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Regolamento recante norme di attuazione dell'articolo 25 della L. 13 m...

Regolamento recante norme di attuazione dell'articolo 25 della L. 13 maggio 1999, n. 133, relativo a disposizioni tributarie in materia di associazioni sportive dilettantistiche.

Decreto Ministeriale 26/11/1999 n. 473

TESTO
in vigore dal:
31-12-1999
IL MINISTRO DELLE FINANZE
Visto l’articolo 25 della legge
13 maggio 1999, n. 133, concernente disposizioni in materia di
perequazione, razionalizzazione e federalismo fiscale, che modifica
l’attuale regime fiscale delle
associazioni sportive
dilettantistiche;
Visto, in particolare, il comma 7 del citato
articolo 25 il quale dispone che con decreto del Ministro delle
finanze sono emanate le relative modalita’ di attuazione, nonche’ le
procedure di controllo;
Visto, altresi’, il comma 8 dell’articolo 25
della citata legge 13 maggio 1999, n. 133, il quale prevede che le
disposizioni di cui al comma 7 del medesimo articolo si applicano a
tutti i soggetti che organizzano o promuovono attivita’ sportiva con
l’impegno di atleti che non rivestono la qualifica di professionisti
ai sensi delle vigenti disposizioni di legge;
Visto il decreto
legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, con cui e’ stata riordinata la
disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle
organizzazioni non lucrative di utilita’ sociale;
Vista la legge 16
dicembre 1991, n. 398, che detta disposizioni tributarie relative alle
associazioni sportive dilettantistiche;
Visto il decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, concernente
l’istituzione e la disciplina dell’imposta sul valore aggiunto;
Visto
il decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 60, e, in particolare,
l’articolo 17, che sostituisce il sesto comma dell’articolo 74 del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633;
Visto
il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
con il quale e’ stato approvato il testo unico delle imposte sui
redditi;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre
1973, n. 600, che detta disposizioni comuni in materia di accertamento
delle imposte sui redditi;
Visto il decreto legislativo 9 luglio 1997,
n. 241, recante norme di semplificazione degli adempimenti dei
contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi e dell’imposta sul
valore aggiunto, nonche’ di modernizzazione del sistema di gestione
delle dichiarazioni e dei versamenti;
Visto il decreto del Presidente
della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, recante le modalita’ per la
presentazione delle dichiarazioni relative alle imposte sui redditi,
all’imposta regionale sulle
attivita’ produttive e all’imposta sul
valore aggiunto, ai sensi dell’articolo 3, comma 136, della legge 23
dicembre 1996, n. 662;
Atteso che occorre provvedere all’emanazione
del citato decreto del Ministro delle finanze previsto dal comma 7
dell’articolo 25 della legge 13 maggio 1999, n. 133;
Visto l’articolo
17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Udito il parere della
sezione consultiva per gli atti normativi del Consiglio di Stato,
espresso nell’adunanza del 30 agosto 1999;
Vista la comunicazione n.
3-15414 del 14 ottobre 1999 inviata al Presidente del Consiglio dei
Ministri ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge n. 400 del
1988;

A d o t t a

il seguente regolamento:

