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Aggiornamento dei limiti massimi di costo per gli interventi di ediliz...

Aggiornamento dei limiti massimi di costo per gli interventi di edilizia residenziale pubblica agevolata.

Decreto Ministeriale 23-05-1984 n. 257
TESTO
1. Ai fini della
determinazione del limite massimo di costo della nuova edificazione
valgono le seguenti definizioni:
a) costo di elevazione (C.E.) – si
intende il costo riferito a tutte le opere realizzate alla quota del
rustico del primo piano di calpestio al di sopra dell’estradosso delle
fondazioni;
b) costo di costruzione (C.C.) – si intende la somma del
costo di elevazione e dei seguenti addendi: costo delle fondazioni,
costo delle sistemazioni esterne, costo degli allacciamenti.
L’incidenza di detti addendi sul costo di elevazione, che sarà
stabilita dalla Regione, non potrà eccedere complessivamente la
percentuale massima del 20%;
c) costo globale dell’intervento (C.G.) –
si intende la somma del costo di costruzione e degli oneri
complementari costituiti da:
spese tecniche e generali (progettazione,
direzione lavori, collaudo, etc.);
prospezioni
geognostiche;
acquisizione area urbanizzazioni;
spese promozionali e
commerciali, oneri finanziari e tasse;
d) superficie utile abitabile
(Su) – si intende la superficie dal pavimento degli alloggi misurata
al netto dei muri perimetrali e di quelli interni, delle soglie di
passaggio da un vano all’altro, degli sguinci di porte e finestre;
e)
superficie netta non residenziale (Snr) – si intende la superficie
risultante dalla somma delle superfici non residenziali di pertinenza
dell’alloggio quali logge, balconi, cantinole o soffitte e di quelle
di pertinenza dell’organismo abitativo quali androni di ingresso,
porticati liberi, volumi tecnici, centrali termiche.
Tale superficie
dovrà essere contenuta nel complesso entro il 40% (quaranta per cento)
della superficie utile abitabile (Su) oltre ad un massimo di mq 18 per
autorimessa o posto macchina al coperto per abitazione. Tale limite
del 40% si intende non per singolo alloggio ma riferita alla
complessiva (Su) dell’organismo abitativo;
f) superficie complessiva
(Sc) – si intende la superficie utile abitabile aumentata del 60%
(sessanta per cento) delle superfici nette non residenziali: Sc = Su +
60% Snr.

2. Il limite massimo di costo di elevazione al mq di
superficie complessiva (C.E.) è stabilito in L. 380.000.
Al limite
massimo di costo (C.E.) di cui al precedente comma sono consentite le
seguenti maggiorazioni fino al massimo del:
a) 10% per abitazioni
progettate e costruite secondo le norme antisismiche, in relazione al
grado di sismicità ed alla tipologia;
b) 10% per tipologie
particolarmente onerose; le regioni gradueranno tale maggiorazione in
relazione alle differenti tipologie;
c) 5% per soglie di documentato
risparmio energetico non inferiore al 10% rispetto a quanto stabilito
dalla legge n. 373/1976, 10% per soglie di documentato risparmio
energetico non inferiore al 20% rispetto a quanto stabilito dalla
legge 373/1976.

3. Entro il limite massimo stabilito dal C.E.R., le
regioni possono individuare più costi ammissibili per gli interventi,
secondo le diverse caratteristiche geo-morfologiche del territorio.
Per motivate esigenze le regioni possono autorizzare costi superiori a
quelli da esse deliberati ma contenuti nel limite massimo stabilito
dal C.E.R. e sempreché le entità fisiche programmate rientrino nelle
disponibilità finanziarie accordate.

