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Programmi di riqualificazione urbana a valere sui finanziamenti di cui all'art. 2, comma 2, della legge 17-2-1992, n. 179, e successive modificazioni ed integrazioni.

Decreto Ministeriale 21/12/1994

TESTO
Art. 1.
Le disponibilità
finanziarie a valere sui fondi di cui all’art.2, comma 2, della legge
17 febbraio 1992, n. 179, e successive integrazioni e modificazioni,
sono destinate alla formazione ed all’attuazione di programmi di
riqualificazione urbana.
Art. 2.
Possono richiedere i finanziamenti di
cui al precedente art.1 i soggetti individuati dall’art.3 del bando
allegato al presente decreto.
Art. 3.
Il presente decreto e l’allegato
bando sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale della Repubblica
Italiana
ALLEGATO
Art. 1. Disponibilità finanziarie
1. Le
disponibilità finanziarie a valere sul fondo di lire 288 miliardi, di
cui all’art.2, comma 2, della legge 17 febbraio 1992, n. 179, così
come integrato dalle somme non utilizzate per contributi sui programmi
previsti dall’art.18 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, così
come modificato dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, sono destinate
alla formazione ed all’attuazione di programmi di riqualificazione
urbana con il concorso obbligatorio di risorse private.
1-bis. Le
disponibilità finanziarie di cui al comma 1 sono destinate quanto al
70 per cento, ai comuni con popolazione superiore a 300.000 abitanti,
e quanto al 30 per cento, ai comuni con popolazione inferiore a
300.000 abitanti.
1-ter. Le suddette disponibilità finanziarie,
qualora non utilizzate secondo la ripartizione di cui al comma 1-bis,
sono utilizzabili per gli altri comuni.
2. All’attuazione dei
programmi di riqualificazione urbana possono altresì partecipare
soggetti pubblici che con proprie risorse, provenienti da
autofinanziamento, realizzano parte degli interventi previsti dal
programma medesimo.
Art. 2. Obiettivi del programma
1. I programmi di
riqualificazione urbana si propongono di avviare il recupero edilizio
e funzionale di ambiti urbani specificatamente identificati attraverso
proposte unitarie che riguardano:
a) parti significative delle opere
di urbanizzazione primaria e secondaria;
b) interventi di edilizia non
residenziale che contribuiscono al miglioramento della qualità della
vita nell’ambito considerato;
c) interventi di edilizia residenziale
che inneschino processi di riqualificazione fisica dell’ambito
considerato.
Art. 3. Soggetti beneficiari dei finanziamenti
1. Possono
richiedere i finanziamenti di cui all’art.1:
a) i comuni con
popolazione superiore a 300.000 abitanti ed i comuni con essi
confinanti ovvero ricadenti in aree metropolitane da definirsi ai
sensi della legge n. 142/1990;
b) i comuni capoluogo di provincia;
c)
gli altri comuni qualora la proposta di programma riguardi, per una
percentuale significativa, aree industriali dismesse;
d) i comuni
ricadenti in ambiti urbani sovracomunali interessati da rilevanti
fenomeni di trasformazione economica e a tal fine specificatamente
definiti dalle competenti regioni con propri atti deliberativi ai fini
dell’allocazione delle risorse a valere sui fondi per la
programmazione di edilizia residenziale pubblica per il quadriennio
1992-95.
2. Per i comuni di cui alle lettere b), c) e d), la richiesta
dei finanziamenti è effettuata per la realizzazione di interventi di
particolare rilevanza o specificità, adeguatamente motivata.
3. Le
amministrazioni comunali formulano proposte di programmi di
intervento, da sottoporre all’approvazione del Segretariato generale
del CER secondo le procedure, i criteri e le modalità di cui agli
articoli seguenti.
4. Le richieste di finanziamento devono
ricomprendere gli atti d’obbligo o gli schemi di convenzione
sottoscritti dai soggetti privati che partecipano con proprie risorse
al programma medesimo, le adesioni delle regioni nel caso della
concessione di ulteriori finanziamenti a valere sui fondi per il
quadriennio 1992-95, nonché le adesioni o le intese di altri soggetti
pubblici che partecipano alla realizzazione del programma con proprie
risorse ovvero in quanto titolari di beni, di diritti o di
competenze.
Art. 4. Ambiti di intervento
1. Il comune delimita
l’ambito territoriale oggetto del programma in ragione:
a)
dell’ampiezza e della consistenza del degrado edilizio (fatiscenza
degli edifici), urbanistico (carenza di opere di urbanizzazione
primaria e secondaria e dei servizi pubblici), ambientale (fatiscenza
degli spazi pubblici, dell’arredo urbano, delle aree verdi), economico
(impianti produttivi dismessi, carenza di attività produttive,
artigianali, commerciali, di servizio, gravi problemi occupazionali),
sociale (emarginazione delle periferie);
b) del raggio di influenza
delle urbanizzazioni primarie e secondarie oggetto del programma;
c)
del ruolo strategico del programma rispetto al contesto urbano e
metropolitano.
2. L’ambito di intervento, in relazione alla finalità
della legge, ricade all’interno di zone in tutto o in parte già
