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Atto di intesa tra Stato e Regioni relativo agli aspetti igienico-sani...

Atto di intesa tra Stato e Regioni relativo agli aspetti igienico-sanitari concernenti la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine ad uso natatorio.

TITOLO
Decreto Ministeriale 11/07/1991
TESTO
Art.1. CAMPO DI
APPLICAZIONE E FINALITÀ
1. L’atto di intesa si applica esclusivamente
alle piscine di uso pubblico alimentate con acqua dolce e dotate delle
vasche di cui alle lettere a), b), c), d), e), f) del quarto comma
dell’art.2 ed intende fornire prescrizioni e raccomandazioni per la
progettazione, costruzione, gestione ed il controllo delle piscine ai
fini della tutela igienico-sanitaria e della sicurezza.

Art.2.
DEFINIZIONE E CLASSIFICAZIONE DELLE PISCINE
1. Si definisce piscina un
complesso attrezzato per la balneazione che comporti la presenza di
uno o più bacini artificiali utilizzati per attività ricreative,
formative, sportive e terapeutiche esercitate nell’acqua contenuta nei
bacini stessi.
2. Ai fini del presente atto le piscine sono
classificate in base ai seguenti criteri: caratteristiche strutturali
ed ambientali, tipo di utilizzazione, destinazione.
3. In base alle
caratteristiche strutturali ed ambientali le piscine si distinguono
in:
a) piscine scoperte se costituite da complessi con uno o più
bacini artificiali non confinati entro strutture chiuse permanenti;
b)
piscine coperte se costituite da complessi con uno o più bacini
artificiali confinati entro strutture chiuse permanenti;
c) piscine di
tipo misto se costituite da complessi con uno o più bacini artificiali
scoperti e coperti utilizzabili contemporaneamente;
d) piscine di tipo
convertibile se costituite da complessi con uno o più bacini
artificiali nei quali gli spazi destinati alle attività possono essere
aperti o chiusi in relazione alle condizioni atmosferiche.
4. In base
alla loro utilizzazione si individuano nelle varie tipologie di
piscine i seguenti tipi di vasche:
a) le vasche per nuotatori sono
quelle aventi requisiti che consentono l’esercizio delle attività
natatorie in conformità al genere ed al livello di prestazioni per le
quali è destinata la piscina nel rispetto delle norme della
Federazione Italiana Nuoto (FIN) e della Fèdèration Internationale de
Natation Amateur (FINA) vigenti, per quanto concerne le vasche
agonistiche. La profondità deve essere non inferiore a m.1,10;
b) le
vasche per tuffi ed attività subacquee sono quelle aventi requisiti
che consentono l’esercizio delle attività in conformità al genere ed
al livello di prestazioni per le quali è destinata la piscina nel
rispetto delle norme della Federazione Italiana Nuoto (FIN) e della
Fèdèration Internationale de Natation Amateur (FINA) vigenti per
quanto concerne i tuffi;
c) le vasche ricreative e di addestramento al
nuoto sono quelle aventi requisiti morfologici e funzionali che le
rendono idonee per il gioco, la balneazione e le attività formative ed
educative propedeutiche all’esercizio delle attività natatorie. La
profondità massima deve essere non superiore a m.1,10 per almeno 1/3
della superficie della vasca;
d) le vasche per bambini sono quelle
aventi requisiti morfologici e funzionali che le rendono idonee per la
balneazione dei bambini. La profondità massima deve essere non
superiore a m.0,60;
e) le vasche polifunzionali sono quelle aventi
caratteristiche morfologiche e funzionali che consentono l’uso
contemporaneo del bacino per attività differenti o che posseggono
requisiti di convertibilità che le rendono idonee ad usi diversi;
f)
le vasche ricreative attrezzate sono quelle con attrezzature
accessorie prevalenti quali acquascivoli, sistemi di formazione di
onde, fondi mobili, pareti mobili, ecc.;
g) le vasche per usi
riabilitativi sono quelle aventi requisiti morfologici e funzionali
nonchè dotazione di attrezzature specifiche per l’esercizio esclusivo
di attività riabilitative e rieducative sotto il controllo sanitario
specialistico;
h) le vasche per usi curativi e termali sono quelle
nelle quali l’acqua viene utilizzata come mezzo terapeutico in
relazione alle sue caratteristiche fisico-chimiche intrinseche e/o
alle modalità con cui viene in contatto dei bagnanti e nelle quali
l’esercizio delle attività balneatorie viene effettuato sotto il
controllo sanitario specialistico. Le piscine destinate ad usi
curativi e termali o riabilitativi non possono essere utilizzate anche
per attività ricreative, formative o sportive.
5. In base alla loro
destinazione le piscine si distinguono in piscine di uso pubblico e
piscine di uso privato. Di norma le piscine sono di uso pubblico; sono
di uso privato quelle piscine facenti parte di unità abitative mono o
bifamiliari il cui uso, sotto la responsabilità del proprietario o dei
proprietari congiuntamente, sia limitato ai componenti della famiglia
ed ai loro ospiti.

