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Individuazione dei rifiuti ospedalieri da qualificare come assimilabil...

Individuazione dei rifiuti ospedalieri da qualificare come assimilabili ai rifiuti solidi urbani.

Decreto Ministeriale 25/05/1989

TESTO
IL MINISTRO DELL’AMBIENTE
di
concerto con
IL MINISTRO DELLA SANITA’
Visto il decreto del
Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915;
Visto il
decreto-legge 14 dicembre 1988, n. 527, convertito, con modificazioni,
nella legge 10 febbraio 1989, n. 45;
Visto l’art. 1, comma 2-quater,
del decreto-legge 14 dicembre 1988, n. 527, convertito, con
modificazioni, nella legge 10 febbraio 1989, n. 45, che affida al
Ministro dell’ambiente, di intesa con il Ministro della sanità, il
compito di individuare le frazioni dei rifiuti ospedalieri da
qualificare come assimilabili ai rifiuti solidi urbani nonché le
eventuali ulteriori categorie che abbisognano di particolari sistemi
di smaltimento;
Rilevata la necessità di rendere uniformi i sistemi
di smaltimento per corrispondenti categorie di rifiuti, provenienti da
diverse tipologie di strutture sanitarie;
Viste le risultanze delle
attività della apposita commissione istituita con decreto del Ministro
dell’ambiente e del Ministro della sanità in data 21 marzo 1989;

Viste le risultanze delle audizioni effettuate con i rappresentanti
della Federazione nazionale degli ordini dei medici, dell’ordine
nazionale dei biologi e dell’ordine provinciale dei veterinari nonché
con l’Associazione italiana patologi clinici e con i direttori
sanitari di alcune strutture ospedaliere;
Decreta:

Art. 1
1. I
rifiuti speciali provenienti da strutture sanitarie elencati
nell’allegato 1 al presente decreto, purché non tossici e nocivi, sono
assoggettati alle norme previste per lo smaltimento dei rifiuti urbani
ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre
1982, n. 915, e successive disposizioni modificative ed applicative.

2. Su ogni contenitore dei rifiuti di cui sopra sarà saldamente
apposta in modo chiaramente visibile e indelebile l’indicazione della
struttura sanitaria di provenienza e la dicitura “rifiuti di origine
sanitaria assimilabili agli urbani”. Sui contenitori dei rifiuti
sterilizzati è anche indicato il numero progressivo di identificazione
di cui al comma 3.
3. Ogni trattamento di sterilizzazione dovrà
essere certificato dal direttore o responsabile sanitario della
struttura interessata e riportato su apposito registro con fogli
numerati e vidimati dal quale risulti, unitamente al numero di
identificazione, la quantità e tipologia dei rifiuti sterilizzati
nonché la data del trattamento.
4. L’efficacia della sterilizzazione
dovrà essere verificata almeno trimestralmente, attraverso esami di
laboratorio, dalla stessa struttura sanitaria o da un laboratorio dei
servizi e presidi multizonali di cui all’art. 22 della legge 23
dicembre 1978, n. 833, e, ove questi ultimi non siano ancora
istituiti, dei laboratori provinciali di igiene e profilassi. I
risultati dei controlli e la documentazione relativa alla
registrazione dei parametri di funzionamento dell’impianto e/o della
taratura degli strumenti di controllo dovranno essere conservati
unitamente ai registri di cui al comma 3 ed esibiti su richiesta delle
competenti autorità.

Art. 2
1. Le categorie di rifiuti speciali
provenienti da strutture sanitarie che necessitano di particolari
sistemi di smaltimento, eventualmente previa raccolta differenziata,
sono riportate, unitamente alle indicazioni della modalità di
smaltimento nell’allegato 2 al presente decreto.

Art. 3
1. Alle
tipologie di rifiuti non espressamente previste dal presente decreto
che, pur provenienti dalle strutture sanitarie, non derivano da
svolgimento dalle attività sanitarie, si applicano le norme vigenti in
materia.

Allegato 1
Elenco dei rifiuti provenienti da strutture
sanitarie assimilabili ai rifiuti urbani
1. Rifiuti provenienti dalle
cucine delle strutture sanitarie relativamente alla preparazione dei
pasti.
2. Rifiuti provenienti dalle attività di ristorazione e
residui dei pasti provenienti dai diversi reparti di degenza, ad
esclusione dei reparti che (su certificazione del direttore sanitario)
risultano ospitare pazienti affetti da malattie infettive.
3. Rifiuti
provenienti da tutte le strutture pubbliche e private di cui all’art.
1, comma 2-ter, del decreto-legge n. 527 del 1988 come convertito con
legge n. 45 del 1989, con esclusione dei rifiuti derivanti da
medicazioni, dei rifiuti di natura biologica e rispettivi contenitori,
dei rifiuti derivanti da attività diagnostiche, terapeutiche e di
ricerca, nonché di quelli provenienti da reparti che ospitano pazienti
affetti da malattie infettive, o da strutture comunque destinate alla
loro cura.
4. Campioni di urine, feci e sangue previa disinfezione.

5. Tutti i rifiuti espressamente esclusi dall’assimilabilità ai
rifiuti urbani ai sensi dei precedenti punti 2 e 3, ma compresi nelle
tipologie previste dal presente decreto, purché sottoposti a
trattamento di sterilizzazione.

Allegato 2
Categorie di rifiuti che
necessitano di particolari sistemi di smaltimento

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