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Norme concernenti la disciplina della cessione in proprietà degli all...

Norme concernenti la disciplina della cessione in proprietà degli alloggi di tipo popolare ed economico.

Decreto Pres. Repubblica 17/01/1959 n. 2
TESTO
Sono approvate le norme
concernenti la disciplina della cessione in proprietà degli alloggi di
tipo popolare ed economico nel testo allegato al presente decreto e
vistato dal Ministro per i lavoro pubblici.

Capo I

1. Categorie di
alloggi soggetti alle presenti norme.

Sono soggetti alla disciplina
delle presenti norme:

1) gli alloggi costruiti o da costruire con il
concorso o con il contributo dello Stato dalle Province, dai Comuni,
dall’Istituto nazionale per le case agli impiegati dello Stato, dagli
Istituti autonomi per le case popolari e dagli enti indicati nei nn.
4, 6, 11 e 12 dell’art. 16 del testo unico delle leggi sulla edilizia
popolare ed economica, approvato con regio decreto 28 aprile 1938, n.
1165, e successive modificazioni;

2) gli alloggi costruiti
dall’Amministrazione delle ferrovie dello Stato ai sensi della parte
seconda, titolo 2, del testo unico nonché gli alloggi non di servizio
costruiti o da costruire, acquistati o da acquistare dalla stessa
Amministrazione in base al decreto legislativo del Capo provvisorio
dello Stato 29 luglio 1946, n. 95, e alle leggi 3 novembre 1948, n.
1349, 30 ottobre 1952, n. 1324; 11 marzo 1953, n. 187; 31 ottobre
1953, n. 831; 24 dicembre 1954, n. 1273 e 9 novembre 1955, n. 1066, o
con altri fondi appositamente iscritti nel bilancio delle Ferrovie
dello Stato per la costruzione di alloggi non di servizio;

3) gli
alloggi costruiti o da costruire, acquistati o da acquistare dalla
Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni e dall’Azienda
di Stato per i servizi telefonici, ai sensi della parte seconda,
titolo III del ripetuto testo unico, ovvero delle leggi 4 aprile 1940,
n. 302; 11 dicembre 1952, n. 2521; 3 dicembre 1957, n. 1215 e 30
giugno 1959, n. 477;

4) gli alloggi costruiti o da costruire a
totale carico dello Stato esclusi i ricoveri provvisori;

5) ogni
altro alloggio costruito o da costruire a totale carico dello Stato o
col suo concorso o contributo per il quale le vigenti disposizioni già
non prevedano l’acquisto della proprietà da parte degli assegnatari o
lo subordinino al consenso del Ministro dei lavori pubblici e degli
enti finanziatori.

2. Esclusione dalla cessione in proprietà.

Sono
esclusi dalla cessione in proprietà:

a) gli alloggi costruiti o da
costruire ai sensi dell’art. 343, secondo comma, del testo unico delle
leggi sull’edilizia popolare ed economica, approvato con regio decreto
28 aprile 1938, numero 1165, del decreto legislativo del Capo
provvisorio dello Stato 7 maggio 1948, n. 1152, e delle leggi 28
luglio 1950, n. 737; 27 dicembre 1953, n. 980, e 15 maggio 1954, n.
336 e successive integrazioni;

b) gli alloggi la cui concessione sia
essenzialmente condizionata alla prestazione in loco di un determinato
servizio presso pubbliche Amministrazioni;

c) gli alloggi che si
trovano negli stessi immobili nei quali hanno sede uffici, comandi,
reparti o servizi delle Amministrazioni predette.

3. Quote di
riserva delle cessioni in proprietà.

Nell’attuazione delle presenti
norme deve essere esclusa dalla cessione in proprietà una quota pari
al venti per cento degli alloggi di proprietà delle Province, dei
Comuni, degli Istituti autonomi per le case popolari,
dell’Amministrazione delle ferrovie dello Stato, dell’Amministrazione
delle poste e telecomunicazioni e dell’Azienda di Stato per i servizi
telefonici ed una quota pari al trenta per cento degli alloggi
dell’Istituto nazionale per le case agli impiegati dello Stato.

Coloro i quali restano esclusi dalla possibilità di riscatto a causa
della costituzione della quota di riserva prevista dal precedente
comma hanno diritto di priorità nelle successive assegnazioni di
alloggi a riscatto.

Nel determinare la quota relativa all’Istituto
nazionale per le case agli impiegati dello Stato non si tiene conto
degli alloggi indicati nell’articolo 2.

Il Ministro per i lavori
pubblici, sentiti gli enti proprietari, determina i criteri di
ripartizione per territorio e per categorie di alloggio delle predette
quote di esclusione; per gli alloggi riservati o costruiti in favore
dei profughi tale determinazione è adottata di concerto con il
Ministero dell’interno.

Le attribuzioni previste dal precedente
comma spettano al Ministro per i trasporti, per quanto riguarda gli
alloggi dell’Amministrazione delle ferrovie dello Stato, ed al
Ministro per le poste e le telecomunicazioni, per quanto riguarda gli
alloggi dell’Amministrazione delle poste e telecomunicazioni e
dell’Azienda di Stato per i servizi telefonici.

Capo II

4.
Soggetti del diritto alla cessione.

Hanno diritto alla cessione in
proprietà coloro i quali sono assegnatari di case contemplate dalla
presente legge.

