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Art. 44 della L.R. 14.10.1999, n. 52 circolare per l'adeguamento della...

Art. 44 della L.R. 14.10.1999, n. 52 circolare per l'adeguamento della definizione degli interventi sul patrimonio edilizio esistente.

Delib. G.R. 21/01/2002 n.50 (B.U. 13/02/02 n. 7)
TESTO
LA GIUNTA
REGIONALE

Vista la L.R. 14 ottobre 1999, n. 52, recante “Norme sulle
concessioni, le autorizzazioni e le denuncie d’inizio delle attività
edilizie – Disciplina dei controlli nelle zone soggette al rischio
sismico – Disciplina del contributo di concessione – Sanzioni e
vigilanza sull’attività urbanistico/edilizia – Modifiche ed
integrazioni alla legge regionale 23 maggio 1994, n. 39 e modifica
della legge regionale 17 ottobre 1983, n. 69”,
Visto in particolare
l’articolo 44 che obbliga i comuni ad adeguare entro due anni dalla
sua entrata in vigore le definizioni degli interventi sul patrimonio
edilizio esistente;

Considerato che il mancato adeguamento comporta
la sostituzione delle definizioni contenute negli strumenti
urbanistici e dei regolamenti edilizi con quelle contenute nel comma 2
dell’articolo 4 della L.R. 52/99.
Ritenuto opportuno fornire ai
comuni, attraverso una circolare, le indicazioni utili ad evitare che
il mancato adeguamento crei delle ripercussioni non controllate sulla
corretta gestione del patrimonio edilizio esistente;
Vista l’allegata
proposta di Circolare “Articolo 44 della L.R. 14 ottobre 1999, n. 52.
Circolare per l’adeguamento della definizione degli interventi sul
patrimonio edilizio esistente” (allegato A), che forma parte
integrante e sostanziale del presente atto;

Preso atto del parere
espresso dal Comitato Tecnico della Programmazione nella seduta del
17.01.2002;
A voti unanimi

delibera

– di approvare, la circolare
allegata “Articolo 44 della L.R. 14 ottobre 1999, n. 52. Circolare per
l’adeguamento della definizione degli interventi sul patrimonio
edilizio esistente”.
Il presente atto, soggetto a pubblicazione ai
sensi dell’art. 41, comma 1 lett. b) della L.R. 9/95, è pubblicato per
intero, compreso l’allegato, sul B.U.R.T. si sensi dell’art. 3, comma
1 della L.R. 18/96 così come modificata dalla L.R. 63/2000.

Allegato
A – Articolo 44 della L.R. 14 ottobre 1999, n. 52. Istruzione tecnica
per l’adeguamento della definizione degli interventi sul patrimonio
edilizio esistente

L’articolo 44 della L.R. 52/99 obbliga i comuni ad
adeguare entro due anni dall’entrata in vigore della legge le
definizioni degli interventi sul patrimonio edilizio esistente.
Il
mancato adeguamento comporta la sostituzione delle definizioni
contenute negli strumenti urbanistici e dei regolamenti edilizi con
quelle contenute nel comma 2 dell’articolo 4 della L.R. 52/99.
In
relazione a quanto sopra, è stata manifestata da numerosi comuni
impegnati nella ridefinizione dei proprio strumenti urbanistici, anche
a seguito degli accordi di cui all’articolo 39, comma 1, della L.R.
5/95, la difficoltà ad anticipare i contenuti del regolamento
urbanistico in ordine ad una rinnovata disciplina del patrimonio
edilizio esistente.

Al fine di evitare ripercussioni non controllate
sulla corretta gestione degli interventi sul patrimonio edilizio
esistente, i comuni interessati potranno comunque adottare delle
varianti urbanistiche in cui sia riportata l’attuale definizione dei
vari interventi, legati all’abrogato allegato alla L.R. 59/80, con la
corrispondente definizione adeguata ai contenuti della L.R. 52/99. La
variante dovrà quindi assicurare il passaggio alla nuova normativa che
sarà contenuta nel Regolamento Urbanistico, con il quale verrà
ripensata in modo organico la disciplina del patrimonio edilizio
esistente.

In via di ipotesi esemplificativa, la norma in variante
potrebbe essere così impostata:
Laddove nella disciplina
pianificatoria si legge “ristrutturazione edilizia D1” deve leggersi
“ristrutturazione edilizia ai sensi dell’articolo 4, comma 2, lett. d)
L.R. 52/99, limitata a opere che comportino anche la riorganizzazione
funzionale interna delle singole unità immobiliari, con modifiche agli
elementi verticali non strutturali, e fermi restando i caratteri
architettonici e decorativi dell’edificio, nonché gli elementi
costituenti arredo urbano” con l’aggiunta delle altre eventuali
specificazioni attualmente in vigore.

Tale variante, se limitata a
questo adeguamento, non modifica gli assetti urbanistici esistenti e
quindi per essa non si rende necessario il deposito previsto dall’art.
32 della L.R. 5/95. Inoltre i comuni che non fossero dotati del nuovo
P.R.G. di cui all’articolo 23 della L.R. 5/95 seguiranno la procedura
di cui ai commi da 3 a 7 dell’articolo 40, in quanto la fattispecie
rientra tra quelle indicate al comma 2 del medesimo articolo ed in
particolare si tratta di una variante alla vigente disciplina del
patrimonio edilizio esistente ai sensi degli articoli 5 e 7 della L.R.
59/80.

I comuni che adotteranno la variante di adeguamento entro il 4
febbraio 2002 potranno dunque evitare le conseguenze dell’articolo 44,
comma 1, L.R. 52/99, per effetto dell’applicazione delle misure di
salvaguardia di cui all’articolo 33 della L.R. 5/95.
Infine, ai sensi
dell’art. 35 L.R. 5/95, potranno essere apportate al regolamento
edilizio le modifiche eventualmente necessarie con le procedure
relative ai regolamenti comunali di cui al D.Lgs. 267/2000.

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