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LEGGE 1 agosto 2003, n.214: Conversione in legge, con modificazioni, d...

LEGGE 1 agosto 2003, n.214: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151, recante modifiche ed integrazioni al codice della strada. (GU n. 186 del 12-8-2003- Suppl. Ordinario n.133)

LEGGE 1 agosto 2003, n.214

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 giugno
2003, n. 151, recante modifiche ed integrazioni al codice della
strada.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:

Art. 1.
1. Il decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151, recante modifiche ed
integrazioni al codice della strada, e’ convertito in legge con le
modificazioni riportate in allegato alla presente legge.
2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 1° agosto 2003

CIAMPI

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Lunardi, Ministro delle infrastrutture
e dei trasporti

Visto, il Guardasigilli: Castelli

LAVORI PREPARATORI
Camera dei deputati (atto n. 4118):
Presentato dal Presidente del Consiglio dei Ministri
(Berlusconi) e dal Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti (Lunardi) il 30 giugno 2003.
Assegnato alla IX commissione (Trasporti, poste e
telecomunicazioni), in sede referente, il 30 giugno 2003,
con pareri del Comitato per la legislazione e delle
commissioni I, II, V, VIII, XII, XIII, XIV e Commissione
parlamentare per le questioni regionali.
Esaminato dalla IX commissione, in sede referente, il
2, 3, 8, 9, 15 luglio 2003.
Esaminato in aula il 15 luglio 2003 ed approvato il 17
luglio 2003.
Senato della Repubblica (atto n. 2422):
Assegnato alla 8ª commissione (Lavori pubblici,
comunicazioni), in sede referente, il 21 luglio 2003, con
pareri delle commissioni 1ª, 2ª, 5ª, 9ª, 10ª, 12ª; Giunta
per gli affari delle Comunita’ europee e Commissione
parlamentare per le questioni regionali.
Esaminato dalla 8ª commissione, in sede referente, il
23 e 29 luglio 2003.
Esaminato in aula il 29 e 30 luglio 2003 e approvato il
31 luglio 2003.

Allegato
MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE DI CONVERSIONE
AL DECRETO-LEGGE 27 GIUGNO 2003, N. 151

