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Regolamento recante disposizioni concernenti la costituzione e la partecipazione a fondazioni da parte del Ministero per i beni e le attivita' culturali, a norma dell'articolo 10 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, e successive modificazioni.

Decreto 27 novembre 2001, n.491
TESTO
IL MINISTRO PER I BENI E LE
ATTIVITA’ CULTURALI
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23
agosto 1988, n. 400;
Visto il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n.
368, recante istituzione del Ministero per i beni e le attivita’
culturali, a norma dell’articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59,
ed in particolare l’articolo 10, che prevede che il Ministero per i
beni e le attivita’ culturali puo’ costituire o partecipare ad
associazioni, fondazioni o societa’;
Visto il decreto del Presidente
della Repubblica emanato in data 6 dicembre 1999, ai sensi del
predetto articolo 10 – a seguito del parere del Consiglio di Stato,
Sezione consultiva per gli atti normativi espresso nell’Adunanza
dell’11 ottobre 1999 – oggetto del rilievo n. 28/99 del 27 dicembre
1999 formulato dalla Corte dei conti, Ufficio atti di
Governo;
Considerato che e’ sopravvenuto l’articolo 4, comma 6, della
legge 29 dicembre 2000, n. 400, che, integrando la disposizione del
citato articolo 10 del decreto legislativo n. 368/1988, stabilisce che
la costituzione delle associazioni, fondazioni e societa’, o la
partecipazione ad esse, da parte del Ministero avvengono secondo
modalita’ e criteri definiti con regolamento emanato ai sensi
dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Preso
atto della nota n. 727 in data 2 novembre 2001, con la quale la Corte
dei conti – Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi
alla persona e dei beni culturali, ha comunicato che il predetto
decreto del Presidente della Repubblica in data 6 dicembre 1999 e’ da
ritenere efficace ai sensi dell’articolo 27, della legge 24 novembre
2000, n. 340;
Ritenuto comunque opportuno adottare il regolamento
nella nuova forma prevista dalla legislazione vigente e di tener conto
delle osservazioni a suo tempo formulate dalla Corte dei conti con il
rilievo n. 28/99 del 27 dicembre 1999;
Vista la comunicazione al
Presidente del Consiglio dei Ministri, ai sensi dell’articolo 17,
comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, effettuata con nota n.
3035 del 7 novembre 2001;
A d o t t a
il segue regolamento:
Art. 1.
1.
Il Ministero per i beni e le attivita’ culturali, d’ora indicato come
Ministero, puo’ costituire fondazioni aventi personalita’ giuridica di
diritto privato ovvero parteciparvi, secondo le disposizioni del
decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368 e del presente
regolamento, allo scopo di perseguire il piu’ efficace esercizio delle
proprie funzioni e, in particolare, della gestione e valorizzazione
dei beni culturali e della promozione delle attivita’ culturali.
2.
L’atto costitutivo e lo statuto delle fondazioni si conformano alle
disposizioni di legge e del presente regolamento.