TITOLO II
Recupero del
patrimonio edilizio

4. Ai fini della determinazione del limite
massimo di costo del recupero del patrimonio edilizio di cui all’art.
31, lettere c), d), e) della legge n. 457/78 valgono le seguenti
definizioni:
a) recupero primario – si intende il recupero della
funzionalità e della sicurezza anche sismica dell’edificio per quanto
riguarda le sue parti comuni; interessa quindi complessivamente il
consolidamento statico e il risanamento igienico delle strutture
portanti orizzontali e verticali comprese le fondazioni, le scale e le
coperture, le parti comuni degli impianti compresi gli allacciamenti,
la finitura delle dotazioni comuni; le regioni definiranno la
graduazione del limite massimo di costo relativo al recupero primario,
di cui al successivo art. 5 in relazione al numero e alle
caratteristiche delle opere sopra descritte da eseguire
effettivamente;
b) costo globale dell’intervento di recupero primario
(C.G.P.) – si intende la somma del costo del recupero primario e degli
oneri complementari costituiti da:
spese tecniche e generali
(progettazione, direzione lavori, collaudo, etc.);
rilievi ed indagini
preliminari compresi saggi e carotaggi delle
murature;
urbanizzazioni;
spese promozionali e commerciali, oneri
finanziari, tasse etc.;
c) recupero secondario – si intende il
recupero della totale agibilità e funzionalità dei singoli alloggi;
d)
costo globale dell’intervento di recupero secondario (C.G.S.) – si
intende la somma del costo del recupero secondario e degli oneri
complementari costituiti da:
spese tecniche e generali (progettazione,
direzione lavori, collaudo, etc.);
spese promozionali e commerciali,
oneri finanziari, tasse, etc.);
e) costo globale di recupero (C.G.R.)
– si intende la somma dei costi globali del recupero primario (C.G.P.)
e del recupero secondario (C.G.S.).

5. Il limite massimo di costo di
recupero primario è fissato in L. 300.000 al mq.
Il costo del recupero
primario è applicabile a tutte le superfici siano esse utili abitabili
che nette non residenziali.
Il limite massimo di costo di recupero
secondario è fissato in L. 200.000 al mq.
Il costo del recupero
secondario è applicabile alle superfici utili abitabili integralmente
ed alle superfici nette non residenziali di pertinenza dell’alloggio
con una riduzione del 30% del suo valore.

6. Al costo del recupero
primario sono consentite le seguenti maggiorazioni sino ad un massimo
del:
a) 20% per abitazioni recuperate con adeguamento alle norme
sismiche, in relazione al grado di sismicità della zona;
b) 10% quando
l’altezza virtuale è = 4,5 e/o quando il rapporto mq lordo/mq netto è
> 1,2;
c) 5% per demolizioni di superfetazioni;
d) 5% per particolari
difficoltà di attrezzature di cantiere e di trasporto materiali;
e)
20% per demolizioni e disallacci in casi di ristrutturazione
urbanistica ed edilizia;
f) 5% per soglie di documentato risparmio
energetico non inferiore al 10% rispetto a quanto stabilito dalla L.
n. 373/76, 10% per soglie di documentato risparmio energetico non
inferiore al 20% rispetto a quanto stabilito dalla legge n.
373/76.

7. Al costo del recupero secondario sono consentite le
seguenti maggiorazioni sino ad un massimo del:
a) 10% quando l’altezza
virtuale è = 4,5;
b) 5% per particolari difficoltà di attrezzatura di
cantiere e di trasporto materiali;
c) 5% per soglie di documentato
risparmio energetico non inferiore al 10% rispetto a quanto previsto
dalla legge n. 373/76, 10% per soglie di documentato risparmio
energetico non inferiore al 20% rispetto a quanto previsto dalla legge
n. 373/76.

TITOLO III
Manutenzione

8. Il limite massimo di costo di
manutenzione straordinaria (C.M.) è fissato in lire 220.000 al mq.
Il
costo di manutenzione è applicabile alle superfici utili abitabili
integralmente ed alle superfici nette non residenziali con una
riduzione del 30% del suo valore.

9. Al limite massimo di costo
(C.M.) sono consentite le seguenti maggiorazioni sino ad un massimo
del:
a) 10% quando l’altezza virtuale è = 4,5;
b) 5% per particolari
difficoltà di attrezzatura di cantiere e di trasporto materiali;
c) 5%
per soglie di documentato risparmio energetico non inferiore al 10%
rispetto a quanto previsto nella legge n. 373/76, 10% per soglie di
documentato risparmio energetico non inferiore al 20% rispetto a
quanto previsto nella legge n. 373/76.

10. Il costo globale
dell’intervento di manutenzione (C.G.M.) è la somma del costo di
manutenzione e degli oneri complementari costituiti da:
a) spese
tecniche e generali (progettazione, direzione lavori, collaudo,
etc.);
b) spese promozionali e commerciali, oneri finanziari e
tasse.

TITOLO IV
Quadri economici

11. Ai fini dell’applicazione dei
limiti massimi di costo previsti dal presente decreto, i progetti
debbono essere corredati dai dati metrici e parametrici di cui agli
articoli precedenti secondo i modelli predisposti dal Comitato per
l’edilizia residenziale.

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