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Criteri e condizioni per la classificazione acustica nel territorio ai...

Criteri e condizioni per la classificazione acustica nel territorio ai sensi del comma 3 dell'art. 2 della L.R. 9.5.2001, n. 15 recante Disposizioni in materia di inquinamento acustico.

Delib. G.R. del 09/10/01 n.2053 (B.U. 31/10/01 n. 155)
TESTO
LA GIUNTA
DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA Vista:
– la L.R. 9 maggio 2001, n. 15
“Disposizioni in materia di inquinamento acustico”;
considerato che
l’articolo 2 della L.R. 15/01 prevede la stesura di una direttiva
regionale per l’individuazione dei criteri e delle condizioni per la
redazione della classificazione acustica del territorio;
ritenuto di
dare seguito al sopra indicato articolo adottando una direttiva al
fine di uniformare le procedure per la predisposizione, da parte dei
Comuni, della classificazione acustica del territorio;
dato atto:

del parere favorevole espresso dal Responsabile del Servizio
Promozione Indirizzo e Controllo ambientale dr. Sergio Garagnani, in
merito alla regolarità tecnica del presente atto, ai sensi dell’art.
4, sesto comma della L.R. 19 novembre 1992, n. 41 e successive
modificazioni e del punto 3.2 della deliberazione 2541/95;
– del
parere favorevole espresso dal Direttore generale all’Ambiente dr.ssa
Leopolda Boschetti, in merito alla legittimità della presente
deliberazione, ai sensi dell’art. 4, sesto comma della L.R. 41/92 e
del punto 3.1 della delibera 2541/95;
sentita, ai sensi del comma 3
dell’art. 3 della legge, la Commissione consiliare Territorio,
Ambiente, Trasporti che ha espresso il proprio parere favorevole in
data 3 ottobre 2001;
su proposta dell’Assessore all’Agricoltura,
Ambiente e Sviluppo sostenibile;
a voti unanimi e palesi, delibera:
1)
di adottare la direttiva inerente “Criteri e condizioni per la
classificazione acustica del territorio, ai sensi del comma 3
dell’art. 2 della L.R. 9 maggio 2001, n. 15 “Disposizioni in materia
di inquinamento acustico”, allegata quale parte integrante del
presente atto;
2) di pubblicare il testo integrale della presente
deliberazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia
Romagna.

CRITERI E CONDIZIONI PER LA CLASSIFICAZIONE DEL TERRITORIO
AI SENSI DELL’ART. 2 DELLA L.R. 15/01
1) INTRODUZIONE La presente
direttiva in applicazione del comma 3 dell’art. 2 della L.R. 9 maggio
2001, n. 15 (d’ora in poi legge), si propone come strumento operativo
e metodologico per le Amministrazioni comunali e risponde alla
esigenza di fissare criteri omogenei per la classificazione acustica
delle diverse complessità territoriali.
Vengono definiti infatti i
criteri per la classificazione acustica del territorio urbanizzato
rispetto allo stato di fatto nonché di quello urbanizzabile, con
riferimento agli aspetti di disciplina di uso del suolo e delle
trasformazioni urbanistiche non ancora attuate.
La legge dispone
infatti, agli articoli 4 e 17, che i Comuni verifichino la coerenza
degli strumenti urbanistici vigenti e delle loro previsioni con la
classificazione acustica dell’intero territorio.
Al momento della
formazione di tale classificazione acustica il Comune provvede ad
assumere un quadro conoscitivo finalizzato all’individuazione delle
caratteristiche urbanistiche e funzionali delle diverse parti del
territorio con riferimento:
– all’uso reale del suolo, per il
territorio urbanizzato (stato di fatto);
– alla vigente disciplina di
destinazione d’uso del suolo, per il territorio urbanizzabile (stato
di progetto).
A tal fine, la metodologia proposta si basa
sull’individuazione di Unità Territoriali Omogenee (UTO) sulle quali
si effettuano le diverse valutazioni.
2) CLASSIFICAZIONE ACUSTICA
DELLO STATO DI FATTO Per la definizione del quadro conoscitivo
necessario il Comune prende in considerazione lo stato di fatto del
territorio al momento della formazione della classificazione
acustica.
Ai fini della presente direttiva per “stato di fatto” si
intende l’assetto fisico e funzionale del tessuto urbano esistente non
sottoposto dallo strumento di pianificazione vigente ad ulteriori
sostanziali trasformazioni territoriali, urbanistiche e di
destinazione d’uso tali da incidere sulla attribuzione delle classi
acustiche; ciò comporta che l’Amministrazione comunale proceda alla
individuazione preventiva di quelle parti del territorio nelle quali
le previsioni dello strumento urbanistico vigente si intendono
sostanzialmente attuate.
Per le parti del territorio ove, a giudizio
dell’Amministrazione, non si verificano tali condizioni, si farà
riferimento al Capitolo 3.
Si considerano inoltre “attuate” le
previsioni di piano riferite a quelle aree per le quali è già stata
presentata richiesta di intervento edilizio diretto o preventivo. Lo
stato di fatto considera quindi come esistente anche l’assetto fisico
e funzionale di massima derivante dalla realizzazione di previsioni di
piano considerate “attuate” nei termini sopra definiti.
2.1) Criteri
per l’individuazione delle UTO L’individuazione delle UTO sulle quali
basare le valutazioni per la classificazione acustica, deve rispondere
ai seguenti criteri di omogeneità:
a) usi reali;
b) tipologia edilizia
esistente;
c) infrastrutture per il trasporto esistenti.
Nella
perimetrazione delle UTO è opportuno tenere in considerazione la
presenza di eventuali discontinuità naturali (dossi, ecc .. ) o
artificiali.
Per le finalità di cui sopra è necessario:
– utilizzare
una base cartografica quanto più possibile indicativa del tessuto
urbano esistente e dei suoi usi reali, con riferimento alle tipologie
di destinazione d’uso disciplinate dagli strumenti urbanistici;

