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Atto di indirizzo e coordinamento dell'attività amministrativa delle regioni e province autonome concernente la realizzazione di strutture sanitarie residenziale per anziani non autosufficienti non assistibili a domicilio o nei servizi semiresidenziali

Decreto Pres. Cons. Min. 22/12/1989
TESTO
Art. 1.
1. Le residenze
sanitarie assistenziali per anziani non assistibili a domicilio e che
richiedono trattamenti continui, da realizzare o adeguare nel piano
pluriennale di investimenti previsto dall’art. 20 della legge
11-3-1988, n. 67, devono corrispondere alle tipologie e ai requisiti
dimensionali indicati nell’allegato A, che fa parte integrante del
presente decreto.
Art. 2.
1. I requisiti di cui all’art. 1 devono
essere posseduti anche dalle istituzioni che si convenzionano con il
Servizio sanitario regionale.
2. Per le istituzioni già convenzionate
l’adeguamento ai requisiti di cui sopra dovrà essere effettuato entro
tra anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
Art.
3.
1. I requisiti di cui all’art. 1, in quanto applicabili, si
estendono alle strutture per soggetti non autosufficienti.
Il presente
decreto entra in vigore il 18 gennaio 1990.
Criterio n. 1 –
DEFINIZIONE
Si definisce residenza sanitaria assistenziale una
struttura extraospedaliera finalizzata a fornire accoglimento,
prestazioni sanitarie, assistenziali e di recupero a persone anziane
prevalentemente non autosufficienti.
Presupposto per la fruizione
della residenza sanitaria assistenziale è la comprovata mancanza di un
idoneo supporto familiare che consenta di erogare al domicilio i
trattamenti sanitari continui e l’assistenza necessaria.
Criterio n. 2
– FRUIBILITA’ DEGLI SPAZI
La condizione degli anziani determina una
concezione degli spazi ad essi destinati che non può prescindere dal
rispetto di norme concepite a misura di portatori di handicap.
Di
conseguenza nelle residenze sanitarie assistenziali vanno abolite le
barriere architettoniche e lo spazio disponibile va reso usufruibile
in modo pieno da tutti gli ospiti delle residenze.
L’applicazione del
criterio mira a consentire alle persone con maggiore autosufficienza
di usufruire di adeguati spazi di relazione per migliorare la propria
condizione di vita, mentre per le persone non autosufficienti spazi
ampi vanno riservati alle manovre indispensabili e alle attività di
servizio degli operatori al letto degli assistiti, nonchè alle
attività ricreative di questi ultimi.
Criterio n. 3 – CONCEZIONE
ARCHITETTONICA DEGLI SPAZI
Il rispetto della condizione delle persone
anziane accolte nelle residenze, sulla base dell’analisi delle
esigenze esigenze che esse presentano, nonchè alla luce di esperienze
italiane ed internazionali, implica una concezione architettonica e
spaziale di tipo nuovo, atta a ricreare all’interno della struttura
condizioni di vita ispirate a quelle godute dagli ospiti al proprio
domicilio.
Le soluzioni progettuali se ne debbono fare carico,
proponendo la individuazione di spazi privati e personalizzati –
articolati per piccoli nuclei di ospiti, di dimensioni modulari
rispetto agli standard dei servizi appresso specificati – e di spazi
comuni per attività varie. Nel loro insieme le soluzioni debbono
configurare a scala di residenza un tessuto abitativo articolato in
cui siano presenti, accanto alle camere e alloggi, sostitutivi delle
abitazioni, zone dedicate alle relazioni sociali, collegamenti tra le
varie aree per agevolare la mobilità dei presenti e spazi riservati ad
attività occupazionali e di laboratorio per impegnare fattivamente gli
ospiti, secondo le loro esperienze ed attitudini.
Le soluzioni nel
loro insieme debbono, altresì essere integrate nel preesistente
contesto urbano.
Criterio n. 4 – ORGANIZZAZIONE “PER
NUCLEI”
L’organizzazione “per nuclei” consente di accogliere nella
stessa struttura residenziale persone non autosufficienti a vario
titolo ed autosufficienti, senza determinare sovrapposizioni, data la
relativa autonomia dei servizi di ciascun nucleo, salvaguardando per
tutti gli aspetti di riservatezza personale e, nel contempo, offrendo
occasioni di socializzazione spontanea all’interno del nucleo, nelle
relazioni tra nuclei e nei contratti con i fruitori esterni del Centro
servizi a ciclo diurno, di cui la residenza deve essere possibilmente
dotata.
Anche sotto l’aspetto gestionale, l’organizzazione “per
nuclei” modulari, dotati di servizi autonomi, risulta essere la più
idonea per un impiego ottimale del personale e per garantire la
migliore assistenza agli ospiti.
Criterio n. 5 – L’AREA
RESIDENZIALE
L’area residenziale dell’ospite può articolarsi in camere
e o alloggi dotati di zona letto, piano cottura e spazi di soggiorno
pranzo.
Le camere e gli alloggi sono destinate ad una o due persone e
comunque fino ad un massimo di quattro ospiti nei casi di particolari
esigenze strutturali o assistenziali.
Ogni camera o alloggio deve
essere dotato, come standard preferenziale , di bagno autonomo ed in
ogni caso la soluzione strutturale costituita da camere deve prevedere
servizi igienici, a norma del decreto del Presidente della Repubblica
n. 384 del 1978, collegati alle camere, in numero minimo di uno ogni
due camere in rapporto comunque ad un numero massimo di quattro
ospiti.
