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Regolamento recante norme per l'individuazione delle particolari esigenze negli istituti di istruzione ed educazione di ogni ordine e grado, ai fini delle norme contenute nel decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modifiche ed integrazioni

DM Pubblica Istruzione 29 settembre 1998 n. 382

TESTO
Vista la legge
23 agosto 1988, n. 400, in particolare l’articolo 17, commi 3 e
4;
Visto il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, recante
attuazione di direttive comunitarie riguardanti il miglioramento della
sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro, così come
modificato ed integrato dal decreto legislativo 19 marzo 1996, n.
242;
Visto il decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277;
Visti in
particolare l’articolo 1, comma 4, del decreto legislativo 15 agosto
1991, n. 277, come modificato dal comma 2 dell’articolo 1- bis della
legge 23 dicembre 1996, n. 649, e l’articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo 19 settembre 1994, n. 626, come modificato dall’articolo
1, comma 1, del decreto legislativo 19 marzo 1996, n. 242, secondo cui
le norme dei decreti medesimi, in relazione ai settori interessati,
sono applicate tenendo conto delle particolari esigenze connesse al
servizio espletato, individuate con decreto del Ministro competente di
concerto con i Ministri del lavoro e della previdenza sociale, della
sanità e della funzione pubblica;
Considerato che tra i settori
indicati nei citati articoli sono compresi gli istituti di istruzione
ed educazione di ogni ordine e grado;
Visto il decreto del Ministro
della pubblica istruzione 21 giugno 1996, n. 292, emanato ai sensi
dell’articolo 30, comma 1, del decreto legislativo 19 marzo 1996, n.
242, con il quale sono stati individuati i datori di lavoro
nell’ambito scolastico;
Vista la legge 11 gennaio 1996, n. 23;
Udito
il parere del Consiglio di Stato espresso dalla sezione consultiva per
gli atti normativi nell’adunanza del 1 giugno 1998;
Vista la
comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a norma
dell’articolo 17, comma 3, della citata legge n. 400 del 1988
effettuata con nota n. 3142 del 22 giugno 1998;
Adotta il seguente
regolamento:

Art. 1
Campo di applicazione
Le disposizioni contenute
nel decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277, come modificato e
integrato dalla legge 23 dicembre 1996, n. 649, e nel decreto
legislativo 19 settembre 1994, n. 626, come modificato ed integrato
dal decreto legislativo 19 marzo 1996, n. 242, si applicano a tutte le
istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado,
relativamente al personale ed agli utenti delle medesime istituzioni,
tenendo conto delle particolari esigenze connesse al servizio dalle
stesse espletato, come individuate dal presente decreto. I predetti
decreti legislativi e successive modifiche e integrazioni sono
appresso indicati, rispettivamente, come decreto legislativo n. 277 e
decreto legislativo n. 626. Per datori di lavoro nell’ambito delle
istituzioni scolastiche ed educative statali si intendono i soggetti
individuati come tali nell’ambito scolastico nel decreto del Ministro
della pubblica istruzione 21 giugno 1996, n. 292.
Sono equiparati ai
lavoratori, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera a), del decreto
legislativo n. 626, gli allievi delle istituzioni scolastiche ed
educative nelle quali i programmi e le attività di insegnamento
prevedano espressamente la frequenza e l’uso di laboratori
appositamente attrezzati, con possibile esposizione ad agenti chimici,
fisici e biologici, l’uso di macchine, apparecchi e strumenti di
lavoro in genere ivi comprese le apparecchiature fornite di
videoterminali. L’equiparazione opera nei periodi in cui gli allievi
siano effettivamente applicati alle strumentazioni o ai laboratori in
questione. I predetti allievi non sono comunque computati, ai sensi
del decreto legislativo n. 626, ai fini della determinazione del
numero dei lavoratori dal quale il medesimo decreto fa discendere
particolari obblighi. In tali ipotesi le attività svolte nei
laboratori o comunque nelle strutture di cui sopra hanno
istituzionalmente carattere dimostrativo-didattico. Tale specificità
ed i limiti anche temporali dell’attività svolta vengono evidenziati
nel documento dei fattori di rischio da elaborare da parte del datore
di lavoro e costituiscono il parametro di riferimento per le
amministrazioni preposte alla vigilanza in materia.
I datori di
lavoro, negli ambiti di competenza per quanto concerne le istituzioni
scolastiche ed educative statali e secondo quanto previsto dallo
specifico accordo di comparto, attivano gli opportuni interventi,
promuovono ogni idonea iniziativa di informazione e di formazione e
provvedono alla programmazione e organizzazione degli adempimenti
previsti in caso di emergenza dagli articoli 12, 13, 14 e 15 del
decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626.
Restano fermi gli
obblighi in materia di prevenzione e protezione previsti dalle
disposizioni vigenti e, in particolare, gli obblighi di adempimento
stabiliti dal decreto del Ministro dell’interno 26 agosto 1992,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 218 del 16
settembre 1992, recante norme di prevenzione incendi per l’edilizia
scolastica e quelli previsti dal decreto legislativo 15 agosto 1991,
n. 277, riguardanti la protezione contro i rischi derivanti da agenti
chimici, fisici e biologici ed in particolare dal piombo, dall’amianto
e dal rumore.

