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DECRETO LEGISLATIVO 19 luglio 2004, n.213: Modifiche ed integrazioni a...

DECRETO LEGISLATIVO 19 luglio 2004, n.213: Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, in materia di apparato sanzionatorio dell'orario di lavoro. (GU n. 192 del 17-8-2004)

DECRETO LEGISLATIVO 19 luglio 2004, n.213

Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 8 aprile 2003, n.
66, in materia di apparato sanzionatorio dell’orario di lavoro.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87, quinto comma, della Costituzione;
Visti gli articoli 1, commi 1 e 4, e 22 della legge 1° marzo 2002,
n. 39, recante disposizioni per l’adempimento degli obblighi
derivanti dall’appartenenza del-l’Italia alle Comunita’ europee
(legge comunitaria 2001);
Visto il decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, recante
attuazione della direttiva 93/104/CE e della direttiva 2000/34/CE
concernenti taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 19 marzo 2004;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 16 luglio 2004;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie, del
Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro per la
funzione pubblica, di concerto con i Ministri degli affari esteri,
della giustizia, dell’economia e delle finanze e per le pari
opportunita’;

Emana

il seguente decreto legislativo:

Art. 1.
Modifiche al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66

1. Al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) al comma 2 dell’articolo 2 sono soppresse le parole: «delle
Forze armate e di polizia,» e «ordine e sicurezza pubblica, di difesa
e»;
b) al comma 3 dell’articolo 2, aggiungere, infine, il seguente
periodo: «Non si applicano, altresi’, al personale delle Forze di
polizia, delle Forze armate, nonche’ agli addetti al servizio di
polizia municipale e provinciale, in relazione alle attivita’
operative specificamente istituzionali.»;
c) al comma 5 dell’articolo 4, le parole: «alla scadenza del
periodo di riferimento» sono sostituite dalle seguenti: «entro trenta
giorni dalla scadenza del periodo di riferimento»;
d) il comma 1 dell’articolo 10, e’ sostituito dal seguente:
«1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 2109 del codice
civile, il prestatore di lavoro ha diritto ad un periodo annuale di
ferie retribuite non inferiore a quattro settimane. Tale periodo,
salvo quanto previsto dalla contrattazione collettiva o dalla
specifica disciplina riferita alle categorie di cui all’articolo 2,
comma 2, va goduto per almeno due settimane, consecutive in caso di
richiesta del lavoratore, nel corso dell’anno di maturazione e, per
le restanti due settimane, nei 18 mesi successivi al termine
dell’anno di maturazione.»;
e) il comma 1 dell’articolo 14 e’ sostituito dal seguente: «1. La
valutazione dello stato di salute dei lavoratori notturni deve
avvenire a cura e a spese del datore di lavoro, o per il tramite
delle competenti strutture sanitarie pubbliche di cui all’articolo 11
o per il tramite del medico competente di cui all’articolo 17 del
decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive
modificazioni, attraverso controlli preventivi e periodici, almeno
ogni due anni, volti a verificare l’assenza di controindicazioni al
lavoro notturno a cui sono adibiti i lavoratori stessi»;
f) dopo l’articolo 18 e’ inserito il seguente:

«Art. 18-bis.
Sanzioni

1. La violazione del divieto di adibire le donne al lavoro, dalle
24 alle ore 6, dall’accertamento dello stato di gravidanza fino al
compimento di un anno di eta’ del bambino, e’ punita con l’arresto da
due a quattro mesi o con l’ammenda da 516 euro a 2.582 euro. La
stessa sanzione si applica nel caso in cui le categorie di
lavoratrici e lavoratori di cui alle lettere a), b) c),
dell’articolo 11, comma 2, sono adibite al lavoro notturno nonostante
il loro dissenso espresso in forma scritta e comunicato al datore di
lavoro entro 24 ore anteriori al previsto inizio della prestazione.
2. La violazione delle disposizioni di cui all’articolo 14, comma
1, e’ punita con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 1.549
euro a 4.131 euro.
3. La violazione delle disposizioni previste dagli articoli 4,
comma 2, 3 e 4, e 10, comma 1, e’ punita con la sanzione
amministrativa da 130 euro a 780 euro, per ogni lavoratore e per
ciascun periodo cui si riferisca la violazione.
4. La violazione delle disposizioni previste dagli articoli 7,
comma 1, e 9, comma 1, e’ punita con la sanzione amministrativa da
105 euro a 630 euro.
5. La violazione della disposizione prevista dall’articolo 4, comma
5, e’ punita con la sanzione amministrativa da 103 euro a 200 euro.
6. La violazione delle disposizioni previste dagli articoli 3,
comma 1, e 5, commi 3 e 5, e’ soggetta alla sanzione amministrativa
da 25 euro a 154 euro. Se la violazione si riferisce a piu’ di cinque
lavoratori ovvero si e’ verificata nel corso dell’anno solare per
piu’ di cinquanta giornate lavorative, la sanzione amministrativa va
da 154 euro a 1.032 euro e non e’ ammesso il pagamento della sanzione
in misura ridotta.
7. La violazione delle disposizioni previste dall’articolo 13,
commi 1 e 3, e’ soggetta alla sanzione amministrativa da 51 euro a
154 euro, per ogni giorno e per ogni lavoratore adibito al lavoro
notturno oltre i limiti previsti.»;
g) all’articolo 19, comma 2, le parole: «e le disposizioni aventi
carattere sanzionatorio» sono soppresse.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 19 luglio 2004

CIAMPI

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Buttiglione, Ministro per le politiche
comunitarie
Maroni, Ministro del lavoro e delle
politiche sociali
Mazzella, Ministro per la funzione
pubblica
Frattini, Ministro degli affari esteri
Castelli, Ministro della giustizia
Siniscalco, Ministro dell’economia e
delle finanze
Prestigiacomo, Ministro per le pari
opportunita’

Visto, il Guardasigilli: Castelli;

Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica
28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge alle quali e’ operato
il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli
atti legislativi qui trascritti.

Nota al titolo:
– Il testo del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66
(Attuazione della direttiva 93/104/CE e della direttiva
2000/34/CE concernenti taluni aspetti dell’organizzazione
dell’orario di lavoro), e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 14 aprile 2003, n. 87, S.O.

Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione recita:
«Art. 76. L’esercizio della funzione legislativa non
puo’ essere delegato al Governo se non con determinazione
di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo
limitato e per oggetti definiti.».
– Il testo dell’art. 87, quinto comma, della
Costituzione recita:
«Art. 87. – (Omissis). Promulga le leggi ed emana i
decreti aventi valore di legge e i regolamenti.».
– Si riporta il testo dell’art. 1, commi 1 e 4 della
legge 1° marzo 2002, n. 39 (Disposizioni per l’adempimento
di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle
Comunita’ europee (Legge comunitaria 2001):
«Art. 1 (Delega al Governo per l’attuazione di
direttive comunitarie). – 1. Il Governo e’ delegato ad
emanare, entro il termine di un anno dalla data di entrata
in vigore della presente legge, i decreti legislativi
recanti le norme occorrenti per dare attuazione alle
direttive comprese negli elenchi di cui agli allegati A e
B.
4. Entro un anno dalla data di entrata in vigore di
ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, nel
rispetto dei principi e criteri direttivi fissati dalla
presente legge, il Governo puo’ emanare, con la procedura
indicata nei commi 2 e 3, disposizioni integrative e
correttive dei decreti legislativi emanati ai sensi del
comma 1.».
– Si riporta il testo dell’art. 22 della citata legge
n. 39 del 2002.
«Art. 22. (Delega al Governo per l’attuazio…

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