Avvertenza:
Il
testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto dall’amministrazione
competente in materia, ai sensi dell’art. 10, comma 3, del testo unico
delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione
dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre
1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle
disposizioni di legge, alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui
trascritti. Nota al titolo:
– Il testo dell’art. 10 del decreto
legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, e’ riportato in “note alle
premesse”. Note alle premesse:
– Il testo del comma 3 dell’art. 17
della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di
governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), e’
il seguente:
“3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorita’
sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca
tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di piu’
Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma
restando la necessita’ di apposita autorizzazione da parte della
legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo.
Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei
Ministri prima della loro emanazione.”.
– Il testo dell’art. 10 del
decreto egislativo 20 ottobre 1998, n. 368 (Istituzione del Ministero
per i beni e le attivita’ culturali, a norma dell’art. 11 della legge
15 marzo 1997, n. 59), e’ il seguente:
“Art. 10 (Accordi e forme
associative). – 1. Il Ministero ai fini del piu’ efficace esercizio
delle sue funzioni e, in particolare, per la valorizzazione dei beni
culturali e ambientali puo’:
a) stipulare accordi con amministrazioni
pubbliche e con soggetti privati;
b) costituire o partecipare ad
associazioni, fondazioni o societa’ secondo modalita’ e criteri
definiti con regolamento emanato ai sensi dell’art. 17, comma 3, della
legge 23 agosto 1988, n. 400.
2. Al patrimonio delle associazioni,
delle fondazioni e delle societa’ il Ministero puo’ partecipare anche
con il conferimento in uso di beni culturali che ha in consegna.
L’atto costitutivo e lo statuto delle associazioni, delle fondazioni e
delle societa’ debbono prevedere che, in caso di estinzione o di
scioglimento, i beni culturali ad esse conferiti in uso dal Ministero
ritornano nella disponibilita’ di quest’ultimo.
3. Il Ministro
presenta annualmente alle Camere una relazione sulle iniziative
adottate ai sensi del comma 1.”.
– Il testo del comma 6 dell’art. 4
della legge 29 dicembre 2000, n. 400 (Rifinanziamento della legge 21
dicembre 1999, n. 513, ed altre disposizioni in materia di beni e
attivita’ culturali), e’ il seguente:
“6. All’art. 10, comma 1,
lettera b), del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, sono
aggiunte, in fine, le parole: “secondo modalita’ e criteri definiti
con regolamento emanato ai sensi dell’art. 17, comma 3, della legge 23
agosto 1988, n. 400.”.
– Il testo dell’art. 27 della legge 24 novembre
2000, n. 340 (Disposizioni per la delegificazione di norme e per la
semplificazione di procedimenti amministrativi – Legge di
semplificazione 1999), e’ il seguente:
“Art. 27 (Accelerazione del
procedimento di controllo della Corte dei conti). – 1. Gli atti
trasmessi alla Corte dei conti per il controllo preventivo di
legittimita’ divengono in ogni caso esecutivi trascorsi sessanta
giorni dalla loro ricezione, senza che sia intervenuta una pronuncia
della Sezione del controllo, salvo che la Corte, nel predetto termine,
abbia sollevato questione di legittimita’ costituzionale, per
violazione dell’art. 81 della Costituzione, delle norme aventi forza
di legge che costituiscono il presupposto dell’atto, ovvero abbia
sollevato, in relazione all’atto, conflitto di attribuzione. Il
predetto termine e’ sospeso per il periodo intercorrente tra le
eventuali richieste istruttorie e le risposte delle amministrazioni o
del Governo, che non puo’ complessivamente essere superiore a trenta
giorni.
2. La Sezione del controllo comunica l’esito del procedimento
nelle ventiquattro ore successive alla fine dell’adunanza. Le
deliberazioni della Sezione sono pubblicate entro trenta giorni dalla
data dell’adunanza.
3. All’art. 3, comma 2, della legge 14 gennaio
994, n. 20, l’ultimo periodo e’ soppresso.
4. Il procedimento previsto
dall’art. 25, secondo comma, del testo unico delle leggi sulla Corte
dei conti, approvato con regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214, puo’
essere attivato dal Consiglio dei Ministri anche con riferimento ad
una o piu’ parti dell’atto sottoposto a controllo. L’atto, che si e’
risolto debba avere corso, diventa esecutivo ove le Sezioni riunite
della Corte dei conti non abbiano deliberato entro trenta giorni dalla
richiesta.
5. L’art. 61, comma 4, del decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 300, e’ abrogato.”. Nota all’art. 1, comma 1:
– Il decreto
legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, recante: “Istituzione del
Ministero per i beni e le attivita’ culturali, a norma dell’art. 11
della legge 15 marzo 1997, n. 59”, e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 26 ottobre 1998, n. 250.

Art. 2.
1. Il Ministero puo’
partecipare al patrimonio delle fondazioni anche con il conferimento
in uso dei beni culturali che ha in consegna.
2. Il conferimento in
uso di beni culturali e’ finalizzato a conseguire almeno uno dei
seguenti obiettivi:
a) acquisizione di risorse finanziarie sufficienti
a garantire un’adeguata conservazione dei beni culturali conferiti;
b)
miglioramento della fruizione pubblica dei beni culturali conferiti,
garantendone nel contempo l’adeguata conservazione;
c) integrazione
delle attivita’ di gestione e valorizzazione dei beni culturali
conferiti con quelle riguardanti i beni conferiti dagli altri
partecipanti alla fondazione, incrementando nel territorio di
riferimento i servizi offerti al pubblico, migliorandone la qualita’ e
realizzando economie di gestione.
3. In caso di estinzione della
fondazione, i beni culturali concessi in uso dal Ministero ritornano
nella disponibilita’ di quest’ultimo. Per la definizione di ogni altro
rapporto giuridico con le fondazioni, si applicano le disposizioni di
legge e del codice civile.
4. Fermo quanto disposto al comma 3, l’atto
costitutivo o lo statuto indicano i criteri di devoluzione del
patrimonio residuo dopo la liquidazione.

Art. 3.
1. Il patrimonio
della fondazione e’ costituito da:
a) i beni mobili ed immobili di cui
e’ proprietaria;
b) i diritti d’uso sui beni mobili ed immobili
concessi dal Ministero;
c) i lasciti, le donazioni e le erogazioni di
qualsiasi genere, destinati dal disponente ad incremento del
patrimonio stesso.
2. Il patrimonio della fondazione e’ totalmente
vincolato al perseguimento degli scopi statutari.
3. La stima dei
conferimenti avviene, qualora ne ricorrano le condizioni, a norma
dell’articolo 2343 del codice civile.

Nota all’art. 3, comma 3:

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