limitare una eccessiva frammentazione del territorio ricercando, nel
contempo, aggregazioni con caratteristiche sufficientemente
omogenee;
– disporre di dati sociodemografici il più possibile
aggiornati;
– utilizzare una ripartizione territoriale significativa
rispetto a quella dei dati disponibili.
2.2) Criteri per
l’attribuzione delle classi acustiche Il metodo di seguito descritto è
utile per fornire elementi oggettivi per l’identificazione delle sei
classi previste dal DPCM 14/11/1997 e l’attribuzione delle stesse alle
UTO.
Tale metodologia prevede l’attribuzione diretta alle UTO delle
classi I, V e VI ed della IV per alcuni casi particolari, nonché un
metodo di calcolo per l’attribuzione delle classi II, III e IV.
2.2.1)
Attribuzione diretta delle classi I, IV, V e VI (Aree particolarmente
protette, Aree di intensa attività umana, Aree prevalentemente ed
esclusivamente industriali) Classe I: Aree particolarmente protette La
cartografia deve identificare attrezzature e spazi di massima tutela:
scuole, ospedali, cliniche, parchi e giardini pubblici utilizzati
dalla popolazione come patrimonio verde comune, escludendo pertanto le
piccole aree verdi di quartiere. Fanno inoltre eccezione le strutture
scolastiche o sanitarie inserite in edifici adibiti principalmente ad
altri usi: queste saranno classificate secondo la zona di appartenenza
di questi ultimi.
Sono classificate, inoltre, in classe I anche le
aree urbane e rurali di particolare interesse storico, architettonico,
culturale, paesaggistico e ambientale quando, per la loro fruizione,
la quiete è condizione essenziale.
L’esigenza di proteggere dal rumore
le aree di classe I costituisce una valida motivazione per
l’individuazione di UTO anche di dimensioni ridotte.
Classe IV: Aree
di intensa attività umana La classe IV è attribuita alle UTO con forte
prevalenza di attività terziarie (zone ad alta concentrazione di
Uffici pubblici, Istituti di credito nonché quartieri fieristici,
attrezzature e impianti per attività e manifestazioni a grande
concorso di pubblico, ecc.. ) o commerciali (zone commerciali,
ipermercati, ecc.. ) nonché ai porti turistici.
Classi V e VI: Aree
prevalentemente ed esclusivamente produttive La classe V è attribuita
alle UTO con insediamenti di tipo industriale-artigianale, con
limitata presenza di attività terziarie e di abitazioni, di norma
individuate nei PRG vigenti come zone D attuate.
Sono inoltre
assegnate di norma alla classe V le UTO con insediamenti zootecnici di
tipo intensivo o altri insediamenti agroindustriali (caseifici,
cantine, zuccherifici, disidratatori di erba medica, ecc. ..).
La
classe VI è attribuita alle UTO costituite da aree con forte
specializzazione funzionale a carattere esclusivamente
industriale-artigianale; in tale contesto vanno ricompresi anche gli
edifici pertinenziali all’attività produttiva. Tale classe è
attribuita anche alle aree portuali.
2.2.2) Attribuzione delle classi
II, III e IV (Aree destinate ad uso prevalentemente residenziale, Aree
di tipo misto, Aree di intensa attività umana) Per l’attribuzione
delle classi II, III e IV di cui al DPCM 14/11/1997, fermo restando
che alle UTO costituite da aree rurali viene di norma attribuita la
classe III, occorre considerare all’interno delle medesime tre
parametri di valutazione:
– la densità di popolazione;
– la densità di
attività commerciali;
– la densità di attività produttive.
Per quanto
concerne la “densità di popolazione” (D) espressa in abitanti per
ettaro, la tabella che segue fa riferimento ad intervalli di valori a
cui viene associato un punteggio crescente al crescere della
densità:
Densità D (ab/ha) Punti
D £ 50 1
50 < D

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