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Strategia d'azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia....

Strategia d'azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia.

Delib. CIPE 2 agosto 2002, n. 57

TESTO
Art. 1.
1. È approvato
l’allegato documento “Strategia d’azione ambientale per lo sviluppo
sostenibile in Italia 2002-2010″(di seguito denominato “Strategia”)
che costituisce parte integrante della presente delibera e che
individua gli strumenti, gli obiettivi, le aree tematiche principali e
gli indicatori per monitorarne lo stato di attuazione.
2. La
protezione e valorizzazione dell’ambiente vanno considerati come
fattori trasversali di tutte le politiche settoriali, delle relative
programmazioni e dei conseguenti interventi.
3. Le pubbliche
amministrazioni perseguiranno gli obiettivi previsti nel precedente
comma nei limiti delle risorse finanziarie autorizzate a legislazione
vigente e degli stanziamenti di bilancio destinati allo scopo.
4. Le
pubbliche amministrazioni sono soggetti promotori di ulteriori
iniziative legislative finalizzate al perseguimento degli obiettivi e
all’adozione dei relativi strumenti di cui alla presente delibera.
5.
Gli strumenti principali individuati per il raggiungimento degli
obiettivi sono i seguenti:
5.1. Applicazione della legislazione di
protezione ambientale.
Incentivare l’applicazione della legislazione
di protezione e dei controlli ambientali anche tramite la
semplificazione del complesso quadro normativo in vigore con
l’adozione di testi unici per le principali materie.
5.2. Integrazione
del fattore ambientale in tutte le politiche di settore.
Assicurare la
sostenibilità delle singole opere con una efficiente ed efficace
applicazione della valutazione di impatto ambientale (VIA).
Verificare
la sostenibilità dei piani e programmi mediante la valutazione
ambientale strategica così come prevista dalla Direttiva 2001/42/CE
anticipando, già nella fase della pianificazione e programmazione, la
ricerca delle condizioni di sostenibilità ambientale nelle scelte di
piano.
5.3. Integrazione del fattore ambientale nei
mercati.
Promuovere modelli di consumo e produzione sostenibili
attraverso strumenti economici (incentivi e disincentivi).
Carattere
prioritario a tal fine rivestono:
5.3.1 una riforma complessiva in
senso ecologico del sistema fiscale tramite un progressivo spostamento
delle basi imponibili dall’uso del lavoro al prelievo di risorse
naturali, al fine di promuovere la dematerializzazione
dell’economia;
5.3.2 l’introduzione di specifiche ecotasse su
produzioni e/o prodotti inquinanti con lo scopo di internalizzare i
costi ambientali, salvaguardando nel contempo la competitività delle
aziende italiane;
5.3.3 riformare le politiche di sussidi alla
produzione e al consumo distorsivi dal punto di vista
ambientale;
5.3.4 istituzionalizzare l’integrazione degli aspetti
ambientali nelle procedure di acquisto da parte della pubblica
amministrazione;
5.3.5 promuovere l’adesione volontaria delle imprese
ad effettuare analisi degli impatti ambientali della propria attività
produttiva e a certificare la qualità ambientale dei prodotti.
5.4.
Consapevolezza e capacità decisionale dei cittadini.
Promuovere la
consapevolezza e la capacità decisionale dei cittadini favorendo anche
la diffusione delle etichette ecologiche ed energetiche sui prodotti.
Sviluppare le capacità di dialogo della pubblica amministrazione con i
cittadini anche attraverso l’attivazione dei processi di Agenda 21
locali.
5.5. Contabilità ambientale e indicatori per l’azione
ambientale e lo sviluppo sostenibile.
Affiancare ai tradizionali
strumenti di misura del benessere economico (PIL) strumenti in grado
di contabilizzare entità, uso e stato di conservazione delle risorse
naturali.
Adeguare le strutture di rilevazione ed il monitoraggio dei
dati ambientali, al fine di rendere misurabili gli indicatori adottati
dai Consigli europei di Goteborg e Barcellona per la verifica dei
programmi di sviluppo sostenibile e di strategia ambientale.
5.6.
Rafforzare la ricerca scientifica e tecnologica sull’ambiente e lo
sviluppo sostenibile.
Finanziare attività scientifiche e applicative
riconducibili alle tematiche della qualità della vita e dei nuovi
sviluppi tecnologici dei processi produttivi improntati alla
sostenibilità.
5.7. Finanziamento dello sviluppo
sostenibile.
Predisporre programmi di intervento per lo sviluppo
sostenibile provvisti di specifici fondi pubblici e capaci di attirare
crescenti risorse private indirizzati anche alle regioni e alle
province autonome.
Sostenere le strategie del settore finanziario e
assicurativo volte a valorizzare il fattore ambientale nella
concessione del credito e nell’attività assicurativa.