Capo III

6. Prezzo della cessione.

Il prezzo di
cessione degli alloggi è dato dal valore venale degli alloggi stessi
al momento nel quale gli enti interessati deliberano la cessione,
ridotto del trenta per cento, nonché di un ulteriore 0,25 per cento
per ogni anno di effettiva occupazione dell’alloggio da parte del
richiedente.

Il valore venale è determinato da una commissione
provinciale, con sede presso l’Ufficio del genio civile, nominata e
presieduta dal provveditore regionale alle opere pubbliche e composta
dall’Intendente di finanza e dall’ingegnere capo del Genio civile.

In caso di vacanza, assenza od impedimento, il presidente ed i
componenti la commissione provinciale saranno rispettivamente
sostituiti da un loro delegato.

Partecipa alle sedute della
commissione, con voto consultivo, un rappresentante dell’ente
proprietario.

Per gli alloggi costruiti dallo Stato a favore dei
terremotati con i proventi delle addizionali e per i quali le vigenti
disposizioni non consentono l’acquisto, il prezzo risultante dal primo
comma è ridotto ulteriormente del 20%, a condizione che il cessionario
o altro componente del suo nucleo familiare non sia proprietario di
altro alloggio.

Per gli edifici costruiti con il contributo dello
Stato ed ultimati dopo il 1û luglio 1961 il valore venale degli
alloggi deve essere pari al costo al netto dei contributi statali.

7. Ricorso contro la determinazione del prezzo.

Contro la
determinazione del prezzo è ammesso ricorso, entro trenta giorni ad
una Commissione nominata presso ciascun Provveditorato alle opere
pubbliche dal Ministro per i lavori pubblici e composta:

1) da un
magistrato ordinario di categoria non inferiore a quella di magistrato
di appello, che la presiede;

2) da un funzionario appartenente ai
ruoli dell’Amministrazione dei lavori pubblici avente qualifica non
inferiore a quella di ispettore generale;

3) da due funzionari
aventi qualifica non inferiore ad ingegnere capo, dei quali uno
dell’Ufficio tecnico erariale e l’altro dell’Ufficio del genio civile;

4) da un ingegnere scelto in una terna designata dal Consiglio
provinciale dell’Ordine degli ingegneri.

Per il presidente ed ognuno
dei componenti la commissione, il Ministro per i lavori pubblici
provvederà alla nomina di supplenti che abbiano requisiti richiesti
dal comma precedente.

Il ricorso può essere proposto oltre che
dall’assegnatario, dall’Amministrazione dei lavori pubblici, dall’ente
proprietario e da chiunque vi abbia interesse.

Il ricorso deve
essere deciso entro trenta giorni dalla sua presentazione.

Le parti
possono essere udite personalmente dalla commissione.

8. Segreterie
delle Commissioni.

Il servizio di segreteria delle Commissioni
prevedute nei precedenti articoli 6 e 7 è disimpegnato dall’Ufficio
del genio civile.

Ai componenti le Commissioni stesse spetta il
gettone di presenza previsto dalla L. 11 gennaio 1956, n. 5.

9.
Pagamento del prezzo.

Il prezzo degli alloggi può essere pagato in
unica soluzione ovvero in non oltre 20 anni, in rate mensili costanti
posticipate, al tasso del 5,80%.

Coloro che hanno chiesto il sistema
di pagamento rateale possono in qualsiasi momento provvedere al
pagamento in unica soluzione della quota capitale ancora non
corrisposta.

Nel caso di pagamento rateale la mancata corresponsione
di sei mensilità consecutive fa decadere dal diritto di acquistare la
proprietà. Entro i tre mesi successivi l’assegnatario può sanare la
morosità ed in tal caso è reintegrato nel suo originario diritto.

L’assegnatario decaduto ha diritto alla restituzione delle somme
versate, eccettuato quanto egli avrebbe dovuto pagare a titolo di
affitto.

Capo IV

10. Presentazione delle domande.

Gli Enti
interessati danno notizia degli alloggi compresi nella quota di
riserva ai rispettivi assegnatari mediante raccomandata con avviso di
ricevimento.

Gli assegnatari degli alloggi non compresi nella quota
di riserva, anche se di nuova costruzione, possono chiedere la
cessione in proprietà dell’alloggio del quale sono in godimento.

Le
domande possono essere presentate in qualsiasi momento all’ufficio
locale dell’ente che gestisce gli alloggi e debbono essere
accompagnate, a pena di inammissibilità, da un deposito di lire 5.000
in conto delle spese contrattuali. Il deposito è incamerato dall’ente
proprietario qualora l’aspirante receda dalla richiesta cessionale ed
è, invece, restituito a chi non potesse conseguire la cessione per
carenza di titolo.

In caso di decesso dell’aspirante, il coniuge, i
discendenti entro il 3″ grado e gli ascendenti conviventi con
l’aspirante stesso possono confermare la domanda entro 30 giorni
dall’evento.

Gli enti interessati, ricevuta la richiesta di
cessione, comunicano all’inquilino, mediante raccomandata con avviso
di ricevimento, il valore venale dell’alloggio determinato dalla
Commissione provinciale e quindi provvedono, entro 60 giorni, alla
stipula del contratto.

Coloro che non esercitano la facoltà di
riscatto conservano il godimento dell’alloggio in locazione semplice.

Ove si tratti di all…

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