Edilone.it - Edilone.it | Edilone.it

Norme per l'assegnazione e la revoca nonchè per la determinazione e l...

Norme per l'assegnazione e la revoca nonchè per la determinazione e la revisione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

DPR 30-12-1972 N.1035-
TESTO
1. L’assegnazione degli alloggi di
edilizia residenziale pubblica viene effettuata secondo le norme del
presente decreto.
Sono considerati alloggi di edilizia residenziale
pubblica gli alloggi costruiti o da costruirsi da parte di enti
pubblici a totale carico o con il concorso o con il contributo dello
Stato con esclusione degli alloggi costruiti o da costruirsi in
attuazione di programmi di edilizia convenzionata e agevolata.
Sono
escluse altresì dall’applicazione delle norme del presente decreto le
assegnazioni relative a costruzioni a carattere provvisorio o comunque
destinate al ricovero temporaneo delle famiglie rimaste senza tetto a
seguito di eventi calamitosi, nonché agli alloggi costruiti o da
costruirsi dalle cooperative edilizie, agli alloggi realizzati da
imprese od enti per il proprio personale ed a quelli destinati a
dipendenti di Amministrazioni statali per esigenze di servizio.

2.
Può conseguire l’assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale
pubblica:
a) chi abbia la cittadinanza italiana, salvo che sia
riconosciuta anche al cittadino straniero la facoltà di concorrere
all’assegnazione;
b) chi abbia la residenza ovvero presti la propria
attività lavorativa nel comune in cui si trovano gli alloggi o, per
quelli compresi in un programma comprensoriale, in uno dei comuni del
comprensorio, salvo che gli alloggi da assegnare siano stati costruiti
in relazione a nuovi insediamenti industriali o che si tratti di
lavoratore emigrato all’estero, il quale ha facoltà di concorrere in
un solo comune da indicare, entro il 31 gennaio di ogni anno, in una
dichiarazione raccolta da una rappresentanza consolare, che rilascerà
un certificato da allegare alla domanda;
c) chi non sia titolare del
diritto di proprietà, di usufrutto, di uso o di abitazione – nello
stesso comune o, per gli alloggi compresi in un programma
comprensoriale, in uno dei comuni del comprensorio – su di un alloggio
adeguato alle esigenze del proprio nucleo familiare, ovvero – in
qualsiasi località – di uno o più alloggi che, dedotte le spese nella
misura del 25%, consentano un reddito annuo superiore a L. 400.000;
d)
chi non abbia ottenuto l’assegnazione in proprietà o con patto di
futura vendita di un alloggio costruito a totale carico o con il
concorso o con il contributo o con il finanziamento agevolato – in
qualunque forma concessi – dello Stato o di altro ente pubblico;
e)
chi fruisca di un reddito annuo complessivo, per il nucleo familiare,
non superiore a L. 4.00.000 .
Ai fini del requisito di cui alla prima
parte della lettera c) del precedente comma, è da considerarsi
adeguato l’alloggio composto da un numero di vani, esclusi gli
accessori, pari a quello dei componenti il nucleo familiare del
concorrente e, comunque, non inferiore a due e non superiore a cinque,
e che non sia stato dichiarato igienicamente inidoneo dall’autorità
competente.
Ai fini del presente decreto si intende per nucleo
familiare la famiglia costituita dal capo famiglia, dal coniuge e dai
figli legittimi, naturali riconosciuti e adottivi e dagli affiliati,
con lui conviventi. Fanno parte, altresì, del nucleo familiare gli
ascendenti, i discendenti, i collaterali fino al terzo grado e gli
affini fino al secondo grado, purché stabilmente conviventi con il
concorrente da almeno due anni alla data della pubblicazione del bando
nella sede dell’istituto. I collaterali e gli affini debbono essere
inoltre a carico del concorrente.
I requisiti per concorrere
all’assegnazione degli alloggi debbono essere posseduti alla data
della pubblicazione del bando nella sede dell’istituto.
I requisiti
indicati nella lettera c) e d) del primo comma debbono sussistere
anche in favore dei componenti il nucleo familiare del
concorrente.
Ogni tre anni, a decorrere dalla data dell’entrata in
vigore del presente decreto, le Regioni provvedono ad adeguare i
limiti di reddito di cui alle lettere c) ed e) del primo comma in base
all’indice del costo della vita risultante dalle rilevazioni
dell’Istituto centrale di statistica relative all’anno precedente, con
riferimento alla capacità economica media degli abitanti determinata
in base a rilevazioni di carattere ufficiale.