Art. 2.
I
principali obiettivi individuati e articolati secondo le aree
tematiche della Strategia sono i seguenti:
Clima e atmosfera

Riduzione delle emissioni nazionali dei gas serra del 6,5% rispetto al
1990, entro il periodo tra il 2008 e il 2012, in applicazione del
Protocollo di Kyoto;
– Estensione del patrimonio forestale per
l’assorbimento del carbonio atmosferico;
– Promozione e sostegno dei
programmi di cooperazione internazionale per la diffusione delle
migliori tecnologie e la riduzione delle emissioni globali;

Riduzione dell’emissione di tutti i gas lesivi dell’ozono
stratosferico.
Natura e biodiversità
– Protezione della biodiversità e
ripristino delle situazioni ottimali negli ecosistemi per contrastare
la scomparsa delle specie animali e vegetali e la minaccia agli
habitat;
– Riduzione della pressione antropica sui sistemi naturali e
sul suolo a destinazione agricola e forestale;
– Protezione del suolo
dai rischi idrogeologici e salvaguardia delle coste dai fenomeni
erosivi;
– Riduzione e prevenzione del fenomeno della
desertificazione, che già minaccia parte del nostro territorio;

Riduzione dell’inquinamento nelle acque interne, nell’ambiente marino
e nei suoli.
Qualità dell’ambiente e qualità della vita negli ambienti
urbani
– Riequilibrio territoriale ed urbanistico in funzione di una
migliore qualità dell’ambiente urbano, incidendo in particolare sulla
mobilità delle persone e delle merci;
– Riduzione delle emissioni
inquinanti in atmosfera al di sotto dei livelli di attenzione fissati
dalla U.E.;
– Mantenimento delle concentrazioni di inquinanti al di
sotto di limiti che escludano danni alla salute umana, agli ecosistemi
e al
patrimonio monumentale;
– Riduzione dell’inquinamento acustico;

Promozione della ricerca sui rischi connessi ai campi elettromagnetici
e prevenzione dei rischi per la salute umana e l’ambiente naturale;

Sicurezza e qualità degli alimenti anche attraverso l’adozione del
criterio di trasparenza e tracciabilità;
– Bonifica e recupero delle
aree e dei siti inquinati;
– Rafforzamento della normativa sui reati
ambientali e della sua applicazione; eliminazione dell’abusivismo
edilizio; lotta alla criminalità nel settore dello smaltimento dei
rifiuti e dei reflui.
Uso sostenibile delle risorse naturali e
gestione dei rifiuti
– Riduzione del prelievo di risorse naturali non
rinnovabili senza pregiudicare gli attuali livelli di qualità della
vita;
– Promozione della ricerca scientifica e tecnologica per la
sostituzione delle risorse non rinnovabili, in particolare per gli usi
energetici ed idrici;
– Conservazione e ripristino del regime idrico
compatibile con la tutela degli ecosistemi e con l’assetto del
territorio;
– Riduzione della produzione di rifiuti, recupero di
materiali e recupero energetico di rifiuti;
– Riduzione della quantità
e della tossicità dei rifiuti pericolosi.

Art. 3.
1. La VI
Commissione CIPE per lo sviluppo sostenibile istruisce, congiuntamente
alla Commissione competente per materia, le questioni sottoposte
all’attenzione di questo Comitato aventi rilevanza per l’attuazione
della Strategia, al fine di verificarne la coerenza ed il contributo
al raggiungimento dei suoi obiettivi. La Commissione esamina altresì,
per le conseguenti decisioni del Comitato stesso, la relazione sullo
stato di attuazione di cui al successivo art. 4.
2. L’Istituto
nazionale di statistica, l’Agenzia nazionale per la protezione
dell’ambiente e l’Ente nazionale per l’energia e l’ambiente inviano i
dati disponibili, con riferimento agli indicatori di cui al successivo
art. 4, alla segreteria della VI Commissione CIPE per lo sviluppo
sostenibile entro il 30 marzo di ciascun anno, al fine di permettere
una verifica dello stato di attuazione della Strategia.
I dati
trasmessi dovranno essere riferiti all’ultimo aggiornamento
disponibile.
3. Presso la VI Commissione per lo sviluppo sostenibile,
senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato, sono
istituiti:
a) un tavolo tecnico coordinato dal Ministero dell’ambiente
e della tutela del territorio, al quale partecipano rappresentanti del
Ministero dell’economia e finanze, degli altri Ministeri competenti
per materia, delle regioni e di altri enti e istituti eventualmente
interessati. Il tavolo tecnico svolgerà le attività di monitoraggio
sull’applicazione degli strumenti e la realizzazione degli obiettivi
individuati dalla Strategia utilizzando anche gli indicatori di cui al
successivo art. 4, collaborerà con il Ministero dell’ambiente e della
tutela del territorio nella predisposizione della relazione di cui al
successivo art. 4 ed esaminerà le questioni da sottoporre alla
Commissione sviluppo sostenibile.
b) un Forum rappresentativo delle
istituzioni e della società civile al fine di favorire la
consultazione e la partecipazione del pubblico all’attuazione della
Strategia.

Art. 4.
1. Il Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio trasmette a questo Comitato, entro il 30 aprile di ogni
anno, una relazione sullo stato di attuazione della Strategia.
2. Per
quanto attiene gli elementi connessi alla qualità ambientale saranno
utilizzati in via prioritaria i seguenti indicatori:
Lotta ai
cambiamenti climatici 2.1. Emissioni aggregate di gas ad effetto serra
(6 gas) in termini CO2 equivalenti, in relazione all’obiet…

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