Art. 1.
Proventi che non
concorrono alla formazione del reddito

1. Le disposizioni
dell’articolo 25, comma 1, della legge 13 maggio 1999, n. 133, si
applicano alle associazioni sportive dilettantistiche, comprese quelle
non riconosciute dal CONI o dalle
Federazioni sportive nazionali,
purche’ riconosciute da enti di promozione sportiva, che si avvalgono
delle disposizioni della legge 16 dicembre 1991, n. 398.
2. A
decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 18
maggio 1999, data di entrata in vigore della legge n. 133 del 1999, le
associazioni sportive dilettantistiche di cui al comma 1, che hanno
conseguito nel periodo d’imposta precedente proventi per un importo
non superiore a 360 milioni di lire, possono avvalersi delle
disposizioni di cui alla citata legge n. 398 del 1991.
3. Ai sensi
dell’articolo 25, comma 1, della legge 13 maggio 1999, n. 133, non
concorrono a formare il reddito imponibile delle associazioni sportive
dilettantistiche indicate nel comma 1 i
proventi derivanti dallo
svolgimento di attivita’ commerciali connesse agli scopi istituzionali
e quelli realizzati a seguito di raccolte di fondi effettuate con
qualsiasi modalita’, purche’ le attivita’ e le raccolte di fondi
anzidette abbiano carattere di occasionalita’ e saltuarieta’. Detti
proventi non concorrono a formare il reddito imponibile fino
all’ammontare complessivo conseguito dalle medesime associazioni nel
corso di un periodo d’imposta, nell’ambito di due manifestazioni e
comunque per un importo non superiore al limite fissato con decreto
del Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro del tesoro,
del bilancio e della programmazione economica e con il Ministro per i
beni e le attivita’ culturali.
4. Le disposizioni concernenti i
proventi di cui alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 25 della
legge n. 133 del 1999 si applicano, per le associazioni indicate nello
stesso comma, in luogo delle disposizioni recate dall’articolo 108,
comma 2-bis, lettera a), del testo unico delle imposte sui redditi,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre
1986, n. 917.
5. I proventi di cui al comma 3, nei limiti ivi
indicati, non si computano ai fini della determinazione dell’importo
stabilito per avvalersi delle disposizioni di cui all’articolo 1,
comma 1, della legge 16 dicembre 1991, n. 398, e del reddito
imponibile di cui all’articolo 2, comma 5, della medesima legge, se
conseguiti a seguito di manifestazioni realizzate successivamente alla
data di entrata in vigore del presente decreto.
Avvertenza:
Il testo
delle note qui pubblicato e’ stato redatto dall’amministrazione
competente per materia, ai
sensi dell’art. 10, comma 3, del testo
unico delle disposizioni sulla promulgazione delle
leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e
sulle pubblicazioni ufficiali della
Repubblica italiana, approvato con
D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge alle quali e’ operato il
rinvio.
Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti
legislativi qui trascritti.
Nota al titolo:
– Si riporta il testo
dell’art. 25 della legge 13 maggio 1999, n. 133:
“Art. 25
(Disposizioni tributarie in materia di associazioni sportive
dilettantistiche). – 1. Per
le societa’ sportive dilettantistiche
comprese quelle non riconosciute dal CONI o dalle Federazioni sportive
nazionali purche’ riconosciute da enti di promozione sportiva che si
avvalgono dell’opzione di cui all’art. 1 della legge 16 dicembre 1991,
n. 398, e successive modificazioni, non concorrono a formare il
reddito imponibile se percepiti in via occasionale e saltuaria, e
comunque per un numero complessivo non superiore a due eventi per anno
e per un importo non superiore al limite annuo complessivo fissato con
decreto del Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica e con
l’autorita’ di governo competente in materia di sport:
a) i proventi
realizzati dalle societa’ nello svolgimento di attivita’ commerciali
connesse agli scopi
istituzionali;
b) i proventi realizzati per il
tramite di raccolte di fondi effettuate con qualsiasi modalita’.
2. A
decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso alla
data di entrata in vigore della presente legge, l’importo di lire 100
milioni, fissato dall’art. 1, comma 1, della legge 16 dicembre 1991,
n. 398, come modificato da ultimo con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 10 novembre 1998, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 285 del 5 dicembre 1998, in L. 130.594.000, e’ elevato a
lire 360 milioni.
3. All’art. 2, comma 5, della legge 16 dicembre
1991, n. 398, e successive modificazioni, le parole: ”6 per cento”
sono sostituite dalle seguenti: ”3 per cento”.
4. Le societa’
sportive dilettantistiche comprese quelle non riconosciute dal CONI o
dalle Federazioni sportive nazionali purche’ riconosciute da enti di
promozione sportiva che corrispondono compensi comunque denominati,
comprese le indennita’ di trasferta ed i
rimborsi forfettari, per le
prestazioni inerenti alla propria attivita’, devono operare all’atto
del pagamento, relativamente alla parte del compenso eccedente la
somma di L. 90.000 per ciascuna prestazione e comunque di L. 6.000.000
complessive annue per ciascun percipiente, una ritenuta a titolo di
imposta nella misura fissata dall’articolo 11 del testo unico delle
imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, per il primo scaglione di
reddito, maggiorata delle addizionali all’imposta sul reddito delle
persone fisiche. Con decreto del Ministro delle finanze possono essere
modificati i limiti di importo relativi a ciascuna prestazione e
all’ammontare complessivo annuo per ciascun percipiente di cui al
primo periodo, in relazione alle variazioni del valore medio
dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e
impiegati.
5. All’art. 13-bis, comma 1, del testo unico delle imposte
sui redditi, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, e’ aggiunta, in fine, la seguente
lettera:
”iter) le erogazioni liberali in denaro, per un importo
complessivo in ciascun periodo di imposta non
superiore a un milione
di lire, in favore delle societa’ sportive dilettantistiche”.
6.
All’art. 91-bis, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi,
approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre
l986, n. 917, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ”nonche’
dell’onere di cui all’art. 13-bis, comma 1, lettera i-ter), ridotto
alla meta”’.
7. Con decreto del Ministro delle finanze, da emanare
entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, ai sensi dell’art. 17…

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