All’articolo 1 sono premessi i seguenti:
“Art. 01. (Modifiche alle disposizioni generali). – 1. All’articolo 2
del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 2, dopo la lettera F, e’ aggiunta la seguente:
“F-bis. Itinerari ciclopedonali”;
b) al comma 3, dopo la lettera F, e’ aggiunta la seguente:
“F-bis. Itinerario ciclopedonale: strada locale, urbana, extraurbana
o vicinale, destinata prevalentemente alla percorrenza pedonale e
ciclabile e caratterizzata da una sicurezza intrinseca a tutela
dell’utenza debole della strada”.
2. All’articolo 3 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1, il numero 2) e’ sostituito dal seguente:
“2) Area pedonale: zona interdetta alla circolazione dei veicoli,
salvo quelli in servizio di emergenza, i velocipedi e i veicoli al
servizio di persone con limitate o impedite capacita’ motorie,
nonche’ eventuali deroghe per i veicoli ad emissioni zero aventi
ingombro e velocita’ tali da poter essere assimilati ai velocipedi.
In particolari situazioni i comuni possono introdurre, attraverso
apposita segnalazione, ulteriori restrizioni alla circolazione su
aree pedonali”;
b) al comma 1, dopo il numero 34), e’ inserito il seguente:
“34-bis) Parcheggio scambiatore: parcheggio situato in prossimita’ di
stazioni o fermate del trasporto pubblico locale o del trasporto
ferroviario, per agevolare l’intermodalita’”;
c) al comma 1, dopo il numero 53), e’ inserito il seguente:
“53-bis) Utente debole della strada: pedoni, disabili in carrozzella,
ciclisti e tutti coloro i quali meritino una tutela particolare dai
pericoli derivanti dalla circolazione sulle strade”.
Art. 02. (Disposizioni per la disciplina del traffico nei centri
abitati). – 1. Al comma 14 dell’articolo 7 del decreto legislativo 30
aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, e’ aggiunto, in
fine, il seguente periodo: “La violazione del divieto di circolazione
nelle corsie riservate ai mezzi pubblici di trasporto, nelle aree
pedonali e nelle zone a traffico limitato e’ soggetta alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da euro 68,25 a euro
275,10”.
2. Dopo il comma 15 dell’articolo 7 del decreto legislativo 30 aprile
1992, n. 285, e successive modificazioni, e’ aggiunto il seguente:
“15-bis. Salvo che il fatto costituisca reato, coloro che esercitano
abusivamente, anche avvalendosi di altre persone, ovvero determinano
altri ad esercitare abusivamente l’attivita’ di parcheggiatore o
guardiamacchine sono puniti con la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da euro 652 a euro 2.620. Se nell’attivita’
sono impiegati minori la somma e’ raddoppiata. Si applica, in ogni
caso, la sanzione accessoria della confisca delle somme percepite,
secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI”.
Art. 03. (Modifiche alle disposizioni sanzionatorie in materia di
competizioni non autorizzate in velocita). – 1. Al decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, sono
apportate le seguenti modifiche:
a) all’articolo 9, il comma 8-bis e’ abrogato;
b) dopo l’articolo 9 sono inseriti i seguenti:
“Art. 9-bis. (Organizzazione di competizioni non autorizzate in
velocita’ con veicoli a motore e partecipazione alle gare). – 1.
Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, chiunque organizza,
promuove, dirige o comunque agevola una competizione sportiva in
velocita’ con veicoli a motore senza esserne autorizzato ai sensi
dell’articolo 9 e’ punito con la reclusione da uno a tre anni e con
la multa da euro 25.000 a euro 100.000. La stessa pena si applica a
chiunque prende parte alla competizione non autorizzata.
2. Se dallo svolgimento della competizione deriva, comunque, la morte
di una o piu’ persone, si applica la pena della reclusione da sei a
dodici anni; se ne deriva una lesione personale la pena e’ della
reclusione da tre a sei anni.
3. Le pene indicate ai commi 1 e 2 sono aumentate fino ad un anno se
le manifestazioni sono organizzate a fine di lucro o al fine di
esercitare o di consentire scommesse clandestine, ovvero se alla
competizione partecipano minori di anni diciotto.
4. Chiunque effettua scommesse sulle gare di cui al comma 1 e’ punito
con la reclusione da tre mesi ad un anno e con la multa da euro 5.000
a euro 25.000.
5. Nei confronti di coloro che hanno preso parte alla competizione,
all’accertamento del reato consegue la sanzione amministrativa
accessoria della sospensione della patente da uno a tre anni ai sensi
del capo II, sezione II, del titolo VI. La patente e’ sempre revocata
se dallo svolgimento della competizione sono derivate lesioni
personali gravi o gravissime o la morte di una o piu’ persone. Con la
sentenza di condanna e’ sempre disposta la confisca dei veicoli dei
partecipanti, salvo che appartengano a persona estranea al reato, e
che questa non li abbia affidati a questo scopo.
6. In ogni caso l’autorita’ amministrativa dispone l’immediato
divieto di effettuare la competizione, secondo le norme di cui al
capo I, sezione II, del titolo VI.
Art. 9-ter. (Divieto di gareggiare in velocita’ con veicoli a
motore). – 1. Fuori dei casi previsti dall’articolo 9-bis, chiunque
gareggia in velocita’ con veicoli a motore e’ punito con la
reclusione da sei mesi ad un anno e con la multa da euro 5.000 a euro
20.000.
2. Se dallo svolgimento della competizione deriva, comunque, la morte
di una o piu’ persone, si applica la pena della reclusione da sei a
dieci anni; se ne deriva una lesione personale la pena e’ della
reclusione da due a cinque anni.
3. All’accertamento del reato consegue la sanzione amministrativa
accessoria della sospensione della patente da uno a tre anni ai sensi
del capo II, sezione II, del titolo VI. La patente e’ sempre revocata
se dallo svolgimento della competizione sono derivate lesioni
personali gravi o gravissime o la morte di una o piu’ persone. Con la
sentenza di condanna e’ sempre disposta la confisca dei veicoli dei
partecipanti, salvo che appartengano a persona estranea al reato e
che questa non li abbia affidati a questo scopo”;
c) al comma 4 dell’articolo 79 e’ aggiunto, in fine, il seguente
periodo: “La misura della sanzione e’ da euro 1.000 a euro 10.000 se
il veicolo e’ utilizzato nelle competizioni previste dagli articoli
9-bis e 9-ter”;
d) al comma 9, primo periodo, dell’articolo 141, sono premesse le
parole: “Salvo quanto previsto dagli articoli 9-bis e 9-ter,”; il
secondo e il terzo periodo del medesimo comma 9 sono soppressi”.
All’articolo 1:
nella rubrica, dopo le parole: “la costruzione” sono inserite le
seguenti: “e la tutela” e dopo le parole: “delle strade” sono
inserite le seguenti: “, le norme sui veicoli”;
al comma 1, lettera a), le parole:…

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