
autorizzazione da parte della legge. I regolamenti
ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme
contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo.
Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio
dei Ministri prima della loro emanazione.».
– Il Libro quinto del codice civile reca la disciplina
del lavoro:
Il Titolo II del Libro quinto del codice civile reca
la disciplina del lavoro nell’impresa.
Il Titolo V del Libro quinto del codice civile reca
la disciplina delle societa’.
– Si riporta il testo dell’art. 8 della legge
29 dicembre 1993, n. 580…

[Continua nel file zip allegato]

Edilone.it