Particolare attenzione va posta alla personalizzazione della
camera o alloggio dotandola di tutti i contrassegni propri delle
abitazioni e consentendo l’inserimento di arredi personali.
Criterio
n. 6 – AREE DI SERVIZIO LABORATORI E SPAZI PER ATTIVITA’ SOCIALI
Le
residenze sanitarie assistenziali, oltre ai necessari spazi per le
attività di servizio di ciascun nucleo e per le attività sanitarie
curative e riabitative comuni, da collocare preferibilmente in um’area
di servizi socio-sanitari a ciclo diurno aperta anche alla fruizione
della popolazione esterna, debbono contenere spazi per attività
collettive di tipo ricreativo e di relazione sociale.
Criterio n. 7 –
SICUREZZA RISERVATEZZA E TECNOLOGIE INNOVATIVE
All’interno delle
residenze per anziani una particolare attenzione va posta al
contemperamento tra esigenze di assistenza, prevenzione degli
infortuni e rispetto della riservatezza degli ospiti. L’uso di
tecnologie innovative, quali sistemi di allarme personale, rilevatori
di vario genere, segnaletiche appropriate, mancorrenti in vista,
nonchè l’impiego del colore per fini di caratterizzazione ambientale e
oggettuale, sono misure di auspicabile, generalizzata o nei casi
appropriati; nel rispetto della riservatezza e della personalità degli
ospiti, si deve accrescere il livello di sicurezza e di fruizione
dell’ambiente. E’ obbligatorio l’impiego di materiali conformi alle
norme di sicurezza.
Criterio n. 8 – TIPOLOGIE E DIMENSIONI DELLE
RESIDENZE
L’interazione dei criteri enunciati ai punti precedenti
porta come conseguenza la opportunità di non differenziare di norma le
residenze per tipologia di ospiti.
L’indirizzo prevalente è quello di
articolare le residenze assistenziali per “nuclei” applicando agli
spazi abitativi gli standard dimensionali appresso indicati,
differenziando invece i nuclei in termini organizzativi e di standard
di personale, secondo le tipologie di ospiti prevalenti.
Sul piano
delle tipologie, le residenze sanitarie assistenziali si suddividono
in:
nuclei elementari singoli (fino a 20 posti) che beneficiano dei
servizi sanitari e sociali di distretto con particolare riferimento
all’assistenza domiciliare;
sistemi di più nuclei che non vanno oltre
i 60 posti residenziali, dotati di propri servizi sanitari e sociali
secondo la composizione degli ospiti e le connessioni con i servizi
sanitari e sociali esistenti sul territorio.
In zone di alta densità
abitativa ed urbana la ricettività delle residenze può essere
accresciuta fino a 120 posti, comunque organizzati in nuclei di 20
persone.
I valori sopra indicati sono specifici per le nuove
realizzazioni da effettuarsi ai sensi dell’art. 20 della legge
11-3-1988, n. 67.
Eventuali deroghe, in rapporto a precedenti
normative regionali, debbono essere evidenziate nei programmi
regionali di investimento e giustificate negli studi di fattibilità da
presentare ai sensi degli artt. 5 e 7 del decreto ministeriale di
attuazione (1) dell’art. 20 della legge 11-3-1988 n. 67.
Criterio n. 9
– ARTICOLAZIONE DELLE RESIDENZE
Le residenze sanitarie assistenziali
sono da articolare sotto il profilo funzionale, sulla base dei
seguenti servizi:
a) AREA ABITATIVA
camere o alloggi con relativi
servizi igienici
b) SERVIZI DI NUCLEO (ogni 15-20 ospiti)
soggiorno –
gioco – TV
cucina
saletta da pranzo
servizi igienici e bagno
assistito
locali di servizio per il personale di assistenza dotato
di
servizi igienici
c) CENTRO SERVIZI DI VITA COLLETTIVA (per l’intera
struttura; per le attività sociali, anche ad uso esterno)
ingresso
portineria / posta / telefono
uffici amministrativi
servizi igienici
collettivi
soggiorno comune / musica / lettura
bar / ristorante
sala
polivalente
locali per attività occupazionali
locali per il
culto
parrucchiere / barbiere / pedicure camere per ospiti esterni /
foresteria (fuori standard)
d) SERVIZI SANITARI
(per la intera
struttura; ad uso anche
esterno)
ambulatori
fisiochinesiterapia
servizio di podologia
palestra
/ spogliatoio / deposito
deposito palestra
servizi igienici
e) LOCALI
AUSILIARI (per l’intera struttura)
deposito materiali sanitari
camera
mortuaria
f) SERVIZI GENERALI (per l’intera struttura)
cucina /
dispensa e locali accessori lavanderia e stireria spogliatoio del
personale con servizi igienici magazzini locale deposito a
disposizione degli ospiti deposito biancheria sporca (articolato per
piano) deposito biancheria pulita ( articolato per piano)
Criterio n.
10 – STANDARD DIMENSIONALI
Gli standard dimensionali cui riferirsi
nella realizzazione delle residenze sono determinati nelle misure che
seguono. Va tenuto presente che gli standard rapportati alle persone
sono da considerarsi netti, in quanto fanno riferimento a superfici
utili per lo svolgimento delle funzioni specifiche:
a) la superficie
totale utile funzionale della struttura è fissata in mq. 40/45 per
ospite;
b) per gli alloggi:…

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