edificate. Non può peraltro escludersi la possibilità che il programma
di riqualificazione richieda interventi esterni a tali zone. In tal
caso deve già esistere una connessione funzionale che giustifichi
l’unitarietà della proposta ovvero tale connessione, nella sua
interezza, è oggetto del programma stesso.
Art. 5. Interventi
previsti
1. I singoli interventi sono inclusi nei programmi in quanto
rivolti alla riqualificazione degli ambiti di intervento nel loro
complesso. I programmi hanno, pertanto, carattere unitario e
consistono in un insieme sistematico e coordinato di interventi
pubblici e di interventi privati realizzati in regime di
convenzione.
2. Gli interventi costituenti il programma sono
riconducibili alle seguenti tipologie:
a) acquisizione di immobili da
destinare ad urbanizzazioni primarie o secondarie o edilizia
residenziale pubblica mediante cessione gratuita, cessione volontaria,
espropriazione, permuta, ecc.;
b) realizzazione, completamento ed
adeguamento delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria;
c)
opere di sistemazione ambientale e di arredo urbano delle aree e degli
spazi pubblici;
d) risanamento delle parti comuni dei fabbricati
residenziali;
e) opere di manutenzione ordinaria, straordinaria,
restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia di
fabbricati residenziali e non residenziali;
f) realizzazione o
ampliamento di fabbricati residenziali e non residenziali;
g)
ristrutturazione urbanistica.
3. Ai fini di quanto contenuto nel
presente bando, gli interventi di cui alle lettere a), b) e c) sono da
considerare pubblici, gli altri interventi possono essere pubblici o
privati a seconda del regime di proprietà attribuito all’immobile
oggetto dell’intervento.
Art. 6. Procedure di programmazione
comunale
1. Il comune specifica, qualificandoli e, ove possibile
quantificandoli, obiettivi e contenuti del programma.
2. Il comune
definisce, per ciascun ambito, delimitato ai sensi dell’art.4, gli
interventi di cui all’art.5 da ammettere al finanziamento pubblico,
quantificandone, su base parametrica, i costi di realizzazione.
3. Con
procedure autonomamente determinate (accordi diretti, invito pubblico,
confronto concorrenziale, ecc.), il comune promuove e valuta, ai fini
dell’ammissibilità, le proposte che pervengono dai soggetti
interessati alla realizzazione del programma stesso in relazione al
perseguimento degli obiettivi e sulla base della valutazione degli
elementi di cui all’art.15.
Art. 7. Contenuti degli atti d’obbligo e
degli schemi delle convenzioni per l’attuazione del programma
1. Gli
atti d’obbligo di cui all’art.3, comma 4, contengono l’impegno da
parte dei proprietari di immobili, o loro mandatari, oggetto di
proposte che richiedono una variante allo strumento urbanistico, a
realizzare con proprie risorse una quota di interventi pubblici
unitamente a quelli privati attuabili a seguito dell’eventuale
approvazione della variante stessa. Contengono, altresì, l’impegno a
sottoscrivere la eventuale polizza assicurativa di cui all’art.17,
comma 2, lettera e).
2. Gli schemi di convenzione con il comune
sottoscritti dai soggetti privati, selezionati con le procedure di cui
all’art.6, comma 3, devono regolamentare l’assunzione delle reciproche
obbligazioni relative all’attuazione del programma.
3. Tali schemi di
convenzione, tra l’altro, contengono:
a) i tempi di attuazione dei
singoli interventi ed il tempo di realizzazione del complessivo
programma;
b) l’impegno del comune a:
· provvedere alla progettazione
dei singoli interventi pubblici;
· dare attuazione agli interventi
pubblici conformemente ai tempi di cui alla lettera a);
· rilasciare
le concessioni edilizie relative agli interventi privati nei tempi
utili per permettere l’avvio degli stessi nel rispetto dei tempi di
cui alla lettera a), ricorrendo, ove necessario, alla conferenza di
servizi;
c) l’impegno dei soggetti privati a:
provvedere alla
progettazione dei singoli interventi privati, nonché di quelli
pubblici assistiti da finanziamento privato;
· provvedere alla diretta
realizzazione delle opere di urbanizzazione a scomputo dei relativi
oneri e delle altre opere pubbliche a integrale finanziamento
privato;
· provvedere al finanziamento parziale o integrale di opere
pubbliche nel caso in cui la convenzione sia alternativa agli atti
d’obbligo;
· dare attuazione agli interventi privati conformemente ai
tempi di cui alla lettera a);
· fornire idonee garanzie finanziarie,
in ordine all’attuazione del programma, e fideiussorie circa il
rispetto della convenzione medesima;
d) l’eventuale impegno dei
soggetti privati e del comune a sottoscrivere e a far sottoscrivere,
da parte del soggetto affidatario di interventi pubblici, le polizze
assicurative di cui all’art.17, comma 2, lettera e). Allo schema di
convenzione è altresì allegata bozza delle suddette polizze che
esplicita l’importo dei massimali, il tipo di rischio e le opere che
si intendono assicurare.
Art. 8. Realizzazione degli interventi
pubblici
1. La realizzazione degli interventi pubblici può essere
effe…

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