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Esecuzione dell'intesa fra il Ministro per i beni e le attivita' culturali e il presidente della Conferenza episcopale italiana, firmata il 18 aprile 2000.

Decreto Presidente della Repubblica 16/05/2000 n. 189
TESTO
Visto
l’articolo 87 della Costituzione;
Vista la legge 25 marzo 1985, n.
121, recante ratifica ed esecuzione dell’accordo, con protocollo
addizionale, firmato a Roma il 18 febbraio 1984, che apporta
modificazioni al Concordato lateranense dell’11 febbraio 1929, tra la
Repubblica italiana e la Santa Sede;
Vista la legge 23 agosto 1988,
n. 400, recante disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento
della Presidenza del Consiglio dei Ministri;
Vista la deliberazione
del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 28 gennaio
2000;
Sulla proposta del Ministro per i beni e le attivita’
culturali;
Decreta:
Piena ed intera esecuzione e’ data all’intesa
fra il Ministro per i beni e le attivita’ culturali e il presidente
della Conferenza episcopale italiana, firmata il 18 aprile 2000.
Il
presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella
Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’
fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addi’ 16 maggio 2000
CIAMPI
Amato, Presidente del
Consiglio dei Ministri
Melandri, Ministro per i beni e le attivita’
culturali
Visto il Guardasigilli: Fassino
Registrato alla Corte dei
conti il 26 giugno 2000
Registro n. 2 Presidenza del Consiglio dei
Ministri, foglio n. 296
INTESA
tra il Ministro per i beni e le
attivita’ culturali e il presidente della Conferenza episcopale
italiana relativa alla conservazione e consultazione degli archivi
d’interesse storico e delle biblioteche degli enti e istituzioni
ecclesiastiche
IL MINISTRO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI
quale
autorita’ statale che sovrintende alla tutela, alla conservazione e
alla valorizzazione del patrimonio culturale, autorizzata dal
Consiglio dei Ministri nella seduta del 28 gennaio 2000, e
IL
PRESIDENTE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA
che, debitamente
autorizzato dalla Santa Sede con lettera del Cardinale Angelo Sodano,
Segretario di Stato, in data 30 ottobre 1999 (Prot. N. 8568/99/RS),
agisce a nome della Conferenza stessa, ai sensi degli articoli 5 e 23,
lettera q), dello statuto della medesima, ritenendo necessario
procedere alla stipulazione dell’intesa di cui all’art. 12, n. 1,
comma terzo, dell’Accordo che apporta modificazioni al Concordato
Lateranense dell’11 febbraio 1929, firmato a Roma il 18 febbraio 1984
tra la Repubblica italiana e la Santa Sede,
CONVENGONO
sulle
seguenti disposizioni:

Parte I
DISPOSIZIONI RELATIVE AGLI ARCHIVI
D’INTERESSE STORICO

Art. 1.
Principi generali
1. Il Ministero per
i beni e le attivita’ culturali (di seguito denominato Ministero) e la
Conferenza episcopale italiana (di seguito denominata C.E.I.)
concordano che siano considerati di interesse storico, ai fini della
presente intesa, gli archivi appartenenti a enti e istituzioni
ecclesiastiche in cui siano conservati documenti di data anteriore
agli ultimi settanta anni, nonche’ gli archivi appartenenti ai
medesimi enti e istituzioni dichiarati di notevole interesse storico
ai sensi della normativa civile vigente.
2. Il Ministero e la C.E.I.,
fermo restando quanto previsto dalla normativa civile vigente,
concordano anche sul principio per il quale i beni culturali di
carattere documentario e archivistico di interesse storico
appartenenti a enti e istituzioni ecclesiastiche devono rimanere, per
quanto possibile, nei luoghi di formazione o di attuale conservazione.

3. Il Ministero e la C.E.I., concordano inoltre sulla necessita’ di
assicurare, secondo le rispettive competenze, ogni possibile
intervento per garantire misure di sicurezza, antifurto, antincendio e
contro il degrado degli edifici ove sono conservati gli archivi di cui
al comma 1.
4. Per agevolarne la conservazione e la consultazione,
gli archivi di cui al comma 1 vengono depositati, quando necessario,
presso l’archivio storico della diocesi competente per territorio.

Nel caso di soppressione di parrocchie o di diocesi, gli archivi
delle parrocchie o delle diocesi soppresse vengono depositati presso
l’archivio della parrocchia o presso quello storico della diocesi cui
le medesime vengono ad appartenere a seguito del provvedimento di
soppressione. Nel caso di archivi appartenenti a istituti di vita
consacrata o a societa’ di vita apostolica il deposito, quando
necessario, avviene presso l’archivio storico della provincia
corrispondente; in mancanza di questo, presso l’archivio storico
generale o presso struttura analoga, purche’ siti in territorio
italiano, dei medesimi istituti o societa’.