3. All’assegnazione
degli alloggi – salvo quanto disposto dall’ultimo comma dell’art. 10 –
si provvede mediante pubblico concorso indetto dall’istituto autonomo
per le case popolari competente per territorio.
L’istituto indice il
concorso per singoli comuni o per comprensori di comuni.
Il bando di
concorso è pubblicato mediante affissione di manifesti nella sede
dell’Istituto in un luogo aperto al pubblico, nell’albo pretorio e
nella sede di decentramento comunale del comune o dei comuni in cui si
trovano gli alloggi.
Le Regioni possono stabilire ulteriori forme di
pubblicità del bando. Per l’assegnazione di alloggi destinati a
particolari categorie possono adottarsi, in aggiunta a quelle
previste, altre forme di pubblicità.
Il bando di concorso deve
indicare:
a) il luogo in cui si trovano gli alloggi da assegnare e la
forma di assegnazione in locazione o in proprietà;
b) i requisiti di
carattere generale prescritti dall’art. 2 nonché gli eventuali altri
requisiti che potranno essere stabiliti nei programmi di
intervento;
c) la misura provvisoria del canone di locazione o della
quota di ammortamento, con l’avvertenza che la misura definitiva sarà
stabilita all’atto dell’assegnazione;
d) il termine non inferiore a 60
giorni per la presentazione della domanda;
e) i documenti da allegare
alla domanda, tenendo anche conto della particolare situazione dei
lavoratori emigrati all’estero.
Per i lavoratori emigrati all’estero
il termine per la presentazione della domanda è prorogato di sessanta
giorni per i residenti nell’area europea e di novanta giorni per i
residenti nei Paesi extra europei.

4. La domanda, redatta su apposito
modulo fornito dall’Istituto autonomo per le case popolari, che può
essere ritirato anche presso la sede del comune e le sue sedi
decentrate, deve indicare:
a) la cittadinanza nonché la residenza del
concorrente o il luogo in cui lo stesso presta la propria attività
lavorativa;
b) la composizione del nucleo familiare;
c) l’ubicazione e
la consistenza dell’alloggio occupato;
d) il reddito complessivo del
nucleo familiare;
e) il luogo ed il tipo di lavoro del concorrente e
degli altri componenti il nucleo familiare;
f) ogni altro elemento
utile ai fini della valutazione del bisogno di alloggio;
g) il luogo
in cui dovranno farsi al concorrente tutte le comunicazioni relative
al concorso.
Alla domanda debbono essere allegati i documenti indicati
nel bando.
Il concorrente deve dichiarare che sussistono, in favore di
lui e dei componenti il suo nucleo familiare, i requisiti di cui alle
lettere c), d) ed e) dell’art. 2. Per la partecipazione a concorsi
riservati a particolari categorie debbono essere indicati altresì gli
elementi idonei a dimostrare l’appartenenza del concorrente alla
categoria.
La dichiarazione mendace è punita ai sensi della legge
penale.
Sono esclusi dal concorso i concorrenti che abbiano presentato
la domanda dopo la scadenza del termine fissato nel bando.

5.
L’Istituto autonomo per le case popolari procede alla istruttoria
delle domande. A tale fine può avvalersi degli organi
dell’amministrazione dello Stato e degli enti locali e richiedere agli
interessati i documenti eventualmente occorrenti per comprovare la
situazione denunciata nella domanda, fissando all’uopo un termine
perentorio non inferiore a quindici e non superiore a trenta giorni.
Per i lavoratori emigrati all’estero il termine massimo per la
presentazione dei documenti è prorogato di ulteriori sessanta
giorni.
Le domande con i punteggi a ciascuna attribuiti in via
provvisoria e con la documentazione acquisita sono trasmesse, entro
tre mesi dalla scadenza del termine fissato nel bando, alla
commissione di cui all’art. 6 per la formazione della graduatoria.

6.
La graduatoria è formata da una commissione istituita presso
l’Istituto autonomo per le case popolari che ha indetto il concorso e
nominata dal Presidente della giunta regionale.
La commissione è
presieduta da un magistrato con qualifica non inferiore a magistrato
di appello, designato dal presidente del tribunale nel cui circondario
è compresa la sede dell’istituto, ed è composta:
a) dal sindaco del
comune su cui sorgono gli alloggi o da un suo delegato;
b) dal
presidente dell’Istituto autonomo per le case popolari o da un suo
delegato;
c) dal direttore dell’Ufficio provinciale del lavoro o da un
suo delegato;
d) da un funzionario della Regione designato dal
Presidente della giunta regionale;
e) da tre rappresentanti delle
organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti più rappresentative
su base regionale, designati dalle rispettive organizzazioni;
f) da
due rappresentanti delle organizzazioni degli assegnatari di alloggi
popolari più rappresentative su base regionale, designati dalle
rispettive organizzazioni
g) da un rappresentante delle organizzazioni
dei lavoratori autonomi, scelto in una terna proposta dalle
organizzazioni più rappresentative a carattere regionale.
La
commissione elegge nel proprio seno il vice presidente.
Il Presidente
della giunta regionale, tenuto conto del numero degli alloggi da
assegnare, può nominare, in luogo di un’unica commissione, più
commissioni, composte a norma del secondo comma, aventi ciascuna
competenza su parte del territorio della provincia.
Per la validità
delle deliberazioni è sufficiente la partecipazione di metà più uno
dei componenti la commissione. In caso di parità di voti prevale il
voto del presidente.
Il presidente e gli altri componenti designati
durano in carica tre anni e possono essere confermati.
La segreteria è
formata da dipendenti dell’Istituto autonomo per le case popolari. Tra
essi la commissione sceglie il segretario.
Per …

[Continua nel file zip allegato]

Edilone.it