Art. 2
Servizio di prevenzione e di protezione
Il
datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti propri del
responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi nel
caso in cui il numero dei dipendenti dell’istituzione scolastica o
educativa, con esclusione degli allievi di cui all’articolo 1, comma
2, non superi le 200 unità.
Il datore di lavoro può, altresì,
designare, ai sensi dell’articolo 8 del decreto legislativo 19
settembre 1994, n. 626, il responsabile del servizio di prevenzione e
protezione. Il datore di lavoro designa, inoltre, gli addetti al
servizio medesimo.
Ai fini di cui al comma precedente, il
responsabile del servizio di prevenzione e protezione può essere
individuato tra le seguenti categorie:
a. personale interno all’unità
scolastica provvisto di idonea capacità adeguatamente comprovata da
iscrizione ad albi professionali attinenti all’attività da svolgere e
che si dichiari a tal fine disponibile;
b. personale interno
all’unità scolastica in possesso di attitudini e capacità adeguate che
si dichiari a tal fine disponibile;
c. personale interno ad una unità
scolastica in possesso di specifici requisiti adeguatamente
documentati e che sia disposto ad operare per una pluralità di
istituti.
Gruppi di istituti possono avvalersi in comune dell’opera
di un unico esperto esterno al fine di integrare l’azione di
prevenzione e protezione svolta dai dipendenti all’uopo individuati
dal datore di lavoro. A tal fine è stipulata apposita convenzione,
prioritariamente, con gli enti locali competenti per la fornitura
degli edifici scolastici e dei relativi interventi in materia di
sicurezza previa intesa con gli enti medesimi e, in via subordinata,
con enti o istituti specializzati in materia di sicurezza sul lavoro,
o con altro esperto esterno. Alla stipulazione della predetta
convenzione può provvedere anche l’autorità scolastica competente per
territorio.

Art. 3
Documento relativo alla valutazione dei rischi
Il
datore di lavoro provvede alla redazione del documento relativo alla
valutazione dei rischi, avvalendosi della collaborazione del
responsabile del servizio di prevenzione e di protezione, ove
designato.
Nelle scuole statali il datore di lavoro, al fine di
redigere il documento di cui al comma 1, può avvalersi della
collaborazione degli esperti degli enti locali tenuti alla fornitura
degli immobili, nonché degli enti istituzionalmente preposti alla
tutela e alla sicurezza dei lavoratori.

Art. 4
Sorveglianza
sanitaria
Ai sensi dell’articolo 16 del decreto legislativo 19
settembre 1994, n. 626, la sorveglianza sanitaria, a mezzo del medico
competente, è finalizzata a realizzare specifici controlli nelle
istituzioni scolastiche ed educative nelle quali la valutazione dei
rischi, effettuata dal datore di lavoro, abbia evidenziato concrete
situazioni di esposizione a rischi per la salute dei lavoratori tali
da rendere obbligatoria la sorveglianza sanitaria. Accertato tale
presupposto, il datore di lavoro procede alla nomina del medico
competente, ai fini ed agli effetti di cui all’articolo 17 del decreto
legislativo n. 626.
Nelle scuole statali l’individuazione del medico
competente è concordata preferibilmente con le aziende sanitarie
locali competenti per territorio o con una struttura pubblica ove sia
disponibile un medico con i requisiti indicati per la funzione di
medico competente, sulla base di apposite convenzioni tipo da
definirsi tra le strutture medesime e l’autorità scolastica competente
per territorio.

Art. 5
Raccordo con gli enti locali
Il datore di
lavoro, ogni qualvolta se ne presentino le esigenze, deve richiedere
agli enti locali la realizzazione degli interventi a carico degli enti
stessi, ai sensi dell’articolo 4, comma 12, primo periodo, del decreto
legislativo n. 626; con tale richiesta si intende assolto l’obbligo di
competenza del datore di lavoro medesimo, secondo quanto previsto dal
secondo periodo dello stesso comma 12.
Nel caso in cui il datore di
lavoro, sentito l’eventuale responsabile del servizio di prevenzione e
di protezione, ravvisi grave ed immediato pregiudizio alla sicurezza
ed alla salute dei lavoratori e degli allievi adotta, sentito lo
stesso responsabile, ogni misura idonea a contenere o eliminare lo
stato di pregiudizio, informandone contemporaneamente l’ente locale
per gli adempimenti di obbligo.
L’autorità scolastica competente per
territorio promuove ogni opportuna iniziativa di raccordo e di
coordinamento tra le istituzioni scolastiche ed educative e gli enti
locali ai fini dell’attuazione delle norme del presente decreto.

Art. 6
Attività di informazione e di formazione
Specifiche
iniziative sono assunte …

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