Art.3. CARATTERISTICHE DELL’AREA DI INSEDIAMENTO
DELLE PISCINE
1. E’ raccomandabile che l’area di insediamento delle
piscine risulti efficacemente soleggiata, protetta da venti dominanti,
lontana da cause di inquinamento atmosferico, idrico e del suolo e da
sorgenti di rumori molesti.
2. L’approvvigionamento idrico sia per gli
usi sanitari che per l’alimentazione delle vasche, deve essere
assicurato attraverso un acquedotto pubblico e/o attraverso altre
fonti di approvvigionamento idrico, qualitativamente rispondenti ai
requisiti di potabilità, esclusa la temperatura.
3. Il fabbisogno
idrico complessivo giornaliero di acqua va computato nella misura di
almeno 70 litri al giorno per ogni frequentatore. Il fabbisogno di
acqua va calcolato considerando comunque il numero massimo di
frequentatori giornalieri. La rete di approvvigionamento idrico deve
essere protetta da possibili ritorni di acqua dal circuito delle
vasche.
4. L’allontanamento e lo smaltimento delle acque di rifiuto,
ivi comprese quelle derivanti dal funzionamento degli impianti di
alimentazione delle vasche, deve realizzarsi in conformità delle
vigenti norme sulla tutela delle acque dall’inquinamento.
5. Nelle
piscine deve essere assicurata la raccolta dei rifiuti solidi ed il
loro allontanamento attraverso il servizio di nettezza urbana con le
modalità e le frequenze previste dal regolamento di igiene locale.
6.
L’ampiezza dell’area totale di insediamento delle piscine scoperte, di
tipo misto e convertibili deve risultare non inferiore a otto volte la
superficie complessiva delle vasche.
7. L’area di insediamento del
complesso piscina deve essere razionalmente collegato, con adeguati
servizi di trasporto pubblico, al relativo bacino di utenza ed in
particolare alle scuole, alle zone residenziali ed eventuali altri
centri sportivi presenti sul territorio interessato. Deve essere
garantita l’accessibilità ai mezzi di servizio e di soccorso.

Art.4.
ELEMENTI FUNZIONALI DEL COMPLESSO PISCINA
1. Nel complesso piscina si
individuano i seguenti elementi funzionali: sezione attività natatorie
e di balneazione, sezione servizi, sezione impianti tecnici, sezione
pubblico, sezione attività ausiliare.
2. Per sezione di attività
natatorie e di balneazione si intende l’insieme delle vasche e degli
spazi di pertinenza direttamente interessati alle suddette attività.
Essa comprende: le vasche, gli spazi perimetrali intorno alle vasche,
gli spazi direttamente connessi a quelli per le attività natatorie e
di balneazione, secondo quanto riportato nell’allegato 1 che fa parte
integrante del presente atto.
3. Tutte le piscine debbono essere
dotate di idonei servizi di uso esclusivo ed adeguati alle esigenze
funzionali dell’impianto secondo quanto riportato nell’allegato 2, che
fa parte integrante del presente atto.
4. Tutte le piscine devono
essere dotate di idonei impianti tecnici secondo quanto riportato
nell’allegato 3, che fa parte integrante del presente atto.
5. Ove sia
presente una sezione per il pubblico comprendente atrio, posti per
spettatori, spazi accessori, servizi igienici, le aree ed i percorsi
destinati al pubblico debbono essere indipendenti e separati da quelli
destinati ai frequentatori delle vasche. Per quanto riguarda le
caratteristiche dell’area destinata al pubblico vanno rispettate le
norme di sicurezza emanate dal Ministero dell’Interno. Nel caso di
contiguità tra l’area riservata al pubblico e quella destinata ai
frequentatori delle vasche, va previsto un elemento di separazione in
grado di evitare passaggi incontrollati attraverso le due zone. E’
necessario inoltre evitare che le acque di lavaggio delle superfici
destinate al pubblico possano rifluire verso l’area di pertinenza dei
frequentatori; a questo scopo si devono adottare opportuni sistemi di
intercettazione per il convogliamento e la raccolta delle acque di
lavaggio.
6. Ove sia prevista una sezione per servizi ausiliari
comprendente aree per attività sportive (diverse da quelle natatorie)
per il ristoro (bar, tavola calda, ecc.), spazi per attività
ricreative e culturali, ambienti per uffici e riunioni, sale stampa ed
altre attività complementari, la stessa deve essere strutturata per
uso esclusivo o del pubblico o dei frequentatori delle vasche. Sono
ammessi servizi ausiliari di uso comune solo nel caso che vi sia una
netta separazione tra i settori utilizzati dalle due categorie sopra
citate senza alcuna interferenza dei relativi percorsi.
7. Nell’ambito
delle zone funzionali relative a: sezione delle attività natatorie e
di balneazione, sezione servizi, sezione pubblico, sezione servizi
ausiliari, deve essere garantita la fruibilità da parte di portatori
di handicap. A tale fine, come previsto dalla vigente normativa, non
debbono esistere barriere architettoniche di alcun genere.

Art.5.
REQUISITI IGIENICO-AMBIENTALI
1. Le piscine debbono presentare
requisiti igienico-ambientali secondo quanto riportato nell’allegato
4, che fa parte integrante del presente atto.

Art.6. DOTAZIONE DI
PERSONALE, DI ATTREZZATURE E MATERIALI
1. Ai fini dell’igiene, della
sicurezza e della funzionalità delle piscine si individuano le
seguenti figure professionali di operatori:
a) responsabile della
piscina;
b) assistente bagnanti;
c) addetto …

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