Art. 2.
Interventi
della Chiesa cattolica
1. Ferme restando le disposizioni pertinenti
contenute nella normativa civile vigente, l’autorita’ ecclesiastica
competente si impegna ad assicurare la conservazione e a dispore
l’apertura alla consultazione degli archivi degli enti e istituzioni
ecclesiastiche di cui all’art. 1, comma 1.
2. L’autorita’
ecclesiastica competente si impegna, in particolare, a dotare gli
archivi storici diocesani: di apposito regolamento, approvato dalla
medesima sulla base di uno schema-tipo predisposto dalla C.E.I., che
disciplini tra l’altro l’orario di apertura al pubblico, di personale
qualificato, di inventari e di strumenti di corredo aggiornati. Lo
schema-tipo di regolamento stabilisce i termini di consultazione,
previa intesa con il Ministero.
3. L’autorita’ ecclesiastica
competente si impegna a promuovere l’inventariazione del materiale
documentario e archivistico e l’adozione di dispositivi di vigilanza,
custodia e sicurezza, nonche’ a controllare che venga rispettata la
normativa civile e canonica in materia di divieto di alienazione,
trasferimento ed esportazione di beni culturali. Vigila, per quanto le
compete, sulla circolazione del materiale documentario e archivistico
nel mercato antiquario.
4. La C.E.I. destina agli archivi storici
diocesani specifici finanziamenti nell’ambito delle risorse
disponibili.

Art. 3.
Interventi dello Stato
1. Il Ministero
fornisce agli archivi di cui all’art. 1, comma 1, per il tramite delle
proprie soprintendenze archivistiche, collaborazione tecnica e
contributi finanziari, alle condizioni previste dalle leggi vigenti,
per la dotazione di attrezzature, la redazione di inventari, il
restauro di materiale documentario, la dotazione di mezzi di corredo,
nonche’ per le pubblicazioni previste da apposite convenzioni, lo
scambio di materiale informatico (software) relativo a programmi e
progetti di inventariazione, la formazione del personale.
2. Al fine
di favorire l’accesso agli interventi indicati nel comma 1, la C.E.I.
predispone un apposito elenco di archivi di interesse storico e lo
trasmette, periodicamente aggiornato, al Ministero, il quale lo
deposita presso le soprintendenze archivistiche. Di tale elenco fanno
parte anche gli archivi di interesse storico appartenenti a istituti
di vita consacrata o a societa’ di vita apostolica, segnalati alla
C.E.I. dai superiori maggiori competenti. In relazione agli interventi
da programmare, il Ministero da la priorita’ agli archivi storici
diocesani nonche’ agli archivi generalizi e provinciali di particolare
rilevanza appartenenti a istituti di vita consacrata o a societa’ di
vita apostolica.
3. Gli archivisti ecclesiastici possono essere
ammessi, in soprannumero, nella misura massima del 10% dei posti, alle
scuole di archivistica, paleografia e diplomatica degli archivi di
Stato e ai corsi di restauro, nei casi in cui sia previsto il numero
chiuso. Con particolari accordi, ove lo consentano le risorse
disponibili, potranno essere attivati presso le predette scuole corsi
specificamente destinati agli archivisti ecclesiastici, in
collaborazione tra l’amministrazione archivistica e la C.E.I.
4. Il
Ministero si adopera per l’incremento dell’attivita’ di vigilanza sul
mercato antiquario, anche tramite i competenti organi di polizia
giudiziaria. A tal fine le autorita’ ecclesiastiche prestano la
propria collaborazione.

Art. 4.
Interventi in collaborazione tra la
Chiesa cattolica e lo Stato
1. La collaborazione tra autorita’
ecclesiastiche e civili e’ finalizzata ad assicurare la conservazione
e la consultazione degli archivi di cui all’art. 1, comma 1.
2. La
collaborazione si attua, in primo luogo, nell’ambito
dell’inventariazione del patrimonio documentario e archivistico, che
costituisce fondamento conoscitivo di ogni elaborazione scientifica e
di ogni intervento di tutela.
3. Il Ministero e la C.E.I. si
impegnano ad adottare iniziative idonee ad accelerare e coordinare i
programmi di inventariazione, precisando luoghi, tipologie e durata
degli interventi, a sviluppare adeguatamente la rete informatica e a
rispettare criteri e modelli comuni che consentano l’interscambio
delle informazioni.
4. Le autorita’ ecclesiastiche competenti offrono
alle soprintendenze archivistiche la piu’ ampia collaborazione,
favorendo l’accesso agli archivi di cui all’art. l, comma 1, per
l’espletamento delle operazioni di ricognizione necessarie alla
realizzazione dei programmi di inventariazione, fermi restando gli
obblighi previsti dalla normativa vigente.
5. Le mostre che
riguardino il patrimonio documentario e archivistico di proprieta’
ecclesiastica possono essere organizzate mediante convenzioni tra le
competenti autorita’ ecclesiastiche e civili, nel rispetto della
normativa canonica e civile. Tali convenzioni prevedono anche la
ripartizione degli oneri derivanti dall’organizzazione delle mostre,
nonche’ la ripartizione delle entrate e dei diritti d’autore relativi
ai cataloghi e a eventuali pubblicazioni.
6. In caso di calamita’
naturali le autorita’ ecclesiastiche e civili collaborano per il
sollecito accertamento dei danni, la valutazione delle priorita’ di
intervento, il deposito temporaneo del materiale documentario e
archivistico in archivi e…

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